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La vita sta cambiando pelle

Animalfree

animalfree.it: video sul trattamento feroce e violento subito dagli animali da parte dell'uomo. Una strage pianificata industrialmente

Report: resistenza passiva

Collaborazione di Ilaria Proietti

Da Obama a Lorenzin, la politica mondiale non fa che evocare lo spettro dell'apocalisse antibiotica e il sopravvento di alcuni batteri che annienteranno la popolazione. Ma la politica, al di là degli annunci, cosa sta facendo, realmente, per sradicare il problema alla radice? Poco o niente.

Per esempio non si mette in discussione una delle cause principali: gli allevamenti intensivi dentro cui finisce il 70% degli antibiotici prodotti nel mondo.

Se negli ultimi novant’anni gli antibiotici hanno consentito il progresso della medicina e hanno sconfitto i batteri patogeni, adesso sono sempre meno efficaci contro quelli che colonizzano l’uomo, l’ambiente e gli animali che mangiamo.

L’Unione Europea ha analizzato gli intestini degli avicoli al macello provenienti dagli allevamenti intensivi e ha trovato percentuali di batteri resistenti preoccupanti. Batteri che ritroviamo nel piatto perché le linee di macellazione non proteggono integralmente dalla contaminazione. Comunque, la Commissione Europea si è accorta del problema tardi e si limita a fare pochi controlli; Report ha fatto analizzare trenta confezioni di carni suine comprate in tre grandi distribuzioni per cercare la presenza di un clone di stafilococco aureus, uno dei più pericolosi perché resistente agli antibiotici. Diremo l'esito nel corso della trasmissione.

Secondo un rapporto commissionato dal governo Cameron all'economista Lord O'Neil, siamo ormai a un passo dalla pandemia, ovvero a un’epidemia estesa a livello globale, che nel 2050 rischia di fare dieci milioni di vittime all’anno, più del cancro. Il conto per l’economia mondiale sarebbe devastante.

IL LATO OSCURO DEL LATTE

È uscita da pochi giorni in Nuova Zelanda un’indagine condotta da SAFE e Farmwatch, due organizzazioni per i Diritti Animali. Le immagini, ottenute grazie all’utilizzo di telecamere nascoste e numerosi appostamenti, hanno mostrato il lato crudele della produzione del latte. Il video diffuso la scorsa domenica alle 19.00 sulla rete nazionale Tv One ha fatto esplodere un grosso dibattito, al punto che le associazioni di categoria sono dovute correre ai ripari dichiarando (come al solito) che i maltrattamenti sono solo casi isolati da condannare.

John Darroch, investigatore di Farmwatch ha dichiarato di aver documentato ciò che avveniva in 50 aziende nel territorio del Waikato e che in 15 di queste ha constatato pesanti maltrattamenti ai danni degli animali.

«Abbiamo visto vitelli strappati dalle loro madri e lasciati al sole per ore e ore, gettati in camion e poi picchiati a morte. Non mi aspettavo di vedere questo».

Ogni anno in Nuova Zelanda per produrre latte e formaggi vengono fatti nascere 2 milioni di vitelli, tutti allontanati dalle cure delle proprie madri a pochi giorni di vita e mandati al macello. Il video mostra mucche inseguire il carello dove vengono caricati i vitellini, a dimostrazione del dolore che provano queste impotenti mamme. Si tratta di scene strazianti, che si ripetono in ogni azienda casearia.

La mucca: dal terrore alla libertà

Il video che vi proponiamo mostra una mucca che viene trasportata da qualche parte all'interno di un camion. È stata cresciuta per la sua carne, e non ha mai avuto la possibilità di vivere con i suoi simili.

Come si può vedere, i suoi occhi sono grandi e acquosi, come se piangesse, e non c'è dubbio che abbia paura. La scienza ha provato senza ombra di dubbio che questi animali sono in grado di provare terrore.

Emma, però, non sta andando al macello. Fortunatamente, è stata adottata da una struttura che si occupa di salvare animali come lei.

Grazie a questi volontari, ad Emma è stato fatto un regalo meraviglioso: appartenere ad un "branco" di mucche.

Per gli esseri più emarginati della terra, le mucche, il più grande atto di bontà è spesso il più semplice: lasciarli vivere.

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