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La vita sta cambiando pelle

Alimentazione

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Studio di Harvard: “latte pastorizzato sta causando il cancro nella popolazione”

La verità ha ancora una volta scosso le fondamenta della “American Tower of Babel” che è la scienza mainstream, con un nuovo studio dell’Università di Harvard che rende noto come il latte pastorizzato prodotto dalle fattorie, è collegato all’insorgenza di tumori ormono-dipendenti.

Si scopre che il modello CAFO (Concentrated Animal Feeding Operations) per allevare mucche nelle fattorie, produce latte con livelli pericolosamente alti di estrone solfato, un composto di estrogeni legato a tumori del testicolo, della prostata e della mammella.

Il dott. Ganmaa Davaasambuu, Ph.D. e i suoi colleghi hanno identificato specificamente il “latte dei moderni caseifici” come il colpevole, riferendosi alla procedura diffusa su larga scala in cui le mucche vengono munte 300 giorni all’anno, anche mentre sono in stato di gravidanza. Rispetto al latte crudo della sua Mongolia natia, che viene preso solo durante i primi sei mesi dopo che le mucche hanno già partorito, il latte di fabbrica pastorizzato è stato trovato contenere fino a 33 volte più solfato di estrone.

In sostanza il latte diventa un potenziale cancerogeno a causa della nostra abitudine di berlo quotidianamente.Acquistandolo spesso aumentiamo la richiesta sul mercato, dunque l’industria è costretta ad aumentarne la produzione. Valutando i dati provenienti da tutto il mondo, il dott. Davaasambuu e i suoi colleghi hanno identificato un chiaro legame tra il consumo di tale latte ad alto contenuto di ormoni e alti tassi di tumori ormono-dipendenti. 

La sensibilità al glutine non celiaca: una nuova ed enigmatica reazione avversa al grano. Ancora tanti i dubbi

Da alcuni anni, i medici hanno a che fare con un crescente numero di enigmatici casi di persone che, pur non soffrendo di celiachia o di allergia alimentare al grano, lamentano disturbi gastrointestinali ed extragastrointestinali dopo l’ingestione di questo cereale. Sulle prime essi si divisero in due schieramenti contrapposti.

L’uno, più numeroso, riteneva che si trattasse di casi di malati immaginari. Liquidavano perciò i malcapitati che chiedevano aiuto con frasi tipo “Lei non è né celiaco né allergico al frumento. Arrivederci”, come per sentenziare che il grano non causava loro nessuna forma di reazione avversa e perciò non c’era motivo di eliminarlo dalla dieta. L’altro invece, più responsabilmente, iniziò ad indagare per capire se, esclusa ovviamente l’immancabile quota di  “intolleranti” al grano immaginari, si fosse di fronte ad una nuova (o fino ad allora ignorata) forma di reazione avversa al grano.

I risultati delle ricerche finora svolte confortano questi tesi. E, poiché sono stati trovati indizi che nella sua genesi sia coinvolto il glutine, il complesso delle proteine di riserva del grano (gliadine e glutenine), tale reazione avversa è stata denominata  prima “sensibilità al glutine” e poi “sensibilità al glutine non celiaca” (SGNC). Il termine “sensibilità” sta a indicare che è coinvolto il sistema immunitario. La modalità di tale coinvolgimento non è stata ancora chiarita ma i dati disponibili fanno supporre che sia diversa da quella accertata nella celiachia. Nel 2011 fu concordata tra gli addetti ai lavori la seguente definizione della SGNC: “condizione non allergica e non autoimmune nella quale il consumo di glutine può portare a sintomi simili a quelli osservati nella celiachia”.

Fiorucci richiama prosciutto cotto “Quanto basta” per possibile presenza di Listeria monocytogenes. Interessati alcuni punti vendita Coop

Coop ha diffuso il richiamo a scopo del tutto precauzionale di un lotto di prosciutto cotto “Quanto basta” Fiorucci per la possibile presenza di Listeria monocytogenes. Il prodotto interessato è venduto in vaschette da 90 grammi con il numero di lotto 8278001840 e data di scadenza 05/08/2018. Il richiamo è stato pubblicato anche dal Ministero della salute.

Il prosciutto cotto richiamato è stato prodotto da Cesare Fiorucci Spa nello stabilimento di viale Cesare Fiorucci 11 a Santa Palomba (Pomezia), Roma.

A scopo precauzionale, si raccomanda di non consumare il prosciutto cotto Fiorucci con il numero di lotto segnalato e riportarlo al punto vendita d’acquisto. Coop precisa che il richiamo interessa tre ipermercati della catena Alleanza 3.0 – Ipercoop Abruzzo di Chieti, Ipercoop Le Zagare e Ipercoop Le Ginestre di Catania –, oltre ai punti vendita Unicoop Tirreno.

Per ulteriori informazioni è possibile contattare Fiorucci al numero verde 800868060 oppure all’indirizzo email servizioclientifiorucci@campofriofg.com

Dal 1° gennaio 2018, Il Fatto Alimentare ha segnalato 78 richiami, per un totale di 143 prodotti. Per vedere tutte le notifiche clicca qui13 luglio 2018

Fonte Link: ilfattoalimentare.it

IL PESCE? FA BENE A CHI LO VENDE

IL PESCE? FA BENE A CHI LO VENDE
Franco Libero Manco
 

Eticamente è molto più grave consumare del pesce che carne di animali terricoli. Mentre con la carne di una mucca o di un maiale si nutrono centinaia di individui per il pesce è necessario sacrificare molti animali e il valore di un animale non è in base alla sua dimensione corporea.
La morte del pesce, in qualunque modo avvenga, per opera dell’uomo, è un fatto crudele: le chiazze di sangue delle tonnare o la contorsione dei pesci in agonia nelle reti fanno capire l’intensità di dolore subito dai pesci e quanto disumana sia la pesca. Si preferisce credere che il pesce non soffra, perché non abbiamo la capacità di percepire il loro grido di dolore.

“Vivi e lascia vivere”, questa è la legge d’amore che ci distingue dagli animali predatori, che sono costretti ad uccidere per vivere. Per noi non basterà il piacere del nostro palato a giustificare l’uccisione di miliardi di creature in grado di soffrire.

Lasciate stare il mare, rispettate questo grande e meraviglioso specchio di cristallo, questo mondo affascinante e misterioso. Non violentate le sue creature. Noi certo non vorremmo che le creature del mare invadessero la nostra terra e tormentassero le nostre genti. Smettiamo di massacrare e di mangiare animali: ne beneficeranno anche la nostra salute, il nostro portafoglio e la nostra coscienza.

MI DISPIACE CHE SI UCCIDANO GLI ANIMALI MA LA CARNE E’ NECESSARIA

Carni sullo scaffale

MI DISPIACE CHE SI UCCIDANO GLI ANIMALI 

MA LA CARNE E’ NECESSARIA
Nessuno ti costringe ad essere crudele

Franco Libero Manco

Un simile concetto può essere giustificato solo nella necessità di dover scegliere tra due mali quello minore, ma nella decisione di mangiare o no carne dov’è il male minore? Quello della rinuncia ad un piacere? E come può essere giustificata un’ingiustizia con un piacere?

La natura non ti costringe ad essere ingiusto, a reprimere il sentimento di compassione e di pietà verso la vittima, se non in casi di estrema necessità di sopravvivenza, diversamente è solo una patetica, ipocrita scappatoia per giustificare la tua volontà a non rinunciare a ciò che ti piace. Dici che ti dispiace della sorte dell’animale, che sei convinto che uccidere sia un fatto ripugnante, che è un’azione riprovevole, però accetti che  si compia questa ingiustizia, mentre certamente non avresti il coraggio di farlo con le tue mani. Sei consapevole che l’animale soffre ma anteponi il tuo piacere alla vita e al dolore dell’animale.

Il genocidio animale dimenticato per una alimentazione irresponsabile senza pietà

 Macelleria Carcasse 

Il quotidiano genocidio animale per saziare l’avidità di cibo di derivazione animale, dimenticato dalla politica, dalla scuola, dalla sanità, financo dalle religioni nonostante il testo della Genesi e quanto dice Gesù

Una riflessione perché gli uomini e le donne si rendano consapevoli e coscienti del dolore inferto agli animali per la loro voracità di carni e prodotti di derivazione animale quotidianamente non occasionalmente; una alimentazione che produce tremende sofferenze agli animali e agli uomini. Si concepiscono vite contro natura in cui gli animali sono rinchiusi in allevamenti lager fin dalla nascita per l’industria alimentare. Una filiera e un sistema, sostenuti anche con ingenti risorse pubbliche, che distrugge l’ambiente e produce la fame nel mondo e danni alla salute degli stessi esseri umani. I cereali anziché agli uomini divengono mangimi per gli animali (anche per gli erbivori e si è arrivati alla mucca pazza) per fare solo più profitti. Gli animali sono esseri sensibili che provano affetti, dolore come tutti gli umani.
"Anche i buoi gemono sotto il peso del giogo
e si lamentano gli uccelli dentro alla gabbia"

Proprietà nutrizionali e calorie dell'olio extravergine d'oliva


Olio extravergine di oliva

Le calorie dell’olio di oliva extravergine

L’estate si avvicina: per molti inizia il conto alla rovescia per l’imminente prova costume e il conseguente controllo di alimentazione e calorie. Nelle diete più diffuse i consigli sono molto vari, ma uno è praticamente sempre presente: limitare al massimo l’olio sui vostri cibi. E noi, produttori di olio, cosa ne pensiamo? Vediamolo insieme: oggi parliamo delle calorie dell’olio di oliva extravergine e andiamo a sfatare qualche mito.

L’olio extravergine di oliva: quante calorie contiene?

Iniziamo con il dato che spaventa di più: quante calorie sono contenute nell’olio extravergine di oliva?

L’olio è un condimento altamente calorico perché formato praticamente da soli grassi. 100 grammi di olio extravergine di oliva corrispondono a circa 850 calorie e comprendono più di 14 grammi di acidi grassi saturi (acido palmitico), 11 grammi di acidi grassi polinsaturi (acido linoleico) e 73 grammi di acidi grassi monoinsaturi (soprattutto acido oleico), oltre a piccole quantità di vitamine liposolubili (vitamina E, vitamina A, vitamina D e vitamina K) e infine sodio, calcio, potassio, e ferro.

Le calorie in un cucchiaio di olio

Negli Usa mele trattate con il DPA (acido difenolico- pesticida) dopo il raccolto. E in Europa?

Una mela al giorno toglie davvero il medico di torno? Gran parte delle meleprodotte negli Stati Uniti vengono trattate con una sostanza tossica dopo il raccolto. A renderlo noto è l'Environmental Working Group, che ha espresso forte preoccupazione per l'impiego del pesticida diphenylamine (DPA), una sostanza impiegata per migliorare l'aspetto estetico delle mele da vendere sul mercato nazionale e internazionale.

Il DPA servirebbe per evitare che la buccia delle mele si rovini o annerisca durante la conservazione. Così, tra le cassette della frutta del mercato e del supermercato i consumatori troveranno sempre frutti dalla buccia lucida e brillante. Il problema riguarda le mele coltivate secondo metodi convenzionali. Le mele biologiche, invece, sono sicure, poiché vengono prodotte senza pesticidi e non subiscono trattamenti pericolosi.

Il pesticida sotto accusa viene impiegato negli Usa dal 1962. I dati disponibili, che risalgono al 2010, hanno rivelato la presenza di DPA sull'80% delle meleanalizzate dal Dipartimento dell'Agricoltura. La Commissione Europea di recente ha vietato l'impiego di DPA sulle mele coltivate in Europa, fino a quando non vi saranno dati certi sulla sua sicurezza. La maggiore preoccupazione della Commissione Europea riguarda la presenza di sostanze cancerogene sulle mele trattate con DPA, che potrebbero generarsi dalla combinazione del pesticida con l'azoto.

Scozia, piano del governo per dimezzare l’obesità infantile entro il 2030. Annunciate iniziative sul marketing e le promozioni del cibo spazzatura

Beniamino Bonardi

Il governo scozzese vuole dimezzare il tasso di obesità infantile entro il 2030. L’obiettivo sarà inserito nel Piano sul peso sano e la dieta, che sarà presentato in estate. Lo ha annunciato il primo ministro Nicola Sturgeon, ricordando che oggi il 29% dei bambini è a rischio di diventare in sovrappeso, compreso il 14% a rischio di obesità. Il 90% degli scozzesi ritiene che l’obesità rappresenti un problema serio e una recente consultazione pubblica ha indicato un forte sostegno verso misure governative di restrizione del marketing del cibo malsano.

L’esecutivo scozzese intende intervenire sulla promozione del cibo spazzatura e sulle offerte per acquisti multipli, che incoraggiano il consumo eccessivo. “L’obesità è un problema serio di salute pubblica che non può essere ignorato”, ha dichiarato il Primo ministro Sturgeon. “Le prove mostrano che i bambini obesi rischiano di rimanerlo fino all’età adulta e diventano più propensi a soffrire di problemi di salute, come il diabete e le malattie cardiovascolari in giovane età”.

Sostegno all’iniziativa del governo scozzese è stato espresso da Linda Bauld, esperta di prevenzione del cancro del Cancer Research UK, secondo la quale è necessaria un’azione “audace”, dato che “l’obesità è la principale causa di cancro dopo il fumo ed è responsabile di circa 2.200 casi all’anno in Scozia”, e “le dannose promozioni dei prezzi degli alimenti spazzatura nei supermercati stanno contribuendo al problema dell’obesità della nazione”. 28 maggio 2018

Fonte Link: ilfattoalimentare.it

Il cioccolato di Modica è marchio Igp: è in Gazzetta Ufficiale

Ufficiale il pieno riconoscimento di un prodotto simbolo dell’eccellenza siciliana. Pubblicato, infatti, sulla Gazzetta ufficiale l’attribuzione del marchio Igp per il cioccolato di Modica. Parte, dunque, una nuova stagione per la dolce prelibatezza della cittadina del Ragusano, che vede da un lato il riconoscimento dell’Igp, quindi la possibilità di potersi fregiare di un marchio comunitario, dall’altro la piena considerazione di un processo produttivo tipico, tradizionale, unico nel suo genere. «È il coronamento di un percorso lungo, comune, di successo, è il segno che la buona politica, quella priva di steccati e che mette insieme le idee, prima delle appartenenze ideologiche, ha vinto»: è il pensiero dell’europarlamentare siciliano del Ppe Giovanni La Via, che aggiunge: «Ricordo ancora quando quel giorno del 2010 a Bruxelles in una stanza, con l’amico Paolo De Castro, discutevamo del tema assieme al direttore del Consorzio di tutele del cioccolato di Modica, Nino Scivoletto, e al compianto presidente della Camera di commercio di Ragusa, Giuseppe Tumino». 

Ma a quel tempo ancora la legislazione comunitaria non lo consentiva perché non si parlava di riconoscere un prodotto tipico di un territorio, ma un prodotto realizzato con materie prime provenienti da zone diverse come il cacao lo zucchero, la cannella, quindi necessaria era una modifica normativa. L’anno successivo, nel 2011 si presentò la possibilità di ritornare sul regolamento della Qualità.

COLTIVARE IL CRANBERRY, O MIRTILLO AMERICANO: BELLEZZA E SALUTE ANCHE IN VASO

Il Cranberry, o mirtillo rosso americano (Vaccinum Macrocarpon) è una pianta ornamentale, bella anche per chi ha un terrazzo o un semplice balcone. Infatti non occupa tanto spazio e può crescere bene anche in vaso. Scegliete una bella zona ombreggiata, un vaso di medie dimensioni e iniziate a seguire i nostri facili consigli su come coltivare il cranberry in vaso o in giardino
 

Trapianto mirtillo americano

Il nostro Cranberry è una varietà che riesce a crescere bene anche in alcune condizioni sfavorevoli (se, per esempio, avete un appezzamento di terra o un giardino esposto a nord non preoccupatevi: il mirtillo americano riuscirà dove altri non arrivano!). Oltretutto, resiste davvero bene al freddo.
 
Assicuratevi che il terreno sia fresco e acido, arricchito con della buona sostanza organica! Questo è importante per il cranberry (come per tutte le ericacee). Trapiantatelo a mezz’ombra, oppure al sole ma solo se non vivete in una zona troppo calda. 
 
Se le trapiantate in piena terra, non superate le 6 piantine per metro quadro. 
 

Cure colturali 

Non è una pianta che vi richiederà particolari trattamenti, ma una cosa è certa: necessita di acqua in abbondanza e il suo terreno dovrà restare sempre umido.

Inghilterra, raddoppiati in quattro anni i ricoveri in cui l’obesità è la diagnosi primaria o secondaria.

Beniamino Bonardi

Nell’ultimo anno l’aumento è stato del 18%

Negli ospedali inglesi, nel 2016-17 ci sono stati 617 mila ricoveri di pazienti per i quali l’obesità è stata indicata come la causa primaria o secondaria, con un aumento del 18% rispetto all’anno precedente. Le ospedalizzazioni in cui l’obesità è stata la diagnosi primaria sono aumentati dell’8%, passando a 9.929 a 10.705, e riguardano il trattamento per la perdita di peso. Quelle secondarie, in cui il sovrappeso può contribuire al problema di salute e influenzare il tipo di assistenza che il paziente deve ricevere, comprendono patologie come problemi all’anca e attacchi di cuore.

Se si confrontano i dati del 2016-17 con quelli del 2012-13, (292 mila casi), i ricoveri in cui l’obesità è stata diagnostica come causa primaria o secondaria sono più che raddoppiati.ù

Circa il 66% dei casi ha riguardato donne, a conferma che l’obesità colpisce maggiormente il sesso femminile. La percentuale rilevata tra le donne che vivono in aree più svantaggiate risulta essere quasi il doppio rispetto alle altre zone  (38% contro 20%) ed è questo un dato che non si registra tra gli uomini.

L'annuale massacro festaiolo dell'agnello a Bidonì (OR).

SORRADILE E BIDONÌ (OR), SULLE RIVE DEL LAGO

Gentili signore e signori, 

le sagre a base di agnello sono frequenti in Sardegna la cui economia si basa per buona parte sul massacro di questo cucciolo. “Sa Sagra de S’Anzone” a Bidonì (OR) http://www.comune.bidoni.or.it/cominfo/eventi/evento.asp?id=33 è un esempio molto rappresentativo di questo genere di sagra, complice la sua “scenografia” sanguinaria. Da vent'anni è un appuntamento fisso il Lunedì di Pasqua ed è organizzata dalla Associazione Turistica Pro Loco Bidonìcon il patrocinio di: Consorzio di Tutela dell'Agnello Sardo IGP, Borghi autentici d’Italia e le immancabili istituzioni Comune di Oristano, Barigadu Unione dei Comuni, Provincia di Oristano, Regione Autonoma della Sardegna. 

Acrilammide: come ridurre la sostanza cancerogena che si forma nel pane, patate fritte e caffè

L’11 aprile 2018 entrerà in vigore il Regolamento (Ue) 2017/2158, che obbliga cuochi, pasticceri ed industrie a ridurre i livelli di acrilammide nei loro prodotti. Per evitare questa sostanza, infatti, non basta acquistare prodotti biologici o caratterizzati da altre certificazioni alimentari, come quelli senza glutine o vegani, né acquistando prodotti integrali. Anzi, in quest’ultimo caso, la produzione di acrilammide in cottura è accentuata. Bisogna, quindi, intervenire a livello dei processi produttivi.

L’acrilammide è una sostanza che può formarsi, in modo del tutto naturale, durante la cottura dei prodotti amidacei contenenti zucchero e l’amminoacido asparagina, come patate, cereali, caffè, pane, pizza, biscotti e fette biscottate. Si sviluppa quando la cottura avviene a temperature superiori ai 120 gradi, come accade durante la frittura, la cottura al forno e alla griglia. Un alto contenuto di asparagina, 100 volte in più della farina di frumento, è presente soprattutto nelle patate, ragione per cui possono sviluppare quantità elevate di acrilammide. La crosta nera del pane, ad esempio, ne sviluppa una quantità pari a 200 microgrammi/kg, mentre la crosta nera delle patate arriva fino a 2.000-10.000 microgrammi/kg.

LE GIUSTIFICAZIONI DI CHI MANGIA ANIMALI

a Tavola

LE GIUSTIFICAZIONI DI CHI MANGIA ANIMALI

Franco Libero Manco

Anche la pianta soffre e voi vegetariani mangiate molte piante.

E’ vero, ma la quantità di piante che mangia un manzo per produrre un solo kg di carne è mille volte di più. Dire che anche la pianta soffre per giustificare se stessi alla disponibilità a rinunciare alla carne è solo una patetica scappatoia. Cioè: si usagiustificare la mancanza di rispetto per gli animali perché la pianta è in grado di soffrire. E’ il solito ritornello di chi ritiene inutile fare poco dal momento che non è possibile fare tutto, che è come dire: è inutile sfamare un singolo indigente dal momento che non si può abolire la fame nel mondo; oppure che dal momento che la città è sporca lascio pure la mia immondizia sul marciapiede; e ancora: siccome l’aria è inquinata allora fumo due pacchetti di sigarette al giorno.

Questa logica porta alla giustificazione di qualunque delitto. In guerra il soldato uccide perché così farebbe il suo nemico; il ladro ruba pensando che tutti sono disonesti; c’è chi rifiuta di fare l’elemosina al barbone anteponendo i tanti problemi personali e c’è chi rinuncia a qualunque rispetto per gli animali dal momento che ci sono tanti bambini che muoiono di fame.

VEGANI vs CARNIVORI: chi mangia le giuste PROTEINE?

Tutti i cibi, compresa la carne, cotti con tecniche che utilizzino temperature anche di poco superiori ai 45°C, perdono i loro enzimi naturali, che vanno così distrutti: sarà quindi compito del nostro apparato digerente fornirli all’occorrenza prelevandoli dalle proprie riserve enzimatiche: un po’ come facciamo per i soldi attraverso il bancomat. Inoltre, la cottura devitaminizza e demineralizza, la clorofillaviene degradata ad un prodotto inutilizzabile e gran parte delle proteine di carne pesce e vegetali vengono denaturate, trasformate in agenti mutageni e rese cancerogene: la poca parte proteica che rimane miracolosamente intatta dopo la cottura e che il sistema immunitario ancora riconosce come organica, viene finalmente elaborata dagli enzimi digestivi attingendo dal conto aperto presso la nostra banca enzimatica, ma che non è infinito. Invece, quelle parti proteiche alterate che per il nostro corpo non sono più metabolizzabili arrivano nell’intestino indigerite ed ivi si putrefanno*: residui carnei ittici e caseari che, come cadaveri tra le pieghe dei villi, ci intossicano, acidificano il sangue ed i tessuti.

Tumori: 35% patologie da cattiva alimentazione, al via Settimana Lilt

LILT


Visite e consigli negli spazi prevenzione

Roma, 16 mar. (AdnKronos Salute) - Il 35% dei tumori dipende da una errata alimentazione. Per sottolineare l'importanza che la prevenzione primaria riveste nella lotta contro il cancro, parte la XVII edizione della Settimana Nazionale per la Prevenzione Oncologica, la campagna promossa dalla Lilt (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori). Dal 17 al 25 marzo consigli e visite negli spazi prevenzione Lilt in tutta Italia dove sarà possibile acquistare una bottiglia di olio extravergine di oliva a sostegno delle attività della Lega.

PASQUA E NATALE: STRAGE DI INNOCENTI

Franco Libero Manco

La Pasqua, come il Natale è per gli umani un momento di gioia per milioni di animali un appuntamento con il terrore e la morte 

Milioni di animali di ogni specie pagano con la sofferenza e con la morte il prezzo di assurde tradizioni.

Vitellini, coniglietti, maialini… saranno strappati alle loro madri per subire una sorte crudele.

Vi sono tante cose buone da mangiare senza uccidere animali innocenti

che come te e me amano la vita, soffrono e hanno paura della morte.

Perché causi ad altri ciò che non vorresti per te stesso?

Come possiamo sperare nella misericordia di Dio

se siamo impietosi verso le sue creature? 

Gesù si è sostituito all’agnello per far cessare questa usanza ingiusta e crudele 

“Così parla il Signore mio Dio: Vai a curare quelle pecore da macello che i compratori sgozzano impunemente e i venditori dicono: Sia benedetto il Signore, mi sono arricchito e i pastori non se ne curano affatto. Io non perdonerò gli abitanti di quel paese”.(Zacc. 11,4-6)

 

GESU’ HA DETTO:

“Io in verità ve lo dico: colui che uccide uccide se stesso

e colui che mangia la carne degli animali abbattuti mangia

Assemblea Confagricoltura a Parma sui cambiamenti climatici

L'assemblea annuale a Parma occasione per fare il punto sull'impatto dei mutamenti ambientali per agricoltori e allevatori. Nessuno ha speso una parola sul benessere degli animali negli allevamenti. Costretti in luoghi contro la loro natura. Vivono, per quel poco a cui ormai sono ridotti, in ambienti insalubri non solo per gli animali, ma pure per l'uomo che ci lavora o per chi abita nella vicinanze. Con i liquami (non più letame) che si infiltrano nelle falde acquifere, ecc e impestano l'aria. 
Nemmeno sulla qualità dei prodotti agricoli necessaria per una alimentazione sana e naturale, senza sostanze che ne inficino gli aspetti nutrizionali...o divengano addirittura pericolosi (vedi glifosato). Troppo spesso ormai non adeguatamente considerati e funzionali solo alla filiera industriale e non all'uomo. LB

Agricoltura e cambiamenti climatici al centro dell'assemblea annuale di Confagricoltura. Temi che richiedono "consapevolezza e necessità di intervento" ha detto in apertura dei lavori il presidente della confederazione di Parma Mario Marini. "Il tema ci è caro come cittadini prima che come agricoltori perché tocca i nostri campi, i nostri animali e prima ancora noi stessi, i nostri figli. Una inversione di tendenza non è facile ma si può fare".

A palazzo del Governatore anche incroci post elettorali grazie alla presenza dei neo parlamentari leghisti Laura Cavandoli, Maria Gabriella Saponara, Maurizio Campari, Pietro Pisani e la deputata Elena Murelli e del deputato uscente del Pd Giuseppe Romanini a cui Mario Marini ha rivolto un ringraziamento per l'impegno a favore dell'agricoltura nel corso della legislatura appena conclusa.

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