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LA T-ART TRASFORMA IL RIFIUTO

Luigi Boschi: Trattare coi guanti - OperaGALLERIA IMMAGINI

Consumi e rifiuti. Trattamento, Smaltimento e Stoccaggio non convenzionali

Il Museo della Carale Accattino, in contemporanea con la mostra dedicata al tema "Libertà nell'arte", presenta una collezione di opere dello scrittore-artista parmigiano Luigi Boschi che, tramite l'assunzione ad arte dei rifiuti, stigmatizza e storicizza una caratteristica fondamentale della nostra epoca.

"E' il paradosso del rifiuto: dalla pattumiera al museo".

Attraverso un'operazione di T-Art (Transformer Art) il rifiuto si trasforma in una elaborazione culturale e psicologica. E' un riscatto creativo e di riflessione. Il rifiuto è rifiutato e abbandonato benché sia espressione di design e di progetto industriale.

Con l'assunzione artistica il rifiuto rifiutato nelle sue diverse realtà, dalla più nobile a quella quotidiana, da quella artificiale a quella naturale, è riscattato dal suo inevitabile destino.

Le opere sono raccolte in una esposizione permanente al Museo della Carale Accattino di Ivrea nella "Stanza Consumi e Rifiuti" ed è visitabile su richiesta.

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LE OPERE ESPOSTE: SCHEDA ARTISTICA

-Errori di redazione (settembre 2006) 40x120 collage su tela
-Frammenti politici (luglio 2007) 100x100 collage su tela
-Fiore (ottobre 2007) tondo diametro 50 collage e olio su tela
-Trattare coi guanti (marzo 2008) 100x100 collage e olio su tela
-Rosa rifiutata (marzo 2008) 50x150 collage e olio su tela
-Città Farmaco (agosto 2008) 100x100 collage su tela
-Wire Bags Bang (aprile 2008) 100x150 collage su tela
-Percorsi a colori (dicembre 2008) 40x100 collage su tela
-Usa e Getta (gennaio 2008) 50x50 collage e olio su tela
-Traffico in vena (gennaio 2009) 50x50 collage su tela
-Fermoposta (gennaio 2009) h 150 struttura in ferro e carta

Museo della Carale Accattino, via delle Miniere 34, 10015 Ivrea. Tel. 0125 612658.

I rifiuti parlano di noi

I rifiuti parlano di noi,

sono la nostra imbarazzante parte oscena - la parte cioè rimossa e tenuta fuori scena. Trovo che la scelta di Luigi di conferire loro senso e dignità, di averli restituiti al loro miserabile e umanissimo splendore, riportati al centro della scena, sia una operazione estetica, figurativa e cromatica importante; di più, una scelta di senso e denuncia semplicemente geniale. I nostri rifiuti dicono ciò che noi siamo ben oltre le patetiche menzogne con cui ci auto rappresentiamo. Noi ci vorremmo disincarnati e angelici, l'accettazione consapevole dei nostri rifiuti ci rende pienamente umani. Senza una riconciliazione con la nostra parte di deiezione oscura, anche la luce diventa irreale, incolore e impura. Dissequestrando e legittimando  la nostra parte volgare e amara, Luigi ci restituisce alla nostra verità vera.

Gian Carlo Marchesini

RiciclAlba

 Il Manifesto di RiciclAlba

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note critiche

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 Fare Arte

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chi vuole mi venga trovare anche su Facebook

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"Città farmaco"

Anch'io tempo fa avevo fatto una composizione con le scatole e i blisters dei farmaci!!!!

Io avevo incollato anche il laccio emostatico!!!

Dovevo fare un regalo al mio dottore.

Volevo sapere se le medicine le hai comperate veramente o se ha scaricato semplicemente le varie marche da Internet.

Daniela

 

Beh, che dire abbiamo avuto la stessa idea anche se io a differenza di te adoro la chimica e quelle medicine le mangiavo veramente.

Complimenti Luigi

Complimenti e vive felicitazioni per la tua produzione artistica e la tua bella mostra. Che questo tuo altro talento possa trovare sempre più successo a apprezzamento nel difficile mondo di oggi.  andrea

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