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La vita sta cambiando pelle

Benessere e Salute

Benessere e Salute: informazioni e opinioni su ricerca scientifica medica, ospedali, sanità, malattie, farmaci, integratori, luoghi per cure, strutture benessere, stili di vita e consumi. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Una proteina contro l’infiammazione per sconfiggere il cancro

La ricerca dell’immunologo Alberto Mantovani e la scoperta del gene Ptx3 capace di «spegnere» alcuni tipi di tumori. Sperimentazione a breve

L’infiammazione è uno dei sette pilastri su cui un tumore cresce e si sviluppa: ora hanno trovato il modo per tentare di demolirlo. Il «piccone» è una proteina prodotta da un gene che si chiama Ptx3, l’ha scoperta Alberto Mantovani, direttore scientifico dell’Istituto Humanitas di Milano e docente di Humanitas University, una ventina di anni fa e adesso è diventata un farmaco tutto da sperimentare, ma che offre interessanti prospettive nella cura di certe neoplasie (del colon, per esempio, o della pelle o i sarcomi) come l’immunologo milanese, fra i più quotati al mondo, ha appena riferito sulla rivista «Cell».

Sette pilastri

Un passo indietro: i sei fattori che favoriscono la crescita di un tumore riguardano, complessivamente, l’abilità delle cellule tumorali di crescere senza controllo, la loro immortalità e la capacità di produrre nuovi vasi sanguigni che le alimentano. E per combattere queste aberrazioni si sono studiati molti farmaci, oggi in uso, capaci di aiutare i malati e di farli sopravvivere alla loro malattia. Con buoni risultati. L’infiammazione è il settimo e consiste in una reazione anomala del sistema immunitario che impazzisce: normalmente questo sistema deve annientare i nemici dell’organismo (comprese le cellule tumorali), ma qualche volta finisce per aiutarli.

ARMONIA DEL MOVIMENTO: ARTE DI LUNGA VITA

Domenica 8 febbraio alle ore 10,30 presso la chiesa delle Sante Aquila e Priscilla, in via Blaserna, zona Marconi,
sarà celebrata una messa in suffragio del nostro stimato collaboratore Marcello Piccolo.

appuntamento presso AVA, Associazione Vegetariana Animalista, p.zza Asti 5/b, Roma (fermata metro A Re di Roma)

Gli ortaggi: antiossidanti, vitamine & Co. L’importanza degli ortaggi nell’alimentazione, orientamento all’acquisto e alla coltivazione casalinga, laboratorio pratico e degustazione con il seguente programma:

Le infinite proprietà e varietà degli ortaggi di stagione.

Come cucinare: crudità di cavolfiore (Clicca sul link per la ricetta!) , cime di rapa scottate, crema di carote al limone, torta salata con zucca e zenzero.

L’appuntamento è all’interno del Per-Corso di cucina base veg. E’ possibile partecipare a questo singolo incontro o partecipare ai 4 ancora in programma.

Info e prenotazione obbligatoria entro giovedì 12 febbraio, pochi posti disponibili! 

Ministro Martina da internare: Latte nelle scuole. Educazione alimentare fin dall'infanzia

Il ministro Martina ha annunciato la realizzazione del progetto “Latte nelle scuole” nel 2016, con l'obiettivo di educare i bambini ad una sana alimentazione, e di valorizzare un prodotto fondamentale per la nutrizione. Martina: «È necessario invertire la tendenza che vede i consumi di latte e formaggi in calo»
 
In attesa della riunione convocata per l’11 febbraio, a Roma, con i rappresentanti del mondo agricolo e industriale della filiera lattiero casearia italiana e delle regioni interessate il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina ha annunciato l’attuazione dell’operazione “Latte nelle scuole” nel 2016, sottolineando l’importanza di trasmettere una sana educazione alimentare a partire proprio dall’ambiente scoltastico.

«È necessario - sostiene Martina - invertire la tendenza che vede i consumi di latte e formaggi in calo nel nostro Paese. Nelle prossime settimane partirà una campagna di comunicazione istituzionale sulla qualità dei nostri prodotti, per far crescere la conoscenza delle qualità nutrizionali del latte italiano. Allo stesso tempo vogliamo fare un'operazione forte di educazione alimentare e abbiamo già previsto di avviare il progetto “Latte nelle scuole” nel 2016, perché è importante che i nostri bambini conoscano e consumino di più questo prodotto fondamentale dal punto di vista nutrizionale».

«Con il programma “Latte nelle scuole” - dichiara Maurizio Martina all’Ansa - potremo raggiungere più di un milione di bambini e le loro famiglie, insieme a una campagna di comunicazione mirata che punti sulla qualità dei nostri prodotti»; senza contare che un simile programma di alimentazione aiuterebbe a contrastare il dilagare dell’obesità infantile, che solo in Italia colpisce un bambino su quattro.

I nutrizionisti di Harvard eliminano latte e derivati dalla guida per l’alimentazione sana

Gli esperti di nutrizione della Harvard University hanno eliminato latte e latticini dalla loro guida per un’alimentazione sana Healthy Eating Plate, che si basa “esclusivamente sulle migliori conoscenze scientifiche disponibili e non è stato sottoposta ad alcuna pressione politica o commerciale dalle lobby dell’industria alimentare”.

L’invito degli scienziati è quello di “moderare il consumo di latte o di altri prodotti lattiero-caseari a massimo 1-2 porzioni al giorno”, con benefici soprattutto per i bambini. Per gli adulti, invece, consumarli non è essenziale, per una serie di motivi.

Per la Healthy Eating Plate, anzi, bisognerebbe sostituire al latte l’acqua potabile durante i pasti. Gli esperti di nutrizione sottolineano, infatti, che a causa dell’alto livello di grassi saturi, il latte e i derivati sono diventati un alimento che sarebbe meglio evitare. E tra i danni che potrebbe causare alla salute delle persone, si annoverano il rischio di cancro della prostata e cancro ovarico. E proprio uno studio dell’Università di Harvard afferma che il latte pastorizzato prodotto a livello industriale è associato nel causare tumori ormoni-dipendenti a causa della mungitura della mucca per tutta la sua gravidanza.

HUNGRY HEARTS, ENPA E LAV: GRAVE CONFUSIONE TRA LA SCELTA VEGANA, SANA E SALUTARE, E UNA OSSESSIONE ALIMENTARE

 HUNGRY HEARTS, ENPA E LAV: GRAVE CONFUSIONE TRA LA SCELTA VEGANA, SANA E SALUTARE, E UNA OSSESSIONE ALIMENTARE

L’ultimo film di Saverio Costanzo, Hungry Hearts, in uscita oggi 15 gennaio nelle sale italiane, rappresenta la degenerazione del rapporto di una coppia di genitori; degenerazione che, iniziata con una gravidanza e con la successiva nascita del figlio, farà implodere il legame tra i due durante i primi mesi di vita del piccolo.

Purtroppo, il film affronta il tema dell'alimentazione vegana in modo poco chiaro, in quanto, associandola alla follia di Mina, la protagonista femminile interpretata da Alba Rohrwacher, finisce per creare un nesso tra questo stile alimentare e la patologia mentale. Il messaggio, peraltro, viene rafforzato dai suggerimenti "autorevoli" di un medico il quale, di fronte ai problemi di malnutrizione del piccolo, indica nel consumo di carne l'unico rimedio per non danneggiarne la salute.

L'approccio alla tematica vegana seguito dal regista crea confusione: la scelta vegana infatti, oltre ad avere un grande valore etico, è un'alimentazione equilibrata e completa, come confermano del resto molti medici nutrizionisti e numerosi studi scientifici, spesso taciuti.

CONFERENZA DEL PROF. ROBERT Charles GALLO all'aula Canuto dell'Ospedale maggiore di Parma giovedì15 GENNAIO 2015 su “BLOOD CELLS AND VIRUSES”

15 GENNAIO: CONFERENZA DEL PROF. ROBERT GALLO “JOURNEY WITH BLOOD CELLS AND VIRUSES”

Il prof. Robert Charles Gallo è uno scienziato di fama internazionale, riconosciuto leader mondiale nei campi della Virologia, dell'Immunologia e dell'Oncologia

Giovedì 15 gennaio, alle ore 12, nell’Aula Canuto di Anatomia Umana (Ospedale Maggiore – via Gramsci 14), si terrà la conferenza del prof. Robert C. Gallo Journey with Blood Cells and Viruses, promossa dal Dipartimento di Scienze Biomediche, Biotecnologiche e Traslazionali (S.Bi.Bi.T) dell’Università di Parma e dalla Società di Medicina e Scienze naturali di Parma. 

Il prof. Robert Charles Gallo è uno scienziato di fama internazionale, riconosciuto leader mondiale nei campi della Virologia, dell'Immunologia e dell'Oncologia. Già direttore del Laboratory of Tumor Cell Biology presso il National Institute of Health a Bethesda, dal 1996 è Direttore dell'lnstitute of Human Virology presso la Facoltà di Medicina della University of Maryland. L’Istituto, da lui fondato, è il primo del suo genere a unire in uno sforzo comune il centro di virologia, le discipline di ricerca, di cura del paziente e i programmi di prevenzione. 

Già nel 1967 Robert Gallo identifica l’interleukina-2, fattore di crescita citochinico ampiamente usato oggi sia in medicina sperimentale che in terapia. 

Antibiotici negli allevamenti: sono necessarie regole severe per evitare la diffusione di batteri resistenti e patogeni per l’uomo

Nelle scorse settimane l’Ufficio europeo delle unioni dei consumatori (Beuc) ha lanciato una campagna per il corretto uso degli antibiotici negli allevamenti. L’iniziativa intende spingere le autorità dell’Unione a stabilire regole più strette sull’impiego di questi farmaci in ambito veterinario, sulla scorta dei dati allarmanti che fotografano la crescente diffusione di batteri resistenti, patogeni anche per l’uomo. Ogni anno in Europa 25.000 persone muoiono a causa di infezioni che non rispondono più agli antibiotici, e fino a qualche anno fa erano guaribili. I test condotti dalle associazioni dei consumatori mostrano che, in diversi paesi, la presenza di superbatteri nella carne è la norma più che l’eccezione.

In Italia la situazione è più critica che altrove: Altroconsumo ha trovato che l’84 per cento dei petti di pollo acquistati a Milano e Roma è contaminato da enterobatteri resistenti (leggi articolo). Mentre un rapporto dell’Agenzia europea del farmaco (Ema), pubblicato a ottobre, ci colloca al secondo posto nella classifica dei Paesi che usano più antibiotici negli allevamenti: ci batte solo Cipro. 


Il Beuc suggerisce di evitare l’uso di antibiotici come profilassi. Meglio usarli sul singolo in caso di necessità.

LA RICERCA CHE NON CERCA

Franco Libero Manco

Da decenni torna puntuale e martellante la richiesta di fondi per finanziare la ricerca sul cancro o altre malattie degenerative; ed è chiaro che finché la ricerca utilizzerà animali per i suoi esperimenti noi, vegan animalisti, non daremo un centesimo, perché ci renderemmo complici non solo della tortura e della morte di migliaia di animali innocenti ma contribuiremmo ad ostacolare il progresso della vera scienza medica con danni incalcolabili sulla vita delle persone.

Daniel Z. Louis: Il sistema sanitario americano non è replicabile in Europa. Meglio l'assistenza sanitaria nazionale al modello assicurativo

prof.Daniel Z. Louis

Daniel Z. Louis
, Direttore del Center for Research in Medical Education and Health Care, nel suo brillante intervento all'Aula Caruso dell'Università di Parma presso l'Ospedale Maggiore, ha detto che il sistema sanitario americano, basato sul sistema assicurativo, non è replicabile in Europa, né altrove. In America la parola solidarietà è identificata con il Comunismo.

Il Sistema sanitario nazionale, anche se presenta lacune, è preferibile. 
Quello americano è estremamente costoso, 2,8 trilioni di dollari anno, 9000 dollari per ogni abitante e lascia 45/50 milioni di abitanti senza assicurazione.
Perché la Sanità in America si compra come un'auto o un frigorifero. E vi assicuro che comprendere esattamente cosa è incluso o escluso nelle assicurazioni stipulate è estremamente difficile, anch'io ho molte difficoltà (ed ha mostrato un esempio).

Il Sistema-sanitario-americano-obamacare. Incontro con il prof. Louis all’Ateneo di Parma il 18-novembre 2014

Martedì 18 novembre alle ore 12 presso l’Aula Canuto (Anatomia umana - Ospedale Maggiore – Via Gramsci),  si terrà un seminario dal titolo “L’organizzazione e il finanziamento del ‘sistema’ sanitario americano. Obamacare: cosa cambia, cosa non cambia?” organizzato dal Dipartimento di Scienze Biomediche, Biotecnologiche e Traslazionali (S.Bi.Bi.T) e dalla Società di Medicina e Scienze Naturali dell’Ateneo.

Relatore della giornata sarà il prof. Daniel Z. Louis, Direttore del Center for Research in Medical Education and Health Care e  professore in  Family and Community Medicine presso il Sidney Kimmel Medical College, Thomas Jefferson University, Philadelphia (USA).

Il professore americano sarà presentato dal Direttore del Dipartimento di Scienze Biomediche, Biotecnologiche e Traslazionali (S.Bi.Bi.T), prof. Marco Vitale e dal Presidente della Società di Medicina e Scienze naturali di Parma, prof. Maurizio Vanelli

CV Daniel Z. Louis
Daniel  Z. Louis è professore in Family and Community Medicine (Medicina di Famiglia e di Medicina di Comunità) e Managing Director del Centro di Ricerca nell’Educazione Medica e Sanitaria  (Center for Research in Medical Education and Health Care) presso il Sidney Kimmel Medical College, Thomas Jefferson University in Philadelphia.  

E’ responsabile scientifico di un importante progetto di collaborazione pluriennale con la Regione Emilia-Romagna sull’organizzazione, finanziamento e qualità delle cure considerato su un ampio database di popolazione.

Cibo e mal di vivere

Laura Vella

Una recentissima ricerca inglese afferma che il “cibo spazzatura” accelera lo stato di depressione nel consumatore. I test sono stati svolti su 3486 uomini e donne la cui età media si aggirava sui 55 anni. I partecipanti hanno completato un questionario sulle loro abitudini alimentari e 5 anni dopo sono stati sottoposti a test psicologici per stabilire la predisposizione alla depressione e la soddisfazione personale. Emergerebbe che coloro i quali prediligono il cibo spazzatura sono più inclini alla depressione. Lo studio afferma che le diete varie, a base di cibi ricchi di antiossidanti come broccoli, cavoli, lenticchie e spinaci siano un toccasana per non essere travolti dal male di vivere (qualcuno avrebbe dovuto dirlo a Montale!). 

Ulteriore monito, quello di questa ricerca, per eliminare i cibi ultimamente sempre più incriminati come gli untissimi fritti, i dolci preconfezionati, le carni, i condimenti. Non bisogna eccedere con gli zuccheri nel sangue, “non bisogna creare sbalzi nei valori del sangue, altrimenti si potrebbero verificare conseguenti sbalzi a livello cerebrale e sul sistema endocrino con effetto yo yo sull'umore”, afferma Eric Brunner, uno dei ricercatori.

Subito mi viene in mente il titolo della celebre opera diFeuerbach “Il mistero del sacrificio o l'uomo è ciò che mangia”. Avrà avuto ragione? 

Ovviamente l'obiettivo del filosofo era sostenere un rigoroso materialismo contrapponendosi all'idealismo. Leggendo con attenzione fin dall'inizio della storia del pensiero il cibo è stato al centro di effettive considerazioni collegate allo stile di vita. Già Aristotele e Platone riconoscono al cibo qualità essenziali e distintive per il pensiero. 

La Fibrosi cistica

La Fibrosi Cistica, detta anche mucoviscidosi, è una malattia genetica ereditaria che colpisce 1 neonato su 2.500 – 2.700; il 4% della popolazione ne è portatore sano e si registrano circa 200 nuovi casi all’anno. La Fibrosi Cistica è dunque una malattia che può essere definita rara, congenita ed evolutiva che viene trasmessa con meccanismo autosomico recessivo: per sviluppare la malattia è cioè necessario che sia il padre che la madre ne siano portatori sani. A causare la malattia è un difetto della proteina CFTR (Cystic Fibrosis Transmembrane Conductance Regulator) localizzata nella membrana apicale delle cellule degli epiteli la cui funzione è quella di regolare gli scambi idroelettrolitici. L'alterazione della proteina comporta un'anomalia del trasporto di sali e determina principalmente la produzione di secrezioni "disidratate": il sudore è molto ricco in sodio e cloro, il muco è denso e vischioso e tende ad ostruire i dotti nei quali viene a trovarsi. Ad essere colpiti dagli effetti della malattia sono principalmente l'apparato respiratorio, le vie aeree,  il pancreas,  il fegato, l'intestino e l'apparato riproduttivo, soprattutto nei maschi a causa dell’ostruzione dei dotti spermatici.

Una ragazza dichiarata 'morta cerebrale'-Tuttora viva...

UNA RAGAZZA DICHIARATA “MORTA CEREBRALE”- TUTTORA VIVA -
RIACCENDE IL DIBATTITO SULLA MORTE
 
Il dibattito sulla definizione di “morte cerebrale” si è riacceso ai primi di ottobre quando una famiglia californiana con il proprio avvocato ha formalmente richiesto al giudice di dichiarare viva Jahi McMath, una ragazza di 13 anni per la quale, 10 mesi fa, il medico legale aveva firmato la certificazione di morte (“morte cerebrale”).
 
Questo è stato possibile in quanto il New Jersey permette ai familiari di rifiutare la dichiarazione di “morte cerebrale” sulla base di motivi religiosi, permettendo così ai pazienti di rimanere collegati ai mezzi di sostegno alla vita e di essere curati.
 
In Italia invece la “morte cerebrale” è dichiarata d'autorità sulla base di protocolli di Stato variabili su decreto del Ministro della Sanità. La persona dichiarata “morta cerebrale” è posta di fronte a due percorsi terribili: se è “donatore d'organi” muore per espianto praticato sotto farmaci paralizzanti a cuore battente, se la persona ha presentato opposizione al prelievo di organi e tessuti, viene estubata e muore per soffocamento.

Carne e cancro: nuovo studio conferma il legame

Il consumo di alimenti di origine animale aumenta l'incidenza di alcuni tipi di tumore 

Al di là di ogni possible predisposizione genetica, sappiamo che vi sono comportamenti e stili di vita che possono aumentare il rischio di sviluppare tumori. Uno studio condotto da un centro di ricerca sulla salute americano e pubblicato sulla rivista Nutrients ha valutato l'impatto delconsumo di carne e altri prodotti di origine animale, insieme al fumo, all'alcol, agli zuccheri aggiunti e all'esposizione ai raggi UV sui tassi di tumore in 157 paesi. Carne, pesce, uova e latticini risultano avere un peso notevole sull'incidenza del cancro, specialmente di alcuni tipi.

Lo studio include dati a partire dagli anni '80 in considerazione del fatto che occorrono circa 20 anni per vedere gli effetti di un cambiamento della dieta sui tassi di incidenza dei tumori. Per 87 dei paesi considerati, quelli per i quali gli studiosi avevano accesso a dati di alta qualità sull'incidenza del cancro, gli indici di fumo e di consumo di alimenti di origine animale spiegano oltre la metàdei tassi di incidenza del cancro, mentre al consumo di alcolici è attribuibile una quota minore di casi.

I tipi di cancro con i quali il consumo di prodotti di origine animale presenta una correlazione più marcata sono il cancro al seno, all'utero, ai reni, alle ovaie, al pancreas, alla prostata, ai testicoli, alla tiroide e il mieloma multiplo. Il meccanismo d'azione alla base del rapporto causa-effetto è probabilmente legato al fatto che i prodotti di derivazione animale promuovono la crescita del corpo e anche dei tumori attraverso la produzione del fattore di crescita insulino-simile IGF-1.

Gino Strada: “Agire in Africa o arriverà in Europa con voli business class”

"L’Ebola arriverà da voi se non lo fermiamo subito qui in Africa. E non arriverà attraverso i barconi, ma attraverso i voli in business class”. A dirlo è Gino Strada, che è partito per la Sierra Leoneper aiutare i malati africani che aumentano di giorno in giorno. Dice di non leggere i giornali, non ha tempo e modo di farlo, ma è critico sull’allarmismo di casa nostra: “Sono tutti preoccupati soltanto dal fatto che prima o poi l’Ebola arrivi da noi, ci si chiede se siamo pronti e cosa succederà nel caso in cui bisognerà affrontare l’emergenza, ma intanto qui stanno morendo migliaia di persone”.

Qual è la situazione sul campo?
Siamo di fronte alla più grande epidemia di Ebola nella storia. E’ questa la situazione. Ed è diversa dalle precedenti perché si sta diffondendo da un paese all’altro. Qui in Sierra Leone la struttura sanitaria è estremamente fragile, non dimentichiamoci che è un paese che è uscito da anni e anni di guerra. Gli ospedali sono strapieni. Da metà settembre abbiamo un nuovo centro, a Lakka non lontano dalla capitale Freetown, con 22 nuovi posti letto ma non bastano, ci sono persone che rimangono fuori. Adesso gli ingegneri dell’esercito britannico costruiranno un nuovo ospedale che poi gestiremo noi, sarà pronto, speriamo, dalla seconda metà di novembre.

Come si svolge una giornata tipo con i malati?
E’ difficile e faticoso, ci sono tra gli ottanta e i novanta nuovi casi al giorno e non ci sono letti sufficienti. Un operatore in un’ora di trattamento a un paziente perde due chili e si indebolisce e così è più esposto. Qui c’è una temperatura oltre i trenta gradi e questo certo non aiuta.

Per avere più muscoli si può puntare sulla soia e non sulle bistecche

Studio: la perdita di massa muscolare a livello degli arti è minore in chi ha consumi più elevati di proteine vegetali rispetto a chi ne utilizza meno in cucina

Un adeguato apporto proteico è molto importante per ridurre la perdita la massa muscolare che si verifica con il passare degli anni e quando si parla di proteine in questo contesto viene naturale pensare a quelle di origine animale e quindi soprattutto alla carne. Ma le proteine vegetali possono avere anch’esse un ruolo protettivo? Stando ad uno studio condotto in Cina e recentemente pubblicato su The Journal of Nutrition Health and Aging la risposta sembra affermativa. In questo studio, analizzando i consumi proteici di 2.726 persone, di età pari o superiore a 65 anni, che sono state poi seguite per 4 anni, i ricercatori hanno osservato che la perdita di massa muscolare a livello degli arti era minore in chi aveva consumi più elevati di proteine vegetali rispetto a chi aveva consumi più bassi. Non si è invece rilevata nessuna associazione tra conservazione di massa muscolare e consumo totale di proteine o di proteine di origine animale.

I danni del latte e latticini nella dieta

Gli esseri umani sono gli unici animali che consumano il latte di altre specie, e lo fanno anche dopo lo svezzamento. Tre quarti degli adulti, nel mondo, sono intolleranti al lattosio, cioè sono privi dell'enzima (lattasi) necessario ad agire sullo zucchero che si trova nel latte (lattosio); questo impedisce loro di digerire adeguatamente il latte e conduce a malattie del sistema digerente più o meno serie.

Il profilo nutrizionale del latte è simile a quello della carne. Entrambi i cibi contengono un quantitativo simile di proteine e grassi saturi. Come la carne, il latte è completamente privo di fibra e delle centinaia di sostanze fitochimiche contenute nei cibi vegetali, che si sono rivelate fattori di protezione contro le malattie degenerative come la malattia coronarica e il cancro. [Goodland2001]

La produzione di carne e quella di latte sono strettamente collegate; l'una può essere considerata il sottoprodotto dell'altra. Gli effetti sulla salute di un aumentato consumo di latte e latticini sono simili a quelli provocati da un aumento del consumo di altri prodotti animali, come la carne e lo strutto. Anche se i latticini a basso contenuto di grassi possono sembrare più salutari, il grasso rimosso nella loro produzione non viene mai sprecato, ma viene consumato in forma di burro, panna, gelati o nei cibi confezionati, quindi il netto degli effetti positivi sulla salute pubblica è pari a zero. Oggi sono ormai disponibili evidenze scientifiche del fatto che i latticini non portano alcun beneficio che non sia ottenibile in modo migliore da altre fonti, e che il loro consumo pone seri rischi che contribuiscono alla morbilità  e alla mortalità . [Goodland2001]

Veronesi: "Attenti all'alimentazione innesca i tumori più del fumo"

La lezione del direttore dell'Ieo agli studenti della Sapienza: "La prevenzione riduce i decessi più della medicina e comincia a tavola". I dati sul cancro al colon dimostrano che è quasi  inesistente nei paesi a dieta priva di carne. I consigli sui cibi "protettivi"

ROMA - La prevenzione fa più delle medicine nella lotta contro il cancro. Ne è convinto Umberto Veronesi, direttore scientifico dell'Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano, intervenendo a un incontro del ciclo "Vivere in salute promosso dall'università La Sapienza di Roma. Il primo luogo nel quale fare prevenzione, secondo Veronesi, è la tavola, perché l'alimentazione è responsabile del maggior numero di neoplasie nel mondo, superando anche il fumo.

Quando mai pagheranno le aziende alimentari di derivazione animale per i danni causati alla salute pubblica, alla società, all'ambiente?

La carne uccideLatte killer

Perché non si scrive obbligatoriamente sulle confezioni o etichette di salumi, carni, latte, ecc "la carne uccide" o "il latte e la carne nuociono gravemente all'uomo, all'ambiente, alla società"? Perché solo per le sigarette? Eppure è scientificamente provato che i danni prodotti dalle carni e dal latte sono di gran lunga superiori a quelli delle sigarette. Basterebbe una efficace informazione pubblica che coinvolgesse tutti gli apparati burocratici e politici (che sanno ma tacciono colpevolmente!!) per cambiare radicalmente le cose. Quale è l'incidenza di questa economia sui costi sanitari!! su quelli ambientali! sulla fame nel Terzo Mondo. Anche la Chiesa tace!!e pure tutte le religioni. Papa Francesco, perché non interviene? ma non vede cosa accade nel mondo con il consumo di carni e latte? Perché tace?  E' tempo di un risveglio radicale, da questa filiera della morte, della violenza in nome del profitto. Non è più tollerabile! Se l'Italia vuole cambiare e vuole essere di nuovo un pensiero leader nel mondo, deve partire da qui, non dai giri burocratici e di austerity merkeliani. La spesa sanitaria sta crescendo in modo esponenziale, di questo passo sarà difficile, se non impossibile , sostenerla. La gente deve rendersi conto ed essere responsabile e consapevole del cibo che mangia... Del danno procurato a se stessi,  agli altri e a tutto l'ecosistema. E' la cura fondamentale per poter  vivere in salute. Questo è un ecocidio consapevole.

Le proteine di soia sono efficaci come quelle della carne nel controllo di peso e senso di fame

Le proteine di soia sono efficaci come quelle della carne nel controllo di peso e senso di fame

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Le diete ipocaloriche ad alto tenore proteico sembrano caratterizzate da una maggiore efficacia, almeno nel breve periodo, nell’indurre un calo ponderale: probabilmente per l’elevato potere saziante delle proteine (i macronutrienti più efficaci nel controllare l’ormone che per eccellenza induce senso di fame, e cioè la grelina), che facilita l’adesione a una dieta a ridotto contenuto calorico.

Molto spesso, tuttavia, le diete iperproteiche sono di fatto basate sulla carne: il cui eccesso alimentare si associa, com’è noto, a effetti non favorevoli sulla salute nel lungo termine.

In questo piccolo studio di intervento controllato gli autori hanno somministrato, a soggetti obesi, una dieta iperproteica (vale a dire il 30% di calorie da proteine), basata o su proteine della carne o su proteine di soia e hanno poi valutato l’effetto delle due diete su peso corporeo, desiderio di cibo tra un pasto e l’altro e livelli di alcuni ormoni intestinali.

Lo studio mostra chiaramente che le due diete, per quanto concerne gli effetti testati, sono sostanzialmente sovrapponibili.
Sia il calo ponderale (ovviamente modesto, alla luce della breve durata dello studio – due settimane), sia gli indicatori di fame o sazietà si sono infatti mossi in modo analogo, nei due gruppi.

Le proteine vegetali possono quindi sostituire in modo efficiente le proteine animali nelle diete iperproteiche, e sono prive, come riporta l’articolo, degli effetti non favorevoli sulla salute nel lungo termine causati dal consumo di carne.

La Dieta Vegana riduce rischi cardio-vascolari e artrite reumatoide

18/03/08 - Karolinska Institutet di Stoccolma
Testo in italiano (qui)
Fonte originale (Karolinska Institutet -2008 )
Articolo collegato, sempre del Karolinska Institutet (del 2001) (qui)

Titolo dell’articolo del 2001 - A vegan diet free of gluten improves the signs and symptoms of rheumatoid arthritis: the effects on arthritis correlate with a reduction in antibodies to food antigens.
Una dieta vegana priva cioè di glutine, latte e derivati, migliora i segni e i sintomi dell'artrite reumatoide. Con tale dieta si osserva una netta riduzione degli anticorpi contro gli antigeni contenuti in certi tipi di cibo (ovviamente non vegan).

Osservano i ricercatori : l'assunzione di cibo può modificare il decorso dell'artrite reumatoide

Titolo dell’articolo del 2008 - Vegan diet promotes atheroprotective antibodies in patients with rheumatoid arthritis
Dieta vegana promuove anticorpi ateroprotettivi(*) nei pazienti con artrite reumatoide

(*) Il termine ateroma viene dal greco athere, che significa "pappa", ad indicare il materiale grasso, poltaceo, contenuto nelle placche

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