22 Febbraio 1931: Amerigo Vespucci e Cristoforo Colombo, velieri gemelli, destini separati

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(telesanterno.com 22-02-2011) Milleduecento tonnellate, tre alberi (il più alto di 54 metri, il più piccolo di 43), 26 vele per una superfice complessiva di 2800 metri quadri: così il 22 Febbraio 1931 si presenta al varo ufficiale il veliero "Amerigo Vespucci", ancora oggi vanto della nostra marina militare, interamente costruito nei cantieri di Castellamare di Stabia (Napoli) su progetto dell’ingegnere Francesco Rotundi. Progetto che si rifaceva a quello dell’ultima nave ammiraglia borbonica "Monarca", ribattezzata "Re Galantuomo" dopo la sua requisizione da parte del nuovo regno italiano dei Savoia (a riprova del fatto che il regno borbonico non era affatto così sottosviluppato come la storiografia post-risorgimentale ha voluto dipingere; in realtà ancora nel 1860 era la Calabria la regione più industrializzata d’Italia, mentre dai cantieri e dalle industrie napoletane erano uscite la prima nave a vapore e la prima linea ferroviaria d’Europa; l’economia borbonica primeggiava anche nella chimica, nella farmaceutica, nella ricerca e nell’insegnamento universitario; tutto cambiò, per Napoli e per l’intero Meridione, dopo la conquista sabauda: gran parte degli impianti industriali del Sud vennero smontati e trasferiti al Nord, per dar vita ad esempio alla Breda, mentre con le ricche casse statali lasciate dai Borboni venne finanziata – naturalmente al Nord- la nascita della Sip, oggi Telecom).

L’Amerigo Vespucci è stata costruita e concepita come nave scuola per l’addestramento degli allievi ufficiali dell’Accademia Navale di Livorno, compito che continua a svolgere tutt’oggi.
Il veliero Vespucci ha avuto una sorella maggiore, la nave Cristoforo Colombo, costruita negli stessi cantieri di Castellamare e varata appena tre anni prima. Velieri identici, che hanno avuto un tratto di vita in comune come navi di addestramento almeno fino al fatidico 8 Settembre del ‘43 (entrambi i velieri si trovavano a Venezia, e raggiunsero Brindisi dove si erano rifugiati il Re e lo stato maggiore), ma un destino assai diverso nel dopoguerra.

In base al trattato di Parigi, nel 1949 la Cristoforo Colombo venne infatti ceduta come indennizzo di guerra all’Unione Sovietica (che ottenne anche la nave da battaglia Giulio Cesaere, l’incrociatore Duca d’Aosta, i cacciatorpedinieri Artigliere e Fuciliere, le torpediniere Ardimentoso, Animoso e Fortunale, i sommergibili Nichelio e Marea, ed altre navi che però non vennero ritirate a causa della loro obsolescenza, per le quali i sovietici pretesero una diversa compensazione econimica).
Prima della consegna del veliero-simbolo della nostra marineria, il Cristoforo Colombo sul quale si erano formate diverse generazioni di ufficiali, ci fu da parte di alcuni "nostalgici" – militanti del Far e reduci della X Mas – il tentativo di sabotare ed autoaffondare la stessa nave per evitare l’onta della cessione a russi. Ma la polizia italiana sventò il piano prima che fosse attuato.

Così, nel Marzo 1949, il Cristoforo Colombo, con la sigla Z 18, raggiunse il porto di Odessa dove fu presa in carico dal capitano di corvetta sovietico, Nikolay Korzun. In seguito l’Urss ribattezzò il vascello "Dunai" (Danubio). Nel 1961 fu smilitarizzato e trasferito ad usi commerciali (trasporto di legname). Nel 1963 fu semidistrutto da un incendio, assieme al suo carico. Giudicato sconveniente procedere alla riparazione, la nave fu così posta in disarmo ed in abbadono, per essere definitivamente demolita nel 1971.

Una destino decisamente più fortunato è stato invece quello della Amerigo Vespucci, che ha continuato ininterrottamente la sua attività di addestramento e di rappresentanza della Marina Militare. Un punto d’orgoglio per il nostro paese, del quale è stato "ambasciatore" in particolari occasioni: nel 2002 ad Auckland (Nuova Zelanda) in occasione dell’America’s Cup; nel 2004 ad Atene in occasione delle Olimpiadi; nel 2005 a Portsmouth per la rievocazione storica della Battaglia di Trafalgar.

Fino ad oggi la Vespucci ha compiuto 71 crociate di istruzione: 37 volte nel Nord Europa, 20 nel Mediterraneo, 4 nell’Atlatico Orientale, 7 nel Nord America, 1 nel Sud America, ed 1 circumnavigando il globo.
Nel 2000 la Vespucci ha partecipato anche alla "Tall Ship’s Race", competizione fra i valieri a tre alberi delle marine di tutto il mondo, giungendo seconda alle spalle del veliero tedesco Gorch Fock, dopo oltre 10mila miglia e sei mesi di navigazione.

L’equipaggio dell’Amerigo Vespucci è composto da 11 ufficiali, 72 sottufficiali e 190 sottocapi e comuni. Nei mesi estivi imbarca anche gli allievi del primo anno dell’Accademia Navale di Livorno, circa 140 allievi, per un totale di circa 470 persone. Tutte le manovre vengono rigorosamente eseguite a mano.

La nave ha avuto anche propri motti: quello attuale, ufficializzato nel 1978, è "Non chi comincia ma quel che persevera"; i precedenti sono stati "Per la Patria e per il Re", e, dal 1946, "Saldi nella furia dei venti e degli eventi".

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