Acer, il futuro secondo Lanci “Sarà degli internet device”

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Parla il manager torinese a capo del colosso taiwanese, maggior produttore mondiale di computer ultraportatili e secondo nel settore dei desktop. Dopo aver lanciato l’azienda nel mercato degli smartphone e anticipa i dispositivi alle porte

FRANCESCA TARISSI

(repubblica.it) ROMA – Ventitre milioni di notebook, dieci milioni di netbook e otto milioni di Pc venduti nel 2009 (dati Gartner): è con queste cifre che Acer si è posizionato al primo posto nel mercato mondiale dei computer ultraportatili e al secondo per quanto riguarda il segmento dei computer desktop. Una scalata ai vertici dell’hi-tech che, nonostante la crisi economica, non ha subito rallentamenti. Anzi, ha visto l’azienda taiwanese proiettarsi su un altro segmento di mercato, quello degli smartphone.

Il colosso dell’informatica, che ha scelto una parola latina per sottolineare la solidità del suo gruppo (il termine acer dal latino ‘appuntito’ indica anche l’albero di acero), è guidato da Gianfranco Lanci, un torinese schivo e riservato. Ed è proprio questo ingegnere italiano, che per il ruolo di presidente di un gruppo internazionale costituisce già di per sé un caso raro, a dettare le mosse vincenti per mantenere la leadership già acquisita e al contempo conquistare nuovi spazi nel mercato dei dispositivi mobili di prossima generazione. "Se si guarda alla crescita dei personal computer", spiega Lanci, "si nota come sia trainata principalmente da internet ossia dalla necessità dell’utente di connettersi e navigare. Dal connettersi ad avere l’esigenza di restare sempre collegati il passo è breve ed è per questo che si crea il bisogno di disporre di apparecchi piccoli e portatili".

Per questo avete affrontato la sfida degli smartphone?
"La maggior parte degli utilizzatori di smartphone guardano a questi dispositivi come alla possibilità di navigare sempre, chattare sempre, stare sempre collegati ai social network. Acer è tra i leader dei  notebook e netbook e dunque gli smartphone rappresentano per noi solo un aspetto che si differenzia dal mondo dei computer solo per il numero dei pollici".

Non temete la concorrenza di chi è già leader di questo mercato?
"Abbiamo l’industria del Pc e lavoriamo con margini di profitto tra il 10 e 15 per cento, mentre l’industria dei telefoni lavora con margini del 30-40 per cento. Ciò significa che noi siamo abituati a gestire margini ristretti e sappiamo anche come farlo. Il mercato cresce rapidamente e potrebbe dunque tendere verso quei margini sui quali già oggi operiamo. Dal punto di vista del prodotto poi, non crediamo di aver nulla da imparare: i display degli smartphone sono piccoli perché i produttori li considerano dei telefoni con qualche caratteristica in più, per noi invece sono dei Pc contenuti nelle dimensioni".

Dal punto di vista delle prestazioni però le differenze tra netbook/notebook e smartphone sono molte ed evidenti.
"E’ vero: tecnologie come il processore Snapdragon consentono prestazioni elevate ma in generale sono ancora limitate se paragonate alla user experience che si sperimenta con un notebook. Ma entro diciotto mesi potremo cominciare a disporre di smartphone che offrono le stesse prestazioni di un computer ma hanno dalla loro le migliori caratteristiche dei telefoni, come per esempio una durata delle batterie sino ad otto o dieci ore. Insomma dispositivi potenti come un computer ma ‘instant on’ come i telefoni".

Una strategia che riguarderà Liquid, lo smartphone che avete lanciato lo scorso dicembre?
"Anche. Al momento disponiamo di due linee di prodotto: una basata su Windows mobile, l’altra su Android. Abbiamo scelto Android perché rispetto alla connettività è più flessibile e consuma meno rispetto a Windows mobile. L’evoluzione di Liquid, cui non abbiamo dato ancora un nome, uscirà il secondo trimestre di quest’anno: utilizzerà la piattaforma Eclair, ossia l’ultima release di Android, e integrerà il processore Snapdragon da 1Gb. Oltre ad essere più potente, disporrà anche di un’interfaccia utente proprietaria completamente nuova, molto più intuitiva e che consente di muoversi facilmente tra le applicazioni. Ma le innovazioni non si fermano certo qui".

Ossia?
"Nei prossimi due anni vedremo tutta una serie di nuovi dispositivi che non sono né netbook, né smartphone, bensì ‘internet device’. Si tratta di  apparecchi con schermi da 4 o 5 pollici che consentiranno di fare al meglio ciò che oggi si fa lentamente: gestione dei social network, navigazione rapida, ecc. Insomma la stessa capacità di un Pc solo che lo si potrà portare in tasca. Ovviamente la connessione è fondamentale e dovrà essere almeno 3G".

(21 gennaio 2010

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