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La vita sta cambiando pelle

Natale, dal Piemonte alla Sicilia in 60mila ai pranzi di solidarietà di Sant'Egidio

Boom di volontari e di presenzi ai tradizionali eventi per i bisognosi del 25 dicembre organizzati dalla Comunità. A Roma, come ogni anno dal 1982, la festa nella Basilica di Santa Maria in Trastevere

Oltre 240 mila persone in 77 Paesi del mondo, 60 mila in Italia, hanno partecipato oggi ai pranzi di Natale con i poveri di Sant'Egidio. A partire dalla basilica di Santa Maria in Trastevere, dove questa tradizione è stata avviata nel 1982 con un piccolo gruppo di anziani che altrimenti, il giorno più bello dell'anno, sarebbero rimasti soli, la Comunità è riuscita a far sedere tanti, diversi tra loro, alla stessa tavola: dai senza dimora ai rifugiati venuti con i corridoi umanitari in Europa, ai bambini di strada e ai minori in difficoltà delle grandi bidonvilles dell'Africa e dell'America Latina. Nel Natale del cinquantesimo anniversario di Sant'Egidio, sono state coinvolte un centinaio di grandi e piccole città italiane tra cui Roma, Napoli, Genova, Messina, MilanoBariFirenzeTorino, Novara, Padova, Catania, Palermo, Trieste, Bologna, Reggio Calabria.

25 dicembre: Natale del Signore


Natale del Signore
Ricorrenza: 25 dicembre

Oggi si apre il cielo, si squarciano le nubi e appare l'Emmanuele, Dio con noi. L'Eterno Padre l'aveva promesso, lo vaticinarono i profeti e per quattromila anni lo sospirarono i giusti. La venuta di Gesù avvenne come ci narra il Vangelo: 

« Essendo uscito in quei giorni un editto di Cesare Augusto, che ordinava il censimento di tutto l'impero, anche gli Ebrei dovettero andare nella loro città di origine per dare il loro nome. Giuseppe, essendo della regale stirpe di Davide, si recò con Maria in Betlemme, sua città nativa; essi erano poveri, non trovarono chi li accogliesse e furono costretti a riparare in una capanna. Quivi Maria diede alla luce e strinse al seno il divin Figlio, l'avvolse in poveri pannolini e l'adorò ».

S. Giuseppe condivideva i sentimenti di Maria. 

Il Figlio di Dio si era fatto uomo per salvare gli uomini e la sua nascita umile, povera, oscura fu illustrata da tali miracoli che bastarono a farlo conoscere da chiunque avesse il cuore retto. Ecco che un Angelo discese dal cielo ad annunziare la venuta del Redentore non ai re, non ai ricchi, nè ai grandi della terra, ma ad alcuni poveri pastori, i quali ebbero la felice sorte e la grazia di adorare per primi il Dio fatto uomo. 

Padre Enzo Bianchi: È nato per voi un salvatore!

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25 dicembre 2018
Natale del Signore
Lc 2,15-20
di ENZO BIANCHI

In quel tempo 15Appena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cielo, i pastori dicevano l'un l'altro: «Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». 16Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. 17E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. 18Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. 19Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. 20I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro.


Ogni anno nella notte di Natale ascoltiamo sempre lo stesso vangelo, la stessa buona notizia, in una breve pagina di Luca. Eppure questa ripetitività non ci disturba, anzi è per noi una grazia grande, perché ci permette di verificare come il Vangelo, la buona notizia, sia inesauribile, sempre nuova, compresa in modo sempre più profondo, perché noi l’ascoltiamo non solo come “sta scritto” ma anche con la nostra vita che passa di anno in anno, con gli eventi che viviamo, sempre diversi, e con la gioia o il dolore che essi ci procurano. Mettiamoci dunque ancora una volta in ascolto.

Riflessioni sul Vangelo di Don Umberto Cocconi: Maria è proprio la donna che muove il mondo e lo fa di nuovo roteare intorno al sole che è Dio.

La visitazione: opera di Raffaello Sanzio del 1517 circa conservata nel Museo del Prado di Madrid.

Don Umberto Cocconi

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Ap­pena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bam­bino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orec­chi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento di ciò che il Signore le ha detto» (Vangelo secondo Luca).

Commento al Vangelo di Padre Enzo Bianchi: Il grande mistero della Visitazione

Kanga da Zanzibar

23 dicembre 2018

IV domenica di Avvento
Lc 1,39-45
di ENZO BIANCHI

39In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. 40Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. 41Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo 42ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! 43A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? 44Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. 45E beata colei che ha creduto nell'adempimento di ciò che il Signore le ha detto».


Il quarto vangelo confessa in modo dossologico, glorioso: “La Parola si è fatta carne e ha posto la sua tenda tra di noi” (Gv 1,14), e anche i vangeli sinottici ci testimoniano che la Parola di Dio si è umanizzata in mezzo a noi in Gesù di Nazaret, il figlio di Maria e di Giuseppe.

Concerto dell'Epifania: Sala Pizzetti, 5 gennaio - ore 17

CONCERTO DELL’EPIFANIA: L’ORER INAUGURA LA NUOVA SALA PIZZETTI
Una gioiosa Festa per le Famiglie con l’Orchestra Regionale dell’Emilia-Romagna, le grandi sinfonie di Rossini e i famosi Valzer di Strauss

Chi entra nel Parco Eridania si sofferma immediatamente sulle grandi strutture dell’Auditorium Paganini e del Centro di Produzione Musicale Arturo Toscanini, nuova sede della Fondazione. Pochi notano invece le scale d’accesso alla Sala Ipogea che porta da quest’anno il nome del celebre compositore parmigiano Ildebrando Pizzetti. La sala sotterranea sorge infatti al di sotto del prato che separa Auditorium e CPM Toscanini, collega funzionalmente i due edifici ed è accessibile da entrambi. Dopo un intenso programma di lavori di risistemazione finanziati dal Comune di Parma, la Sala Pizzetti, che ha caratteristiche spiccatamente polifunzionali, può anche fungere da sala da concerto di medie dimensioni: è stato infatti notevolmente aumentata la dimensione del palcoscenico e la sala è stata dotata di 365 posti, con sedute numerate e di ultima generazione, e arricchita da modernissimi impianti dedicati all’attività congressuale.

Il primo concerto in questa nuova veste sarà anche una gioiosa Festa per bambini e ragazzi e per le loro famiglie: il prossimo sabato 5 gennaio alle ore 17, gli appassionati di musica e non solo potranno assistere al Concerto dell’Epifania, l’evento nel quale l’Orchestra Regionale dell’Emilia-Romagna diretta da Jacopo Rivani eseguirà Sinfonie di Gioacchino Rossini e Valzer di Johan Strauss figlio, da La Cenerentola a Sangue viennese, da L’italiana in Algeri alla Pizzicato Polka, da Il barbiere di Siviglia all’ouverture del Pipistrello, da Il signor Bruschino alla immortale Marcia di Radetzky di Johann Strauss padre.

La protesta al Teatro Lirico di Cagliari del 14 dicembre 2018 ha avuto una ampia partecipazione dei dipendenti di tutti i settori

Cagliari, 19-12-2018 Venerdì 14 dicembre 2018 [LINK], l'astensione proclamata dalla RSU del Teatro Lirico su mandato assembleare ha avuto una grande partecipazione, oltre 120 dipendenti di tutti i settori, anche non coinvolti direttamente nello spettacolo di Rigoletto. 

La particolare formadi protesta scelta in assemblea aveva lo scopo di salvaguardare l'intero spettacolo, ritardandone solo l'inizio e dandone evidenza pubblica per diminuire il più possibile il disagio agli spettatori. 

Data voce e circoscritti i confini del reale disagio vissuto dai lavoratori con tutte le preoccupazioni e le paure legate all'incertezza del prossimo futuro, è arrivato il momento con atto di responsabilità di tutti i soggetti coinvolti di riavviare la trattativa per la definizione di tutte le criticità. 

L'interesse comuneè quello di, valorizzando l'impegno di ambo le partie i risultati finora ottenuti, riconoscere ed affrontare la reale situazione del teatro confidando nel buon senso delle delegazioni. 

(Per la RSU
SimoneGuarneri )

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NATALE IN PILOTTA: GLI ARCHI DELL’ORER ALLA GALLERIA NAZIONALE

NATALE IN PILOTTA: GLI ARCHI DELL’ORER ALLA GALLERIA NAZIONALE

L’Orchestra Regionale dell’Emilia-Romagna con la violinista Mihaela Costea interpreta Corelli e Vivaldi alla Galleria Nazionale

Un gradito e natalizio ritorno quello che gli archi dell’Orchestra Regionale dell’Emilia-Romagna guidati da Viktoria Borissova, con la partecipazione straordinaria dalla violinista Mihaela Costea, faranno venerdì prossimo, 21 dicembre, ospiti del Complesso Monumentale della Pilotta. Si rinnova così la fortunata collaborazione tra due delle maggiori istituzioni culturali cittadine.

Con inizio alle 18.00, con ingresso gratuito nel limite dei posti disponibili, nella splendida cornice della Galleria Nazionale e più precisamente nella Sala delle Colonne, gli archi di quella che è oggi considerata una delle più importanti orchestre regionali italiane, impegnata dal 1975 in una prestigiosa ed ininterrotta attività sinfonica, eseguiranno “Le quattro stagioni” di Antonio Vivaldi e il Concerto “fatto per la notte di Natale” di Arcangelo Corelli.

Ponte Morandi, l’allarme: “15mila tonnellate di amianto, si rischia boom di tumori a Genova”

Secondo l'Osservatorio Nazionale Amianto nelle abitazioni sottostanti a Ponte Morandi, che dovranno essere demolite, ci sono migliaia di tonnellate di amianto: "Sono nelle coibentazioni delle tubazioni delle cantine, camini e serbatoi d’acqua rivestiti di eternit, ma anche impianti di riscaldamento e delle guarnizioni delle centrali termiche".

Ai 43 morti della tragedia del crollo del Ponte Morandi di Genova potrebbero aggiungersi altre vittime, se le demolizioni delle case sottostanti non verranno effettuate a opera d'arte e rispettando tutte le norme sul trattamento dell'amianto. E' l'allarme lanciato ieri dall'Ona, Osservatorio Nazionale Amianto, secondo cui il dramma del 14 agosto potrebbe avere un "colpo di coda" importante. Tra le case da abbattere – sostiene l'osservatorio – ci sarebbero "quindicimila tonnellate di puro veleno. Una montagna di asbesto nascosto".

Non solo ipertensione, dieta ricca di sale corrode le ossa

Una dieta di alto contenuto di sale, comune in molti paesi avanzati, non soltanto causa ipertensione e malattie cardiovascolari, ma corrode le ossa dall'interno riempendole di buchi. E' il risultato preliminare di una nuova ricerca australiana, che se confermato conferisce una priorità ancora più alta alla lotta contro la dipendenza di sodio. Gli studiosi del Baker Heart and Diabetes Institute di Sydney hanno alimentato topi di laboratorio per 12 settimane con una dieta ad alto contenuto di sale (equivalente per gli umani a 12 grammi di sale al giorno, che è quello che molti consumano) per esaminarne gli effetti, oltre all'ipertensione. Hanno scoperto che i topi avevano sistemi immunitari estremamente attivi e un numero eccessivo di globuli bianchi, prodotti da cellule staminali 'ribelli' nella milza. "Abbiamo continuato a vagliare i dati e le evidenze si sono moltiplicate", ha detto Murphy. I ricercatori hanno esaminato le ossa, dove le cellule staminali risiedono, e le hanno trovate piene di buchi.

Le cellule immunitarie iperattive, cresciute a dismisura per l'esposizione ad alti livelli di sale, avevano corroso il tessuto osseo. Lo studio, ancora in fase preliminare, non è stato ancora pubblicato ma i risultati sono stati presentati a conferenze nazionali e internazionali. "Le ossa non sono solide. Sono costituite da un'impalcatura di cellule ossee, con cellule staminali che hanno il compito di produrre nuove cellule per il sangue. Quando le cellule immunitarie cominciano a corrodere l'osso, le staminali si diffondono liberamente", spiega lo scienziato. Cominciano quindi a produrre molti globuli bianchi, che possono intasare i vasi sanguigni e sollevare la pressione del sangue.

Protesta dei lavoratori della Fondazione Teatro Lirico di Cagliari

La RSU del Teatro Lirico di Cagliari ha tenuto un'assemblea generale dei lavoratori in data 11 dicembre c.a. in cui si è discusso di numerose problematiche e preoccupazioni che non trovano soluzione. In particolare si riporta:
- Grave disorganizzazione del lavoro;
- Strategia fallimentare sulle cause di lavoro/conciliazioni che ha prodotto oltre 1 milione di euro di risarcimenti;
- Livelli inadeguati dei requisiti di internazionalizzazione e capacità di reperire risorse private per soddisfare la legge 160;
- Assenza o totale inconcludenza delle relazioni sindacali;
- Informazioni parziali sulle gravi irregolarità riscontrate dagli ispettori del MEF;
- Mancanza di dialogo con l'organo di indirizzo.
Per questi problemi, esperiti vanamente numerosi tentativi per il superamento degli stessi, l'assemblea ha deciso come forma di protesta uno sciopero di 30 minuti, dalle 20.30 alle 21.00, col conseguente ritardo dell'inizio della prima recita del Rigoletto prevista per venerdì 14. Infine, è stata ribadita la volontà di fare fronte comune contro la legge 160/2016, i cui decreti attuativi potrebbero essere decisi entro la fine dell'anno, ed espressa piena solidarietà ai colleghi dell'Arena di Verona per le gravi difficoltà del momento. I contenuti della presente saranno comunicati alla stampae all'opinione pubblica nel modo dovuto.
Distinti saluti.

Per la RSU
Annalisa Pittiu

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Ron Paul: “correzione epica a Wall Street, sarà peggio del 1929″

Mariangela Tessa

Si susseguono gli allarmi sul futuro del mercato azionario. Dopo che la Bri ha detto ieri che nuovi shock non sono esclusi nei prossimi mesi, anche Ron Paul, politico statunitense, esponente della corrente libertaria del Partito Repubblicano, ha avvertito che le correzioni di quest’anno potrebbero essere solo un assaggio di un crollo epico del mercato, che potrebbe verificarsi prima delle attese degli investitori.

Secondo l’ex candidato presidenziale repubblicano, Wall Street sta diventando più vulnerabile e nei prossimi 12 mesi non si vede nulla di buono. I segnali sono già arrivati: la scorsa settimana la Borsa americana è infatti ufficialmente entrata in fase di correzione per la prima volta da due anni.

Deutsche Bank possiede titoli spazzatura pari a 15 volte il Pil della Germania

Tutti presi dai tweet politici di Tizio Caio – nanerottoli per dimensioni del paese in cui avvengono e per statura da statisti – quasi tutti hanno perso di vista “il sottostante” di ogni politica. Ossia l’economia reale e finanziaria.

Proviamo perciò a tirarci fuori dalla stretta contingenza e guardare un po’ più dall’alto l’andamento delle cose. Come si fa in montagna, quando il sentiero sembra incerto e si consulta la mappa (visione dall’alto) per ristabilire la direzione che con i piedi (visione dal basso) è diventata incerta.

Per non fare discorsi alati e un po’ campati in aria, partiamo dai dati diffusi da Mediobanca (comparto R&S), che hanno allarmato l’imprenditoria italiana, o almeno la parte delegata a pensare. A darne conto è stato un articolo di Antonella Olivieri, apparso su IlSole24Ore qualche giorno fa: Banche, allarme derivati: valgono 33 volte il Pil mondiale.

I non addetti ai lavori non ci troveranno motivi di particolare preoccupazione, quindi è necessario decodificare una terminologia tecnica sconosciuta ai più.

I “prodotti derivati” sono titoli finanziari, al pari dei titoli di Stato o delle obbligazioni emesse da società private di qualsiasi tipo. Hanno anche un padre nobile, visto che sono stati “inventati” per la prima volta da Goldman Sachs, la banca Usa abituata a produrre sfornare “padroni dell’universo”.

Luigi Ferrari. Il musicologo che piaceva tanto a Stockhausen

Pietro Acquafredda

Luigi Ferrari. Il musicologo che piaceva tanto a Stockhausen

Music@, il bimestrale da noi fondato e diretto, edito dal Conservatorio aquilano, dal 2006 al 2013, pubblicò sul numero 31 (gennaio-febbraio 2013) alcune lettere inedite di Stockhausen a noi inviate all'epoca della direzione di Piano Time, riguardanti prevalentemente la musica pianistica, ma anche l'opera, in risposta a giudizi non lusinghieri espressi  da alcuni giovani compositori italiani, da noi interpellati,  e pubblicati sulla rivista, riguardanti il ciclo 'LICHT'.

Crac Parmalat: la Cassazione conferma le condanne, lieve sconto di pena per Tanzi

Condanne definitive per il crac della Parmalat. Lo ha deciso la quinta sezione penale di Cassazione che ha confermato sostanzialmente il verdetto emesso in appello dai giudici bolognesi. Lieve sconto di pena di cinque mesi solo per il patron Calisto Tanzi e il braccio destro Fausto Tonna, di 4 mesi per Giovanni Tanzi e di tre mesi per Luciano Silingardi per la prescrizione dell'accusa di associazione a delinquere.

In seguito al piccolo sconto di pena - per prescrizione - la condanna di Calisto Tanzi scende da 17 anni e 10 mesi a 17 anni e 5 mesi di reclusione (sconto 5 mesi). Per l'ex braccio destro Fausto Tonna, scende da 9 anni, 11 mesi e 20 giorni a 9 anni, 6 mesi e 20 giorni (sconto 5 mesi). Per Giovanni Tanzi - fratello di Calisto - scende da 10 anni e 6 mesi a 10 anni e 2 mesi (sconto 4 mesi). Dimunisce di 3 mesi per Luciano Silingardi che ottiene così 5 anni e nove mesi.

In sostanza, la riduzione della pena riguarda solo i quattro imputati ai quali era stata contestata l'associazione a delinquere della quale Calisto Tanzi era stato individuato - dalla magistratura - come capo. Per quanto riguarda le condanne degli altri dieci coimputati, la Suprema Corte ha confermato quella a 7 anni e 8 mesi per l'ex direttore marketing della multinazionale di Collecchio Domenico Barili, quella a 4 anni e dieci mesi per Giovanni Bonici, numero uno di Parmalat Venezuela ed ex amministratore di Bonlat, la società "cassonetto" di Parmalat.

Parma, Luigi Ferrari presidente dell'Istituto Studi Verdiani

Luigi Ferrari

Nicola Sani lascia la presidenza dell'Istituto Nazionale Studi Verdiani: dopo quattro anni non si è detto disponibile a portare avanti il suo mandato. Già qualche tempo fa aveva espresso l'intenzione di voler dedicare più tempo alla composizione.
Dovrebbe succedergli il Maestro Luigi Ferrari, fino a qualche mese fa sovrintendente della Fondazione Arturo Toscanini. 15 dicembre 2018

Fonte Link: parma.republica.it

Riflessioni sul Vangelo di Don Umberto Cocconi: Vivere è prepararsi, trasformarsi, accedere allo status del saggio

Cosa dobbiamo fare?

Don Umberto Cocconi

Le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto». Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato». Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe». Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco» (Vangelo secondo Luca).

Commento al Vangelo di Padre Enzo Bianchi: “Che cosa dobbiamo fare?”

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16 dicembre 2018

III domenica di Avvento
Lc 3,10-18
di ENZO BIANCHI

10 In quel tempo le folle interrogavano Giovanni: «Che cosa dobbiamo fare?». 11Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare faccia altrettanto». 12Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». 13Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato». 14Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe».
15Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, 16Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. 17Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».
18Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.

“L’annunzio del Natale” Veglia musicale in Cattedrale con il Gruppo Vocale e Strumentale Par.M.A. – Parma Musica Antica

Gruppo Vocale e Strumentale  Par.M.A. – Parma Musica Antica

L’annunzio del Natale”
Veglia musicale con il Gruppo Vocale e Strumentale

Par.M.A. – Parma Musica Antica
Giovedì 20 Dicembre 2018, ore 21.00, Cattedrale di Parma. Ingresso libero

Prepararsi al Natale attraverso l’ascolto della musica: è la scelta fatta dalla Curia Vescovile di Parma che, giovedì 30 dicembre alle 21.00, nella Cattedrale di Parma, ha organizzato una veglia musicale dal titolo “L’annunzio del Natale”. Protagonista ne sarà il “Gruppo Vocale e Strumentale Par.M.A. – Parma Musica Antica” del Conservatorio di Musica “Arrigo Boito”, preparato dai docenti Francesco Baroni, Gianluca Ferrarini, Alessandro Ciccolini e Gian Luca Lastraioli. In programma una musica rara e antica: la Messa composta nel 1648 da Giovanni Battista Chinelli, sacerdote e compositore parmigiano che in questa cattedrale fu maestro di cappella e organista. L’esecuzione dei brani musicali sarà intervallata dalla lettura di brani scritturistici e patristici sul mistero del Natale.

“La Diocesi di Parma – osserva Lorenzo Montenz, responsabile del progetto culturale diocesano – ha scelto di dare visibilità a questi giovani che, prese le distanze dai luoghi comuni di un’arte commercializzata, s’impegnano in una professionalità faticosa ma preziosa, fatta di passione e di curiosità per la ricerca, di studio accurato di linguaggi musicali ingiustamente dimenticati, di entusiasmo nel riproporre un’atmosfera culturale ricercata e coinvolgente”.

"Chelys mons" di Giuliano Serioli

Recensione di Francesca Avanzini al libro di Giuliano Serioli "Chelys Mons"

"Chelys mons" di Giuliano Serioli

“Chelys Mons” potrebbe tranquillamente, tra le altre cose, essere adottato nelle scuole per motivare gli studenti all’apprendimento della storia, locale e non. Pur non essendo un libro specificatamente per ragazzi, si porta dietro il sapore di quei pomeriggi giovanili passati sul divano sbocconcellando pane, a leggere senza riuscire a interrompersi “Robin Hood”, “I pirati della Malesia”o “I tre moschettieri”. Anche nella narrazione dello scrittore parmigiano Giuliano Serioli, stesso gusto dell’avventura, imboscate, cavalli che procedono nelle faggete calpestando il terreno gelato, cotte di maglia metallica, nodosi archi di legno, comandanti coraggiosi, feudatari e mercanti. E un ritmo serrato che sospinge senza fatica per le oltre quattrocento pagine di cui è costituito il racconto.

Il Comune stanzia 141 milioni di euro in tre anni, 2019 – 2021 per dare seguito alle politiche di pianificazione e sviluppo del territorio e delle opere pubbliche. Settanta milioni per il 2019.

Il Comune stanzia 141 milioni di euro in tre anni, 2019 – 2021 per dare seguito alle politiche di pianificazione e sviluppo del territorio e delle opere pubbliche. Settanta milioni per il 2019.

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