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Il Po in mano all'ecomafie troppo fosforo nel Parma

Conferenza di Legambiente :'Il Po è il piu' importante e sfruttato fiume d'Italia - ha detto Massimo Serafini- ma su di esso non mai stata realizzata una politica unitaria e convincente".L'analisi dei dati dei rilevamenti fatti in collaborazione con i tecnici della Struttura Oceanografica Daphne dell'Arpa Emilia-Romagna

(parma.repubblica.it) Operazione Po, la campagna di Legambiente per la tutela e la valorizzazione del fiume e dei territori rivieraschi, ha presentato i dati dei rilevamenti fatti dalla sorgente fino a Revere (Mantova), che mostrano un graduale miglioramento della qualita' delle acque. Ma il Po si presenta ancora come terra di confine, assediata dall'illegalita' e dalle ecomafie. Lo annuncia la stessa asssociazione ambientalista in una conferenza stampa a Boretto.

''Il Po e' il piu' importante e sfruttato fiume d'Italia - ha detto Massimo Serafini, portavoce di Operazione Po - ma su di esso non mai stata realizzata una politica unitaria e convincente: si e' cosi' assistito alla proliferazione di enti ed istituzioni che con scarsi risultati cercano di far fronte alle piene e ai momenti di scarsa portata. Operazione Po ha come obiettivo l'avvio di misure concrete che affrontino decisamente i problemi del grande fiume a partire dall'avvio delle azioni necessarie a tutelare la sicurezza idraulica delle citta' e dei paesi situati sulle sue sponde e a perseguire il risanamento e la qualita' delle sue acque, nonche' la valorizzazione delle grandi risorse naturali, paesaggistiche, culturali che possono sostenere la rinascita economica e garantire un futuro migliore per le popolazioni rivierasche. Gli inquinanti di origine antropica, gli scarichi derivanti da insediamenti produttivi, dall'agricoltura e dalla zootecnica rendono ancora lontana la realizzazione del nostro sogno: quello di vedere il Po nuovamente balneabile. Non si tratta di un sogno impossibile, ma e' necessario un maggiore sforzo per migliorare i sistemi di depurazione degli scarichi, industriali e civili, ed un particolare impegno per affrontare il problema dei reflui zootecnici''. L'analisi dei dati dei rilevamenti fatti in collaborazione con i tecnici della Struttura Oceanografica Daphne dell'Arpa Emilia-Romagna e il confronto con i dati rilevati lo scorso anno in condizioni di portata sostanzialmente equivalenti mostrano un lento ma graduale miglioramento della qualita' delle acque, ma il vero problema sono ancora gli affluenti, che continuano a riversare nel corso principale i loro carichi inquinanti (fosforo e azoto).

I dati rilevati dal Piemonte fino alle province di Reggio Emilia e Mantova - ha detto Giulio Kerschbaumer, biologo di bordo di Operazione Po - mostrano come i principali imputati siano gli affluenti del grande fiume, che riversano nel corso d'acqua i loro carichi inquinanti.
Le distribuzioni dei valori del fosforo evidenziano tre picchi principali individuati infatti nel fiume Lambro, nel torrente Parma e nel Crostolo, mentre i restanti valori si attestano su concentrazioni molto inferiori.
La conferenza stampa e' stata l'occasione per denunciare varie forme di illegalita: ''Emerge sempre piu' come il fiume sia terra di frontiera - ha detto Massimo Becchi, dell'ufficio di Presidenza di Legambiente Emilia-Romagna - lo avevamo gia' visto con le escavazioni abusive di sabbia in cui la mancanza completa di controlli ha permesso per anni di asportare dall'alveo del fiume milioni di tonnellate di inerti. Per lo stesso motivo attualmente sul fiume e' avvenuta una vera e propria lottizzazione attuata soprattutto dai tedeschi che affittando barche e posti letto nei loro campeggi si sono spartiti il lucroso mercato della pesca del siluro. Viene imposta una tassa ai loro connazionali che vengono anche autonomamente sulle sponde del Po. A questo si affianca una cattura indiscriminata e illegale di numerose specie ittiche tra cui appunto il siluro che vengono commercializzate soprattutto all'estero''.

''L'Emilia-Romagna anche nel rapporto Ecomafia 2009 si conferma come una regione sotto attacco della criminalita' ambientale - ha concluso Antonio Pergolizzi - Si segnalano infatti fenomeni di racket e controllo sempre piu' pesante in particolare del mercato edilizio, con moltissime aziende titolari di appalti e subappalti sottoposte a infiltrazioni e pressioni criminali'' (05 settembre 2009)