Salta navigazione.
La vita sta cambiando pelle

L’obesità aumenta ovunque e cresce la preoccupazione per le malattie cardiovascolari. Rapporto della rivista The Lancet

obesità nel mondo

Beniamino Bonardi

L’obesità aumenta ovunque e cresce la preoccupazione per le malattie cardiovascolari. Rapporto della rivista The Lancet

Nel 2017, il 73% dei decessi registrati nel mondo, gran parte dei quali precoci, sono stati causati da malattie non trasmissibili, con oltre 28,8 milioni causate da quattro soli fattori di rischio: ipertensione, fumo, glicemia alta, elevato indice di massa corporea. L’obesità è aumentata in quasi tutti i paesi del mondo, provocando oltre un milione di morti per diabete di tipo 2, mezzo milione di decessi per malattie renali croniche legate al diabete e 180 mila decessi correlati a steatoepatite non alcolica. Tra le altre malattie che causano decessi e che sono correlate a un alto indice di massa corporea vi sono anche malattie cardiovascolari, neoplasie, demenza e asma.

È quanto emerge dal Global Burden of Disease Study pubblicato dalla prestigiosa rivista medica The Lancet, che evidenzia come i crescenti tassi di obesità potrebbero spiegare perché i tassi di mortalità per malattie cardiovascolari non diminuiscano più in Australia, Austria, Brasile, Germania, Paesi Bassi, Regno Unito e Stati Uniti. C’è anche preoccupazione che i tassi globali di cardiopatia ischemica e ictus ischemico possano iniziare a salire per la prima volta dagli anni ‘70.

Secondo The Lancet, l’incremento dell’obesità potrebbe essere il risultato di un aumento della ricchezza nazionale, che porta a cambiamenti complessi nei sistemi alimentari, nella qualità del cibo, nella nutrizione, nella tecnologia e nei livelli di attività fisica. La sfida per le autorità politiche è particolarmente importante dove la malnutrizione e l’obesità si verificano congiuntamente e dove sarebbero necessarie politiche nutrizionali basate sull’evidenza scientifica. Cosa necessaria anche nei paesi in cui i tassi di obesità sono bassi ma stimati in aumento. 26 novembre 2018

Fonte Link: ilfattoalimentare.it