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BCE: RECESSIONE MONDIALE VERSO PUNTO DI SVOLTA

(ansa.it) MILANO - Le Borse europee festeggiano l'annuncio della Bce, secondo cui la recessione mondiale è vicina ad "un punto di svolta", riportandosi sostanzialmente ai massimi dall'inizio del novembre 2008. Il Dj Stoxx 600, l'indice che sintetizza l'andamento dei principali listini del Vecchio Continente, ha chiuso in rialzo dello 0,84%. I mercati azionari, rinfrancati dal ritorno alla crescita delle economie di Germania e Francia, allungano dunque la cavalcata che li ha portati a guadagnare il 46% dallo scorso 9 marzo, giorno in cui le Borse europee avevano toccato il punto più basso dallo scoppio della crisi finanziaria nell'estate del 2007.

BCE, RECESSIONE VERSO PUNTO DI SVOLTA
ROMA - ''Bottoming out'', ovvero ''toccare il fondo, cominciare a riprendersi, superare il punto critico''. Insomma, ''punto di svolta''. Si affida ad un'espressione idiomatica il bollettino della Banca centrale europea per dire che il momento della riscossa per l'economia mondiale si sta avvicinando. Secondo gli economisti della Bce, infatti, ''sebbene il livello di incertezza rimanga elevato, vi sono crescenti segnali che la recessione mondiale stia raggiungendo il punto di svolta''. In particolare, nell'area euro ''i recenti risultati delle indagini suggeriscono che il ritmo di contrazione'' dell'economia ''stia chiaramente diminuendo'', e che nel 2010, sottolineano ancora dalla Bce, ''a una fase di stabilizzazione seguira' una graduale ripresa con tassi di crescita trimestrali di segno positivo''. L'inflazione bassa o negativa sara' solo temporanea, il pil tornera' a crescere nel prossimo anno: sono queste le indicazioni che arrivano dai 'previsori', gli esperti economisti dell'istituto centrale europeo. Ma rimane alta la preoccupazione per la disoccupazione. E per lo stato dei conti pubblici dei Paesi dell'area euro.

PIL - Gli analisti hanno rivisto al ribasso le stime del prodotto interno lordo nella zona euro. Per il 2009 gli esperti della Bce prevedono un calo del 4,5%. Ma gia' dal prossimo anno e' atteso il ritorno del segno 'piu'': +0,3% nel 2010 (una previsione rivista al rialzo rispetto al precedente +0,2%), mentre nel 2011 il pil dovrebbe crescere dell'1,5%.

INFLAZIONE - La fase attuale, con il tasso di crescita dei prezzi estremamente basso o negativo, ''sara' di breve periodo''. Secondo la Bce quindi ''la stabilita' dei prezzi sara' preservata nel medio periodo, continuando a sostenere il potere d'acquisto delle famiglie nell'area euro''. Nel dettaglio, gli esperti della Banca centrale prevedono per il 2009 un tasso di inflazione dello 0,4% (la precedente stima era dello 0,3%), per il 2010 dell'1,1% e per il 2011 dell'1,6%.

DISOCCUPAZIONE - Fin qui i segnali positivi che fanno parlare di 'punto di svolta'. Ma restano numerosi, avverte l'istituto di Francoforte, i tasti dolenti. A cominciare dall'occupazione. A giugno, secondo la Bce, il tasso di disoccupazione nella zona euro ha toccato il 9,4%. Ma ''i bassi livelli di fiducia e gli effetti ritardati del calo dell'attivita' economica - si legge nel bollettino - suggeriscono ulteriori incrementi della disoccupazione''. Le previsioni sono state tutte riviste in peggio: la Bce si aspetta che i 'senza lavoro' crescano fino al 9,7% nel 2009 e al 10,9% nel 2010. Per poi tornare lievemente a scendere nel 2011, al 10,6%. Sono dunque essenziali, e' il monito dell'istituto centrale, riforme e ''idonei incentivi'' per evitare che la crisi ''abbia un impatto negativo durevole sul mercato del lavoro''.

CONTI PUBBLICI - Secondo la Banca centrale i governi europei ''dovrebbero predisporre strategie di uscita dalle misure di stimolo e strategie di riequilibrio dei conti che siano ambiziose e realistiche, nel quadro del patto di stabilita' e crescita''. L'obiettivo deve rimanere quello di tenere sotto controllo i conti pubblici ''intensificando gli sforzi di risanamento nel 2011''.

PIL: FRENA CALO UE, -0,3% IN SECONDO TRIMESTRE; ITALIA -0,5%
BRUXELLES  - Rallenta la caduta del pil della Ue che nel secondo trimestre del 2009 ha fatto registrare un calo dello 0,3% rispetto ai tre mesi precedenti. Nel primo trimestre era crollato del 2,4%. In frenata anche la discesa dell'eurozona, a -0,1%. Lo comunica l'Eurostat nella sua stima flash. Anche l'Italia ha rallentato la sua caduta: nel secondo trimestre, secondo i dati, il pil ha perso lo 0,5%. Nei primi tre mesi del 2009 era invece sceso del 2,7%.

Primi segnali di ripresa anche dalle indicazioni del Pil di Germania e Francia. Il prodotto interno lordo in Germania nel secondo trimestre di quest'anno ha messo a segno una crescita dello 0,3% rispetto al primo trimestre.

Stessa percentuale registrata anche a Parigi, secondo quanto reso noto dal ministro dell'Economia Christine Lagarde ai microfoni di Rtl.