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CONSERVATORI : PERCENTUALI DI INCOMPETENZA

Cari amici,
con questa nota vorrei incoraggiare ed aprire il dialogo su un argomento che, personalmente, ritengo, debba essere affrontato e denunciato a gran voce. Parlo della gravissima e drammatica situazione in cui versano i Conservatori italiani, altrimenti detti Istituti di Alta Formazione Artistica e Musicale.
Con la riforma dei suddetti istituti (L.508/99)si ambiva , e ci si è arrivati con i tanto ormai noti Trienni e Bienni , alla parificazione degli studi musicali rispetto a qualsiasi altra disciplina universitaria.
Questa riforma che avrebbe dovuto scardinare e innovare il cosiddetto "vecchio ordinamento", quello a cui si accedeva in genere in età delle medie e si protraeva fino al raggiungimento del diploma -in base agli anni di studio necessari per lo strumento scelto,ha in realtà sviluppato ed evidenziato criticità e difficoltà. Tutto questo, naturalmente, a discapito della qualità dell'offerta formativa.

Premesso che- nei confronti dei Conservatori un serio- "controllo di gestione delle risorse umane", docenti e non docenti, non è mai stato esercitato da parte del Ministero competente, mi preme sottolineare la gravità della situazione a cui siamo giunti nel post-riforma, dopo vari anni della sua entrata in vigore.
In breve si può affermare che uno studente di Conservatorio , terminato il ciclo del Triennio di I° livello, consegue una laurea che può scegliere di completare affiancando ad essa una Laurea Specialistica , frequentando il Biennio di II° livello. In pratica, per fare un esempio, come un qualunque altro ragazzo che consegue la laurea triennale in Lettere e completa gli studi con un biennio specialistico in Giornalismo. In base ai pareri dell'opinione comune (opinione comune in cui non si includono intenditori di musica e di studio della stessa) , questa riforma sembrava essere davvero una fonte di innovazione e progresso per tutti quei giovani che, terminato il liceo, pensavano di poter affrontare gli studi musicali e conseguire il diploma in "SOLI" 5 anni. Già questo di per se rappresenta un forte elemento di criticità dal momento che , sappiamo bene noi musicisti, è impensabile acquisire le competenze necessarie per operare la professione musicale in così poco tempo.
Tuttavia questo aspetto è figlio e appendice di un problema ben più grave, che affligge da troppi anni i Conservatori . Precisamente mi riferisco alla scarsa qualità e alla inesistente professionalità di taluni docenti, (per fortuna non tutti) che purtroppo "esercitano" all'interno degli Istituti di Alta Formazione Artistica e Musicali.
Affermo questo perché, ad un'evoluzione a parere dei più così "innovativa",sarebbe dovuta seguire una selezione qualificata dei docenti perché, è inutile negarlo, non tutti gli immessi in ruolo a caso tra gli anni 70 e 80 ( e sottolineo a caso) potevano sostenere professionalmente una riforma di questo tipo.
Cercherò di essere più chiara : circa il 40 % dei docenti dei Conservatori italiani , di età media compresa tra i 45 e i 55 anni, risultano essere titolari di cattedra possedendo il diploma di conservatorio tradizionale e,nella maggior parte dei casi, solo la licenza di scuola media inferiore. Per non dire che alcuni di essi presentano ombre significative pure in merito al conseguimento del diploma di strumento .
A questo si aggiunga che, spesso e volentieri, ad occupare le cattedre sono docenti che da anni ormai non esercitano più la professione del musicista, conservando il proprio strumento come soprammobile pregiato o come tavolino bar, nel caso dei pianoforti. Che sorte sfortunata!
Io mi domando e vi domando : dove si è mai visto che uno qualunque, dai dubbi minimi titoli professionali , ha ottenuto , per una riforma fatta a caso e una buona dose di fortuna , un posto di docente universitario , con il relativo trattamento economico mensile che esso comporta???
Ma non è finita qui ,perché tutto questo si lega ad una criticità ancora più evidente : le graduatorie per l'immissione di personale docente.
Da diverso tempo, ormai, valgono le graduatorie di istituto che- naturalmente- vengono pubblicate dai Conservatori stessi ,sulla base di bandi per selezioni pubbliche.
In termini pratici funziona che , in base alle domande che arrivano, il Conservatorio convoca la commissione che provvederà in seguito alla pubblicazione della graduatoria, prima provvisoria e poi definitiva.
Ovviamente, non c'è neanche bisogno che lo dica, la commissione è composta dagli incompetenti sopracitati, che si trovano - con i loro modesti titoli professionali ed artistici- a valutare e selezionare la preparazione di giovani docenti , molte volte laureati in discipline parallele agli studi musicali, con qualificatissimi titoli artistici magari anche conseguiti all'estero. Senza contare che nelle graduatorie di istituto valgono sempre e soprattutto le "segnalazioni"(per non dire raccomandazioni) intese come titoli preferenziali e aggiungo che la "discrezionalità" (perché non esistono criteri ministeriali accreditati) nella valutazione dei titoli è , a mio avviso, quanto di più ignobile ci possa essere nei confronti di persone giovani e preparate che hanno studiato una vita.
Risultato naturale di tutto ciò è che si continua ad incoraggiare ed alimentare l'ignoranza cultural -musicale proprio nel posto dove la musica nasce e dove si dovrebbero formare i giovani di domani. Invece assistiamo quotidianamente allo spettacolo di docenti (e sono una marea) che, pur non essendo competenti e qualificati, intascano mensilmente uno stipendio da docente universitario, hanno la classe vuota, senza neanche un allievo e si danno pure ad attività collaterali che non c'entrano nulla con la musica ,concedendosi perfino il lusso di non presentarsi a scuola nei giorni "lavorativi".
E' ora di alzare sul velo su tutto questo , è ora di denunciare, per il bene di tutti i giovani talentuosi che vogliono accostarsi al mondo della musica per farla professionalmente. E aggiungo che , protraendo oltre questa situazione indignitosa, le uniche cose che rimarranno professionali nei Conservatori saranno solo i volti di compositori e musicisti eccelsi e famosissimi, incorniciati ed appesi alle pareti. (20 luglio 2010)

Lisa De Simone
Presidente Ass. Naz. "Professione Musicista"