Salta navigazione.
La vita sta cambiando pelle

Pio Massa, Giustizia Società e Tribunali

 Pio Massa Pio MassaPio Massa

Una faccia che non ispira nulla di buono. Anzi! traspira l'inquietudine d'animo burocratese e pochezza di valori. Non va oltre il codice. Disprezza i cittadini. Li tiene lontano dalla sua vista. Incapace di comprendere lo stato d'animo delle persone, si trincera dentro al suo ufficio negandosi al cittadino, come se non fosse pagato da noi. E il Tribunale, così, diviene cosa privata. Qui arrivano sempre i "migliori" burocrati! In quanti ingrati dell'umanità hanno baciato l'anello del Papa! E pure lui Massa che fa? il finto cattolico per convenienza, una foto con il Papa vale qualcosa. Solo convenienza. Questa città non ha speranza! Qui arrivano sempre i migliori burocrati. Originario di Foggia, 62 anni, emigrato a Piacenza, poi dal 2011 è stato presidente della sezione Penale del tribunale di Cremona. Spostato a Parma con chiamata da Roma, avrebbe dovuto presiedere anche il collegio giudicante gli imputati eccellenti del calcio scommesse. Meglio evitare la rogna. E da Roma, appunto, è arrivata la chiamata a Parma. Ubbidisco!! ha risposto, il nostro Pio, volentieri. E ora ce lo troviamo qui. Senza arte ne parte con il suo fardello di burocrazia schiva alla responsabilità sociale, ma capace di scaricabarili. Lo ha già fatto con il calcio scommesse. E lo stesso metodo lo porterà nel Tribunale di Marpa (anagramma di Parma) e dei marpioni. Un ambiente a lui consono. Una di quelle persone che senza il blasone burocratese sarebbe un nulla, uno scarto dell'umanità. Un'altra coccarda parmigiana per il niente! Incapace di guardarti negli occhi, uno sguardo sghimbescio velato da lenti azzurrognole. Privo di gusto e eleganza. Nessuna autorevolezza. La Giustizia non è sinonimo di verità! né di responsabilità sociale, Presidente, impari da Don Ciotti. Davanti al prete di strada lei avrebbe firmato il provvedimento d'urgenza e sospeso l'esecuzione. Ma al cittadino no!! Lo si tiene vessato.
L'uomo di coscienza sa andare oltre i codici quando questi danneggiano le persone se adottati senza la necessaria discrezionalità del contesto. La situazione è qualcosa di imprescindibile nell'applicare il codice. E un Presidente del Tribunale deve saper affrontare l'imprevisto, l'emergenza. Ma per questo occorrono uomini consapevoli, capaci e con coraggio, in grado di assumere posizioni anche scomode. Ma con quella faccia lì non promette nulla di buono. Un Presidente che demanda la responsabilità di un provvedimento a uno che dovrebbe invece eseguirlo, significa venir meno al suo ruolo. Dimostra di essere un pavido, senza coraggio, genuflesso al potere del capitale, incapace di comprendere il disagio sociale, e non merita il ruolo che gli è stato affidato dalla società e da noi remunerato. Che Vergogna!! E questi sarebbero gli uomini della giustizia italiana? Non si può avere pietà verso questi individui. Ma verrà un tempo in cui in molti si dovranno vergognare di certi provvedimenti che insabbiano il giusto e mortificano la persona. Quando la conoscenza, la tecnica e la perseveranza soccombono alla prepotenza di pochi, e la giustizia si rende strumento di vessazione di questi, la società costruita sulla Costituzione perde ogni ragione di esistere. Verrà un tempo in cui molti si dovranno vergognare della loro esistenza. La stima nei confronti delle persone delle istituzioni, la si dà per meriti sul campo, non per nomina, né perché chiamati negli incontri del Rotary, di cui si pavoneggia la foto davanti allo stendardo. (Parma, 04/12/2018)

Luigi Boschi