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STU STAZIONE: DECAMERON PARMIGIANO

Un investimento complessivo di 210.000.000 di cui 48.000.000 per la Stazione con sottopasso da 25.000.000
2001-2012, 11 anni per realizzare un progetto di stazione… Cantiere fermo. Società e fornitori in Camera di Consiglio del Tribunale per la ristrutturazione del debito (182 bis), perché mancano le risorse.

Pietro Vignali: “Parma da salvare? Non c’è nulla da salvare”. Mai frase tanto azzeccata Pietro! Così il titolo del suo intervento sulla Gazzetta di Parma del 4/02/2012 che ben sintetizza il suo mandato e l’opera del suo “dream team” ben noto in Procura. E’ proprio vero, non c’è nulla da salvare! 2001-2012, 11 anni per realizzare un progetto di stazione… e siamo ancora lì al primo stralcio, non finito, in Camera di Consiglio del Tribunale, per la ristrutturazione del debito (182 bis), perché mancano le risorse.
Che cosa è la vita per questi niente della disperazione collettiva? Solo avido interesse personale.

La Stu Stazione costituisce indubbiamente uno dei migliori intrighi affaristico amministrativi degni del papocchio sindaco e del suo predecessore. E sì, perché tutto iniziò nel 2001, Odissea nello spazio stazione, Sindaco Ubaldi, Vignali Assessore e con la band già collaudata dal ‘98 e perfezionata negli anni a venire. Prima Guasti (PDL) vicesindaco e all’urbanistica, a lui si deve la chiamata di Bohigas, poi venne Buzzi (PDL) vicesindaco con delega ai lavori pubblici e alle partecipate. Fresca la sua nomina (60%) dell’assemblea a coordinatore provinciale PDL. Se questi sono i rappresentanti eletti, dopo le note vicissitudini del Comune e delle sue partecipate,  immaginiamoci da chi è costituita la base!
E la Procura che aspetta ad intervenire? Son ladri tutti!!...  recidivi, di cui dimenticarsi le chiavi, per disastro economico plurimo e premeditato alla collettività, mai sfiorati e ignorati dall’azione penale obbligatoria.

Erano anni d’oro a Palazzo tra piani finanziari senza copertura, piani urbanistici fantasiosi (“Parma, crescono le idee”), direzioni generali del nulla, ispezioni di eventi e promiscuità tra le lenzuola… Un decameron  boccaccesco del XXI secolo… in diretta da Palazzo del Grano (sede del Municipio). Questo è ciò che si combinava a spese del contribuente… un luogo ideale in cui svolgere uno stage tra le carte del niente. Altro che Salemme in “Baciato dalla fortuna” . E qualcuno sosteneva l’apertura di bordelli… Già fatto, a Parma, siamo andati oltre: Gosinia city! Alcuni lo scrivevano su plance scenografiche di cantiere.
Se, come in “Oltre il giardino”, la vita è uno stato d’animo quello di Parma a Palazzo del Grano aveva le sembianze delinquenziali… Seppur in petite capitale.

Commissario Ciclosi, al di là di azzerare i vertici delle società partecipate, le famose figure apicali, in cui pare si fosse già applicato in Comune, con ritardo, il Sindaco Vignali nei rari momenti di lucidità, dica alla città cosa è accaduto: i fatti e i dati che hanno portato a questo disastro in cui la stazione, ad esempio, è stato solo un finto obiettivo. Sì, perché più che la stazione passeggeri da ammodernare interessava il finanziamento Ministeriale e Regionale per iniziare una opera speculativa immobiliare da 210.000.000 di euro con i benefit derivanti alla casta.
Dell’affare Stu Stazione, Commissario, quanto ne sanno i parmigiani? Ben poco credo, se non per sommi capi. E perché non glielo spiega? Che aspetta? Certamente conoscono i disagi (sono stati dimenticati nella temporary station i servizi di trasporto per disabili e anziani) del “Cantiere evento”, un progetto pilota per la sicurezza (3.000.000 di euro circa) finanziato al 50% anche dalla Regione.
Perché mai la Procura, il Comune, la Guardia di Finanza tacciono? Eppure molto chiasso si fa per qualche scontrino mancato! O per qualche insostenibile querela di satira! Dove invece viaggiavano zainetti spagnoli con 300.000 euro cash? O per la gestione nefasta di milioni di euro di risorse pubbliche, modello “stangata” post moderna? Zitti e tutti impuniti. Tutto edulcorato da eventi della magnaburocrazia con lo stile dei parvenue arricchiti.

La Stu Stazione viene concepita nel 2001: Sindaco Ubaldi, Stefania Benecchi dirigente del Comune alla gestione finanziaria, Ivano Savi dirigente comunale alla pianificazione urbanistica, Carlo Frateschi direttore generale comune di Parma, Stelio Emanuele Segretario generale comune di Parma.
Il 15/10/2003 il vagito della Stu Stazione (registrato il 04/11/2003) partorita alla presenza del notaio Angelo Busani. Quello che chiedeva con insistenza, durante una storica campagna elettorale, a Elvio Ubaldi, dove era lui (era vicesindaco) negli scandali che imperversavano a Parma. E Ubaldi stizzito per la replicante insistenza se ne andò infuriato dalla trasmissione TV.
 
La promiscuità tra affari pubblici e personali si consuma principalmente nello studio della generosa dottoressa Stefy con il compagno Ivan, Pietro Gandolfi (poi noto con il suo Presidente Calestani per il buco in SPIP di 105.000.000 di debito), Carlo Savorè (Presidente Stu Stazione, prima del venditore d’auto Mercedes Costantino Monteverdi - UDC) e lo studio di architettura catalano “MBM Arquitetects” di Oriol Bohigas.
Altri che hanno partecipato a diverso titolo sono Maurizio Ghillani, l’ing Marco Petrolini (di cui sono note le parcelle in SPIP per 3.500.000 euro) divenuto inseparabile amico di Stefy e Ivan: ma va là!
La Stu Stazione spa si avvale dello studio legale Delli Santi & Partners in particolare dell’avvocato Marco Monaco (150.000 euro di parcelle anno). Pensate  che ora, a Ragusa, lo stesso avvocato Monaco, che ha gestito da un punto di vista legale la fallimentare gestione Stu parmigiana, sta reiterando le medesime procedure per le società di trasformazione urbana in Sicilia.

Ora la Stu Stazione è nelle mani del neo Amministratore Unico architetto Isabella Tagliavini (almeno competente in materia, che ha sostituito il lottizzato incompetente Monteverdi), dei dirigenti del Comune Giovanni De Leo (anche Amministratore Unico di Metroparma) e Tiziano Di Bernardo (dirigente del Comune). A loro pare sia stato affidato il compito di srotolare la complessa matassa. La presentazione della richiesta pensata da Varazzani, Presidente STT in sostituzione di Andrea Costa (padre della creatività finanziaria dell’amministrazione locale), di ristrutturazione del debito secondo la procedura 182 bis, pare accettato da Banca Popolare di Vicenza, dagli Studi tecnici, ma non dalla Bonatti che non accetta la dilazione di pagamento e richiede l’immediato trasferimento delle opere immobiliari civili costruite senza aver prima realizzato e ultimato, come da contratto, la stazione e le opere infrastrutturali. E’ certo che senza mezzi il cantiere non può proseguire, anche nelle parti infrastrutturali. Ma perché si è arrivati a questo? Di chi le responsabilità?

Perché invece di limitarsi a rivedere il complesso architettonico e di servizi della sola stazione si è voluto portare il Comune a fare l’immobiliarista, che non gli compete, con un investimento complessivo di 210.000.000 di cui 48.000.000 per la Stazione con sottopasso da 25.000.000?
La copertura finanziaria era garantita:
- dal Ministero Infrastrutture e trasporti per 25.000.000;
- dalla Regione Emilia Romagna per 3.200.000;
-
dal Comune di Parma per
15.200.000, poi a 9.000.000 più gli scomputi, 9 ridotti a 8 nel 2011;
-
dalla Regione E.R. e Comune di Parma al 50% cad per 3.000.000 (realizzazione del progetto pilota di sicurezza);

-
dalla Tav per 1.500.000;
-
dalla STU Stazione per 128.500.000.

Il progetto urbanistico Stu Stazione si concentra in un grande buco (una premonizione finanziaria?) al posto dello storico monumento Bottego, un sottopasso da 25.000.000 di euro (!!!), una copertura dei binari per un costo di circa 7.300.000 con inglobazione della vecchia stazione, un piano interrato (scavare sotto Parma è sempre stato un vezzo di Ubaldi), e una speculazione immobiliare nella parte retrostante l’attuale stazione (RFI) e l’area Boschi (storica industria conserviera dismessa dopo il trasferimento a Fontanellato, promessa sede delle Poste locali, poi dell’Archivio di Stato e rimasta per anni in abbandono, causa il blocco di destinazione urbanistica, per l’insipienza di una corrotta amministrazione comunale).

Le opere del primo stralcio del progetto Stu Stazione venivano messe a gara con bando di 108.000.000 vinto con un ribasso del 10% a 106.000.000 dall’impresa Bonatti, sempre molto vicina a Ubaldi. La stessa impegnata a realizzare la sede amministrativa e servizi del Comune: il DUC (con altro strascico giudiziario) e un danno, pare, alla collettività da alcuni stimato in 20.000.000 di euro.  

Nell’impresa Bonatti era socio al 40% Calisto Tanzi.
Come si legge nel libro inchiesta di Livio Consigli: “Il tesoro di Tanzi”, Bonatti era uno dei personaggi, insieme a Ettore Giugovaz, Pasquale Cavaterra, che collegano Tanzi a una possibile impresa parallela che generava importanti profitti, con operazioni in Sudamerica ed Ecuador. Giugovaz, consulente, amico e, si ritiene, prestanome di Tanzi in Ecuador, per un certo periodo manager della Bonatti, accompagnò Tanzi nel suo ultimo misterioso viaggio proprio in Ecuador, prima dell'arresto. La più grande agenzia detective del mondo, la Kroll (dodici settimane parcella da 1.200.000 euro) scoprì 8,9 milioni di euro, cifra che non include i fondi individuati dalla magistratura. Scoprì pure che a Montevideo si perdono le tracce della fetta più grossa del tesoro di Tanzi: 1, 2 MLD di dollari inghiottiti da una misteriosa società la Wishaw Trading considerata la cassaforte uruguaiana dei Tanzi. Ma dove finiscano poi neppure la Kroll è riuscita a capirlo. Non solo. Per gestire operazioni finanziarie di questo tipo, occorrono persone a conoscenza del sistema bancario, e Tanzi le aveva, anche a Parma. La Kroll scopriva pure significativi indizi che vedevano Tanzi collegato ad aziende parallele al crimine organizzato in diversi paesi. (Vedi articolo: “Cosa sa Enrico Bondi che non dice”)

Il costo del progetto iniziale 210.000.000 di euro è diviso in due stralci. Il primo stralcio per circa 150.000.000 di euro.
Il Comune di Parma fin dall’inizio non aveva i 15.200.000 promessi che rimodulava in 9.000.000 circa, più 6.000.000 di scomputo oneri urbanistici e di costruzione, più la cessione del terreno.
Ora, se il Comune di Parma non aveva neppure i 15.200.000 per far fronte agli impegni assunti, chi garantiva i 128.500.000 della STU Stazione il cui socio unico era attraverso STT il Comune di Parma?
L’indebitamento della società, Stu Stazione spa, al 31/12/2009 per la realizzazione del primo stralcio risultava già di 74.000.000 circa di cui 48.000.000 nei confronti delle banche. Al 31/12/2010 la società registrava una perdita di 14.000.000 costringendo il Comune a un contributo in conto capitale per 17.000.000 approvato in Consiglio comunale il 05/07/2011, successivo ai 65 milioni di azioni IREN del Comune date a STT per garantire i debiti.
L’indebitamento poi nel corso di questi anni in Stu Stazione è continuato ad aumentare e la vendita immobiliare nulla, anche perché le opere civili del primo stralcio, come vedremo, erano già destinate alla Bonatti. Il secondo stralcio è stato messo nel dimenticatoio e pure il terzo. Certo c’è la crisi di settore, ma quali competenze e capacità erano state poste sul campo per la vendita? Forse che il genio del venditore d’auto Mercedes, Costantino Monteverdi, avrebbe dovuto assolvere questo ruolo? Costruire senza la copertura finanziaria e per di più senza vendere mi sembra un gioco al massacro. O era già scontato che, nella inevitabile, voluta situazione di dissesto finanziario, avrebbe ritirato tutto la Bonatti, dopo aver sottratto un bel po’di liquidità al Comune?... E gli Amministratori all’incasso dei benefit?
Vi era d’altra parte l’impegno del Comune nell’accordo di appalto di 98.000.000 (scusate alcune discrepanze economiche derivanti però dalle perverse logiche degli appalti) con la Bonatti che 42.000.000 sarebbe stata la somma cash, mentre 56.000.000 sarebbe stata corrisposta attraverso il trasferimento in proprietà dei beni immobili oggetto di gara. Nel frattempo i previsti 1000 mq di edilizia residenziale pubblica sono scomparsi.
Quindi lo sbandierato ritorno economico per la vendita degli immobili, si sarebbe ricavato nel secondo e forse nel terzo stralcio. Ora entrambi nel dimenticatoio. Mi ripeto: E’ competenza del Comune fare l’immobiliarista?

Sono di questi giorni le dimissioni improvvise di Varazzani da Presidente STT, dopo che nell’ottobre 2010 aveva sostituito Costa, raggiunto da avviso di garanzia per la vicenda TEP - Banca MB.
Possibile credere che il Presidente Massimo Varazzani, abbia dato le dimissioni, come scrivono i giornali, perché solidale con i due componenti del CDA STT Pagrazi Liberati (avvocato in quota PDL) e Severino Guerci (impiegato AMPS ora Iren, in quota UDC) di cui Ciclosi aveva chiesto la testa? E Ciclosi, le dimissioni, le abbia accolte immediatamente senza valutare la disponibilità di Varazzani come Amministratore Unico?
Difficile credere che Varazzani, uomo di incarichi ad alto livello, abituato a muoversi tra Consiglieri e Cda di diversa natura, di nomina politica, a Parma si sia lasciato commuovere fino alle dimissioni per un fatto di nessuna rilevanza economica, politica, professionale. No! Non è credibile. Altre sono le letture dietro ai fatti che forse devono essere prese in considerazione.
Possibile che Varazzani rimetta il suo mandato dopo:
- la revisione contabile di tutte le società del pianeta STT, i costosi incarichi consulenziali (studio Brambilla: premio Adams 2011) per riportare a credibilità e verità il patrimonio di società condotte da ex amministratori in modo criminale?
- la verifica legale (studio Ghidini) sull’azione di responsabilità nei confronti di ex Amministratori, approvata pure dal Consiglio Comunale (dopo il parere dell’avv. Massimo Banchini)?
- le scelte strategiche di liquidazioni societarie (incarico a Matteo Rossini), il concordato preventivo per SPIP (studio Brambilla), la ristrutturazione del debito (182 bis) per Stu Stazione?
- la circoscritta attività di STT di fatto a STU Athority (Ponte a nord, sede EFSA, Scuola europea) e un eventuale nuovo ruolo strategico da assolvere?

Insomma, dopo aver rivisto l’ordine della libreria, delineato un nuovo percorso, arginato l’emorragia finanziaria, anziché iniziare l’opera, se ne va con una scusa di solidarietà? O qualcuno, forse, lo ha fermato. Questa è l’Italia! Un qualcuno con peso politico nazionale attraverso cui arrivano poi gli incarichi tecnici. E gli incarichi di Varazzani sono tutti mandati politici. Una competenza tecnica, ottimamente remunerata, al servizio. Varazzani ha trovato una via di uscita e Ciclosi l’ha accettata, immediatamente. Altra cosa strana vista la situazione politica e il caos ancora presente in STT.

Il commissariamento di Varazzani, a suo tempo, un obbligo per arginare la voragine dei predoni (“furt office” Varazzani dixit), inviato da Tremonti e Letta.
Che gli stessi apparati politici ai vertici nazionali stiano bloccando anche la Procura di Parma? Possibile visto che non si capisce alla luce dei palesi misfatti cosa stia aspettando, dopo due anni di Guardia di Finanza in STT, intercettazioni e quant’altro. Pare si siano fermati all’IPad e ai giardinetti!
Insomma ci sarebbe molto da spiegare, ma non viene fatto. Tutto sopra la testa dei cittadini che non devono mai sapere e li si rincitrulliscono con la voluta complessità, slogan in malafede, mancanza di trasparenza, cantieri evento… e gli organi di stampa complici nella disinformazione e propaganda.

E’ vero che STT non ha più alcun senso: una holding partorita con Costa nel debito, per eludere il patto di stabilità, per gestire appalti, assunzioni e incarichi senza gli obblighi del sistema Municipale: le mani libere nella “città cantiere… dove crescono le idee”.
Una società in cui si è fin da subito iniziato a rubare e ad usare per far tornare i conti in Comune (vedi giri di vendite).
I due principali dirigenti (Savi e Benecchi) assunti con un bando gestito da loro stessi, che a loro volta avevano già costituito (2008) una società (BE.VI srl) per consulenza in conflitto di interessi sia per il ruolo svolto in Comune sia successivamente in STT. Costa invece, nel mentre produceva il buco STT, si comprava vigneti, si costruiva case e cantine e produceva vini. Una fortuna valutata in 240.000.000 di euro in pochi anni.

Una vergognosa gestione di vertice in Comune e nella Holding che non poteva non diramarsi in tutte le partecipate rimpinzate di lottizzati, amici degli amici, trombati politici (la meritocrazia o i curricula un complemento irrilevante): e così è stato.
Appunto, riprendendo Vignali: “Parma da salvare? Non c’è nulla da salvare!” E’ l’idiota burocrazia che si riproduce. Un contesto determinato da valanghe di carta igienica usata, alla cui vista ci si infetta. E in quanti quotidianamente si prestano. Della Stu Stazione andrebbe preservata la quantità del carteggio burocratico, un’opera artistica della stupidità dei nostri tempi. E si può capire perché nulla è possibile cambiare in un contesto ladro e perverso. Altro che “progetto di forte stimolo collettivo –scriveva Vignali- nato da un ascolto attento dei bisogni della città”.
Pensare poi ai ridicoli slogan usati, in malafede, nella totale ipocrisia, in questi anni per accalappiare consensi e darsi una immagine di benefattori e strateghi dediti al bene comune:
“Parma città cantiere”;
“Parma, crescono le idee”;
“Parma, un modo di vivere”;
“Parma, comune amico”.

Io direi:
“Parmaladra” un’unica parola, l’unica vera opera. (Parma, 04-06/02/2012)

Luigi Boschi

La cosa più agghiacciante è

La cosa più agghiacciante è che nonostante sia ormai tutto risaputo, non succede NULLA!

Grazie

grazie dell'analisi e del grande lavoro d'indagine che svolgi. Sei una grande risorsa per la città che vuole reagire

Roberta Roberti, ParmaBeneComune

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