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La vita sta cambiando pelle

Canile, con la crisi economica abbandonato un cane al giorno

Quest'estate tra animali lasciati o smarriti la struttura di Lilli e Vagabondo ha accolto 102 amici a quattro zampe. Il complesso di zona Mercati è sempre più intasato e i responsabili dicono: "Sugli abbandoni pesa anche la recessione"

 Francesco Nani

(parma.repubblica.it) PARMA - L'ultimo arrivato è un meticcio di 14 anni che deve averne passate tante: cieco e sordo, è stato recuperato barcollante mentre cercava pericolosamente di attraversare la strada. Un ingresso che va a incrementare il già consistente elenco di cani ospitati nel canile municipale "Lilli e il vagabondo": 280 gli ingressi registrati da gennaio scorso.

Il picco degli arrivi avviene in estate, perché non conosce freni la triste abitudine degli abbandoni di animali in corrispondenza delle ferie di padroni poco fedeli. Come confermano i responsabili della struttura inaugurata un anno fa nella zona di strada dei Mercati: "Dal primo giugno al 12 agosto- afferma Maria Grazia Gragnani- sono stati 102 i nuovi cani entrati, di cui 45 smarriti, identificati e restituiti ai legittimi proprietari e 17 adottati. Quindi, più di un cane al giorno in arrivo.

Numeri in linea con quelli dell'anno passato, quando, nello steso periodo, si contarono 98 accessi". L'effetto deterrente della legge che prevede un anno di carcere e dieci mila euro di multa per chi abbandona un animale non sembra fare paura. Tanto che l'Aidaa ha avviato una raccolta di firme a favore di un testo di legge di iniziativa popolare che prevede 5 anni di carcere per chi si libera dei cani, con inasprimento della pena fino a sei anni per chi lo fa tra giugno e settembre. E ancora: arresto immediato ed accuse di tentato omicidio o omicidio colposo per i proprietari di cani che, abbandonati per strada, provocano incidenti stradali con feriti o morti.

Secondo l'Aidaa, solamente questa estate sono stati rifiutati circa 11 mila cani tra i mesi di giugno ed agosto e ogni anno sono circa 4 mila gli incidenti stradali causati da animali che girovagano liberi sulle strade ed autostrade italiane. I canili italiani, aggiunge l'associazione, sono tutti al collasso ed al momento ospitano oltre 160 mila bestiole mentre sono 440 mila quelli randagi che vivono allo stato brado in Italia e molti di questi vivono nelle regioni del sud Italia. Oltre mille Comuni italiani, inoltre, non sono in regola con le norme della legge contro il randagismo, in quanto non dispongono del servizio di cattura dei randagi e non hanno convenzioni con canili pubblici o privati.

Tuttavia, alla motivazione più ricorrente, quella dei cani abbandonati perché d'intralcio alle ferie, negli ultimi tempi se ne è aggiunta un'altra dettata dalla crisi economica. "Per alcune famiglie mantenere un animale è ormai un lusso- osservano al canile-. Così come portarseli dietro in vacanza, in pensioni e alberghi che possano ospitarli, comporta spese aggiuntive non più sostenibili da parte di molti". Non tutti gli accessi registrati nella struttura, però, corrispondono ad abbandoni. Ci sono, infatti, anche numerose rinunce di proprietà. Una modalità definita per legge e consentita, ad esempio, in caso di cucciolate indesiderate, allergie oppure cani che mostrano aggressività dopo che in famiglia arrivano dei bambini. La relativa legge regionale del 2000 pone comunque una limitazione al numero di rinunce di proprietà effettuabili da un proprietario. In caso di restituzioni plurime, l'autorità competente può infatti emettere un'apposita ordinanza con cui vieta la possibilità di nuove detenzioni di animali a queste persone. Si tratta di situazioni comunque alla luce del sole, di cani registrati all'anagrafe canina e dotati di un apposito microchip per l'identificazione come prescrive la legge. Nell'ombra restano migliaia di casi di animali anonimi e randagi.

Il canile municipale ha 180 posti, 135 quelli al momento occupati in gran parte da meticci, anche se non mancano Labrador e Setter. Per ovviare alla solitudine degli amici a quattro zampe e dare modo a chi vorrebbe, ma per vari motivi non può, avere un cane, il canile promuove le adozioni part time. Ogni martedì, in estate con orario dalle 18 alle 21, è possibile portare i cani a spasso fuori dalla struttura. Chi si offre di farlo deve prima frequentare un corso apposito organizzato dal personale di "Lilli e il vagabondo". "Una formula che riscuote successo e di cui possono beneficiare sia gli animali che le persone", osserva Gragnani. Oltre all'adozione part time, in via Melvin Jones ci sono due veterinari in servizio continuato ed altri sempre reperibili grazie ad una convenzione stipulata con uno studio privato. Nella struttura lavorano i responsabili del Comune più 20 volontari, gli animali sono seguiti, curati e abbattuti solo in caso di malattia inguaribile.

Tanto che ci sono ospiti a quattro zampe da più dieci anni. Le cucce, sia quelle in isolamento che nelle batterie permanenti, sono riscaldate in inverno e rinfrescate in estate grazie a ventilatori posizionati nei corridoi. E' attivo un servizio di recupero di cani vaganti feriti 24 ore al giorno e a breve saranno installati nuovi box per fare fronte a situazioni particolari, come quella, ad esempio, di un anziano che vuole andare al mare 15 giorni e non sa dove lasciare il proprio cane. Una sorta di dog-sitter, modalità abbastanza diffusa sul territorio e proposta, in particolare, da studenti di veterinaria che si offrono di custodire a pagamento per un certo periodo cani e gatti. (20 agosto 2008)