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La vita sta cambiando pelle

Riflessioni sul Vangelo di Don Umberto Cocconi: Maria è proprio la donna che muove il mondo e lo fa di nuovo roteare intorno al sole che è Dio.

La visitazione: opera di Raffaello Sanzio del 1517 circa conservata nel Museo del Prado di Madrid.

Don Umberto Cocconi

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Ap­pena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bam­bino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orec­chi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento di ciò che il Signore le ha detto» (Vangelo secondo Luca).

Il viaggio di Maria verso la cugina Elisabetta è un viaggio di nozze. Maria se ne va abbandonando la sua casa, i parenti, la sua adolescenza, ha fine per lei la sua vita segreta e di calma: si apre per lei una vita più impegnata verso il cielo e la terra. Da quando Maria è stata resa la madre di Dio, essa non esiste più per se stessa, neppure un istante. L’evangelista Luca dice che Maria balzò in piedi quasi fosse già tardi. «Uscirà dalla casa veloce quale onda improvvisa portata al largo dal vento e se ne andrà agile e sola di colle in colle» (David Maria Turoldo). Appena Gesù è disceso nel grembo di Maria, pare che il mondo stesso prenda a girare con un altro ritmo: un’agilità nuova sembra vibrare sulle cose. Va da sola Maria? Ma lei non è più sola, è già gravida, e per di più di Dio, è Lui certamente che la spinge fuori e la lancia sul mondo quale colomba dopo il diluvio, volando dall’arca. La “fretta” nei vangeli è un fatto che si ritrova ad ogni passaggio delle sante pagine e Maria è proprio la donna che muove il mondo e lo fa di nuovo roteare intorno al sole che è Dio. L’angelo si era appena congedato da lei, ma lei era ancora una fanciulla, sola, non avvezza ad avventura alcuna, forse timida, rivestita di silenzio. Maria ora corre in fretta per valichi stranieri e nemici e certo senza mezzi e senza preparativi è in cammino, pregustando una grande gioia. Com’è andata? Balzando, dice il vangelo. Non un accenno a qualche persona amica che l’accompagnasse o a qualche comitiva che la scortasse. Io penso che sia andata correndo su quei monti, non curante dei pericoli e dei disagi. Quando si ha Gesù nel cuore non si calcola più e nessuna impresa appare difficile e tanto meno imprudente. Maria è giunta finalmente alla meta: non è un albergo il luogo scelto per i suoi primi giorni d’amore, ma un'altra casa umile, dove una donna già avanti negli anni l’attendeva in una casa dove da lunghissimi anni regnava la tristezza a causa “del sangue senza germoglio”. Ma ora nella casa di Elisabetta inaspettatamente il suo seno aveva germogliato, il suo seno era prossimo a fiorire. E’ Maria la prima ad andare incontro, lei giovanissima si mette a servire la cugina anziana: nel vangelo è sempre colui che fa il primo passo che più ama. Come fosse una profuga una fanciulla smarrita, Maria va a servire, lei che è divenuta regina, serve senza farsi servire mai, nemmeno quando lei dovrà dare alla luce il suo prezioso frutto. Perfino in casa di Elisabetta c’è una persona che si mette al suo servizio, ma nella casa di Maria, della madre di Dio, nessuna persona che serve. Potremmo proprio affermare: è l’aurora della nuova civiltà, di un popolo di servi e non di padroni, di fratelli che ricorrono all’aiuto e non al comando. Gesù non è ancora nato e intanto è portato in giro per il mondo, è portato in casa del prossimo che ha bisogno. Avvenne che appena Elisabetta udì il saluto di Maria la creatura nel suo seno sobbalzò. Possiamo dire che la natura è attenta all’arrivo di Gesù. Gesù non è ancora nato e già si diffonde la grazia, si effonde la gioia del suo arrivo. Ogni bambino accostato a Gesù può mettersi a danzare. Il saluto di Maria ha portato gioia. A Elisabetta è toccato l’onore prima ancora che ai pastori, ai magi, ai discepoli di incontrare Gesù. Oggi Maria, ci porta in anticipo Gesù, pregustiamo già il Natale alle porte.