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La vita sta cambiando pelle

Roberto Ghiretti (Parma Unita) sull'accessibilità della città per le persone con disabilità

Nel corso dell'ultimo consiglio comunale il sindaco Pizzarotti ha spiegato come oggi non si possa rimpiangere la Parma del passato ma si debba guardare ad una Parma del futuro. Si tratta di una posizione di principio che, nella sua genericità, mi vedrebbe anche concorde, a patto però che ci si metta d'accordo su cosa intendiamo per passato e cosa per futuro.

Se per passato intendiamo cose che oggi sono sostanzialmente anacronistiche come, per fare un esempio, un programma del Teatro Regio ricco e sfarzoso come quello messo in campo nel 2001 è un conto, se per passato intendiamo conquiste sociali fondamentali che nel futuro prefigurato dal Sindaco devono andare a marginalizzarsi sempre di più, ecco che qualche contrarietà debba per forza emergere.

Un buon esempio in questo senso è quello dell'attenzione all'accessibilità e all'integrazione dei diversamente abili. Parma in passato ha sempre mostrato grande attenzione a questo tema, ponendosi spesso all'avanguardia rispetto al resto del Paese. Come non citare in questo senso le battaglie civili di Mario Tommasini?

Ebbene oggi di questa importante eredità non vi è quasi più traccia nell'azione amministrativa del Comune di Parma e questo è un errore di cui stiamo cominciando a pagare le conseguenze.

Il primo brutto segnale che qualcosa fosse cambiato in peggio è venuto un anno fa con il tentativo di tagliare il servizio di integrazione scolastica per studenti con disabilità; un'iniziativa che solo poco tempo prima non sarebbe neppure stata paventata e che invece oggi si è dovuta contrastare in Consiglio comunale e nelle piazze. Come definire poi i casi balzati agli onori delle cronache di due utenti con disabilità che hanno avuto problemi ad utilizzare autobus del servizio pubblico? Su quelle vicende attendo da oltre un mese di poter discutere una interrogazione, ma al di là di quelle che saranno le risposte nel merito dell'assessore il panorama appare abbastanza chiaro: esistono molte pensiline non a norma, un fatto che, da quanto si è capito, rende inaccessibili diverse linee cittadine della Tep. Non si tratta certo una situazione determinatasi oggi, ma l'assenza pressoché totale di iniziative ci fa capire che una certa capacità di attenzione è venuta meno in questi anni.

Capacità di attenzione che è protagonista di un altra vicenda raccontata di recente dai giornali: quella relativa ai bagni non a norma nel nuovo complesso universitario di via Kennedy. Anche in questo come nel precedente caso non si è dato alcun seguito alle denunce e, a quanto mi consta, la situazione dopo più di sei mesi è ancora ferma.

Ecco dunque un esempio di come non guardare al passato rischi di impoverirci culturalmente trasformando Parma in una città inaccessibile e soprattutto indifferente. Se il futuro di cui parla Pizzarotti consiste nello scordare i nostri valori e retrocedere dalle conquiste raggiunte nel passato inseguendo scenari futuribili improbabili non potrò che collocarmi all'opposizione. Il futuro che immagino per la nostra città è un futuro che non disconosce il passato, che non lo nega ma che anzi ne porta avanti le istanze sociali, culturali ed economiche, aggiornandole ai tempi che stiamo vivendo. Dimenticare tali istanze come mi sembra si stia facendo oggi in tema di accessibilità non è un progresso verso il futuro, ma un ritorno ad un passato remoto. 

Roberto Ghiretti
Parma Unita