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Nuovi casi di Legionella a Parma e il declino dell'Ospedale Maggiore

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Nuovi casi di Legionella a Parma

Diverse persone con la legionella abitanti in zona piazzale Maestri, sono state ricoverate al padiglione Barbieri dell’Ospedale Maggiore di Pama. Dal racconto di una persona: "da diverse settimane praticavo  sistematicamente camminate a piedi in piazzale Maestri, mi spingevo nel parco di via Montebello e con la bicicletta arrivavo all’Eurosia.
Da alcuni giorni mi sentivo affaticato e con linee di febbre. Mi rivolgevo al mio medico che provvedeva a chiamare il 118. Arrivato al Pronto Soccorso venerdì 30 Novembre, dopo alcuni esami mi diagnosticavano polmonite con febbre e mi ricoveravano al padiglione Barbieri. Solo oggi, lunedì, è stato fatto l’esame delle urine specifico per la legionella". Perché non è stato fatto subito, ma si è aspettato lunedì? Non c’era, forse, il laboratorio disponibile?
Dove è la mappatura in città degli insediamenti a rischio legionella? L’AUSL effettua i controlli nelle aziende con impianti a rischio?

In quella zona sono tre:
Esselunga;
Eurosia;
Città di Parma.  
Dalla prima esperienza di epidemia legionella dal 22 agosto al 9 ottobre 2016[LINK]cosa ha fatto l’AUSL in chiave preventiva e di controlli?
Quali sono state le strategie preventive adottate?
I cittadini vorrebbero essere messi al corrente.
Di questa situazione attuale di legionella alla Direzione generale (la segreteria del dottor Massimo Fabi) non sapeva nulla. Possibile?
Vi terremo aggiornati. La Procura dovrà attivarsi e indagare sull’operato dell’AUSL. Come al solito le funzioni apicali, dal sottoscritto chiamate telefonicamente, tendono a tergiversare, a insabbiare, a depistare. Tanto c’è di mezzo solo la salute di cittadini che devono consumare il rancio delle prescrizioni mediche senza sapere. Manteniamoli tutti nell’ignoranza. Basta vedere i pasti distribuiti nei vari reparti con prosciutto cotto e stracchino.
Che il SSN italiano sia tra i migliori è risaputo (nonostante le numerose e vergognose malversazioni), così come, ormai, che l’ospedale di Parma sia in caduta libera da molti anni. Liste di attesa di mesi dovute, principalmente, alla mancanza di sale operatorie. Macchinari in affitto alcuni giorni al mese senza professionisti in grado di utilizzarle per il loro potenziale. E i pazienti a fare da cavie. (Parma, 03/12/2018)

Luigi Boschi

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Il declino dell’OSPEDALE DI PARMA inadeguato alle esigenze

I politici di Parma farebbero bene ad informarsi sui tagli alla sanità in Emilia Romagna e in Italia (LINK) prima di chiedere il voto. Dovrebbero sapere che: “La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non consiste solo in un assenza di malattia o d’infermità. Il possesso del migliore stato di salute possibile costituisce un diritto fondamentale di ogni essere umano, senza distinzione di razza, di religione, di opinioni politiche, di condizione economica o sociale. I governi sono responsabili della salute dei loro popoli; essi possono fare fronte a questa responsabilità, unicamente prendendo le misure sanitarie e sociali adeguate”. (“Costituzione” dell’Organizzazione Mondiale Sanità, New York 22 luglio 1946 – ratificata dall’Italia l’11 aprile 1947).
Vi è una vera e propria filiera della malattia si direbbe incontrastata, anche sostenuta con lauti finanziamenti: si parte dalla non conoscenza del corpo e dei cibi, da una diseducazione scolastica, delle porcherie alimentari distribuite con la pubblicità, per arrivare al farmaco dipendente per anni e quindi in lungo degenza ospedaliera dove divieni una cavia per la “non scienza medica”.

Pensate all’olio di palma per quanti anni è stato usato dall’industria alimentare per poi scoprire il suo alto indice di aterogenicità  (IA 0,90) ossia il rischio di insorgenza di ateriosclerosi e un alto indice di trombogenicità (IT 1,63), ossia il rischio trombotico  (formazione di trombi all’interno del sistema vascolare;  all’obesità diffusa anche nei bambini, alla sempre più frequente steatosi epatica (fegato grasso), al diabete, alla ipertrofia prostatica e al cancro. Se il nostro corpo è ciò che mangiamo queste malattie citate sono i risultati. Ma poco si fa per modificare questo trend in ascesa. Basta vedere il menù dell’Ospedale o delle mense pubbliche: cibo e combinazioni alimentare che non hanno nulla a che vedere con la salute e il benessere.
E il sistema sanitario non è in grado di assolvere a questa condizione sociale patologica.   
I politici dovrebbero sapere che all’ospedale di Parma sono insufficienti le sale operatorie, scarseggiano le tecnologie di ultima generazione; sono insufficienti gli specialisti. Tutto ciò causa liste di attesa lunghissime, dannose per le patologie dei pazienti; a meno che non si faccia ricorso alla libera professione, quindi a pagamento e spariscono come d’incanto le priorità di malati per tumore, ecc. Così ho saputo che un mio amico economicamente benestante pagando circa 6.000 euro ha bypassato tutte le difficoltà con operazione eseguita dal primario scelto.
Ma tutto questo declassa la qualità dell’Ospedale. E una città con un ospedale non qualificato è pure lei declassata. Per fortuna con la generosità e la visione di Luca Barilla, non certo dello Stato, si è potuto avere l’Ospedale dei Bambini Pietro Barilla. Oggi un centro di eccellenza.
Ma in Italia, purtroppo, succede pure che gli ospedali diventino dei call center che smistano le visite a pagamento presso studi professionali medici privati. Paghi una costosa visita che va da un minimo di 150 alle 350 euro per sentirti confermare la diagnosi che già conosci documentata con tutti gli esami già svolti e che l’eventuale intervento lo potrai fare fra 8 mesi 1 anno.  Questa è diventata la sanità della politica neoliberista in cui in pochi hanno accesso ai migliori servizi, e la massa subisce impotente e passivamente le ingiustizie a loro perpetrate. Ovviamente pagate in anticipo. Si paga per avere un disservizio!  
“In Italia (scrive nel suo Rapporto 2007 “Eurofamcare”), l’offerta di servizi pubblici, sia domiciliari, che residenziali è una delle più basse dell’intero panorama europeo e non sembra realistico ipotizzare, per il  prossimo futuro, una crescita del grado di copertura da parte dei servizi pubblici, (inteso come percentuale di anziani assistiti), in quanto, a fronte del progressivo aumento della popolazione anziana, un certo incremento di risorse sarà necessario soltanto per mantenere i livelli attuali”.
Parma città della cultura italiana 2020! Bene chiediamo con forza in Regione al suo Presidente, eletto con solo il 40% degli aventi diritto e così pure tutti i 50 Consiglieri, una maggiore attenzione al nostro Ospedale che non gode più di molta fiducia e qualità. A forza di tagli le strutture pubbliche sanitarie collassano, subiscono una morfogenesi irrecuperabile e non sono di interesse per nessuno. Divengono solo dei dormitori per lunga degenza (cimiteri semiviventi).
La spesa sanitaria ordinaria non la si può parametrare al PIL. E gli investimenti in ricerca o strutture non devono rientrare nel costo annuale di funzionamento come vorrebbe Stefano Bonaccini. (video)
“Questa è la tecnica usata per le privatizzazioni: prima si tagliano i fondi, poi ci si accerta che le cose non funzionino più a dovere, quindi si fa in modo che la gente si arrabbi per bene e così facendo si consegnerà il sistema [pubblico] al privato. Ecco svelata la truffa della protezione sociale”. (N. Chomski, Lectio Magistralis, Toronto 7 aprile 2011)

Luigi Boschi

Parma, 20/02/2018