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La vita sta cambiando pelle

Benessere e Salute

Benessere e Salute: informazioni e opinioni su ricerca scientifica medica, ospedali, sanità, malattie, farmaci, integratori, luoghi per cure, strutture benessere, stili di vita e consumi. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

PLATINO COLLOIDALE, UTILIZZI TERAPUETICI ED ENERGETICI

Abbiamo trattato due argomenti importanti quando abbiamo parlato di argento e oro colloidale e delle loro proprietà terapeutiche. Oggi terminiamo la nostra trilogia parlando del platino colloidale e delle sue qualità sia nella terapia omeopatica che delle sue funzioni a livello energetico.  
Il platino colloidale  è un importante rimedio femminile. Si in particolare per stitichezzasorditàmal di testaproblemi mestrualispasmi nervosiparalisiintorpidimentoirritabilità, ed eccessivo interesse per la sessualità. Nella medicina occidentale, il platino viene somministrato per curare il cancro, sottoforma di chemioterapico. In chirurgia  è stato usato anche per impianti in metallo nelle fratture ossee e per i pacemaker cardiaci. E può essere utilizzato per stimolare la salute degli occhi. Ciò che caratterizza il platino è che stabilisce un legame con la struttura cellulare del corpo fisico attivando nella memoria delle cellule il riconoscimento della condizione di salute e i processi necessari per mantenere tale condizione stimolando il sistema immunitario.

Argento colloidale: un prezioso alleato per la salute e la bellezza

 Gino Riccardo Navarra

L'argento colloidale e la sua storia

E’ una sostanza molto antica utilizzata da diversi secoli come rimedio terapeutico per molte malattie. Le sue proprietàconsistono in una grande forza battericida, antifungina, antivirale e nella capacità di riattivare il metabolismo dei tessuti. In campo estetico e cosmetico si configura come un vero toccasana per la salute e la bellezza della cute.

Fin dagli inizi del novecento l’argento colloidale è stato utlizzato, come precursore degli antibiotici, ed ha la peculiarità di essere efficace contro molte infezioni, virus, i batteri, i funghi  e i parassiti. In seguito fu soppiantato dagli antibiotici di sintesi immessi in commercio dalle aziende farmaceutiche. Dopo l’introduzione degli antibiotici  l’argento colloidale è caduto in disuso a causa dei suoi costi di produzione, che a quei tempi erano molto esosi.

Prima di ciò era consuetudine utilizzare l’argento colloidale per i problemi di salute, proprio come si fa coi farmaci e le medicine allopatiche. Veniva utilizzato in iniezione, assunto oralmente, utilizzato per gargarismi, per lavaggi ed irrigazioni vaginali e veniva applicato esternamente per curare infezionipiaghe, ustioni, ferite o semplicemente per disinfettare la pelle e alcuni strumenti. 

Fuoco di Sant’Antonio: esiste un vaccino, ma non lo sa quasi nessuno

STEFANO MASSARELLI

La varicella contratta in età pediatrica non chiude sempre i conti con l’organismo. Anche dopo la guarigione, il virus Varicella-Zoster tende ad annidarsi nei gangli sensitivi del midollo spinale e del tronco encefalico, con la possibilità di tornare a colpire nel corso della terza età, in conseguenza di un abbassamento della difese immunitarie.  

Si manifesta così l’Herpes Zoster, meglio noto come Fuoco di Sant’Antonio, che colpisce ogni anno circa 1,7 milioni di anziani in Europa, con circa 157 mila nuovi casi registrati ogni anno in Italia soprattutto oltre i 50 anni di età. Le primissime manifestazioni di questo disturbo sono caratterizzate da sintomi di affaticamento, mal di testa, bruciori, ma soprattutto da un eritema del tutto simile a quello della varicella, con bolle piene di liquido che dopo alcuni giorni di trasformano in croste, che possono interessare diverse parti del corpo, dal collo, al torace fino alla schiena.  

«Queste prime fase acuta può durare fino a un massimo di quattro settimane e si accompagna a un dolore particolarmente violento e persistente, che molte donne definiscono superiore a quello del parto», spiega Sandro Giuffrida, Direttore della Unità di Igiene e Sanità Pubblica della Asl di Reggio Calabria.   

Dolore neuropatico nell’area della lesione  

Dopo questa fase iniziale, il disturbo può cessare del tutto o portare a complicanze anche debilitanti, prima fra tutte la nevralgia post-erpetica, caratterizzata da un dolore nevralgico persistente che si manifesta nella stessa area colpita dalle lesioni cutanee.  

Fuoco di Sant'Antonio - Herpes zoster

"Fuoco di Sant'Antonio" è il nome popolare della patologia nota come Herpes Zoster.

Si tratta di una malattia infettiva causata dalla riattivazione dello stesso virus che causa la varicella: il Virus Varicella-Zoster (VZV).

Mentre la varicella è tipica dei bambini, il fuoco di Sant'Antonio colpisce elettivamente le persone adulte e soprattutto anziane.

Cause

La prima volta che l'organismo viene infettato da questo virus, sviluppa una malattia nota come varicella, molto comune in età pediatrica.

Dopo la risoluzione dell'infezione primaria, il virus permane nell'organismo in uno stato quiescente, trovando riparo dalle difese immunitarie nei nervi.

Nel corso della vita, l'infezione latente da VZV può riattivarsi, causando una malattia nota come Fuoco di Sant'Antonio o Herpes Zoster.

L'età anziana, lo stress e qualsiasi altro fattore in grado di ridurre le difese immunitarie dell'organismo rappresentano i principali fattori di rischio per la riattivazione del virus.

Sintomi e Complicanze

Il fuoco di Sant'Antonio causa sfoghi cutanei caratterizzati dalla comparsa di macchie rosse, che evolvono in vescicole o bolle. L'area colpita (in genere il tronco, più raramente il viso) risulta dolorosa, spesso pruriginosa.

Talvolta il dolore inizia prima che appaiano le macchie.

Sanità a Parma, l'affondo di Mdp: "A rischio anche Neurochirurgia"

Gli ex Pd: "Territorio messo ai margini nell'indifferenza di tutti e l'università perde prestigio"

La chiusura del punto nascite di Borgotaro, oltre alle ripercussioni sanitarie, diventa motivo di confronto politico.

Mdp in una nota critica innanzitutto la scelta effetuata in Valtaro "prima annunciata, poi smentita e infine confermata, com'era già nei piani regionali anche se finora nel silenzio generale delle istituzioni" che risulta "emblematica della situazione che sta prendendo la sanità pubblica nel parmense".

Gli ex Pd, in generale, vedono uno scadimento di quello che era uno dei sistemi sanitari migliori al mondo: "Le lamentele di pazienti e operatori sono sempre più frequenti e parallelamente è in crescita la spesa sostenuta dai cittadini che, persa la fiducia nelle strutture pubbliche, si rivolgono a quelle private".

Una situazione che coinvolge Parma e il parmense che, "già lasciati più volte ai margini nel sistema regionale, non saranno certamente immuni da queste nuove sforbiciate e un primo avvertimento arriva proprio da Borgotaro".

La logica di razionalizzazione della rete delle strutture ospedaliere regionale, il modello Hub e Spoke, ha portato ad avere centri superspecializzati con competenza su aree vaste: in questo sistema, ad esempio, la Neurochirurgia di Parma copriva anche Reggio Emilia e Piacenza.

E Mdp, a cui ha aderito, tra gli altri, anche l'ex presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli, rivela che "voci sempre più insistenti ipotizzano che la Regione abbia deciso di creare un altro centro 'gemello' a Reggio Emilia entro la fine dell'anno: una decisione che vanificherebbe la pianificazione portata avanti finora lasciando spazio a scelte che, non basandosi più su regole condivise, risponderebbero a logiche meno trasparenti".

Proteggete i reni a tavola

Genova - Non più di cinque, sei grammi di sale, un grammo di proteine per ogni chilo del nostro peso al giorno. Tenere sotto controllo l’acido urico. Se siete tra gli almeno dieci milioni di italiani che hanno problemi al rene, fate attenzione anche al fosforo: un eccesso di questo minerale, contenuto soprattutto negli alimenti surgelati, nei soft drink e nei formaggi, può affaticare ancora di più le naturali “lavatrici” dell’organismo, che hanno il compito di depurare il sangue e che spesso iniziano a dare segni di sofferenza quando ormai il danno al loro carico è già avanzato. A lanciare l’allarme sui quattro “nemici” dei reni sono gli stessi esperti che si riuniranno a Genova in occasione del convegno internazionale “Genoa Meeting on Hypertension, Diabetes and Renal Diseases” in programma ai Magazzini del Cotone dal 21 al 23 febbraio prossimi.

La salute dei reni, ricordano gli scienziati, è direttamente collegata alle nostre abitudini. Basti pensare che semplicemente mantenendo sotto i cinque grammi giornalieri (quantità media consigliata dall’OMS) l’introito di cloruro di sodio e regolando l’apporto di proteine si potrebbero evitare almeno trenta casi di morte per malattia renale su cento. Purtroppo, però, gli italiani ne consumano il doppio (10,9 grammi gli uomini e 8,6 grammi le donne), almeno a vedere i risultati preliminari del progetto Minisal-Gircsi pubblicato dall’Istituto Superiore di Sanità. Soltanto il 4 per cento degli uomini e il 13 per cento delle donne riescono a mantenere la propria media sotto i livelli raccomandati.

Sorgo, un cereale versatile e resistente a basso indice glicemico

Ai cinefili la parola «sorgo» sicuramente evoca un film del regista cinese Zhāng Yìmóu (Sorgo rosso, del 1987). Ma a molti è sconosciuto. Eppure, nella hit parade dei cereali è il quinto per vastità di coltivazione, grazie alla sua capacità di resistere alla siccità e versatilità, perché si presta all’alimentazione umana – soprattutto in Africa e Asia –, del bestiame, e a traformarsi in carburante (negli Usa, dove per questo è il terzo cereale più coltivato). Ma è in grande ascesa anche nell’industria alimentare del gluten free.

LE VARIANTI ROSSA E GIALLA – Conosciuto con vari nomi, c’era già 8 mila anni fa in Egitto. Dall’Etiopia e Sudan, dove era coltivato in origine, si diffuse in Africa, quindi in India come cibo sulle navi, lungo la Via della Seta e in America al seguito dei mercanti di schiavi. Oggi esistono differenti varietà. «Per l’alimentazione umana si usano le varianti rossa e gialla», spiega Letizia Satruni, specialista in Scienze dell’alimentazione per il Dr. Schär Institute e docente all’Università Politecnica delle Marche. «Viene coltivato anche in Italia, sulle colline della Toscana e dell’Emilia Romagna. L’assenza di glutine non è il solo vantaggio nutrizionale del sorgo: molto ricco di fibre e carboidrati, è un’ottima fonte minerali (fosforo, potassio, ferro) e vitamine (tiamina, niacina e vitamina B6)». Abbonda perciò di sostanze antiossidanti che abbassano il rischio di tumori, diabete, patologie cardiovascolari e neurologiche.

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10 Semi della Salute che Non Devono Mai Mancare a Tavola

Tanto piccoli ma anche tanto potenti perché in grado di dare la vita ad alberi, fiori e piante: i semi sono alimenti che di sicuro non devono mai mancare sulle nostre tavole. Per le loro proprietà li possiamo definire veri e propri semi della salute in quanto sono in grado di proteggere e rafforzare ad alcuni organi molto importanti quali cuore, muscoli, ossa, occhi e cervello.

Uno degli elementi di cui questi preziosi semi della salute sono molto ricchi è la fibra, utile per il mantenimento del giusto equilibrio intestinale. Fra le vitamine sono presenti tutte quelle appartenenti al gruppo B, in particolare, la vitamina B6 che contribuisce al corretto funzionamento del nostro sistema immunitario, la vitamina B1 utile a mantenere in salute il cuore e la vitamina B3, indispensabile per immagazzinare energia e sentirci in forze.

Fra i minerali che troviamo maggiormente nei nostri semi della salute ci sono zinco (utile per occhi, pelle, unghie e capelli), ferro, fosforo, calcio e manganese. E’ dunque una buona abitudine consumare questi semi tutti i giorni, da soli come snack sfizioso e salutare, oppure mescolati a cereali, frutta e verdura di stagione.

Per mantenere intatte tutte le loro virtù è preferibile mangiarli crudi, anche se esistono numerose ricette che prevedono la cottura al forno o in padella, la tostatura o addirittura la bollitura dei semi. Evitare se possibile anche di aggiungere sale o zuccheri dato che il seme è un alimento completo così com’è!

20MILA EURO AL LABORATORIO DI ONCOLOGIA SPERIMENTALE DELL’UNIVERSITÀ DI PARMA

DA “TRANSFER OIL SPA” E “EPTA SPA” 20MILA EURO AL LABORATORIO DI ONCOLOGIA SPERIMENTALE DELL’UNIVERSITÀ DI PARMA

Donazioni finalizzate al sostegno del progetto di ricerca “Caratterizzazione molecolare e nuovi approcci terapeutici nel trattamento del mesotelioma pleurico maligno” 

Parma, 2 ottobre 2017 – Dalle aziende Transfer Oil Spa e Epta Spa 20mila euro al Laboratorio di Oncologia Sperimentale dell’Università di Parma per un progetto di ricerca sul mesotelioma pleurico maligno: donazioni significative (10 mila euro per ciascuna delle due società) mirate ad approfondire la composizione molecolare e a individuare nuovi approcci terapeutici nei confronti di una neoplasia molto aggressiva, il cui tasso di incidenza è in costante aumento.

 

Oggi nella sede dell’Ateneo la presentazione delle donazioni, in una conferenza stampa cui hanno partecipato il Rettore vicario Giovanni FranceschiniPier Giorgio Petronini, Responsabile scientifico del Laboratorio di Oncologia Sperimentale e docente del Dipartimento di Medicina e Chirurgia, Ugo Ferrari, Amministratore delegato di Transfer Oil Spa, e Marco Nocivelli, Amministratore delegato di Epta Spa.

Decima edizione di Obesity Week , dal 1 all’8 ottobre 2017

Al via la decima edizione di Obesity Week , dal 1 all’8 ottobre 2017

Parma, 29 settembre 2017 - E' stata presentata in conferenza stampa la X edizione dell' Obesity Week, che si terrà dall’1 all’8 ottobre 2017 a Parma; una settimana dedicata all’alimentazione, alla salute ed alla cultura del cibo.

Piccolo Principe e il deserto

Piccolo Principe e il deserto

Marco Vettori
marco.vettori.512@psypec.it
sito web

IL PICCOLO PRINCIPE E IL DESERTO.

Se consideriamo il deserto nella sua accezione negativa e di ombra possiamo indicare “il deserto umano” come cumulo di “nulla e di nullità”.

Certi Media hanno contaminato gli individui per mezzo di una cultura conservatrice, superficiale ed immobilistica. Colui che si fa vanto di essere subordinato ed ossequioso a questa visione pubblica e artificiale della sua esistenza viene considerato dai medesimi “l'espressione più compiuta del soggetto maturo e del cittadino esemplare”.

Coloro che intendono affermarsi per mezzo dei propri valori e meriti e credono nell'individualità e nell'autenticità vengono eliminati attraverso l'uso di un potere mediatico che non permette loro di dirsi ed affermarsi.

Salumi e vino pericolosi per la salute: scatta il maxi sequestro a Giugliano

Valerio Papadia

Gli uomini della Guardia di Finanza hanno fatto irruzione in un’azienda conserviera, del tutto sconosciuta al Fisco, rinvenendo migliaia di prodotti in pessimo stato di conservazione. Il responsabile è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria.

Migliaia di prodotti, conservati in ambienti in pessime condizioni igienico-sanitarie e pericolosi per la salute dei consumatori. Maxi operazione della Guardia di Finanza di Napoli a Giugliano in Campania, nella provincia partenopea, che ha portato al sequestro di un'azienda conserviera, del tutto ignota al Fisco, e alla distruzione di migliaia di prodotti alimentari che sarebbero potuti finire sulle tavole dei napoletani: l'azienda operava senza alcuna autorizzazione commerciale e sanitaria.

Nella fattispecie, i militari delle Fiamme Gialle hanno sequestrato 15mila bottiglie contenenti passata di pomodoro, 100 bottiglie di vino, oltre ad un vasto quantitativo di salumi e insaccati. Durante le operazioni di sequestro dell'intera fabbrica, un ambiente di circa 350 metri quadri, i finanzieri hanno anche identificato tre soggetti intenti a lavorare senza regolare contratto di assunzione. Il proprietario dell'azienda, rintracciato, è stato denunciato all'Autorità Giudiziaria. 

26 SETTEMBRE 2017

Fonte Link http://napoli.fanpage.it/salumi-e-vino-pericolosi-per-la-salute-scatta-il-maxi-sequestro-a-giugliano/

Esiste il vaccino per il “Fuoco di Sant’Antonio”, ma pochi lo sanno

Ogni anno colpite tante persone come gli abitanti di Cagliari o Livorno

Un dolore forte, insopportabile.
Un’esperienza difficile, come “entrare in un tunnel di cui non si vede la fine”. Questo è quello che sperimentano i pazienti con nevralgia post-erpetica, la principale complicanza del Fuoco di Sant’Antonio (o herpes zoster) secondo un’indagine di DoxaPharma per MSD Italia. Sono un esercito di 30mila persone, il 20% di coloro che hanno l’herpes zoster, quelle che vengono colpite da questa patologia, della durata media di 5-6 mesi e che ha un grande impatto sulla qualità di vita. Eppure tre intervistati su quattro non sanno che questo dolore si può prevenire: ignorano che esiste un vaccino per il Fuoco di Sant’Antonio, ora previsto in forma gratuita per i 65enni dal nuovo Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale. L’indagine ha coinvolto oltre 200 persone tra i 60 e i 70 anni: il 40% ha dichiarato che il dolore provato ha compromesso la vita professionale, con una perdita di circa 13 giorni lavorativi e il 55% ha sottolineato che nella fase più acuta non è stato più in grado di gestire autonomamente diverse attività quotidiane.

Inquinamento da Pfas in Veneto, Greenpeace pubblica un grafico interattivo con la situazione in oltre 90 comuni. Livelli di inquinamento che negli Usa e in Svezia non sarebbero consentiti

Beniamino Bonardi

Dall’analisi dei dati ufficiali ottenuti da alcune ULSS della Regione Veneto, Greenpeace ha rilevato che oltre 130 mila cittadini veneti sono stati esposti ad acqua potabile contaminata da Pfas (sostanze perfluoroalchiliche) Si tratta di acqua che negli Stati Uniti non sarebbe considerata sicura. Il numero sale a circa 200 mila abitanti se i valori vengono confrontati con i livelli di sicurezza svedesi. Secondo l’associazione ambientalista acqua che supera le soglie stabilite da questi paesi sarebbe arrivata nelle case di tanti veneti almeno una volta nel corso del 2016.

Dopo aver presentato nei mesi scorsi un’istanza pubblica di accesso agli atti alla Regione Veneto, Greenpeace ha pubblicato un grafico interattivo, con una sintesi dei dati ufficiali del 2016 ottenuti da cinque ULSS e relativi a oltre 90 comuni veneti. Per ogni località viene riportata la concentrazione minima, media e massima di Pfas oltre a un confronto con i livelli consentiti in Svezia e Stati Uniti. Proprio negli Stati Uniti una concentrazione superiore a 70 nanogrammi per litro del Pfoa (acido Perfluoroottanoico) e del Pfos (Perfluorottansulfonato), non è considerata sicura per la salute umana e nei casi in cui si superi questo valore viene sospesa l’erogazione.

Allarme Pfas in Veneto: cos'è, cosa fa e in quali prodotti si trova

La sostanza presente nell'area tra Padova, Verona e Vicenza viene adoperata per impermeabilizzanti, tappeti, divani, sedili delle auto e rivestimenti antiaderenti delle pentole.

Le sostanze perfluoroalchiliche (Pfas) sono composti chimici che rendono le superfici trattate impermeabili all'acqua, allo sporco e all'olio. Vengono adoperate per numerosi prodotti come per esempio impermeabilizzanti per tessuti, pelli e carta oleata oppure tappeti, divani, sedili delle auto e contenitori per alimenti. Ma l'utilizzo più noto è probabilmente quello che se ne fa come rivestimento antiaderente delle pentole e dei tessuti impermeabilizzanti e tecnici.

RICONOSCIUTI COME CANCEROGENI. Legambiente in un rapporto spiega come «a livello medico i Pfas siano riconosciuti come cancerogeni e responsabili di una serie di altre gravi patologie». In Veneto, viene osservato, la contaminazione delle acque superficiali e le acque di falda da Pfas ha come «principale fonte» lo scarico industriale. «La scoperta dell'inquinamento in corso», osserva Gigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto, «è avvenuta a seguito di uno studio del Cnr: i ricercatori nel 2013 evidenziavano come le elevate concentrazioni di Pfas destassero preoccupazione dal punto di vista ambientale e un possibile rischio sanitario per le popolazioni che bevevano quest'acqua».

Acqua contaminata da pseudomonas aeruginosa: il ministero ritira lotti

Si tratta dei marchi Cutolo Rionero ed Eurospin Blues, effervescente naturale, nei formati da un litro e mezzo e da litro che sarebbero a rischio Pseudomonas aeruginosa

I lotti in questione

Sono otto i lotti interessati dal richiamo, commercializzati con i marchi Cutolo Rionero e Eurospin Blues, entrambi effervescente naturale: i codici da tenere presente sono: LR7248C, LR7249C, LR7250C, LR7251C, LR7252C, LR7253C, LR7254C e LR7255C con date di scadenza al 05/09/2018, 06/09/2018, 07/09/2018, 08/09/2018, 09/09/2018, 10/09/2018, 11/09/2018 e 12/09/2018. Il richiamo riguarda i formati da un litro e mezzo e da litro.

Il batterio interessato

I DANNI DELL'ALCOL SUL CERVELLO: UNA SINTESI

I danni dell'alcol sul cervello: una sintesi

Difficoltà motorie, di eloquio, tempi di reazione rallentati, compromissione della memoria: sono tutti evidenti effetti dell'alcol sul cervello.
Alcuni di questi deficit sono già rilevabili dopo uno o due bicchieri, e si risolvono rapidamente non appena si interrompe l'uso di alcol. Tuttavia, in alcuni soggetti che bevono molto e per lungo tempo, tali deficit possono permanere anche una volta raggiunta la sobrietà.

In che modo influisca esattamente l'alcol sul cervello, e se sia possibille annullare gli effetti derivanti dell'uso, sono argomenti sui quali la ricerca odierna si sta concentrando.
Ciò che sappiamo oggi con certezza è che l'uso di alcol può avere effetti di ampia portata sul cervello, che vanno dal semplice vuoto di memoria a una condizione permanente di debilitazione, che richiede un trattamento di custodia permanente, come dimostrano i numerosi studi sull'impatto dell'alcol sulla guida.

Clima: troppa CO2 nell’aria, le verdure diventano meno nutrienti

Chi sostiene che i cambiamenti climatici non influiscano su ciò che ci circonda si sbaglia di grosso. Una recente ricerca infatti ha scoperto che la maggiore concentrazione di CO2, anidride carbonica, nell’aria modifica persino le caratteristiche alimentari delle piante che mangiamo trasformandole in cibo spazzatura.

Secondo la ricerca del biologo e matematico Irakli Loladze la CO2 favorisce la fotosintesi clorofilliana, è vero, ma allo stesso tempo l’eccesso di anidride carbonicarischia di minacciare la disponibilità di legumi e cereali nei prossimi anni. Lo scienziato ha scoperto, nel corso di diversi esperimenti, che alcune alghe, proprio per l’eccesso di CO2, aumentavano in quantità, ma erano sempre meno nutrienti.

=> Scopri l’impatto dei cambiamenti climatici sulle città secondo Legambiente

 

La stessa cosa sembra stia succedendo anche su frutta e verdura il cui apporto di sali minerali, vitamine e proteine negli ultimi anni è diminuito sensibilmente proprio perchè i vari gas serra peggiorano la qualità dei prodotti. Il grano ha una capacità nutritiva inferiore del 9,3% per lo zinco e del 5,1% per quanto riguarda il ferro.

=> Leggi il rapporto tra pesca e cambiamento climatico

 

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