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La vita sta cambiando pelle

Benessere e Salute

Benessere e Salute: informazioni e opinioni su ricerca scientifica medica, ospedali, sanità, malattie, farmaci, integratori, luoghi per cure, strutture benessere, stili di vita e consumi. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Carote, antiossidanti e amiche della pelle: proprietà e benefici

Carote

Le carote possono vantare un lungo elenco di proprietà e benefici. Al loro interno troviamo diverse vitamine, sali minerali, fibre e una serie di sostanze antiossidanti. Certamente però il nutriente per cui sono maggiormente apprezzate e conosciute è il betacarotene, precursore della Vitamina A, utile a diverse funzioni del nostro organismo.

Non tutti sanno che il betacarotene è più biodisponibile (ovvero più facilmente assimilabile dal corpo) dopo essere stato sottoposto a una breve cottura. Ecco perché sarebbe meglio mangiare gli alimenti che lo contengono leggermente scottati in padella o in acqua molto calda. Lo stesso discorso vale per la zucca (anch’essa ricca in betacarotene) ma anche per il pomodoro che invece è ricco in licopene, altra sostanza antiossidante che si libera maggiormente se sottoposta a leggera cottura.

Questo però non significa che dovete sempre mangiare carote e pomodori cotti, bisogna piuttosto trovare il giusto equilibrio anche perché se è vero che betacarotene e licopene in questo modo sono più biodisponibili è vero anche che altre vitamine vengono a perdersi con la cottura.

C’è poi un’altra cosa molto importante da sapere: la vitamina A è liposolubile ovvero per sciogliersi e quindi poter essere assorbita ha necessità di una sostanza grassa. E’ buona regola quindi associare alle carote un grasso, la soluzione migliore è certamente quella di condirle con un filo d’olio extravergine d’oliva.

FAGIOLINI: CALORIE, PROPRIETÀ E BENEFICI PER LA SALUTE

fagiolini

Marta Albè

fagiolini fanno parte della famiglia delle leguminose. Durante l’estate li possiamo trovare facilmente freschi. Sono arrivati in Europa dopo la scoperta dell’America e ora sono diffusi in tutta Italia e nel mondo.

Con i fagiolini lessati o cotti al vapore, poi lasciati raffreddare, potrete preparare dei piatti estivi molto freschi da portare in tavola, magari in abbinamento a delle verdure di stagione. I fagiolini sono tra gli ortaggi che di solito piacciono a tutti, anche ai bambini.

Scopriamo quali sono le proprietà e i benefici per la salute dei fagiolini, i loro valori nutrizionali e come scegliere le varietà migliori quando li acquistiamo.

Fagiolini, proprietà e benefici

I fagiolini sono una fonte preziosa di vitamine e di sali minerali. Contengono soprattutto vitamina A, vitamina C, potassio, ferro e fosforo. Sono anche una fonte vegetale di calcio da non sottovalutare.

Importanza della Vitamina C

La vitamina C o acido ascorbico è una molecola che appartiene alla classe degli antiossidanti, esplicando il suo ruolo attraverso la donazione di elettroni; è presente in natura in concentrazione elevata, specialmente nelle foglie verdi.

Alcune classi animali sintetizzano la vitamina C a partire dal glucosio, ad esempio gli uccelli, i rettili e la maggior parte dei mammiferi. L'uomo, tuttava, ha perso la capacità di biosintetizzare la vitamina C che, per questa ragione, deve essere introdotta attraverso l'alimentazione.

Ruolo biologico

L'acido ascorbico ha un ruolo importante come cofattore enzimatico delle ossigenasi, enzimi che inseriscono un atomo di ossigeno nei loro substrati. È anche importante per la biosintesi del collagene, della carnitina (un trasportatore di acidi grassi che opera nella membrana dei mitocondri) e nella biosintesi delle catecolamine, molecole che presentano il catecolo tra cui fa parte l'adrenalina.

La vitamina C, secondo recenti studi, ha implicazioni dirette nella protezione dei tessuti da importanti patologie. Una corretta assunzione dell'acido ascorbico previene la formazione di cataratta, la comparsa di problemi cardiovascolari e perfino alcune tipologie di tumore.

Rita Levi Montalcini: cosa è l'Ngf, la molecola vitale che è stata la scoperta della sua vita

E' un ''meraviglioso'' tuttofare, la molecola scoperta dal Nobel Rita Levi Montalcini. A oltre 60 anni dalla scoperta del fattore di crescita delle cellule nervose (Nerve Growth Factor, Ngf) e' ormai sempre piu' chiaro che questa proteina non entra in gioco anche nel controllare fenomeni finora sfuggiti a ogni formula biochimica, come l'innamoramento. L'Ngf si sta dimostrando infatti ''una molecola vitale'', che Rita Levi Montalcini ha sempre considerato importante tanto nello sviluppo dell'individuo quanto in quello della specie umana. Quando l'Ngf venne scoperto (l'11 giugno 1951, come ricordava Rita Levi Montalcini), la sua importanza sembrava legata unicamente al sistema nervoso.

Guarda la fotogallery 

Oggi le applicazioni piu' promettenti sono quelle legate ad una possibile terapia dell'Alzheimer e i primi test stati condotti sia negli Stati Uniti, dove l'Ngf e' stato ''impacchettato'' in un virus innocuo e iniettato nel cervello per stimolare la formazione dei neuroni nelle aree lesionate. In Italia la molecola si e' sperimentata sotto forma di collirio per curare le ulcere della cornea. Allo studio anche la possibilita' di sperimentare l'Ngf contro la sclerosi multipla. Molte delle ricerche che stanno lentamente avvicinando l'Ngf al letto dei pazienti sono condotte nell'Istituto Europeo per le Ricerche sul Cervello (Ebri) voluto e presieduto da Rita Levi Montalcini.

Sclerosi multipla: rischiano le donne con carenza di vitamina D

Ancora conferme: scarsità di vitamina D ed esposizione solare possono portare l’organismo a un rischio raddoppiato di sviluppare la sclerosi multipla. Lo studio

Ormai la maggior parte della gente soffre di carenza di vitamina D, è un dato di fatto. Specie le persone che vivono negli alloggi in città. Luoghi in cui l’esposizione solare è ridottissima. È paradossale notare come siano molte le persone che si danno tanta pena per star bene curando l’alimentazione e lo stile di vita ma non si rendano minimamente conto del fatto che la vita – e quindi il nostro benessere – sono intimamente collegati con la nostra stella. Tra i vari fattori che concorrono a una carenza di vitamina D c’è anche un uso smodato delle creme solari. Se la carenza persiste a lungo, secondo alcuni scienziati americani il rischio è quello di contrarre la sclerosi multipla.

Il pericolo maggiore è per le donne
Uno studio condotto dall’Harvard TH Chan School of Public Health di Boston e pubblicato sulla rivista Neurology ha messo in evidenza come la carenza di vitamina D per le donne potrebbero portare al 50% in più di probabilità di sviluppare la sclerosi multipla. Per arrivare a tali conclusioni gli scienziati hanno analizzato i campioni di sangue di oltre 3200 donne.

Tutti gli incredibili benefici della vitamina D. Con una semplice esposizione solare puoi ridurre al minimo il rischio di molte patologie: tra queste malattie cardiovascolari, depressione e cancro

Tutti parliamo di vitamina D, ma sarebbe più corretto riferirsi alle vitamine D. Con questo termine, infatti, si intendono tutti i composti pro-ormoni che contengono varia isoforme di calciferolo: vitamina D1, D2, D3, D4, D5. Fanno parte del gruppo delle liposolubili a cui appartengono anche la A, la E, la K.

Il sole è la migliore fonte di vitamina D
Il metodo più efficace per integrare la vitamina D non è certo quello di assumere alte dosi integratori alimentari. Al contrario, esiste un metodo completamente naturale per averla a disposizione in modo altamente assimilabile: l’esposizione solare. In realtà la radiazione solare ci offre una forma inattiva che, a seguito di reazione di idrossilazione, viene trasformata in calcitriolo – l’isoforma attiva.

Differenza tra vitamina D2 e D3
La differenza tra la vitamina D2 e D3 è che la prima (calciferolo) è presente naturalmente negli esseri umani e in tutti i mammiferi. Al contrario, la vitamina D3 (o colecalciferolo) può essere prodotta maggiormente dall’esposizione solare. La D3, però, è almeno cinquanta volte più attiva della D2. Tuttavia è da sottolineare che la quantità di vitamina D disponibile attraverso l’alimentazione è ridottissima. Per tale motivo è essenziale che venga sintetizzata a livello cutaneo partendo dalla luce ultravioletta.

Vitamine Termolabili

Le vitamine termolabili sono una classe di vitamine che perdono la propria efficacia biologica se sottoposte ad alte temperature, ad esempio a seguito di cottura. Molti cibi, altamente ricchi di vitamine, non sono consumati direttamente crudi ma vengono precedentemente bolliti oppure fritti, esponendo al calore sia le vitamine sia gli altri nutrienti. Per questa ragione, la massimizzazione dell'uptake delle vitamine va valutata anche in base al tipo di cottura preferito dall'individuo.

La termolabilità non ha effetto soltanto a seguito di esposizione ad alte temperature giacché, come confermato da numerosi studi, anche l'esposizione prolungata a temperature ambientali provoca un serio degrado delle vitamine termolabili. Ad esempio, l'attività della vitamina C, contenuta in alcuni ortaggi è biologicamente dimezzata solo dopo alcuni giorni di esposizione dell'alimento a temperatura ambientale, ad esempio in un mercato ortofrutticolo. Per questa ragione è sempre consigliabile consumare il cibo quanto più fresco possibile.

Biochimica della termolabilità

Buona parte dei processi che degradano le vitamine, a seguito dell'esposizione al calore, non sono del tutto noti. È possibile ipotizzare che questo avvenga poiché, durante il tempo, si vadano a perdere importanti gruppi funzionali, oppure a seguito di minuscole torsioni strutturali della molecola.

Fonte Link https://mail.google.com/mail/u/0/?tab=wm#inbox/15e94ba6326979b9

LE TEMPERATURE CHE DANNEGGIANO I CIBI

I nutrienti sono molto sensibili al calore: più la temperatura è elevata e maggiore è la loro distruzione.

- a partire da 45°C = distruzione degi enzimi
- a partire da 60°C = distruzione della vitamina C
- a partire da 80°C = distruzione degli acidi grassi essenziali
- a partire da 90°C = distruzione della maggior parte delle vitamine del gruppo B e della vit. E
- a partire da 120°C = precipitazione dei minerali, effetto di decelazione (separazione del minerale dal suo aminoacido), processo che li rende inorganici e non più assimilabili dall'organismo.

Fonte Link https://www.vegan3000.info/i-572/le-temperature-che-danneggiano-i-cibi

Preservare le vitamine negli alimenti

Come preservare le vitamine ed i sali minerali contenuti nella frutta e negli ortaggi:

preparare l'alimento poco prima della cottura e non tagliare più del necessario;
strappare anziché tagliare le verdure a foglia;
evitare di immergerla e lavarla nell'acqua fredda;
usare utensili (grattugie, posate) di acciaio inossidabile;
aggiungere le verdure quando l'acqua ha raggiunto l'ebollizione;
usare la minima quantità d'acqua necessaria;
non cucinare più dello stretto necessario;
cucinare in recipienti di acciaio inox o pyrex;
evitare l'aggiunta di bicarbonato di sodio;
ridurre al minimo la preparazione di passati e puré di verdure;
selezionare prodotti privi di abrasioni, ammaccature e lesioni (per la conservazione);
conservare al buio in luoghi freschi.

Fonte Link http://m.my-personaltrainer.it/vitamine-cottura.html

Miele di manuka: dalla Nuova Zelanda il miele della salute

Il miele di Manuka è uno dei migliori rimedi per trattare ferite, ustioni, piaghe e problemi della pelle, stimola il sistema immunitario ed è un utile rimedio naturale in caso di reflusso gastroesofageo: scopriamo come e quando utilizzare il miele di Manuka, perché è efficace e dove acquistarlo.

Il Miele di Manuka è prodotto da api di origine europea che si nutrono dell’albero di Manuka, una pianta originaria della Nuova Zelanda, molto simile all’albero del tè (Tea tree, Melaleuca alternifolia) che cresce allo stato selvatico in Nuova Zelanda e in Australia sud-orientale. Il miele di Manuka è noto per le sue proprietà antibatteriche e antinfiammatorie che esplicano la loro azione sia per uso topico che per uso orale. Diversi studi internazionali hanno dimostrato l’efficacia del miele di Manuka nel distruggere varie specie di microorganismi tra cui Escherichia coli, Staphylococcus aureus, Pseudomonas aeruginosa, Streptococcus faecalis e Helicobacter pylori. La pronunciata attività antibatterica è dovuta all’azione del metilgliossale (MGO), composto derivato dell’acido piruvico: la concentrazione di MGO nel miele di Manuka è 100 volte più elevata che nel miele tradizionale. Inoltre nel miele è presente un enzima secreto dalle api, la glucosio-ossidasi, che introdotto nel nostro organismo si trasforma in acqua ossigenata (perossido di idrogeno) con elevata azione antimicrobica.

Cancro, mille nuove diagnosi al giorno. Più del 40% dei casi evitabili

I dati del censimento "I numeri del cancro in Italia 2017". In aumento i casi di tumore al polmone fra le donne. Calano le neoplasie allo stomaco e al colon-retto. E oggi oltre 3 milioni e trecentomila cittadini vivono dopo la diagnosi, addirittura il 24% in più rispetto al 2010
I DATI

di VALERIA PINI

PIU' di mille nuove diagnosi di cancro al giorno nel 2017. Secondo le stime, negli ultimi 12 mesi sono tremila in più rispetto all'anno precedente: in tutto 369mila nuovi casi. Si ammalano di più gli uomini (192.000) rispetto alle donne (177.000). Migliaia di persone che hanno bisogno di cure e assistenza. Fra le emergenze il fumo, sempre più un fattore di rischio soprattutto nella popolazione femminile. Ad ammalarsi sono state 13.600 pazienti quest'anno, con un incremento del 49% in 10 anni. Cresce in entrambi i sessi anche il cancro al pancreas, alla tiroide e il melanoma. 

Ma dal censimento "I numeri del cancro in Italia 2017", nato dal lavoro dell'Associazione italiana di Oncologia medica (Aiom), dell'Associazione italiana registri Tumori (Airtum) e della Fondazione Aiom, presentato oggi all’Auditorium del ministero della Salute, emergono anche dati positivi. Grazie anche alla maggiore estensione dei programmi di screening, calano le neoplasie allo stomaco e al colon-retto. E oggi oltre 3 milioni e trecentomila cittadini (3.304.648) vivono dopo la diagnosi, addirittura il 24% in più rispetto al 2010.

MELAGRANA: CALORIE, PROPRIETÀ, BENEFICI E UTILIZZI DI QUESTO FRUTTO

melagrana

Il frutto del melograno, o melagrana, è tipico della stagione autunnale e matura a partire dal mese di ottobre. Non dimentichiamo di portarlo in tavola quando lo abbiamo a disposizione perché si tratta di un vero e proprio toccasana per la salute.

Il nome "melograno" deriva dal latino malum ("mela") e granatum ("con semi”). La forma del melograno ricorda in effetti quella di una mela, ma ecco all’interno la sorpresa dei suoi numerosi chicchi dal gusto leggermente acidulo.

Con il termine melograno spesso si indicano sia l’albero che il frutto, ma più correttamente in italiano il frutto viene chiamato melagrana. L’albero del melograno è originario dell’Asia e nel corso dei secoli ha raggiunto l’Europa e l’Italia. Nei mesi autunnali possiamo dunque gustare questo frutto come specialità locale ricca di benefici.

Calorie della melagrana

La melagrana è un frutto poco calorico. Non si deve dunque preoccupare chi segue una dieta con restrizioni da questo punto di vista. Un frutto di melograno contiene soltanto 75 calorie e 100 grammi di melagrana contengono circa 65 calorie.

Proprietà e benefici

Il frutto del melograno è tra i più ricchi di antiossidanti. In particolare è una fonte di flavonoidi che aiutano il nostro organismo a mantenersi in salute e a prevenire l’invecchiamento precoce. In generale gli antiossidanti servono a contrastare l’azione dei radicali liberi.

Si tratta inoltre di una fonte di vitamina, soprattutto di vitamina A, vitamina C, vitamina E e vitamine del gruppo B. In autunno il suo contenuto di preziose vitamine ci aiuta a prevenire i malanni di stagione e a rafforzare l’organismo.

Stop alle bibite zuccherate nelle scuole superiori dell’Unione Europea

Lo ha annunciato l’Unesda, l’associazione europea di categoria che rappresenta i più noti produttori di bevande analcoliche

L’industria europea dei soft drinks non venderà più bevande zuccherate nelle scuole secondarie dell’Ue, distributori automatici inclusi. Lo ha annunciato l’Unesda, l’associazione europea di categoria che rappresenta i più noti produttori di bevande analcoliche. 

L’iniziativa, su base volontaria, sarà applicata gradualmente con l’obiettivo di raggiungere entro la fine del 2018 tutti i paesi Ue, coinvolgendo oltre 50mila scuole secondarie e più di 40 milioni di studenti. Dal 2019, le aziende aderenti a Unesda venderanno negli istituti scolastici solo bibite a ridotto contenuto calorico o senza calorie, oltre alle bottigliette di acqua. Obiettivo relativamente facile da raggiungere per le multinazionali che aderiscono all’associazione, meno per gli associati che fanno riferimento solo ai mercati nazionali. L’iniziativa è «l’ultima tappa importante intrapresa dall’industria dei soft drink nello sforzo di contribuire a ridurre l’obesità», si legge in una nota Unesda. 

Dal 2006, gli aderenti a Unesda hanno introdotto specifiche limitazioni alle forme di promozione e pubblicità nei canali diretti a bambini sotto i 12 anni e sulla vendita di bibite nella scuola primaria. 

«Una buona notizia per l’inizio delle scuole in un Paese come l’Italia, dove il 20% dei genitori dichiara che i figli non consumano quotidianamente frutta e verdura, mentre il 36% consuma ogni giorno bevande zuccherate» afferma la Coldiretti, che parla di «svolta necessaria» che «va sostenuta ed estesa a livello nazionale dove più di un bambino su cinque (21,3%) è in eccesso di peso e quasi uno su dieci (9,3%) che è addirittura obeso». 

Il limone nella prevenzione dei calcoli renali

Il succo di limone può ridurre la continua formazione di calcoli nei soggetti affetti da calcolosi renale? E' quanto intende verificare uno studio in corso presso l’Unità di Nefrologia degli Ospedali Riuniti di Bergamo in collaborazione coi ricercatori dell’Istituto Mario Negri ed il Consorzio del Limone di Siracusa, presentato il 3 ottobre, nel corso del convegno “Le virtù nascoste del limone. Agricoltura Scienza Salute” tenutosi a Villa Camozzi, una delle sedi di Bergamo dell'Istituto Mario Negri.

Circa il 12% degli uomini ed il 6% delle donne tendono a formare calcoli renali. Il problema si può manifestare la prima volta con una colica renale, con l’emissione spontanea di un calcolo nelle urine o con il riscontro occasionale di un calcolo in occasione di esami fatti per altri motivi. Le persone affette, in genere, hanno dei familiari con lo stesso problema, il che suggerisce la possibilità di una qualche predisposizione genetica. Anche le abitudini alimentari hanno un ruolo importante e il rischio di formare calcoli è maggiore nei soggetti che bevono poco (e quindi eliminano urine più concentrate) e mangiano molte proteine animali o troppo salato.

I calcoli tendono a riformarsi nel tempo, in media nel 15-20% dei soggetti ogni anno, e a 5 anni dal primo riscontro di calcolosi circa la metà dei pazienti ha formato almeno un nuovo calcolo. Questo anche quando si beve molto (almeno due litri al giorno) e si sta attenti alla dieta.

Spremuta di limone ogni giorno per combattere i calcoli renali

Il citrato impedisce la precipitazione del calcio nelle urine. Per evitare l'eccessiva acidità meglio diluire il succo con acqua

MILANO - Diversi studi hanno suggerito che il succo di limone sia un rimedio efficace per prevenire i calcoli renali. Ma dei tanti studi fatti, nessuno ha raggiunto conclusi0ni decisive, per questo nefrologi degli Ospedali Riuniti di Bergamo, in collaborazione con l'Istituto Mario Negri e il Consorzio del limone di Siracusa Igp, hanno avviato uno studio clinico controllato che coinvolge oltre 200 pazienti. Lo studio permetterà di verificare se un rimedio semplice, come una spremuta giornaliera di 3-4 limoni, aiuti a prevenire la calcolosi renale.

Ma perché il limone sembra tanto importante nella prevenzione dei calcoli? «Questo agrume — risponde Maria Rosa Caruso, nefrologo degli Ospedali Riuniti di Bergamo, che guida lo studio — contiene 42,9 grammi di citrato per chilo ed è l'agrume più ricco di questa sostanza. Ed è noto che il citrato previene la precipitazione del calcio nelle urine, alla base della formazione di calcoli di ossalato di calcio che rappresentano circa l'80% dei calcoli. «Per evitare però che l'eccessiva acidità del citrato intacchi lo smalto dei denti — continua Caruso — suggeriamo di diluire il succo di limone in acqua e ne sconsigliamo l'uso a chi soffre di reflusso gastroesofageo perché potrebbe accentuare i bruciori gastrici».

Elenco alimenti alcalini e acidi

Frutta
Frutta acida
- Arancia​ alcalina
- Clementino ​alcalino
- Mandarino​ alcalino
- Limone​ alcalino
- Pompelmo​ alcalino
- Ananas ​alcalino
- Ribes​ alcalino
- Melograno​ alcalino
 
Frutta semi-acida
- Fragola ​alcalina
- Pomodoro​ alcalino
- Albicocca​ alcalina
- Mela​ alcalina
- Pera​ alcalina
- Pesca​ alcalina
- Uva​ alcalina
- Prugna ​acida
- Ciliegia​ alcalina
 
Frutta dolce
- Dattero ​alcalino
- Fico ​alcalino
- Uva dolce​ alcalina
- Mela matura​ alcalina
- Banana ​alcalina
 
Frutta secca
- Prugna​ acida
- Albicocca​ alcalina
- Pera​ alcalina
- Mela ​alcalina
- Uva​ alcalina
- Fico​ alcalina
- Banana​ alcalina
 
Frutta neutra
- Melone​ alcalino
- Anguria​ alcalina
 
Frutta oleosa
- Mandorla​ alcalina
- Noce secca a​acida
- Nocciola ​acida
- Pistacchio​ acido
- Anacardo​ acido
- Pinoli ​acido
- semi di zucca e altri​ acido
 
Verdura
Poco amidacea
- Asparago ​alcalino
- Zucchino​ alcalino
- Broccoli​ alcalino
- Cardo​ alcalino
- Fungo​ alcalino
- Cicoria​ alcalina
- Cavolo​ alcalino
- Cipollina​ alcalina
- Zucca ​alcalina
- Cetriolo​ alcalino
- Crescione​ alcalino
- Indivia​ alcalina
- Spinacio​ alcalino
- Fagiolino​ alcalino

Lo sviluppo dell’Io

Marco Vettori
marco.vettori.512@psypec.it
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Per il neonato, la prima esperienza è quella della ”separazione” dalla madre e dal suo corpo. Successivamente vengono gettate le basi per  ”un incontro”. Affinché il bambino possa crescere è necessario che i familiari, e in particolare la madre, siano in grado di realizzare un equilibrio fra “accoglimento” e “separazione”. E’ molto importante che i genitori amino la propria creatura indipendentemente dalle risposte positive che il figlio può offrire alle aspettative dei familiari proiettate su di lui. Nelle prime relazioni con mamma e papà si pongono le basi per la strutturazione di un ‘io’ sano. La separazione dal corpo della madre è la prima tappa del percorso verso l’identità personale. La sopravvivenza psicologica e la crescita corporea dell’infante dipendono dall’amore della madre verso il figlio. L’immagine di sé e l’identità del fanciullo sono condizionate dal rapporto di ’accoglimento’ e ‘separazione’ sviluppate all’interno della famiglia. Una madre iperprotettiva e una separazione troppo scarsa imprigionano il figlio in un rapporto ‘simbiotico’ con il mondo onnipotente dei genitori.

Una separazione insufficiente non consente all’Io del bambino di rendersi autonomo e di adattarsi alle necessità della realtà e del sociale. Il soggetto ha difficoltà a rendersi autonomo e, come Peter Pan, ad adattarsi alle responsabilità della vita e dell’esistenza.

IL PICCOLO PRINCIPE INCONTRA IL CONTROLLORE

Il Piccolo Principe incontra il Controllore

Marco Vettori
marco.vettori.512@psypec.it
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IL PICCOLO PRINCIPE INCONTRA IL CONTROLLORE.             

Il Piccolo Principe incontra il controllore- Questo individuo si affanna a smistare le persone e a spedire i treni che le trasportano. Afferma che gli uomini non sono mai contenti dove stanno e che vorrebbero sempre raggiungere un posto nuovo, ma non sanno neanche loro qual è questo posto. Il soggetto come i passeggeri agiscono senza conoscere il perché del loro comportamento e sono alle dipendenze dei loro complessi.
Il complesso domina gli individui inconsci che vivono la propria vita sotto il suo influsso. I complessi sono impulsi ed emozioni carichi di energie.

ALLA RICERCA DELLA CURA MIRACOLOSA

Franco Libero Manco 

Alcuni vegetariani, o vegani, non hanno ancora ben chiaro il vero spirito della scienza alimentare igienista e a volte sono alla ricerca dello specialista capace di proporre la soluzione di un determinato problema di salute; e spesso guardano con entusiasmo ad un nuovo ritrovato, alla scoperta o all’invenzione di chi pubblicizza il suo ritrovato come cura miracolosa.

            Noi sosteniamo che qualunque terapia che non vada alle cause del problema sia solo palliativa, fumo negli occhi, o nella migliore delle ipotesi, portatrice di un benessere transitorio. Riteniamo che nessun problema organico è causato da un unico fattore ma di un’insieme di concause che nel tempo generano una patologia; che quando si ammala un organo è l’intero organismo che bisogna curare perché è l’armonia dell’insieme che è stata interrotta e che occorre ripristinare attraverso un giusto stile di vita intervenendo sulle quattro componenti fondamentali dell’entità umana: il corpo, la mente, la coscienza e lo spirito.  A tal proposito Platone diceva: “Non dovresti curare gli occhi senza curare la testa o la testa senza curare il corpo. Così anche non dovresti curare il corpo senza curare l’anima. Questo è il motivo per cui la cura di molte malattie è sconosciuta ai medici, perché sono ignoranti nei confronti del Tutto che anch’esso dovrebbe essere studiato, dal momento che una parte  specifica del corpo non potrà star bene a meno che non stia bene il Tutto”.   

Il Piccolo Principe incontra il Geografo

Il piccolo Principe incontra il Geografo

Marco Vettori
marco.vettori.512@psypec.it
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Il Piccolo Principe incontra il Geografo

La realtà della vita quotidiana ed il rapporto con il sentimento sono le preoccupazioni che assillano e preoccupano l’esistenza del geografo.

Jung distingue quattro funzioni che definisce come forme di attività psichica che mettono in relazione l’individuo con il mondo: pensiero-sentimento-sensazione-intuizione. Il Pensiero esprime che cosa sia una cosa le conferisce un nome ed è legato alla comprensione dei fatti. Il Sentimento dà ad ogni realtà un valore e non va confuso con l’emozione. La Sensazione trasmette l’esperienza del mondo attraverso i sensi. Contrariamente a quanto avviene nella Sensazione, l’Intuizione percepisce la realtà ‘in fieri’ per mezzo dell’inconscio (esempio: ’i lampi d’intuizione’). Di solito ogni individuo sviluppa in modo naturale la funzione che gli è più consona ed il soggetto diventa più o meno identico alla funzione da lui privilegiata che viene definita da Jung: ”Funzione Principale”.

La funzione meno sviluppata viene chiamata: ”Funzione Inferiore”.

Quando l’Io s’identifica nella funzione superiore, la funzione inferiore esercita sulla personalità conscia un’azione disturbatrice attraverso realtà emotive ed umori spesso negativi.

CIBI ACIDIFICANTI E ALCALINIZZANTI

a) Regolare il rapporto acido-basico e cioè contrastare l’acidosi tessutale diventa indispensabile per il benessere e per la prevenzione: quasi tutte le malattie, in effetti, sono accompagnate da una forte acidità tessutale. Le cause di questo alterato equilibrio acido-basico vanno principalmente ricercate nell’accumulo di tossine di varia origine ( nutrizionale, ambientale,farmacologica, microbiologica, endogena…) che determinano un’acidificazione del “terreno” biologico ed una situazione, conseguente, infiammatoria, che può diventare anche cronica. Per riequilibrare questo importante rapporto bisognerà agire sulle cause rimovibili, ed in particolare sull’alimentazione. 
Vedi anche Cosa sono gli acidi e come si misurano. 

Per misurare quanto una sostanza è acida o alcalina si usa una scala di valori a cui viene dato il nome di "pH". 
Nel campo medico, il pH viene utilizzato per misurare il liquidi organici ed in particolare il sangue, la saliva e l'urina. Questi liquidi vengono definiti:

È TORNATA L’AVIARIA; ABBATTIMENTO DI CENTINAIA DI MIGLIAIA TRA GALLINE E TACCHINI

È TORNATA L’AVIARIA, E L’ABBATTIMENTO DI CENTINAIA DI MIGLIAIA TRA GALLINE E TACCHINI

L’influenza aviaria è un pericolo mai del tutto debellato. E lo dimostrano i dati delle ultime settimane sulla comparsa di focolai in allevamenti di polli o tacchini di diverse regioni. Per il rischio di diffusione della malattia tra gli animali è stato ordinato tra fine luglio e inizio agosto l’abbattimento di centinaia di migliaia di capi in Lombardia, Veneto e in Emilia Romagna, in particolare nelle province di Mantova e di Verona. Nel Veronese, ad esempio, sono stati ordinati abbattimenti ad Albaredo d’Adige (di quasi 18mila tacchini da carne), Erbè (12.200 capi) e Nogara. Nel Mantovano, invece, a Castiglione delle Stiviere (460mila galline ovaiole) e a Castellucchio (126mila). In Emilia, a Sorbolo, in provincia di Parma (26.500 tacchini). Altri Complessivamente si superano i 900mila capi abbattuti da inizio anno, quasi 800mila dal 20 luglio ad oggi.

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