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La vita sta cambiando pelle

RAL - Respect all life: IL MANIFESTO

RAL - RESPECT ALL LIFE
Il manifesto originale da cui è nata poi la Carta di RAL per dar vita al Movimento antispecista per la dignità, la difesa e il rispetto degli esseri viventi e della Terra

Venerdì 14 Marzo 2011 La Repubblica ha pubblicato un articolo di Marina Cavalleri dove si affermava che i vegetariani,  in Italia,  avevano raggiunto il livello di sette milioni.

Forse é un’esagerazione, ma resta il fatto che la crescita del vegetarianesimo e del veganismo è esponenziale e incontenibile. Chi ci ha informato di questo non è stata La Gazzetta Vegetariana ma un quotidiano che ha una tiratura di oltre seicentomila copie ed è, da qualche settimana, il giornale più venduto in Italia.

Ma quello che colpiva, leggendo l’articolo, era la scoperta di una forza immensa che, però, conta pochissimo nella vita del Paese. Quello che colpiva era il fatto che il mondo politico prendesse più a cuore le sorti dei cacciatori il cui numero, negli ultimi dieci anni, va declinando in maniera paurosa  - di questa massa di persone che hanno a cuore la sofferenza del non umano. Colpiva il fatto che una tal forza fosse cosi ignobilmente ignorata.

La manifestazione della perfidia politica verso il non umano e chi lo difende si era manifestata in occasione del tentativo grottesco dell’imposizione con il voto, nel Parlamento e nel Senato italiani,  della “caccia no limits” e con il voto, nel Parlamento Europeo , riguardante la direttiva europea sulla sperimentazione animale. Un affronto. Anzi continui  affronti.

Come dire: siete tanti ma non contate nulla. Siete milioni ma siete insignificanti. Per noi contano più 765.000 cacciatori che milioni di voi. Questo era il messaggio trasmesso con chiarezza e fermezza.

Colpiva la spudoratezza, la sicurezza che gli animalisti non avrebbero reagito. La consapevolezza che il mondo animalista avrebbe mormorato qualcosa e poi avrebbe, supinamente, accettato la sopraffazione, come in passato aveva sempre fatto. Una buriana nella rete e poi il silenzio. 

Immerso nel suo orrore quotidiano il mondo che ha cuore la sofferenza del non umano ha reagito;  ma sarebbe necessaria una sollevazione. Sarebbe necessario far capire al mondo politico che esistiamo. Ma occorre farlo in maniera risoluta e ferma.

  • Come si è potuto accettare fino ad oggi - dato il nostro numero incredibilmente crescente (ascendente) - di essere umiliati, ignorati, non considerati?
  • Perché siamo rimasti passivi, inerti davanti a chi ci umilia e preferisce seguire lobby violente e senza scrupoli?
  • Perché siamo restati chiusi nei mille ghetti e non abbiamo tentato di contrastare - facendo massa – il potere di chi osa introdurre leggi oscene per infierire verso esseri viventi non umani? 
  • Come è possibile che non ci sia stato un momento di aggregazione?          
  • Perché tutti tentativi di unirci e fare massa sono stati bloccati?

E’ venuto il momento aprire una nuova via. Occorre un cambiamento radicale che vada oltre il vecchio animalismo succube e sottomesso.

La violenza verso gli animali ha raggiunto livelli insostenibili e non può essere più affrontata con le dichiarazioni sdegnate, le raccolte di firme, le conferenze, l’infinito chiacchiericcio, le opere caritatevoli individuali, i grandi lamenti e lo stridore di denti. Occorre ben altro.

A che serve dire che l’Italia ha la legislazione più progredita del mondo in materia di animali se poi veniamo investiti quotidianamente da un diluvio di messaggi che indicano che nel nostro Paese avvengono cose innominabili, di inaudita violenza verso il non umano

A che servono le leggi se non vengono applicate?

Gli animali hanno contro una classe politica totalmente chiusa verso la loro sofferenza, i media assolutamente indifferenti al problema, la Chiesa schierata contro e un popolo educato all’indifferenza verso il non umano.

Malgrado tutto questo e’ un popolo che sta cambiando. E sta cambiando anche il mondo.

Ma su un punto occorre chiarezza: il principale nemico del non umano è la frammentazione, l’atomizzazione tribale dei movimenti animalisti che funzionano come monadi chiuse in continuo contrasto tra di loro. Scopo primario degli animalisti ( degli antispecisti, dei biocentristi) in questo momento storico, è fare massa e contare. Senza riuscire a fare massa e a contare gli animalisti non esistono. Subiscono, come è costantemente avvenuto, sconfitta dopo sconfitta.

Ora è giunto il momento di cambiare; di creare un movimento profondamente ambientalista, animalista, antispecista, europeista, aperto verso la società civile, di cultura laica riformista che scelga una posizione equidistante dagli schieramenti attuali secondo le necessità politiche del momento e le valutazioni strategiche del suo gruppo dirigente e dell’assemblea dei suoi iscritti.

Occorre creare:

un movimento democratico, aperto, snello, non inceppato dalla solita burocrazia, che si evolve attraverso le scelte della sua base, senza capi carismatici, guru o profeti, che non si ghettizza in una visione ristretta ed elitaria, ma che guarda anche verso il mondo che non ha ancora fatto la scelta vegetariana. Senza preclusioni di sorta. Un movimento che coniuga l’antispecismo e la “neo ecologia.”

Un movimento che accomuna persone di diversi orientamenti politici  e stati sociali, unite dalla consapevolezza del proprio diritto di vivere in un contesto civile, che sia espressione dell’umano e non del “subumano” i cui atteggiamenti barbarici, atti crudeli, abusi, sono retaggi di altri contesti storici e culturali che vanno risolutamente abbandonati.

Un movimento che nasca da un atto di coscienza, e si batta affinché il “subumano” smetta di seminare sofferenza e di abusare delle risorse naturali e si orienti verso la piena espressione dell’umanità della nostra specie, lontano dalla barbarie e dall'ignoranza.

Un movimento che si batta per far capire che i tempi sono maturi per smettere di devastare il pianeta e massacrare gli esseri viventi, umani e non umani, e che evidenzi che la crudeltà reiterata verso milioni di esseri  è in realtà ancora oggi possibile solo perché le immagini e le urla di dolore, di

terrore degli umani feriti, affamati, torturati e degli animali vivisezionati, imprigionati, feriti, uccisi non arrivano agli occhi e alle orecchie delle persone dato che i media evitano accuratamente di trasmettere le immagini veritiere delle guerre, dei luoghi di tortura, dei macelli, degli stabulari di vivisezione, degli allevamenti di animali da reddito. L’umanità non tollera emotivamente la crudeltà, ma l’ottusità e l’ignavia ancora prevalgono e quello che non colpisce direttamente i sensi non produce una reazione incisiva. Il numero di animali sacrificati in Occidente è oggi spaventoso, il comportamento nei loro confronti è disumano; la classe politica appare del tutto indifferente. E questo deve assolutamente finire.

Un movimento nazionale, non provinciale, non limitato, non chiuso, ma che guardi verso il mondo e abbia come scopi primari:

1) La difesa del pianeta e dei suoi abitanti umani e non umani. La difesa delle specie, delle acque, delle grandi foreste e la conseguente risoluta determinazione a combattere coloro che avvelenano la terra e stanno “de facto” distruggendo il pianeta.

2) Una ferma posizione riguardo l’abolizione della caccia, l’abolizione della sperimentazione sugli animali e l’eliminazione progressiva di qualsiasi forma di violenza verso tutti gli esseri viventi.

La lotta in difesa degli esseri senzienti e l’inasprimento delle pene verso la zoomafia e l’ecomafia e qualsiasi altra forma di violenza perpetrata verso esseri inermi e indifesi, incluso l’uso di animali per il circo, per le fiere, per l’industria delle pellicce, ecc…

3) L’appoggio alle grandi campagne internazionali, in difesa degli esseri viventi. Il sostegno alle grandi lotte - con ogni forma di resistenza - in difesa delle balene, dei cetacei, delle foche, contro il bracconaggio internazionale, contro la corrida, la caccia alla volpe, ecc..

4) L’inasprimento delle pene riguardo gli incendi dolosi, le frodi in materia ambientale, il commercio di sostanze che avvelenano terre , acque e aria, e il trasporto illegale di rifiuti e simili attività.

5) La promozione dell’idea che la crescita demografica deve svilupparsi in armonia con  le risorse naturali disponibili e che l’incremento sproporzionato delle nascite sta pesando sulla Terra in maniera letale.

6) Una ferma posizione contro la fame nel mondo, la povertà,  la schiavitù, la pena di morte, lo sfruttamento minorile, la prostituzione forzata, la violazione dei diritti umani e qualsiasi forma di violenza.

7) La promozione di stili di vita alternativi ed ecocompatibili come la raccolta differenziata, la produzione di imballaggi biodegradabili, il riciclo e tutte le tecnologie che facilitano il cambio verso uno stile di vita rivolto alla produzione di energia pulita. L’incentivazione all’uso di forme energetiche alternative e non inquinanti.

8) La scelta di una posizione laica che senza diventare anticlericale sostenga la battaglia per il riconoscimento dei diritti delle convivenze di fatto e le altre battaglie che il mondo laico sta portando avanti a livello nazionale e internazionale.

9) La scelta di campagne culturali su più fronti, volte all’educazione, alla sensibilizzazione, al rispetto e alla conoscenza. Campagne culturali con l’obiettivo di effettuare corsi nella scuole primarie e secondarie, e di promuovere materie come la conoscenza dell’etica interspecifica. 

10) La scelta di avvallare i partiti che aiuteranno le cause del movimento e di contrastare quelli che le ostacoleranno. Una scelta indipendente,  non legata a un partito specifico ma dettata solo dal comportamento dei partiti. I voti dovranno andare solo a chi farà progredire le cause sostenute dal movimento. 

Occorre creare un movimento nazionale

  • che sia capace di indirizzare i voti o negarli o astenersi secondo le posizioni dei partiti riguardo il non umano
  • che punisca con campagne mirate i partiti che ci ignorano, ci offendono e ci umiliano con i loro voti nel Parlamento e nel Senato. Che vada oltre le liste dei deputati e dei senatori buoni e cattivi che non hanno portato a nulla perché i politici interessati al problema della sofferenza del non umano sono una frazione infinitesimale e insignificante.    
  • che suggerisca e promuova interventi legislativi, interrogazioni, interpellanze, disegni di legge, decreti legge e decreti legislativi
  • che sia in grado di essere presente ai tavoli di trattative per i diritti degli animali, e di ottenere pesanti sanzioni nei confronti delle autorità preposte all'applicazione delle leggi a tutela degli animali.
  • che si assicuri che le leggi a tutela dei diritti degli animali in Italia non vengano considerate leggi di serie B, da disattendere e non applicare con la massima indifferenza ed impunità; che gli orrori, nei confronti degli animali non vengano considerati reati insignificanti; e che, in caso di violazione, le autorità preposte svolgano indagini serie e che i colpevoli paghino con il massimo delle pene previste.
  • che assicuri l’impegno su vari livelli per l’ottenimento dell’applicazione delle leggi in difesa degli animali da compagnia sul suolo italiano (sterilizzazione, maltrattamento, canili lager).
  • che sia in grado di tutelare i propri aderenti e li difenda  durante l’espletamento della loro attività a favore dei diritti degli animali.
  • che si batta per fermare il randagismo, svuotare i canili trasformandoli in parchi canili, per la diffusione di notizie sulla sofferenza degli animali da rendita, impegnandosi al contempo per divulgare i benefici e il valore etico dell'alimentazione e dello stile di vita vegetariana e vegana, che lotti per ostacolare qualsiasi forma di macellazione.
  • che sia, finanziariamente autosufficiente. Che non chieda nulla.

Occorre un movimento - ombrello che dia copertura alle mille anime dell’animalismo e dell’antispecismo. Senza assorbirle o annullarle. E questo va tentato con o senza le associazioni.

Il tempo dell’inane chiacchiericcio è finito: o strutturiamo una forza autentica o si continuerà a sguazzare nella palude delle piccole cose, validissime per il salvataggio di uno sparuto numero di esseri viventi, ma fallimentare come strategia globale perché incapace di attivare una vera svolta epocale.

Una nuova coscienza sta sorgendo. E questa coscienza avanza inesorabilmente. Avanza un nuovo sentire che si confronta con il male del mondo senza alcuna titubanza; una nuova coscienza laica che anela al bene contro tutto ciò che lo ostacola. 

Bisogna aprirsi al mondo con un programma che attacchi il ventre molle della violenza verso gli esseri viventi e che dia battaglia dove sia possibile farlo.

Da questo movimento – se nascerà - qualcosa di notevole può germogliare.