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La vita sta cambiando pelle

psicologia - I media violenti rendono insensibili

Lo rivela uno studio pubblicato sul numero di marzo di Psychological Science

Chi gioca e vede film aggressivi risulta meno sensibile alle scene di violenza nella vita reale

Nicola Bruno
(corriere.it) «Confortably Numb» («piacevolmente insensibile») è il titolo di una famosa canzone dei Pink Floyd. Ma anche l'espressione utilizzata da un gruppo di ricercatori statunitensi per descrivere lo stato d'animo di chi si espone in maniera prolungata a film e giochi violenti. Un tema su cui da tempo si contrappongono pareri molto discordanti tra loro (i videogame rendono gli adolescenti più aggressivi?) e che ora si arricchisce di un'ulteriore ipotesi: i media violenti ci rendono anche meno predisposti ad aiutare gli altri quando si trovano in difficoltà nella vita reale.

LO STUDIO - Pubblicato sull'ultimo numero di Psychological Science , il documento esamina i risultati di due diversi esperimenti. Il primo è stato condotto con 320 studenti del college: dopo aver videogiocato per 20 minuti, sono stati sottoposti a un litigio simulato da due attori, con uno dei due che si sloga la caviglia e urla per il dolore. I ragazzi che avevano giocato a Mortal Kombat hanno impiegato molto più tempo (73 secondi) per avvicinarsi alla vittima e aiutarla, rispetto a chi prima si era divertito con il più innocuo 3D Pinball (16 secondi). Nel secondo studio, si è analizzato il comportamento di 162 partecipanti fuori da un cinema. In questo caso i ricercatori hanno simulato un altro piccolo incidente: a una giovane donna con le caviglie bendate sfugge di mano una stampella e fa fatica a recuperarla. Anche in questo caso i partecipanti sono stati divisi in due gruppi: chi aveva assistito ad un film violento ha impiegato il 26 per cento del tempo in più per aiutare la persona in difficoltà, rispetto a chi invece aveva guardato un film più leggero. A

NESTETIZZATI - «Questi studi suggeriscono che l'esposizione a media violenti riduce la predisposizione ad aiutare gli altri», ha commentato uno degli autori della ricerca. «Si diventa 'tranquillamente insensibili' al dolore e alle sofferenze degli altri». Come sottolinea Ars Technica forse si tratta di conclusioni un po' troppo affrettate, considerata l'originalità degli esperimenti (la cui metodologia è certamente inusuale) e il campione ridotto di partecipanti. In fondo i videogiochi d'azione sono sempre più utilizzati anche per educare gli adolescenti a saper gestire situazioni di emergenza. Non solo quindi a ritrovarsi «piacevolmente insensibili» davanti al televisore come accade a Pink Floyd nella trasposizione di «Confortably Numb» fatta nel film The Wall.

20 febbraio 2009

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