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WASHINGTON POST: VIA IL DIRETTORE, LARGO AI GIOVANI

(ansa.it) NEW YORK - Rivoluzione al Washington Post. In una mossa anticipata da settimane, il direttore Leonard Downie Jr. ha annunciato le dimissioni dopo 17 anni al timone del giornale della capitale statunitense. Downie lascerà il suo posto l'8 settembre 2008 in un momento di gravi crisi finanziaria e di ripensamenti tecnologici per i media negli Usa. Il direttore che ha portato il Washington Post a conquistare 27 premi Pulitzer (sei soltanto nel 2007, un primato da Guinness) ha annunciato il suo addio alla redazione in una riunione in cui ha ricordato di essere arrivato al Washington Post da stagista nel 1964 ad appena 22 anni, ma che ora il giornale ha "un nuovo, giovane editore e ha bisogno di un direttore più giovane di me".

E' da maggio che circolavano voci che il nuovo editore del Post, Katharine Weymouth, una pronipote della leggendaria Katharine Graham e dunque discendente della famiglia che ha la proprietà del giornale da quattro generazioni, era alla ricerca di un nuovo direttore. La Weymouth, che ha 42 anni, nominerà il successore di Downie nello spazio di poche settimane, hanno riferito fonti del quotidiano chiedendo l'anonimato.

Secondo il giornale online Politico, due nomi sarebbero in lizza: Marcus Brauchli, ex direttore del Wall Street Journal da poche settimane senza lavoro dopo l'avvento di Rupert Murdoch, e Jonathan Landman, vice direttore del New York Times. L'esperto di media del Washington Post, Howard Kurtz, ha suggerito tra i papabili il direttore esecutivo del Post Phil Bennett. Si parla anche di Jon Meacham, direttore di Newsweek, il settimanale che appartiene allo stesso gruppo editoriale del Washington Post. Il Washington Post è con il New York Times l'ultima grande testata ad essere controllata da un editore puro, gli eredi della famiglia Graham. Come tutti i grandi quotidiani negli ultimi anni anche il giornale della capitale ha dovuto fare i conti con un calo dei lettori dell'edizione cartacea pur raccogliendo sempre più frequentatori della versione online. Il Post ha perso 200 mila coppie rispetto alle 800 mila di un decennio fa nei sei mesi che si sono conclusi il 31 marzo, ma ogni mese annovera nove milioni di lettori sul web, terzo nella hit parade dell'editoria online dopo il New York Times e Usa Today.

Per Downie il 2008 era stato un anno a luci e ombre: da un lato la man bassa di Pulitzer, dall'altra il taglio di cento posti in redazione ottenuti in parte con prepensionamenti: se ne sono andate alcune grandi firme, tra cui l'editorialista David Broder e il principe dei giornalisti investigativi Bob Woodward. Per il Post cambiare direttore è una vera notizia. Downie, che ha 66 anni, troneggiava nella newsroom della 15.ma strada, non lontano dalla Casa Bianca, dal 1991 e il suo predecessore, Ben Bradlee era stato executive editor della testata per oltre 25 anni.

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