Una pubblica amministrazione schizofrenica – C’è poi un altro aspetto che salta fuori dalle pagine del report. Anche di fronte a richieste simili, le amministrazioni non si comportano tutte allo stesso modo. E’ il caso delle richieste di accesso inviate dalla stessa Diritto di sapere per ottenere da alcune aziende di trasporto pubblico i reclami degli utenti con le relative risposte. Così, se la Gtt di Torino e l’Anm di Napoli hanno soddisfatto senza problemi la domanda, nessuna risposta è arrivata dall’Atac di Roma. Mentre l’Atm di Milano si è rifiutata di consegnare la documentazione sostenendo che ciò avrebbe causato “un pregiudizio concreto alla tutela degli interessi economici e commerciali dell’azienda”, in quanto le risposte agli utenti contenevano elementi che “costituiscono il know how aziendale”. Un’argomentazione che non convince Claudio Cesarano, project manager della ong: “Così viene vietata la possibilità di esercitare un controllo civico su come è gestito un servizio pagato dai cittadini, esattamente ciò per cui è nato il Foia”.

 

Le raccomandazioni – Per tutti questi motivi, “quella testata negli ultimi mesi – si legge nel report – è certamente una legge migliorabile e non deve spaventare il pensiero di dover mettere mano a una norma relativamente recente”. Diritto di sapere chiede per esempio di introdurre un sistema di sanzioni per gli enti che non rispettano il Foia, mentre il governo dovrebbe richiamare tutti i funzionari pubblici al rispetto degli obblighi di legge e assicurare loro una formazione adeguata. Non mancano i suggerimenti nemmeno all’Anac di Raffaele Cantone, invitata a revisionare le sue linee guida sul Foia in modo da fornire alle pubbliche amministrazioni istruzioni più chiare sull’applicazione delle eccezioni.

I casi positivi – Di strada da fare sulla via della trasparenza, dunque, ce n’è ancora molta. Ma il monitoraggio sul Foia una buona notizia la dà, visto che alcune amministrazioni hanno fornito informazioni che in passato erano state negate, a fronte del classico accesso agli atti previsto dalla legge 241 del 1990. Così questa volta i volontari sono riusciti a recuperare gli scontrini delle spese di trasferta di alcuni presidenti regionali. Oppure, grazie a una richiesta a cui ha collaborato ilfattoquotidiano.it, le ricevute dei sindaci di Milano, Verona e Parma, in precedenza rifiutate. Così come all’associazione Antigone sono arrivate i documenti sulle ispezioni sanitarie realizzate dalle Asl lombarde in alcune carceri. 7 aprile 2017

@gigi_gno