SORGENTI: MANIFESTO POLITICO

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Essere promotori, indirizzarsi verso la ricerca del nuovo futuro, attivare relazioni internazionali, conoscere e prevedere i nuovi risvolti sociali, sono modalità e forme di pensiero necessari per partecipare al divenire, non essere sempre considerati rimorchi, colonie incapaci di iniziativa e ricerca propria, ricondotti solo al ruolo passivo di consumatori, servi o zombi metropolitani. Restare vincolati alle sole tradizioni, chiudersi nelle culture indigene e al nuovo è fare una scelta di morte.
Devono invece essere incoraggiati il dibattito, lo scambio di comunicazioni e conoscenze a livello mondiale.
L’inizio di questo nuovo millennio è caratterizzato: da nuovi saperi scientifici, da una tecnologia interattiva (dopo un lungo periodo di tecnologie e media passivi), dalla globalizzazione, dalle reti, dall’economia della conoscenza.

Nodi e connessioni sono le nuove forme di convivenza assunte dalla struttura in rete. La potenzialità espressiva di un luogo nel contesto nazionale e internazionale si manifesta attraverso le scelte delle comunità (i nodi), i suoi saperi e le sue relazioni (le connessioni).
Una scelta politica di comunità diviene oggi strategica. Non si possono continuare a fare le lotte tra Guelfi e Ghibellini, tra Capuleti e Montecchi quando c’è di mezzo la vita. E’ l’esilio delle menti, la morte dei figli: è la tragedia umana che si ripete. I disastri sociali e economici sono spesso la conseguenza di un gruppo dirigente incapace, corrotto e manipolato.
La costituzione di un movimento transpartitico aperto al mondo laico, confessionale, che si richiama ai valori e ai diritti dell’uomo, che opera con una logica di localismo cosmopolita e ha come scopo lo sviluppo e la formazione di una nuova mente locale, una coscenza politica in grado di generare propri leader, proporsi nel dibattito politico locale, nazionale, internazionale, partecipare con propri candidati nelle chiamate elettorali, adoperarsi per la valorizzazione dei saperi e delle arti, delle tradizioni e della cultura storica locale, favorire l’apertura alla economia delle conoscenze e ai centri di ricerca e studio, alla ricerca scientifica, alle relazioni internazionali, l’attivazione di energie alternative, sviluppare un nuovo sistema di telecomunicazione, di mobilità collettiva e privata, nuove iniziative di impresa, la formazione di una comunità solidale e partecipata, promuovere una coscenza collettiva locale per partecipare consapevolmente al divenire di una vita pubblica determinata dai soggetti, dalle idee e non dall’Apparato.
E’ una riflessione politica, un punto di vista critico e propositivo sui cambiamenti auspicabili nel nostro Paese, sul ruolo e sul futuro del nostro luogo.
Una proposta politica per iniziare un dialogo costruttivo e di confronto indirizzato alla realizzazione di un progetto collettivo in divenire, in grado di raccogliere e sviluppare idee, proposte, istanze delle persone che vogliono essere partecipi del loro futuro. Una comunità che si dà un’etica della responsabilità individuale e collettiva capace di superare i conflitti di interesse e che si oppone al fanatismo. Un appello rivolto a coloro che sono coinvolti nel processo complesso e contraddittorio e alle persone comuni che si sentono molto lontane dalla politica e che la considerano una cosa che non li riguarda. Un territorio che ha bisogno di lavorare su se stesso con maggior senso di polis; un divenire di Stato da sistema paese alla poliarchia.
Nella economia delle conoscenze la creatività, il parco culturale, la potenzialità scientifica non possono più essere considerati ancelle della manifattura. Reprimere le menti e distruggere l’ambiente è un crimine contro la vita. (28/12/2000)

Luigi boschi

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