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La vita sta cambiando pelle

Pannella da congresso lancia lotta alla partitocrazia

Sergio Cassini

(ansa.it) CHIANCIANO (SIENA) - I Radicali Italiani mettono "fuori legge l'infame regime partitocratico che regna in Italia" e aprono una nuova fase di lotta per la liberazione: "Proprio come avvenne - dice Marco Pannella - dopo il Ventennio fascista, anche se con mezzi diversi, intendiamo oggi abbattere un analogo regime che dura ormai da 60 anni". Il VII congresso del partito ghandiano, straordinario nella convocazione, ma anche nei contenuti, si è dato l'obiettivo di "sostituire la classe dirigente al governo, espressione di partiti corrotti, con quella radicale.

 "Vogliamo che gli italiani - ha detto Pannella - ci diano fiducia. Sono almeno otto-dieci milioni i cittadini che, se correttamente informati dai mass media, sono pronti a stare al nostro fianco". E' difficile immaginare come e quando il "regime della partitocrazia" cadrà sotto la spinta della mobilitazione radicale. E forse non è neppure questo il vero obiettivo dell'assise di Chianciano. Il vero banco di prova del congresso non è solo la "rivoluzione democratica", ma anche trovare un accordo elettorale per le elezioni di Strasburgo, obiettivo difficile da realizzare quasi quanto il primo. Con lo sbarramento al 4% e il meccanismo delle preferenze, i radicali rischiano di perdere i due parlamentari che siedono a Strasburgo. Presentarsi da soli risulta una missione quasi impossibile, anche perché sotto il 2% non otterrebbero neppure i rimborsi elettorali.

Le alternative sono ottenere ospitalità nella lista del Pd, oppure entrare nel cartello della Sinistra per la Libertà, composta da socialisti, verdi e vendoliani. Mauro Del Bue e Riccardo Nencini (Ps) hanno chiesto con forza a Pannella di aderire a quest'ultima opzione. Ma il leader storico non ha ancora deciso, anche perché non é chiaro se il Pd sia disposto ad accogliere i radicali. Franceschini non è particolarmente amico del Pr, ma, secondo Pannella, questo non è un handicap: "Del resto - dice ai giornalisti - peggio di Veltroni non c'é nessuno".

La presenza di ieri di Francesco Rutelli a Chianciano può essere interpretata come un segnale favorevole ad una lista comune radicali-democratici. Ma il giorno dopo le lacrime appassionate di Marco, arriva la cautela. "Rutelli ha solo letto un discorso scritto", sottolinea Pannella con una punta di cinismo nei confronti dell'ex compagno. "Riprenderemo - aggiunge - la battaglia contro la fame nel mondo, come Rutelli ci ha chiesto". Ma poco dopo, conversando informalmente con i giornalisti, Pannella dice quello che pensa della fede cristiana affermata ieri con forza al congresso da Rutelli: "Era un laico ed è diventato credente come ha potuto, anche per opportunità politica".

Emma Bonino, su un altro fronte, ha attaccato anche lei l'ex leader della Margherita: "Sul testamento biologico non c'é un sapientino moderato tra le mie posizioni e quelle di Dorina Bianchi". E' evidente l'allusione all'emendamento presentato dai rutelliani al Senato, come "terza via" per trovare un accordo tra laici e credenti. "Ma chi sono i democratici guidati da Franceschini dal punto di vista del pianeta radicale? In una intervista a Sky è ancora Pannella che dice la sua: "Sono un partito che cerca la sua ratio politica. Ancora non sanno quello che vogliono. Noi cercheremo di aiutarli". Da Strasburgo? In realtà l'accoglienza del Pr nelle liste dei Democratici non ha ancora avuto nessun via libera dai vertici del Pd e non è detto che questo avvenga. E non è questa l'unica incognita da superare. Con il meccanismo delle preferenze, i candidati radicali verrebbero affidati alla benevolenza dell'elettorato democratico. Il rischio, si ragiona, sarebbe quello di un flop.