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La vita sta cambiando pelle

Benessere e Salute

Benessere e Salute: informazioni e opinioni su ricerca scientifica medica, ospedali, sanità, malattie, farmaci, integratori, luoghi per cure, strutture benessere, stili di vita e consumi. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Giorgio Pagliari: lo scandalo della sanità riporta al centro la questione morale

Lasciando alla Magistratura la valutazione sulla rilevanza penale, la bruttissima vicenda sulla collusione tra professionisti sanitari e case farmaceutiche, comprensiva di sperimentazione non autorizzate, ripropone con nettezza la questione morale, che affligge la nostra realtà, purtroppo non meno di altre.

L'illusione che la lezione di cinque anni fa fosse servita non ha mai avvinto chi, per la conoscenza della città, era (ed è) convinto che il problema era (ed è) di costume e di una mentalità diffusi e radicati, che troppo spesso concepiscono i ruoli pubblici come mere occasioni di tornaconti personali e di clientele.

Quanto tutto questo danneggi Parma e la Provincia è, in questo momento, di un'evidenza particolare basti pensare alla vicenda di Emiliambiente e a questa. Una contingenza, che penalizza, una volta di più, la maggioranza dei parmigiani e dei parmensi, gente specchiata. E deve particolarmente allarmare perchè, questa volta e per fortuna, il primo a denunziare il malaffare (per la parte conosciuta) è stato lo stesso Direttore Generale, Dott. Fabi, osteggiato nella sua azione più generale di rinnovamento dai titolari di privilegi e da poteri più o meno abituati alla segretezza dell'operare.

Tale circostanza, infatti, dimostra che neanche anticorpi così robusti sono in grado di eliminare la corruzione e che solo una azione corale dei singoli, di Istituzioni forti e libere e della società può portare a risultati significativi sotto questo profilo.

Or bene, sottovalutare la questione morale, non assumerla come prioritaria con determinazione e con lungimiranza, non farne un punto qualificante e decisivo in questo momento vorrebbe dire proporre ricette per l'eliminazione degli effetti e non delle cause. E ciò è tanto più vero in una fase nella quale l'infiltrazione della criminalità organizzata è una questione reale e una preoccupazione molto diffusa.

Parma, OPERAZIONE PASIMAFI: Fanelli, indagati anche moglie e due figli, ognuno con suo ruolo

Poteva contare sull'aiuto di tutta la famiglia, Guido Fanelli, il luminare delle cure palliative considerato da Procura di Parma e da Nas il cuore dell’organizzazione scoperta con l’operazione Pasimafi, che ieri ha portato a 19 arresti fra dirigenti medici e imprenditori del settore farmaceutico, e 75 indagati. 
Il figlio Roberto era a capo della Crag Up, una delle società di comodo per il riciclaggio del denaro, la moglie di Fanelli, Fiorella Edi Nobili, era invece referente come dirigente medico in Lombardia mentre l’altro figlio, Andrea, avrebbe redatto lavori scientifici richiesti ad hoc dalle case farmaceutiche dall’alto del suo ruolo in una struttura medica di Bologna. Tutti e tre risultano ora indagati assieme ad altre 53 persone. 
Intanto emerge come l’Azienda Ospedaliero-Universitario avesse già sollecitato l’Università di Parma a sospendere il professor Fanelli dal suo incarico di dirigente della 2a Rianimazione dell’Ospedale di Parma. Richiesta avanzata nel 2016 ma mai recepita dall’ateneo parmigiano. 
Nelle oltre 500 pagine dell’ordinanza sui rapporti fra sanità pubblica ed imprese farmaceutiche che ha portato all’arresto del professor Guido Fanelli, vi sono anche le intercettazioni choc: "Se muoiono 100 persone con questo filtro non va in galera nessuno...». 
L’intercettazione, datata 2015, rivela come l’organizzazione considerava il ruolo della ricerca scientifica nel delicato campo delle cure palliative. Una rete rodata, composta da dirigenti medici, componenti del Ministero della salute e 17 aziende farmaceutiche in grado di effettuare senza alcuna remora ricerca non autorizzata su ignari pazienti. 09 Maggio 2017 

Fonte Link gazzettadiparma.it 

Arresti per corruzione nella sanità, le reazioni a Parma

La politica locale batte un colpo sul caso degli arresti per corruzione scaturiti da un'inchiesta della Procura di Parma.

"Un enorme scandalo si è abbattuto sulla nostra città, coinvolgendo un settore - la sanità - estremamente importante e molto caro a tutti noi cittadini. Parma è ancora una volta nei titoli dei Tg, purtroppo. Non giudico i fatti, lascio che la magistratura faccia il suo lavoro senza interferenze e ringrazio Procura e carabinieri per l'opera svolta. Intendo inoltre esprimere vicinanza e solidarietà a chi opera nella nostra sanità ogni giorno con dedizione e integrità assoluta. La città è con voi che siete tanti" scrive Paolo Scarpa.

"Ritengo sia giunto il momento che tutti riconoscano, una buona volta, quanto sia necessario agire a tutela della legalità, intensificando gli sforzi e vigilando concretamente, cosa che oggi non si fa abbastanza. Abbiamo bisogno di organismi che possano fare da osservatorio e da centrale di rischio. Non si può tenere bassa la guardia per sempre e Parma non può girarsi dall'altra parte facendo finta di non vedere, come già troppe volte in passato. A forza di distogliere lo sguardo potrebbe arrivare il giorno in cui davvero non ci riconosceremo più. Abbiamo bisogno di un termometro che ci misuri la febbre adesso. Il futuro di Parma è nelle cure che sapremo destinare alla nostra città e nell'attenzione a ciò che ci accade. Vogliamo bene a Parma e la vogliamo sana. Solo così lei avrà cura di tutti noi" conclude il candidato sindaco del centrosinistra.

Indagine Pasimafi del Nas: arrestato il luminare Fanelli: "Comando io, ho creato un sistema"

Sgominata organizzazione a cui partecipavano dirigenti medici e manager del campo farmaceutico per pilotare il busines delle cure palliative e delle terapie del dolore. Nell'inchiesta della Procura di Parma coinvolti anche Massimo Allegri, Marcello e Ugo Grondelli e Giuseppe Vannucci. Indagato il rettore Borghi

Si era definito come "mamma" della legge 38 del 2010 sulle cure palliative e terapia del dolore. Nelle intercettazioni del Nas di Parma, Guido Fanelli s’è trasformato nel "Briatore delle terapie del dolore".

Il 62enne direttore della struttura complessa di Anestesia, rianimazione e terapia antalgica dell’ospedale Maggiore di Parma è stato arrestato nella sua abitazione nel milanese lunedì mattina. Il professore è ora ai domiciliari. A Parma  sono state arrestate altre quattro persone. Il rettore dell’università di Parma, Loris Borghi, figura tra i 75 indagati. 

Secondo la Procura di Parma, Fanelli sarebbe la mente  di un "vasto sistema di corruzione e riciclaggio" che coinvolge grandi aziende farmaceutiche italiane ed estere e che ha portato in tutta Italia all'arresto di 19 dottori e imprenditori operanti nel settore della commercializzazione e della promozione di farmaci e di dispositivi medici. 

Di "corruzione quasi permanente, con mercimonio delle funzioni pubbliche per interessi privati" ha parlato il procuratore della Repubblica di Parma Antonio Salvatore Rustico. L'operazione Pasimafi ha svelato in pratica una organizzazione a cui partecipavano dirigenti medici, esponenti del ministero della Salute e diversi manager del campo farmaceutico. L'obiettivo era quello di pilotare il "business" delle cure palliative e delle terapie del dolore.

Blitz dei Nas in tutta Italia, in manette 19 medici e imprenditori farmaceutici

Al centro del "sistema di corruzione e riciclaggio" il luminare della terapia del dolore Guido Fanelli, agli arresti domiciliari. L'indagine, partita da Parma, avrebbe accertato che ha ricevuto soldi, beni immobili e anche uno yacht in cambio di favori

di FABIO TONACCI

ROMA - Il luminare italiano per le terapie del dolore, Guido Fanelli, è da questa mattina agli arresti domiciliari. E' lui, secondo l'inchiesta della procura di Parma, il perno di un vasto "sistema di corruzione e riciclaggio" che coinvolge grandi aziende farmaceutiche italiane ed estere e che ha portato all'arresto di 19 dottori e imprenditori operanti nel settore della commercializzazione e della promozione di farmaci e di dispositivi medici.

Il professor Fanelli, ordinario di Anestesia e Rianimazione all'università di Parma, è stato consulente tecnico del governo per l'estensione della legge 38 del 2010 sulle cure palliative e terapia del dolore, nonché presidente della Commissione istituita ad hoc dal 2008 al 2015 presso il ministero della Salute. E' stato anche relatore del Piano oncologico nazionale del 2008.

Positive Nutrition: come vivere più a lungo, con peso forma e in buona salute

La longevità si conquista anche a tavola: perdendo il grasso in eccesso ma soprattutto spegnendo l'infiammazione silente che, oltre ad accelerare l'invecchiamento, è responsabile dell'insorgenza della maggior parte delle malattie croniche come diabete, obesità, tumori, patologie cardiovascolari e neurodegenerative

di IRMA D'ARIA

MILANO - Restrizione calorica, "cibi positivi", attività fisica e tecniche anti-stress: sono i quattro pilastri su cui si basa la Positive Nutrition, strategia alimentare che mira a combattere l’infiammazione silente responsabile dell’insorgenza della maggior parte delle malattie croniche e anche del sovrappeso. Se ne parla oggi e domani a Milano nel corso del quarto Congresso internazionale Science in Nutrition organizzato dalla Fondazione Paolo Sorbini per la scienza nell'alimentazione che riunisce alcuni tra i maggiori esperti di nutrizione a livello internazionale, tra cui Barry Sears, il famoso biochimico americano ideatore della dieta a Zona che presenta anche il suo ultimo libro intitolato appunto “Positive Nutrition: i pilastri della longevità” (Edito da Sperling & Kupfer, pagg. 264) scritto insieme a Benvenuto Cestaro e Giovanni Scapagnini. 

Troppe bevande zuccherate fanno male anche al cervello

Il messaggio emerge da uno studio pubblicato da un gruppo di ricercatori della Boston University sulla rivista «Alzheimer & Dementia»

Gli americani amano lo zucchero. Tutti assieme, secondo il dipartimento di Agricoltura statunitense, ne hanno consumato quasi undici milioni di tonnellate: soltanto nel 2016. Buona parte è stato ingerito in gran parte attraverso le bevande gassate e le bibite utilizzate dagli sportivi, che oltre a far allargare il girovita contribuirebbero però a danneggiare anche il cervello.

Il messaggio emerge da uno studio pubblicato da un gruppo di ricercatori della Boston University sulla rivista «Alzheimer’s & Dementia».  

Zuccheri e cervello: quale legame?  

Gli studiosi hanno utilizzato i dati del Framingham Heart Study, una ricerca ideata per valutare il rischio epidemiologico delle malattie cardiovascolari, con un altro intento: considerare l’evoluzione dell’invecchiamento cerebrale sulla base dei consumi alimentari. È così emersa - incrociando i dati provenienti dai diari alimentari, dai test cognitivi e l’esito delle risonanze magnetiche cerebrali condotte su oltre quattromila adulti - la correlazione tra una dieta ricca di zuccheri e un processo di «aging», che gli autori hanno rimarcato, sottolineando però come si tratti di «un legame che non implica in maniera inequivocabile un legame di causa-effetto». 

Steatosi epatica non alcolica, malattia del fegato legata alle proteine animali

Steatosi epatica non alcolica: sotto accusa le proteine animali  

A confermare l’ipotesi che una dieta ricca di proteine animali aumenta il rischio di sviluppare la steatosi epatica non alcolica, su cui diversi gruppi di ricerca ragionano da tempo, è stato uno studio olandese (il «Rotterdam Study»), presentato nel corso dell’ultimo congresso europeo sulle malattie del fegato, tenutosi ad Amsterdam. Gli autori della ricerca hanno valutato le condizioni epatiche di 3440 adulti, un terzo dei quali erano magri. La dieta è stata valutata attraverso la compilazione di un questionario alimentare, mentre lo stato di salute del fegato attraverso un’ecografia addominale.

La ricerca  

Salute del fegato: alcol, obesità e geni creano triangolazione pericolosa

NICLA PANCIERA

Le cifre sono impressionanti: l’alcol causa nel mondo sei morti al minuto, 3,3 milioni l’anno. Il 60-80% delle malattie legate al fegato sono causate dall’alcol (dati Oms) e il 6% dei casi di cancro sono dovuti all’alcol (nell’ordine, i più colpiti sono esofago, cavità orale e faringe, laringe). Secondo i dati dell’Oms, di tutti i decessi attribuibili all’alcol, il 33,4% sono malattie cardiovascolari e diabete, il 17% incidenti, 16,2% malattie gastrointestinali. L’alcol è tossico per il nostro organismo e a ad essere particolarmente colpito è il fegato, già molto «provato» da uno stile alimentare che è andato via via peggiorando in tutti i paesi del mondo. Insieme, cattiva alimentazione e alcol, formano una combinazione esplosiva per il fegato: i bevitori con un alto indice di massa corporea hanno una maggior probabilità di sviluppare epatopatie. Inoltre, ci sono i fattori genetici, sempre più indagati.  

LA PREDISPOSIZIONE GENICA  

I costi "nascosti" del cancro nell'Ue ogni anno 124 miliardi di euro

Al congresso della Società europea di oncologia medica uno studio rivela che solo il 36% della spesa globale riguarda la cura (farmaci, ricoveri, interventi), mentre il 44% serve a coprire la perdità di "produttività" del malato e il 20% quella dei familiari. L'Aiom: "Urgente una stima simile anche in Italia"

dal nostro inviato ARNALDO D'AMICO

VIENNA  -  Il cancro ogni anno costa ai paesi dell'Unione Europea 124 miliardi di euro. Solo un terzo di questa cifra (36%) è dovuta a ricoveri, farmaci e interventi chirurgici. La perdita di produttività (mancati guadagni e relative tasse non pagate dai malati per assenze dal lavoro e anni di vita persi) ammontano al 44% mentre il restante 20% se ne va in spese sostenute e giornate di lavoro perse dei familiari. I tumori di polmone, seno, colon-retto e prostata sono, con 117 miliardi di euro, la gran parte della spesa.

L'incidenza dei tumori in Italia

L'incidenza dei tumori in Italia

  • Si stima che in Italia vi siano nel corso dell'anno 363.300 nuove diagnosi di tumore (esclusi i carcinomi della cute), circa 194.400 (54%) fra gli uomini e circa 168.900 (46%) fra le donne.
  • Nel corso della vita circa un uomo su 2 e una donna su 3 si ammalerà di tumore.
  • Considerando l'intera popolazione, escludendo i carcinomi della cute, il tumore in assoluto più frequente è quello della mammella (14%), seguito dal tumore del colon retto (13%), della prostata (11% solo nel sesso maschile) e del polmone (11%).
  • Esclusi i carcinomi della cute, i cinque tumori più frequentemente diagnosticati fra gli uomini sono il tumore della prostata (20%), il tumore del polmone (15%), il tumore del colon-retto (14%), il tumore della vescica (11%) e quello dello stomaco (5%); e tra le donne, il tumore della mammella (29%), il tumore del colon-retto (13%), il tumore del polmone (6%), il tumore della tiroide (5%) e quello del corpo dell'utero (5%).
  • L'incidenza dei tumori è stabile fra gli uomini e le donne, il contemporaneo invecchiamento della popolazioneaumenta consistentemente il numero di nuove  diagnosi.
  • Ci sono ancora differenze in termini di frequenza di tumori nel nostro Paese ma i livelli inferiori del meridione stanno gradualmente allineandosi a quelli del Centro-Nord.
  • L'Italia ha una frequenza di neoplasie sia per gli uomini sia per le donne simile o più elevata rispetto ai Paesi Nord-europei

IL PICCOLO PRINCIPE INCONTRA L'UBRIACONE

ubriacone

Marco Vettori
marco.vettori.512@psypec.it
sito web

Nel terzo pianeta il Piccolo Principe incontra un ubriacone: egli beve per dimenticare la propria vergogna di bere e si trova pertanto chiuso in un circolo vizioso autodistruttivo.
E' difficile definire i fattori psicologici e sociali che contraddistinguono l'alcolista. L'unica costante è la tendenza a nascondere a se stesso la dipendenza e a negare la sua condizione.

Cancro: "Un risparmio di 7,6 miliardi di euro con più prevenzione"

In Italia solo il 4,2% della spesa è destinato alla prevenzione. Eppure è stato calcolato che se si raggiungesse il livello del 5% previsto dai Lea, l’incidenza della spesa sanitaria pubblica sul Pil scenderebbe dal 9,2% all’8,92%. Sono alcuni dei dati emersi dal Rapporto sullo Stato dell’oncologia in Italia 2017 presentato oggi in Senato

di IRMA D'ARIA

Il 55% degli uomini e il 63% delle donne non moriranno a causa del tumore nei cinque anni successivi alla diagnosi. Stando agli ultimi dati diffusi dall'Aiom, la sopravvivenza in Italia continua ad aumentare nonostante gli investimenti in prevenzione restino sotto la soglia indicata dai Livelli essenziali di assistenza. Attualmente, infatti, si spendono appena 5 miliardi di euro (2014), pari al 4,22% della spesa sanitaria totale: il tetto programmato stabilito nei Lea invece è del 5%. Gli oncologi chiedono alle Istituzioni un programma ed una regia unica nazionale contro il cancro, che garantiscano una strategia unitaria per combattere la malattia a 360°: dalla prevenzione, alle terapie, alla riabilitazione, all’accompagnamento di fine vita, all’umanizzazione dell’assistenza, alla ricerca. L'appello è stato lanciato oggi dall'Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) riuniti al Senato per la presentazione del "Rapporto sullo “Stato dell’oncologia in Italia 2017".

IL COMMENTO Il 40% dei tumori potrebbe essere evitato

L’adroterapia presso il centro di Pavia ora accessibile e gratuita per tutti i malati oncologici

La sua efficacia non è mai stata in discussione. Ciò che ne limitava l’impiego era il costo, dal momento che il trattamento era rimborsato soltanto dai servizi sanitari regionali dell’Emilia Romagna e della Lombardia. D’ora in avanti, invece, l’adroterapia sarà gratuitamente a disposizione di tutti i malati oncologici a cui sarà indicata. Il Governo ha inserito il trattamento a base di protoni e ioni carbonio - una forma avanzata di radioterapia - nei livelli essenziali di assistenza. Il trattamento è al momento erogato in una sola struttura italiana: il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica (Cnao) di Pavia, dove finora sono stati trattati poco più di novecento pazienti.  

Nei Lea i trattamenti per dieci tipi di tumore  

L’adroterapia rappresenta una soluzione di una precisione estrema, disponibile per chi è colpito da neoplasie inoperabili o che non rispondono ai non rispondono alla radioterapia tradizionale ai raggi X.  

La sua efficacia è stata in ultimo ribadita in una pubblicazione apparsa l’anno scorso su «The Lancet Oncology»: oltre ottomila i casi descritti, relativi alla casistica ventennale che appartiene al centro giapponese di adroterapia di Chiba. 

LA PIETRIFICAZIONE DEL SENTIMENTO OVVERO LA VIA MAESTRA VERSO LA DEPRESSIONE.

depressione

Marco Vettori
marco.vettori.512@psypec.it
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Le persone, che nell'infanzia hanno avuto esperienze di attaccamento poco rassicuranti e richieste inappropriate dal punto di vista affettivo ed emotivo da parte degli adulti, 
sono spesso esposte alla distruzione del proprio sentimento.
Un bambino, che dipende da un adulto che non riconosce i suoi bisogni, impara a reprimerli sia per paura di perdere l'amore e l'affetto del genitore, sia per la preoccupazione di essere castigato. Normalmente relega gli impulsi dovuti all'insoddisfazione delle sue necessità nell'inconscio e rivolge l'aggressività, che deriva da questo comportamento, verso se stesso. Colui che nell'infanzia non è mai stato accolto nei propri bisogni d'amore e solo censurato impara a non ascoltarsi e a non ascoltare: si convince che non vale niente e si allontana da se stesso e dagli altri. Il soggetto si ammala perché vengono frustrate le sue esigenze: di accettazione, protezione e sicurezza.

IL PICCOLO PRINCIPE INCONTRA IL VANITOSO

vanitoso

Marco Vettori
marco.vettori.512@psypec.it
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Nel secondo pianeta il Piccolo Principe incontra il vanitoso: un uomo egoista che considera la realtà solo dal suo punto di vista. Questo personaggio tiene conto del suo prossimo solo quando questi è pronto ad applaudirlo ed ammirarlo. Nel suo stereotipato manierismo si comporta come una marionetta pronta ad animarsi quando gli ammiratori lo notano. Sfortunatamente dalle sue parti non passa mai nessuno. [sopportare un personaggio del genere non è tollerabile, ognuno di noi è costretto  ad evitarlo !!] A causa del suo complesso emotivo che blocca il sentimento, il vanitoso non ci incontra se non siamo disposti  ad offrirgli le risposte attese dalle sue aspettative  e proiezioni nei nostri confronti.
Per fare felice il monarca assoluto bisogna rendersi disponibili ad un potere egocentrico ed egoista  che genera paura , disagio e solitudine; per fare contento il vanitoso basta entrare in sintonia  con le richieste della sua personalità disturbata  che ha bisogno di strumentalizzare il prossimo  per continuare a rendere credibile  la favola nevrotica in cui lui recita la parte del protagonista. Sia il monarca assoluto, sia il vanotoso non sono in grado di relazionarsi autenticamente con se stessi e con il prossimo. Individui di questo genere sono difficilmente permeabili all'integrazione delle loro Ombre. Jung ha sottolineato che bisogna essere molto prudenti quando si tocca l'Ombra dei nostri simili.

Le bibite zuccherate e quelle "diet" possono causare Alzheimer e ictus

Invecchiamento del cervello, problemi alla memoria e demenza i problemi per le persone al centro della ricerca

Le bibite zuccherate fanno invecchiare il cervello, aumentando il rischio di Alzheimer, e anche quelle 'diet' sono associate ad un aumento del rischio di demenza e di ictus.

Lo affermano due studi della Boston University pubblicati dalle riviste Stroke e Alzheimer and Dementia. Entrambe le ricerche sono state condotte su soggetti arruolati nel Framingham Heart Study's Offspring and Third-Generation, che comprende figli e nipoti dei partecipanti al Framingham Study del 1948.

Nel primo sono state analizzate 4mila persone sottoposte a risonanza magnetica e a test cognitivi. In quelle che avevano un consumo definito 'alto', cioè più di due bibite zuccherate al giorno, sono stati trovati diversi segni di invecchiamento del cervello, da un volume ridotto a una memoria peggiore, considerati fattori di rischio per l'Alzheimer.

Nel secondo studio i ricercatori hanno analizzato quante bibite zuccherate e diet erano state bevute dal gruppo tra il 1991 e il 2001, verificando poi se nel decennio successivo c'erano stati episodi di ictus o demenza.

Rispetto a chi non assumeva bevande diet il rischio per chi invece ne consumava una o più al giorno è risultato tre volte maggiore sia per demenza che per ictus. "Questi studi dimostrano una correlazione, ma non un rapporto di causa-effetto - sottolineano gli autori -. Ci sono diverse teorie sul possibile legame tra bibite diet e demenza, ma servono più ricerche". 21 aprile 2017

Fonte Link  http://notizie.tiscali.it/scienza/articoli/bibite-zuccherate-diet-pericolose/

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