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La vita sta cambiando pelle

NON COMPRATE LO SPREMIAGRUMI GIRMI. DOPO POCHI MESI DI LAVAGGIO LA PARTE IN PLASTICA E' INUTILIZZABILE. E NON VI VIENE SOSTITUITA

LO SPREMIAGRUMI DELLA GIRMI DEVE ESSERE RITIRATO DAL MERCATO PERCHE’ DIFETTOSO E PERICOLOSO ALLA SALUTE (video Report sulle plastiche)

spremiagrumi Girmi

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Il 05 Ottobre 2015 compravo un piccolo elettrodomestico: uno spremiagrumi. Sono solito fare colazione con spremuta di pompelmo rosa oppure acqua tiepida e limone.
Lo comprai presso un negozio dell’Oltretorrente di Parma. Mi consigliarono loro questo per il rapporto qualità prezzo.
Tornato a casa controllai nel libretto istruzioni le modalità di utilizzo e pulizia. Spillai lo scontrino fiscale e la matrice del pagamento con Mastercard al libretto
Notai che la parte che raccoglieva il succo poteva essere lavata in lavastoviglie, e così dopo l’utilizzo e un veloce sciacquo con acqua del rubinetto, riponevo le parti da lavare in lavastoviglie.
Dopo pochi mesi vidi la plastica del contenitore opacizzarsi, facile a rotture e crepature.

Era palese che non era stato testato per la pulizia in lavastoviglie (e quindi l’indicazione nelle istruzioni era falsa!) quei componenti in plastica erano inadeguati e pericolosi per la raccolta di succhi. Quella plastica deteriorata pericolosa alla salute.
Prima della scadenza dell’anno riportai l’elettrodomestico al negozio in cui l’avevo acquistato e cercai di farmelo sostituire. Mi dissero di rivolgermi al centro assistenza. Ingenuamente accettai e mi diedero il numero telefonico. Quel numero 800014407 mi rimandava a un altro numero 0307720104 e poi a un altro ancora 800011045. Non vi dico il tempo perso tra musichette e rimpalli di addetti. Il centro assistenza non era comunque a Parma, ma a Milano, Reggio Emilia, Piacenza. Dopo numerosi rimpalli vocali una impiegata mi rispose e mi chiese il tipo di assistenza desiderato. Spiegai che si trattava del contenitore (la parte in plastica). Prese nota di tutto aprì una pratica (317638) e mi disse che il prossimo giovedì mi avrebbero chiamato. E mi chiamarono sì, ma per dirmi che non trattandosi della parte motorizzata non rientrava in garanzia. Una cosa veramente ridicola!! Come se si potessero spremere i frutti senza quella parte essenziale dell’elettrodomestico. Cosa me ne faccio di quel motorino elettrico! Una vera presa in giro per il consumatore. Spiegai tutto al negozio rivenditore che confermava, a mio parere sbagliando, questa strana giustificazione.  
Tutto il tempo e il trasporto mi sarebbe costato più dell’elettrodomestico. Lo riposi nella sua confezione tra gli oggetti da non utilizzare e comprai uno spremiagrumi manuale.
La cosa però mi diede molto fastidio. Questi produttori scorretti, non possono sempre farla franca! E’ una questione di principio. Ormai si sa che dietro il marchio noto, spesso non c’è più nulla. Sono solo dei simulacri oggetto di speculazioni finanziarie e di marketing. Dalla originaria Girmi - Subalpina non è rimasto nulla. La cessione nel 1986 alla americana Allegheny International, nel 1987 alla BSR International e Swan Housewares Limited, nel 1989 alla francese Moulinex, nel 1994 al gruppo milanese Fumagalli Carulli, rappresentato dalla Betefin Holding S.A. con sede in Lussemburgo che nel 1999 porta l’azienda a una profonda crisi. La parte produttiva e il marchio vengono allora rilevati da un gruppo di imprenditori locali supportati dalla Banca Popolare di Intra e definitivamente, nel 2004, lo stabilimento viene chiuso e il marchio acquisito dal gruppo Bialetti (ma guarda la coincidenza con il pessimo post vendita e assistenza LINK).

In data 17 febbraio 2017 tornando da una visita medica in Ospedale, mi fermo nel negozio perché avrei voluto risolvere questa storia avendo incontrato Mara Colla responsabile dell’associazione Confconsumatori di Parma, la quale mi aveva ribadito, anche per un’altra vicenda con la Bialetti (detwntrice del marchio Girmi), che vi è acclarata  giurisprudenza in merito: “Il negozio dove è stato effettuato l’acquisto è il referente unico e principale ed è lui direttamente che deve agire nei confronti della casa produttrice e/o distributrice, per conto del cliente, per eventuali esigenze di assistenza o sostituzioni”.
Chiesi al negozio che mi fosse sostituito e  rinviato l’elettrodomestico a me venduto nell’ottobre 2015 alla Girmi.
Andai a casa per prendere lo spremiagrumi e glielo riportai: alla vista comprese le mie rimostranze, ma mi disse che non avrebbe potuto far nulla. Non avrebbe inviato l’oggetto a me venduto al produttore (temeva la reazione della Girmi nell’aver accettato quel ritiro. Capite a che punto siamo arrivati!) e mi offrì il costo d’acquisto rimborsato. Lo rifiutai perché non era quello che volevo da loro, ma la contestazione del prodotto alla Girmi che mette sul mercato prodotti non adeguatamente testati. Rifiutai i contanti con cui cercava di liquidare questa situazione, facendosi pure vittima (rimarcando: “ci rimetto dei miei soldi”) e sostenendo pure: “Così può informare la Confconsumatori che il negozio le ha rimborsato l’acquisto”. Ribadii che non era questo il solo mio obiettivo. Volevo allertare anche altri consumatori che, dopo di me, avrebbero potuto incorrere nello stesso sbagliato acquisto anche presso altri punti vendita, in quanto questo spremiagrumi è difettoso e pericoloso alla salute. La Girmi deve ritirare dal mercato quel prodotto. Rifiutai il rimborso in euro e la salutai. (Parma, 17/02/2017)

Luigi Boschi  

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