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Prestito da 6,5 mln alla Stu in bolletta. Nuovo scontro sulle partecipate

La minoranza attacca: le banche non si fidano più e tocca al Comune elargire i finanziamenti. La replica: i soldi torneranno a gennaio dal Governo

(parma.repubblica.it) Botta e risposta tra minoranza e Giunta comunale sul prestito fruttifero per 90 giorni da 6,5 milioni di euro elargito dal Comune alla società partecipata Stu Authority. Secondo i tre gruppi di opposizione  si tratta di "camuffare l?'operazione come ?concessione crediti" ma sul piano sostanziale la decisione appare "l?'ennesima forzatura legata ad una situazione finanziaria del sistema Comune al limite della sostenibilità nei confronti del sistema bancario, che evidentemente non ritiene più affidabili (quanto meno) le società partecipate, e nei confronti dei fornitori".

PD, PRC E AP-AV - "La finalità di questa delibera, infatti, è evidente: la Stu Authority, che è una società controllata da Stt holding (notoriamente in difficoltà finanziaria), non ha i soldi per pagare debiti scaduti o di assai prossima scadenza e, meno che meno, può ricevere una sovvenzione dalla capogruppo. Nella logica dei vasi comunicanti, a cui si ispira la strategia economico-finanziaria di questa Amministrazione comunale, qual è la soluzione? Semplicemente invertire, almeno in questa contingenza estrema, la prassi fin qui seguita: non più caricare il debito sulle Società partecipate, ma caricarlo sulle casse del Comune.

La dimostrazione più lampante di quanto evidenziato sta nella garanzia posta alla base della concessione del prestito: la compensazione dei 6,5 milioni di euro dati dal Comune alla Stu Authority, con le future liquidazioni di contributi previsti a favore della Stu dal bilancio del Comune di Parma. Come dire che il prestito non sarà mai restituito! E' il gatto che si morde la coda! E che si sia davvero ad un punto drammatico è confermato dal fatto che di questa deliberazione, nulla si sia detto nella discussione di ieri sull'assestamento di bilancio e sul patto di stabilità, discussione nella quale, se anche si è fatto cenno alla serietà della situazione per fattori esterni, si è continuato ad affermare il pieno controllo della situazione complessiva ed a rassicurare sulla tenuta del sistema Comune.

Si sarebbe dovuto dimostrare tutto questo anche spiegando come questa delibera sia compatibile con un quadro di sostanziale controllo del sistema economico-finanziario comunale, quando la stessa è la prova provata che le Società partecipate non hanno alcuna autonomia finanziaria rispetto al Comune (a prescindere dalle dotazioni patrimoniali che hanno avuto da questo), ma dipendono dal sostegno finanziario del Comune. E in questa prospettiva emerge la vera ragione delle emissioni di Boc: la liquidità così raccolta, che il Comune non può spendere per il patto di stabilità, viene girata in (pseudo) prestito alle società con il sostanziale (e solo) effetto di aggravare la situazione debitoria complessiva del sistema Comune.

LA REPLICA DEL COMUNE
- "Premesso che opere della Stu Authority, come in questo caso il nuovo ponte Europa, sono opere finanziate dallo Stato e che questi soldi sono già stati incassati dall'Amministrazione, ci si trovava nell'obbligo di pagare una prima tranche all'impresa costruttrice come previsto dall'avanzamento lavori.

Il patto di stabilità, tuttavia, nel caso si fossero utilizzati i soldi provenienti dal Governo non sarebbe stato rispettato. Per evitare questo problema e procedere al legittimo pagamento dovuto all'impresa, la Giunta ha così deliberato un prestito alla Stu Authority. Questi soldi saranno poi trattenuti dal Comune a gennaio, quando potranno essere trasferiti alla Stu stessa i soldi provenienti dal Governo".

"Risulta chiaro pertanto - conclude l'Amministrazione - che non c'è alcuna forma di indebitamento ma che si tratta solo di una procedura di opportunità, per portare avanti senza intoppi un progetto ritenuto strategico per alleggerire il traffico sul quartiere Pablo. Soprattutto alla luce della realizzazione della nuova sede dell'Authority alimentare europea".

(01 dicembre 2010)