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La vita sta cambiando pelle

Benessere e Salute

Benessere e Salute: informazioni e opinioni su ricerca scientifica medica, ospedali, sanità, malattie, farmaci, integratori, luoghi per cure, strutture benessere, stili di vita e consumi. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Cellulari e rischio di cancro

  • I telefoni cellulari emettono energia a radiofrequenza, una forma di radiazione elettromagnetica non ionizzante, che possono essere assorbiti dai tessuti più vicino a dove si tiene il telefono.
  • La quantità di energia a radiofrequenza un utente del telefono cellulare è esposto dipende dalla tecnologia del telefono, la distanza tra l'antenna del telefono cellulare e l'utente, l'entità e il tipo di utilizzo, e la distanza dell'utente dal telefono cellulare torri.
  • Gli studi finora non hanno dimostrato un legame coerente tra uso del cellulare e tumori del cervello, nervi, o di altri tessuti della testa o del collo. Più ricerca è necessaria perché la tecnologia cellulare e come le persone utilizzano i telefoni cellulari stanno cambiando rapidamente.

    1. Perché si teme che i telefoni cellulari possono provocare il cancro o altri problemi di salute?

      Ci sono tre ragioni principali per cui le persone sono preoccupate che i telefoni cellulari (noto anche come "wireless" o telefoni "cellulari") potrebbe avere il potenziale di causare alcuni tipi di cancro o altri problemi di salute:

Uso del telefono cellulare e rischio tumore cerebrale

Telefoni cellulari portatili sono stati introdotti in Svezia durante la fine del 1980. Lo scopo di questo studio caso-controllo di popolazione era di testare l'ipotesi che l'uso prolungato del telefono cellulare aumenta il rischio di tumori cerebrali. Gli autori hanno identificato tutti i casi di età compresa tra 20-69 anni che sono stati diagnosticati con glioma o meningioma nel periodo 2000-2002 in alcune parti della Svezia. Controlli selezionati in modo casuale sono stati stratificati per età, sesso e area residenziale. Informazioni dettagliate su l'uso del telefono cellulare è stato raccolto da 371 (74%) glioma e 273 (85%) casi di meningioma e 674 (71%) dei controlli. Per regolare l'uso del telefono cellulare, l'odds ratio è stato di 0,8 (95% intervallo di confidenza: 0.6, 1.0) per glioma e 0,7 (95% intervallo di confidenza: 0.5, 0.9) per il meningioma. Risultati simili sono stati trovati per una durata di oltre 10 anni di uso del telefono cellulare. Nessun aumento del rischio è stata trovata per uso del telefono omolaterale per i tumori localizzati nei lobi temporali e parietali. Inoltre, l'odds ratio non ha aumentato, a prescindere dalla istologia del tumore, il tipo di telefono, e la quantità di utilizzo. Questo studio comprende un gran numero di utenti di telefonia mobile a lungo termine, e gli autori concludono che i dati non supportano l'ipotesi che l'uso del telefono cellulare è connesso ad un aumentato rischio di glioma o meningioma.

Fonte Link: http://aje.oxfordjournals.org/content/161/6/526.abstract

I cellulari nuocciono gravemente alla salute

Il governo pubblichi sui cellulari la scritta: può nuocere alla salute, come per le sigarette".
L'associazione Apple per la prevenzione e la lotta all'elettrosmog chiede al Tar del Lazio di ordinare ai ministeri una campagna contro lo smodato utilizzo dei cellulari

di SARAH MARTINENGHI

È la prima azione legale per costringere il governo a fare una campagna informativa sui rischi dei telefoni cellulari per la salute: è stata notificata questa mattina ai ministeri della Salute, dell'Ambiente, dell'Istruzione, e dello Sviluppo economico. A promuoverla è l'associazione "Apple", (per la prevenzione e la lotta all'elettrosmog) di Padova, che chiede al Tar del Lazio di ordinare al Ministero della Salute e al governo di effettuare immediatamente una campagna sull'utilizzo dei telefonini e sulle modalità per annullare o ridurre l'esposizione. A cominciare dalla scritta che già compare sui pacchetti delle sigarette: "Può nuocere alla salute". Il ricorso, promosso dallo studio legale torinese Ambrosio e Commodo, specializzato nel risarcimento del danno, si basa anche sulla sentenza della Cassazione nella causa tra Innocente Marcolini e l'Inail, vinta dal dirigente d'azienda bresciano, che aveva stabilito il nesso di causa tra l'uso di telefono cellulare e il tumore alla testa che l'aveva colpito. "Anche in questa causa al Tar- ha spiegato Marcolini- voglio dare il mio contributo perché si sappia che esiste un legame tra la mia malattia e l'uso del cellulare". 
Lo studio Ambrosio e Commodo sta anche assistendo diverse persone colpite da neurinoma che intendono iniziare entro l'estate delle cause civili. 

Barilla: Nasce Fondazione BCFN e lancia Protocollo Di Milano su Alimentazione

(ASCA) - Roma, 19 mar 2014 - Nasce oggi la Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition che mantiene e rafforza la propria vocazione a centro di pensiero e di proposte dall'approccio multidisciplinare, per affrontare il mondo della nutrizione e dell'alimentazione mettendolo in relazione con le tematiche a esso correlate: economia, salute, nutrizione, sociologia, ambiente. Sono tre - si legge in una nota - i nuovi, importanti membri che entrano nel CdA della Fondazione: Carlo Petrini, fondatore e Presidente di Slow Food, Paolo De Castro, Presidente Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo, e Alberto Grando, Pro Rettore per lo sviluppo dell'Università Bocconi: ''Siamo fieri di avere ottenuto l'adesione di figure cosi' autorevoli all'interno della nostra Fondazione'' - afferma Guido Barilla, Presidente della Fondazione BCFN - ''Insieme a loro, e ai membri dell'Advisory Board, possiamo dare un ulteriore impulso alle azioni del BCFN con l'obiettivo di individuare soluzioni concrete per il benessere futuro delle persone, della societa' e del Pianeta''. Punto di partenza e' il Protocollo di Milano, un accordo globale sull'Alimentazione e la Nutrizione da sottoscrivere a Expo Milano 2015, presentato in occasione della V edizione del Forum on Food and Nutrition. A tal proposito, Carlo Petrini commenta: ''C'e' un elemento che mi fa riflettere: quanto e' poco sensibile la politica internazionale se un Protocollo di tale portata storica nasce su iniziativa di una Fondazione privata?

La Carta di Ottawa per la Promozione della Salute

La Carta di Ottawa per la Promozione della Salute
The Ottawa Charter for Health Promotion
1° Conferenza Internazionale sulla promozione della salute 17-21 novembre 1986
Ottawa, Ontario, Canada

Troppi formaggi e carne dopo i 50 anni pericolosi come il fumo

È il risultato di uno studio dell'italiano Valter Longo dell'Università di Davis: superata la mezza età, assumere quantità elecate di proteine animali fa aumentare di quattro volte il rischio di ammalarsi di cancro rispetto a chi ha un'alimentazione più equiibrata

ROMA - Pericoli nascosti a tavola come nelle sigarette: gli amanti di carne e formaggi che hanno superato la mezza età devono fare attenzione a quello che scelgono di mettere nel piatto, dato che un eccesso di proteine animali quadruplica, come il fumo, il rischio di morte per cancro e quasi raddoppia quello di morte per tutte le altre cause.

È questo il risultato a cui ha portato uno studio dell'italiano Valter Longo dell'Università di Davis, pubblicato sulla rivista Cell Metabolism, nel quale sono state coinvolte oltre 6.300 persone dai 50 anni in su. 

Questione di età. Il problema, spiega l'esperto, è che le proteine animali della dieta aumentano un fattore di crescita, IFG-1, legato a molte malattie. Superati i 65 anni, però, è consigliabile mangiare qualche proteina in più, precisa Longo, perché a quell'età IFG-1 diminuisce e si comincia a perdere peso e ad essere più deboli.

Una dieta ad alto contenuto proteico equivale a prendere dalle proteine il 20% dell'introito calorico giornaliero: per un adulto di 60 chili significa mangiare 150 grammi di carne rossa e 100 grammi di mozzarella al giorno. Una dieta a basso contenuto proteico corrisponde a assumere meno del 10% delle calorie giornaliere da proteine. 

I DANNI DA FARMACI E VACCINI

I DANNI DA FARMACI E VACCINI: SPECCHIO DEL FALLIMENTO E DELLA CORRUZIONE DELLA SCIENZA MEDICA”

 Quando i rimedi sono peggiori del male

la malattia diventa fonte di ingenti guadagni 

Il Relatore risponderà alle domande del pubblico 

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Dr. Franco Libero Manco
Presidente Associazione Vegetariana Animalista
Via Cesena 14 Roma 00182
Tel. 06 7022863 – 333 9633050
francolibero.manco@fastwebnet.it

AL PROF. MICHELE MIRABELLA

Conduttore trasmissione Rai “Buongiorno Elisir”

michele.mirabella@rai.it 

Disturbi del sonno

Suoni e spie luminose i rischi del “junk sleep”
Addormentarsi con musica o con dispositivi elettronici accesi porta ad un riposo di bassa qualità. Allerta per le luci dei display

IRMA d'ARIA

Con la televisione accesa, le cuffie nell'orecchio e l'Ipad sulle gambe: sono sempre di più le persone che si addormentano così, con il sottofondo  -  di luci e suoni  -  dei vari dispositivi elettronici entrati ormai prepotentemente anche nelle case. Quando accade, i disturbi del sonno sono inevitabili e allora gli esperti parlano di "junk sleep", ovvero un sonno di bassa qualità continuamente interrotto da tutti i tipi di dispositivi elettronici: telefono, computer, TV, radio, ecc.

Un paese di smemorati

dimentichiamo tutto, ecco come salvarsi
Una ricerca di Altroconsumo fotografa il calo di memoria degli italiani. Tra storie e trucchi per vivere meglio una cronica testa fra le nuvole 

di CATERINA PASOLINI

PASSATI i 40 le giornate sono spesso costellate da una serie infinita di domande. Non sul senso della vita, ma molto più banalmente e prosaicamente una litania di: dove ho messo il telefono, chi ha preso le chiavi di casa,cosa stavo cercando in cucina, quel signore lo conosco ma chi è?". Se vi riconoscete non preoccupatevi, siete la maggioranza di un esercito di smemorati (non solo nelle aule dei tribunali) che ogni giorno scrive o digita elenchi su elenchi di impegni sperando che entrino in testa (59%) addobba, invade le case con postit gialli dal bagno all'ingresso (uno su due), o imposta i telefonini perché squillino a ricordare impegni, incontri, acquisti da fare.

SALUTE E LONGEVITA’ DEI VEGETARIANI

Franco Libero Manco 

Scriveva Colin Campbell nel suo interessantissimo testo The China Study  “Il fattore genetico è il proiettile, ma il grilletto è lo stile di vita”. Questo ad indicare che un giusto stile di vita ed una sana alimentazione sono in grado di modificare anche i caratteri genetici: gli alimenti dannosi possono attivare la predisposizione allo sviluppo di certe malattie come di lasciarle allo stato latente per tutta la vita.

            La Repubblica del 4 giugno 2013 riporta il risultato di un esperimento su 73 mila volontari canadesi e statunitensi e pubblicato su Jama, il Journal of the American Medical Association, dal titolo “E ora lo dice anche la scienza: i vegetariani vivono di più, fino al 7% per le donne e fino al 18% per gli uomini”. E l’alimentazione vegana è la più salutare: chi elimina completamente la carne dalla dieta si ammala di meno e vive di più.

 Un altro studio effettuato in Gran Bretagna dal 1993 al 2007 all’Università di Cambridge  e pubblicato sul Corriere della Sera il 6.5.2012, dice che “L’assenza di tabacco, il consumo di 5 porzioni di frutta e verdura, l’esercizio fisico per mezz’ora al giorno e non più di un bicchiere di vino al giorno possono allungare la vita di 14 anni”.

Il Pediatra sostiene che i Bambini Vegani sono meno a rischio di malattie

“L’alimentazione è il farmaco più potente da utilizzare contro le malattie e la dieta più sana è quella vegetariana o vegana”. Lo sostiene Mario Berveglieri, pediatra di base che esercita a Ferrara (Via del Commercio, 2), specialista in scienza dell’alimentazione  e in nutrizione vegetariana.
Come pediatra consiglia un regime dietetico vegetariano ai suoi piccoli pazienti?
“Quando arriva la fase dello svezzamento organizzo alcuni incontri per i genitori durante i quali mostro i risultati dei più autorevoli enti scientifici che si occupano di alimentazione. Non solo le maggiori comunità scientifiche ma anche i dati epidemiologici confermano che chi consuma un’alimetazione di tipo occidentale, quindi ricca di cereali raffinati e di prodotti di origine animale sia diretta (carne e pesce) che indiretta (uova, latte e derivati) ha maggiori possibilità, se sussiste una base genetica, di sviluppare una malattia cronica-degenerativa, da alcuni definite le ‘malattie occidentali’, come l’ipertensione, i problemi cardiovascolari, alcuni tipi di tumori come quello al colon, alla prostata, al collo dell’utero e alla mammella.  Quindi a tutte le famiglie che frequentano il mio studio propongo per i loro figli uno svezzamento di tipo vegetariano”.

Una risposta per Caterina da Equivita

Il Comitato Scientifico Equivita esprime profondo rammarico per gli insulti giunti alla studentessa Caterina – che aveva difeso i test su animali - da parte di persone inqualificabili, incapaci di rispetto, finanche per la sua sofferenza.
 
Equivita esprime inoltre rammarico e stupore nel constatare che decine di anni impiegati nell’informazione dell’opinione pubblica sembrerebbero non avere lasciato traccia, a giudicare dai commenti dei quotidiani, che scrivono “si deve trovare un compromesso tra i due fronti opposti degli animalisti e degli scienziati”.
 
L’errore più grave che si possa fare è quello di parlare di un conflitto tra i diritti della scienza e quelli degli animali. L’unico conflitto esistente è quello tra una ricerca ben poco scientifica perché basata su di un presupposto errato (che vede nella prova effettuata su di una specie delle indicazioni utili per un’altra specie)  e una ricerca scientifica, ben più aggiornata e avanzata, che le straordinarie nuove conquiste della scienza - nella genetica, nella biologia, nell’informatica, nella chimica, ecc. ecc.

Maurizio Vescovi scrive al Ministro Beatrice Lorenzin sulle eccedenze nelle donazioni di sangue ed emoderivati

  • Ministro della Salute Dr.ssa Beatrice Lorenzin

  • Presidente AVIS Nazionale

  • Presidente FIDAS Nazionale

  • Presidente CRI Nazionale

  • Presidente FRATRES Nazionale

  • Coordinamento CIVIS Nazionale

E.p.c: - Presidente AVIS Provinciale Parma

  • Presidente AVIS Comunale

  • Presidente ADAS Provinciale

Maurizio Vescovi: a Parma aumenta il numero di bambini con disagio psichico e sociale

Di “Crisi, identità e cambiamento” si è parlato ad una recente tavola rotonda che si è tenuta presso il dipartimento di salute Mentale (DSM), Casa della salute Parma Centro, coordinata dal direttore del DSM di Parma dr. Pietro Pellegrini e dal dr. Paolo  Volta.

Sono stati presentati i dati ufficiali di attività del Dipartimento di Salute Mentale. Ne emerge un quadro complessivo del Disagio psichico, una sorta di mappatura del disagio psichico e sociale all’interno della nostra comunità, dal quale non possono prescindere le direttrici di politica del Welfare nella nostra città.

I dati più significativi emersi dalla interrogazione dei sistemi informatici (elaborazione e analisi a cura dei drr. Leonardo Tadonio e Stefano Giovanelli) sono:

l’utenza totale in carico fa osservare aumenti rilevanti nell’area della Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza e nell’area della Psichiatria Adulti che registrano un incremento percentuale tra il 2009 e il 2012 rispettivamente del  13,8% e del 23,5%.

L’Area delle Dipendenze Patologiche risulta sostanzialmente stabile in termini di utenza complessiva, pur con alcuni significativi cambiamenti interni all’area stessa.

Nel periodo 2006-2012, la percentuale degli utenti stranieri seguiti dai Servizi della NPIA passa dal 7% al 16%, incremento in linea con i cambiamenti demografici del territorio (i minorenni stranieri residenti sono passati dall’11,5% al 18,8%).

Nello stesso arco temporale nelle aree Psichiatria Adulti e Dipendenze Patologiche l’utenza totale degli stranieri registra un aumento passando dal 4% al 6%, quindi ancora ampiamente inferiore della percentuale di stranieri presenti nella popolazione generale, che nel 2012 è pari a circa il 14%.

Bellezza d’inverno

Teresa Giulietti

Dentro di noi dimorano contemporaneamente le quattro stagioni: c’è un’energia primaverile in continua fibrillazione che ci induce al cambiamento, alla rinascita; un’energia estiva, vivace ed espansa che ci vorrebbe sempre aperti e curiosi verso il mondo, sempre un po’ fanciulli; c’è un’energia più posata tipicamente autunnale che ci induce alla riflessione e c’è la stagione invernale con la sua intrinseca saggezza che ci consolida alla terra, alle nostre radici. Ma è evidente che la stagione cosmica, quella che ci ospita e nella quale siamo immersi, condizioni quantitativamente e qualitativamente la nostra esistenza presente, il nostro ‘qui e ora’, ed è quindi giusto empatizzare con Lei, darle ascolto, avvalendoci dei suoi suggerimenti. Non tenere conto delle stagioni significa vivere al di fuori della propria natura, perdendo di vista quel senso di appartenenza e di completezza che ci tiene saldamente collegati al Tutto Universale. Andare fuori stagione o contro stagione produce disadattamento organico, stress biologico, irrequietezza e confusione emotiva, conseguenti allo sfasamento tra ritmi naturali esterni e interni. Non è complicato dare ascolto alla stagione cosmica; basta osservare i movimenti della natura in questo preciso momento: i suoi colori, le sue temperature, i suoi moti (di chiusura, di raccolta) domandandoci cosa stiano facendo adesso le piante, le radici, le bacche, i frutti, gli animali, ogni individuo che vive e respira.

Indice qualità della dieta. Da ricercatori italiani un nuovo calcolo contro l'obesità

A parità di calorie assunte si può essere magri, normali o obesi. E' la qualità a fare la differenza tanto che, dopo l'indice di massa corporea (Bmi) nasce l'indice di qualità dieta (Iqd), più utile del conto delle calorie. Lo dimostra una ricerca fatta dalla sezione di fisiopatologia medica ed endocrinologia dell'università Sapienza di Roma, presentata oggi in occasione del settimo congresso regionale della Società italiana dell'obesità, in corso all'università Sapienza, a Roma. I ricercatori hanno analizzato i diari alimentari di 120 persone con abitudini molto diverse fra loro (30 vegani, 30 latto-ovo vegetariani, 30 magri onnivori e 30 obesi onnivori) e che assumevano quantità caloriche sovrapponibili ma pesi molto diversi (vegani:circa 1970 calorie al giorno con indice di massa corporea-Bmi 23,6; latto-ovo-vegetariani: 2.174 calorie per 22,9 Bmi; magri onnivori 2.020 calorie e Bmi 23,69; obesi onnivori: 2.140 calorie e 37,9 Bmi). Anche la quantità di attività fisica svolta dal campione era sovrapponibile. "A parità di calorie assunte ogni giorno vegani, vegetariani che includono latte e uova, magri onnivori e obesi onnivori, avevano pesi decisamente differenti. Questo dimostra che non è solo l'introito calorico a determinare lo sviluppo dell'obesità e del sovrappeso ma come si costruisce il menù" spiega Andrea Lenzi, ordinario di endocrinologia e direttore della sezione di fisiopatologia medica e endocrinologia, al dipartimento di medicina sperimentale della Sapienza. I ricercatori hanno così messo a punto un nuovo indicatore, 'indice di qualità dieta' - Iqd - (glicidi e zuccheri non integrali moltiplicato per i grassi saturi tutto diviso per la quantita' di fibre) che permette di individuare il menù perfetto per non ingrassare e mantenersi in salute, a prescindere dalle calorie.

Semi di lino per pelli sensibili

Anziche' trattare la pelle sensibile con creme e lozioni, perche' non curarla dall'interno con l'alimentazione?

Riportiamo un video del dr. Michael Greger, con la traduzione in italiano.
Vedi: http://www.scienzavegetariana.it/news_dett.php?id=1414

Circa la metà della popolazione americana afferma di avere la pelle sensibile, definizione che generalmente indica una sensazione di pizzicore, di irritazione, di bruciore e di prurito quando la pelle è esposta a vari fattori ambientali. Una incidenza così elevata è stata riportata anche in tutto il Giappone ed in Europa, soprattutto nelle donne.

Molto spesso i sintomi non sono evidenti ed è per questo che il problema non è stato preso in considerazione dai medici. Il cosiddetto ‘fenomeno della principessa sul pisello', secondo l'opinione dei medici, ha impedito lo studio del problema. Ora invece è ampiamente riconosciuto come un fenomeno reale di origine fisiologica: sembra infatti che derivi da un'alterazione della barriera cutanea che lascia penetrare sostanze potenzialmente irritanti che provocano una reazione infiammatoria.

Come si può intervenire? In uno studio pubblicato di recente si è visto che l'assunzione di olio di lino diminuisce la sensibilità della pelle e migliora la funzionalità e lo stato della barriera cutanea. In uno studio randomizzato in doppio cieco condotto per 12 settimane, ad un gruppo di donne veniva dato mezzo cucchiaino di olio di semi di lino, mentre al gruppo di donne di controllo veniva dato olio di cartamo, quantità di olio che è equivale all'incirca ad un cucchiaino e mezzo di semi di lino.

FRUTTI DI BOSCO CONTAMINATI

FRUTTI DI BOSCO CONTAMINATI, ALTRI 29 LOTTI “SOSPETTI”. CODICI AL MINISTERO DELLA SALUTE: DIFFONDERE I NOMI DELLE MARCHE

 L’epidemia dei frutti di bosco contaminati dal virus dell’epatite A, purtroppo, non si arresta. Un recente documento dell’Istituto Superiore di Sanità parla di 29 lotti sospetti prodotti da 14 diverse ditte, che si aggiungono ai 14 lotti già confermati.

Ma quali sono i nomi delle ditte di questi 29 lotti? Questa è la domanda che il Codici pone al Ministero della Salute, perché solo una completa copertura informativa della vicenda può garantire una reale tutela dei consumatori. 

Il fenomeno sta oramai assumendo proporzioni sempre più rilevanti, basti pensare alla stima approssimativa di circa 700 casi italiani effettuata da Il Fatto Alimentare, sito che riporta anche stralci del documento dell’Istituto Superiore della Sanità. Nell’articolo del sito alimentare si legge che l’ultimo episodio è avvenuto in una comunità religiosa del Lazio, nella quale 9 persone hanno presentato sintomi di epatite A dopo aver mangiato frutti di bosco.

 

Da Parma la richiesta di una nuova legge sulla salute mentale


Salute mentale: "fatto 180 facciamo 181" Il 19 tavola rotonda al Toscanini. Nel corso dell'incontro, organizzato da Lettera 27 insieme a Uisp e "Le parole ritrovate", verrà presentata la nuova proposta di Legge di iniziativa popolare

Riparte da Parma la richiesta di una nuova legge sulla salute mentale e sui diritti delle persone più fragili che possa garantire la piena partecipazione di utenti, famiglie e operatori. "Abbiamo fatto 180, facciamo 181" è il titolo dell'incontro in programma martedì 19 novembre alle 17.30 all'Audutorium Toscanini in via Cuneo, per riportare al centro dell'opinione pubblica i concetti di salute mentale, responsabilità personale, dignità sociale, diritto di cittadinanza, "fereassieme", accoglienza. L'iniziativa è organizzata dall'associazione di promozione sociale "Lettera 27" con il sostegno di Uisp e del movimento nazionale "Le parole ritrovate", quest'ultimo promotore della proposta di legge di iniziative popolare "181" per un approccio innovativo al percorso di cura dei pazienti psichici. In particolare la nuova proposta di Legge vuole porre le basi per la piena attuazione della Legge 180, comunemente conosciuta come Legge Basaglia, rimasta per troppo tempo incompiuta, valorizzando i concetti di "fiducia" e "speranza".

Ad esempio, fra i 19 punti della proposta di Legge 181, è indicata la richiesta di un maggiore impegno per rendere i Servizi di salute mentale luoghi "accoglienti e colorati", nei quali tutti possono sentirsi a loro agio; la possibilità di reinserire nella società gli utenti dei Servizi attraverso il lavoro; l'indipendenza nell'abitare; la necessità a garantite risposte in giornata alle crisi psicotiche; la presenza in tutti i servizi degli "Ufe" - Utenti familiari esperti coinvolti da anni a Trento e in altri Servizi di salute mentale d'Italia.

Con la dieta vegana e vegetariana si cresce sani

Mamme e bimbi: con la dieta vegetariana si cresce sani. Un convegno sull'alimentazione organizzato da Oipa a Roma. Medici e scienziati concordano sul corretto sviluppo anche in gravidanza

Roma, 10 novembre 2013 - <Secondo le più autorevoli associazioni internazionali di nutrizionisti le diete vegane e latto-ovo-vegetariane ben pianificate soddisfano i fabbisogni nutrizionali dei neonati, dei bambini, degli adolescenti, ne promuovono uno sviluppo normale e sono appropriate anche in gravidanza e in allattamento>.

Da queste premesse nasce il convegno organizzato dall’OIPA a Roma il prossimo 15 novembre “Mamme e figli in salute: l’importanza di un’alimentazione vegetariana” che si pone l’obiettivo di supportare con dati scientifici le sempre più numerose mamme vegetariane che non ricevono un supporto medico adeguato durante le importanti e delicate fasi della gravidanza, dell’allattamento e dello svezzamento dei loro figli.

Creato il sangue artificiale

Abbiamo creato il sangue artificiale". Un gruppo di scienziati della Romania afferma di aver messo a punto plasma che potrebbe un giorno essere usato a beneficio degli esseri umani, e senza effetti collaterali. Contiene acqua, sali e proteine note come emeritrine, estratte dai "vermi del mare" e più stabili delle emoglobine

NEL MONDO il fabbisogno di sangue è altissimo: si stima che ogni anno servano circa 40 unità ogni 1000 persone, 2 milioni e 400mila solo per l'Italia. Una richiesta che ogni giorno si fa fatica a soddisfare, sia sotto il profilo della quantità che degli standard di sicurezza. Una proteina estratta dai vermi marini, mescolata ad acqua, sale e albumina, potrebbe però risolvere per sempre la situazione. E' infatti questa la ricetta del 'sangue artificiale' elaborata dagli scienziati dell'università Babes-Bolyai di Cluj-Napoca, in Romania, che affermano di aver creato un surrogato che potrebbe un giorno essere usato a beneficio degli esseri umani. Il tutto senza effetti collaterali.

Primi test incoraggianti. Il liquido è incolore perché senza emoglobina e fatto unicamente di acqua, sali e proteine note come emeritrine, estratte dai "vermi del mare" e più stabili delle emoglobine. Siamo lontani, insomma, dall'immagine romantica del sangue caldo e rosso, dolciastro, che nell'immaginario collettivo rievoca la passione, la violenza, la vita. 

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