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Rete Ambiente Parma: "Il patto di fiume e la cassa sul torrente Baganza". Salta il patto di Fiume a Felino

La cassa di espansione sul Baganza a Casale di Felino (oltre 55 milioni di euro), imposta dalla Regione, è una idiozia così come la diga di Armorano proposta da Stefano Orlandini. LB
Cassa di espansione sul Baganza a Casale di Felino

Giuliano Serioli
Un patto di fiume nemmeno cominciato. Un semplice elenco di cose da fare, senza contenuti che le tenessero assieme.
Tanta gente in un posto angusto che il sindaco di Felino Elisa Leoni voleva trasformare in un successo della sua iniziativa burocratica, senza riuscirvi.
I dirigenti di Aipo e il sindaco di Felino (dagli altri paesi, nessuno) si aspettavano quattro gatti volenterosi da piazzare ai tavoli, a cui far vedere alcune slide e raccogliere solo piccole osservazioni su qualche problema di strade o frane collegate al decorso del torrente Baganza.
Ma l'incontro come lo intendevano è saltato.

Non era materialmente possibile dividersi in tavoli, non c'era spazio e c'era troppa gente.
Soprattutto si sentiva nell'aria che ci si si aspettava dell'altro.
Cesare Azzali, presidente dell’Unione Industriali, ha posto subito la questione di sostanza.
Non bastava un elenco di temi generici, occorreva un'analisi, un contesto in cui inserire i vari temi di una problematica idrogeologica lungo l'asse del torrente.
Visto che non veniva data né ce n'era l'intenzione si è alzato per andarsene.
A quel punto, per fermare l'Unione Industriali e cercare di salvare l'incontro, è intervenuto Meuccio Berselli di Aipo, che ha cercato di mediare tra l'esigenza di capire più in generale i problemi e la necessità di Aipo di avere delle carte compilate di problemi specifici lungo l'asse torrentizio e viario.
Mediare tra due esigenze, un dibattito a tutto campo e un incontro solo tecnico, ormai era impossibile.
Retetambiente Parma ha posto lo stesso tema di Azzali: non è possibile entrare nei dettagli se prima non viene fatta un'analisi a 360 gradi.
Il ruolo del bosco e dei tagli boschivi nel creare punti critici in caso di forti piogge, che porterebe a valle tutte le ramaglie abbandonate dopo i tagli.
Il problema del 20% di franosità del territorio montano che avrebbe concorso in modi differenti nel creare altrettante criticità.
Infine il vero convitato di pietra dell'incontro, la cassa d'espansione sul Baganza, adottata da Aipo.
Tema, non a caso, sollevato da Luigi Fereoli chiedendo la possibilità di discutere eventuali alternative.
Aipo ha ribadito che il tema cassa fosse chiuso definitivamente e non all’ordine del giorno.
A quel punto Meuccio Berselli ha capito la piega che stava prendendo l’incontro e se ne è andato.
Se ne sono andati, poi, Cesare Azzali e quelli dell'Unione Industriali, che pochi giorni prima avevano avanzato sui giornali un progetto alternativo alla cassa d'espansione sul Baganza a firma di Stefano Orlandini, ordinario di costruzioni idrauliche di Unimore, che prevede una diga di contenimento ad Armorano, sopra Calestano.
Ha abbandonato l’incontro Reteambiente Parma e l'ingegner Roberto Colla, del comitato di Colorno, che in alternativa propongono di alzare gli argini del Baganza con sversamenti controllati nelle campagne a fianco, in caso di piena, per trattenere l'acqua in laghetti lungo l'asta del torrente in modo da usarla a livello agricolo durante la siccità estiva.
Il convitato di pietra si era fatto largo: si voleva ridiscutere della Cassa sul Baganza. Aipo no. Così è finita l'assemblea ed è saltato il Patto di fiume a Felino.
Anche il Comitato contro la Cassa d'espansione ha abbandonato.
Non si poteva discutere di cosa fare in alto senza esser d'accordo su cosa fare in basso.
Una pietra sopra il patto.

Giuliano Serioli
Rete Ambiente Parma
salvaguardia e sostenibilità del territorio

Fonte Link: parma.repubblica.it

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