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La vita sta cambiando pelle

Aldo Tagliaferro - Identificazione e memoria

Esposizione di due importanti opere storiche del 1973

Nell'ambito di Fotografia Europea 2011, la manifestazione internazionale di fotografia che Reggio Emilia ospita dal 2006, il magico spazio della Chiesa di San Carlo accoglierà due importanti e monumentali lavori storici di Aldo Tagliaferro, che non venivano esposti al pubblico da oltre un decennio:

Memoria-identificazione in una variabilità temporale, 1973 (vedi opera ›› )
Sequenza di 10 riporti fotografici su tela emulsionata per complessivi 92x900 cm.
Identificazione oggettivizzata, 1973 (vedi opera ›› )
Sequenza di 20 riporti fotografici su tela emulsionata per complessivi 112x700 cm.

L'evento, accompagnato da uno scritto di Daniela Palazzoli, è curato dall'Associazione culturale Flag NO Flags di Reggio Emilia, con la consulenza ed il supporto artistico di Osart Gallery, Milano.
Con la collaborazione dell'Archivio Aldo Tagliaferro.

Vedi panoramica dell'installazione ››


Chiesa di San Carlo
Via San Carlo, Reggio Emilia

- Inaugurazione: Venerdì 6 maggio 2011 alle ore 17.30
- Durata della mostra: 6 maggio - 22 maggio 2011
- Orari di apertura:

  • tutti i giorni feriali dalle 16.00 alle 20.00
  • Sabato e Domenica: dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00

- Info: Flag NO Flags, Reggio Emilia tel. 335 5421683

Aldo Tagliaferro (Legnano 1936 - Parma 2009)

Dopo un'intensa attività pittorica svolta in età giovanile, dal 1965 Aldo Tagliaferro continua la sua ricerca usando l'immagine fotografica. Egli sceglie la fotografia sia come linguaggio vicino alla realtà che come visione creativa immediatamente leggibile dal pubblico, attraverso cui ‘documenta' ed analizza criticamente il contesto socio-politico ed il comportamento dell'uomo. Usa infatti delle immagini fotografiche, recuperate dalla cronaca, per il loro potere di testimoniare gli "eventi", rielaborandole visivamente in modo da esprimerne il senso in modo critico. In questo percorso egli rinnova in vari modi le soluzioni formali tradizionali. Attraverso invenzioni creative come la contrapposizione di immagini e la ripetizione differenziata della stessa immagine Tagliaferro restituisce all'immagine quella emotività  iniziale che l'assuefazione ai mass media aveva corroso. Le due storiche opere qui esposte - entrambe del 1973 -  testimoniano il passaggio dell'artista dalla Mec-Art ad una ricerca fotografica autonoma, Il suo linguaggio sposa le proposte del concettuale internazionale che egli sviluppa con grande originalità. Infatti  Tagliaferro vive la nuova epoca come necessità di creare forme e forze espressive nuove, sia visivamente, che proiettando e modellando l'opera tridimensionalmente nello spazio espositivo, in modo da abbracciare e coinvolgere anche emotivamente i visitatori rendendoli fisicamente partecipi delle realtà ricreate dalle sue grandi opere.
Espone il primo lavoro con le immagini fotografiche al premio di pittura San Fedele a Milano nel 1965. Nel 1968 aderisce alla Mec-Art da cui si emancipa nel 1971 per proseguire la sua ricerca fotografica in modo autonomo. Nel 1970 espone alla Biennale di Venezia.