Salta navigazione.
La vita sta cambiando pelle

Povertà a Parma, Caritas: "Assistite nel 2017 più di 3.000 persone"

Fila di poveri alla mensa della Caritas di Parma

Il rapporto dell'associazione di assistenza

In provincia di Parma le famiglie in condizioni di povertà sono circa 9.400 con 29 mila persone. Il dato è emerso nel corso della presentazione del rapporto 2017 della Caritas sulla povertà. 

Anno che ha visto migliorare Pil e occupazione (3mila disoccupati in meno a Parma) ma, in Italia, anche un aumento significativo della povertà, soprattutto quella relativa (a livello statistico una famiglia di due componenti che consuma meno di 1.085 euro mensili).

I cittadini assistiti dai due centri della Caritas locale sono stati 3.170 sempre nel corso del 2017, 1.580 quelli incontrati, 5.400 i bisogni rilevati e 7mila gli interventi.

Il 73% dei poveri che si rivolge a Caritas è straniero, il 75% disoccupato, il 54,7% senza casa e senza famiglia.

Il numero degli utenti - rileva la Caritas - è ancora in forte crescita nel 2017 (più 18,3%) specie per quanto riguarda gli stranieri (più 21,2%), i disoccupati (più 23,4%) i senza dimora (più 26,7%) con una centralità delle problematiche migratorie.

I poveri stranieri sono soprattutto giovani (pesa la disoccupazione giovanile al 22%), i poveri italiani anziani.

Nel primo semestre 2018 si registra una diminuzione degli accessi alla Caritas a causa della diminuzione dei flussi migratori e grazie all'introduzione di politiche di sostegno al reddito da parte dello Stato e degli enti locali.

"A fronte della diminuzione degli utenti, c'è una recrudescenza delle condizioni dei poveri cronici, non integrabili nel mercato del lavoro. Aumentano per loro i problemi famigliari, le dipendenze da alcol e droga, i problemi di salute. Si assiste di fatto un fenomeno di mancato accesso degli stranieri alla società del "benessere" e di erosione di status dei nativi" commenta il consigliere comunale Pier Paolo Eramo che ha assistito alla presentazione del rapporto. 27 novembre 2018

Fonte Link: parma.repubblica.it