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LA DIFFUSIONE INCONTROLLATA DELLA LEGIONELLA E LA RESISTENZA DI BONACCINI ALLA (GIUSTA) RADIAZIONE DI VENTURI DALL’ORDINE DEI MEDICI

Cartacanta onlus

LA DIFFUSIONE INCONTROLLATA DELLA LEGIONELLA E LA RESISTENZA DI BONACCINI & CO. ALLA (GIUSTA) RADIAZIONE DI VENTURI DALL’ORDINE DEI MEDICI SONO LA RIPROVA DI UN GOVERNO DEL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE SERVILE, INCAPACE E ALLO SBANDO.

Il nuovo DPCM  (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri ) del 12 gennaio 2017 che dettaglia, tra l’altro, gli obblighi del Servizio nazionale, stabilisce che questo «assicura, attraverso le risorse finanziarie pubbliche …, i seguenti livelli essenziali di assistenza:

a) Prevenzione collettiva e sanità pubblica; b) Assistenza distrettuale; c) Assistenza ospedaliera».

Relativamente alla lettera a) e per quanto ora di nostro interesse, il DPCM precisa che il «Servizio sanitario nazionale garantisce a) sorveglianza, prevenzione e controllo delle malattie infettive e parassitarie, inclusi i programmi vaccinali; b) tutela della salute e della sicurezza negli ambienti aperti e confinat.

Se a questa questa poco nota e tuttavia fondamentale premessa sullo Stato che attribuisce al Servizio sanitario nazionale le risorse finanziarie (che si presume debbano essere quanto meno sempre adeguate e aggiornate rispetto agli impegni imputabili al Servizio ) per svolgere il compito di assicurare e garantire, attraverso i (dissennati) 21 Sistemi sanitari regionali, ben determinati Livelli Essenziali di Assistenza (ex art. 117 Cost.) che in quanto tali non sarebbero alterabili perché sottratti in termini di principio a qualsiasi “trattativa”, aggiungiamo il dato di fatto, incontestabile, che dal 2012 e fino al 2019 è stata decisa una scellerata pianificazione di 43,5 miliardi di euro di tagli al finanziamento del Servizio sanitario nazionale, di cui 18,5 miliardi decisi dal governo Renzi e passati grazie alla “carbonara” Intesa con le Regioni dell’11 febbraio 2016 nella quale il loro personale «contributo alla finanza pubblica» è stato concordemente trasformato in «contributo del Ssn alla complessiva manovra a carico delle Regioni definita dalla legge di Stabilità 2016», dove dunque il Servizio sanitario nazionale (!) e non le Regioni viene chiamato, al pari di un qualsiasi ente, a contribuire al risanamento della finanza pubblica.

Tanto sarebbe stata amara la medicina da somministrare ai cittadini che la Regione ha puntato tutto sulle concessioni di lauti premi di risultato alle terne apicali (Direttori generali, sanitari e amministrativi) delle varie Aziende del Servizio sanitario regionale (Ausl e Ospedaliere), una media di 20mila euro per ciascun Direttore, che sarebbero state (sicuramente) capaci di tagliare anche la carne viva limitando al massimo le proteste.

In ogni caso, adesso, sulla base dei tagli al Servizio sanitario regionale ripartiti su base locale, le Aziende sanitarie dovrebbero dimostrare, dati alla mano, ai cittadini che in tutti questi anni i tagli non hanno minimamente inficiato l’assiduità dei sopra richiamati compiti di prevenzione e sorveglianza (inclusi i programmi vaccinali) come neppure hanno limitato gli impegni nelle indagini volte a individuare la fonte di questa ulteriore ondata di infezioni ancora una volta particolarmente concentrate nel quartiere Montebello.

Per quanto riguarda invece l’attività del Sindaco in qualità di Autorità sanitaria, data la sua vacuità e informità ce ne occuperemo un giorno quando avremo il tempo per parlare delle amebe parassite dell’uomo.

Leggermente diverso, ma solo a prima vista, appare il caso della radiazione dall’Ordine dei medici dell’assessore regionale alla salute Sergio Venturi per aver nella sostanza autorizzato, con la delibera regionale n. 508/2016, gli infermieri del 118 regionale alla somministrazione di farmaci nel corso dei loro interventi emergenziali.

Ebbene, a dispetto della pronta e obbligata solidarietà inviata all’assessore dai 42 manager delle Ausl regionali (peraltro nessuno si è stupito della fin troppo imbarazzante unanimità dei salamelecchi giunti da manager che sono stati tutti nominati o confermati dall’assessore) noi reputiamo gravissima l’autorizzazione a quella che riteniamo essere un’apertura alla deregulation in campo medico seppure presa, dice l’assessore, non nella veste di medico ma in quella di chi ricopre un incarico politico in Regione.

Eppure a noi era sembrato che l’assessore Venturi tenesse molto alla sua qualifica di medico dato che al momento della sua nomina ad assessore quando si era trattato di scegliere se essere remunerato “politicamente” come tutti gli altri assessori oppure da dirigente medico ancora in forza alla Ausl di Modena non ha esitato a optare per lo stipendio da medico (8.584 euro lordi al mese, circa 2.000 euro in più del normale stipendio da assessore, in aggiunta ai 2.148 euro lordi di indennità di funzione e ai 2.409 euro netti come rimborso spese forfettario) con buona pace della sua coscienza politica. Ad ogni modo, il dottore-assessore Venturi era ben a conoscenza del fatto che il medico è sempre soggetto al rispetto della deontologia medica anche quando ricopre ruoli politici, amministrativi e gestionali e che al medico non soltanto è fatto divieto anche solo di condividere decisioni in evidente contrasto con i dettami del codice deontologico ma pure, in questi casi, di dissociarsi pubblicamente.

Ma a quanto pare per Venturi i tagli alla spesa sanitaria vengono prima della deontologia medica anche derogando con la prescrizione di farmaci consentita agli infermieri e forse un domani anche ai portantini . Per una volta viva allora l’Ordine dei medici e ben vengano le radiazioni di chi infrange, e solamente per soldi, il codice deontologico medico.

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