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Cronaca Nera e Giudiziaria

Cronaca Nera e Giudiziaria: vicende di giustizia, delitti, accuse, nuove leggi, magistratura. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Sentenza Aemilia, tutti i beni confiscati a Parma

Il gup Zavaglia ha ordinato che gran parte dei beni dei condannati già poste sotto sequestro passino sotto il controllo dello Stato, tra cui tutte le palazzine di Sorbolo

di MARIA CHIARA PERRI

Nella sentenza pronunciata venerdì scorso al termine dell'udienza preliminare a Bologna per l'inchiesta Aemilia, il gup Francesca Zavaglia ha ordinato la confisca di numerosi beni dei condannati per associazione mafiosa.

Tra questi ci sono anche varie società con sede a Parma e nel parmense: tutti i loro valori mobili e immobili sono ora sotto il controllo dello Stato, dopo essere state poste sotto sequestro preventivo nel corso del 2015. 

E' stata confiscata la T.r.s. Srl con sede a Sorbolo in via Torino, azienda di commercio all'ingrosso di legname riconducibile a Giuseppe Giglio, il pentito condannato a 12 anni e 6 mesi per associazione mafiosa, e al fratello Giulio.

Camorra e appalti, le intercettazioni: «Io tengo al Pd, portiamo Graziano»

Zagaria al telefono con l’ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere fa riferimento al presidente regionale dei democratici: «Ho un santo in paradiso che mi protegge». Arrestato l’ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere insieme a 8 persone

Il nome del presidente del Pd della Campania Stefano Graziano spunta in un’intercettazione ambientale del 15 novembre 2014 che registra una conversazione tra Alessandro Zagaria, l’imprenditore arrestato oggi con l’accusa di far parte del clan dei Casalesi, e l’ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere Biagio Di Muro, finito in carcere anch’egli nell’ambito della stessa inchiesta condotta dalla Dda di Napoli. Zagaria e Di Muro - scrive il gip Anna Laura Alfano nella sua ordinanza - parlano di «imprenditori favoriti da piazzare». «Poi Zagaria - sottolinea il giudice - mostra di attivarsi direttamente per sostenere la campagna elettorale di un candidato alle competizioni elettorali di quel periodo (tale Graziano, candidato per il consiglio regionale) e di questo fatto rimprovera Di Muro che, a suo dire, non si sta attivamente impegnando».

Il sostegno alle elezioni

Roberto Formigoni, non risarcirà il danno a Report. Salvato da una legge del 1965

Dopo avere perso la causa contro il programma di Rai3, l'allora goverantore lombardo fu condannato a pagare un risarcimento danni per 5mila euro. Ma grazie alla legge sull'indennità ai parlamentari non ci sarà alcun pagamento

Non ha fatto a tempo a cantare vittoria che il team di Report ha dovuto incassare il colpo: Roberto Formigoni non pagherà alla redazione i 5mila euro di risarcimento dopo avere perso la causa contro il programma di Rai3. L’ex governatore aveva denunciato i cronisti guidati da Milena Gabanelli perdiffamazione, ma il giudice ha ritenuto che fosse una lite temeraria e per questo ha condannato lui. Soldi che i giornalisti non potranno mai “incassare” perché lo impedisce una legge del 1965, la numero 1261 del 31 ottobre, che in materia di retribuzione dei parlamentari recita: “L’indennità mensile e la diaria non possono essere sequestrate o pignorate”.

Nella puntata di domenica 24 aprile, e poi sulla sua pagina Facebook, Report ha raccontato il seguito della vicenda che, qualche anno fa, aveva portato l’allora presidente della regione Lombardia a denunciare i giornalisti. “Bene – ha detto Milena Gabanelli duranta la puntata “Impignorabili” – la settimana scorsa ci scrive il nostro avvocato, dicendoci che Formigoni non pagherà quei soldi e che purtroppo, da un controllo effettuato presso la Banca Nazionale del Lavoro del Senato, risulta che non è titolare di conto corrente, per cui apparentemente non ha fondi aggredibili. Firmato avvocato Caterina Malavenda”.

'Ndrangheta, processo Aemilia: condanne fino a 15 anni, assolti i politici

Si è concluso a Bologna il processo in rito abbreviato: 71 imputati, quasi tutti legati alla cosca Grande Aracri. Condannata la consulente bolognese Roberta Tattini. Risarcimento da 600mila euro per la Regione

BOLOGNA - Con condanne fino a 15 anni si è concluso a Bologna il processo in rito abbreviato di 'Aemilia', 71 imputati tra cui quasi tutti i punti di riferimento della 'ndrangheta emiliana legata alla cosca Grande Aracri, nel mirino della Dda di Bologna. Il Gup Francesca Zavaglia ha letto la sentenza dopo sette ore di camera di consiglio nell'aula a porte chiuse. Abbassate in generale le richieste dei Pm.

Assolti i politici, condannata la consulente. Dura la condanna inflitta alla consulente dei boss, la bolognese Roberta Tattini (assolto invece il marito): otto anni e otto mesi. Era accusata di aver gestito gli affari del clan Grande Aracri. Assolto il consigliere comunale Fi a Reggio Emilia Giuseppe Pagliani, prosciolto l'ex assessore Pdl di Parma Giovanni Paolo Bernini. Ottiene uno sconto rispetto alle richieste dell'accusa Giuseppe Giglio, collaboratore di giustizia imputato nel processo. Per Giglio, processato con rito abbreviato, i pm avevano chiesto una condanna a 20 anni, ridotti a 12 anni e sei mesi dal gup.

Aemilia: per l'ex assessore di Parma Bernini non luogo a procedere per prescrizione

I primi verdetti del gup Zavaglia a Bologna. Il capoclan Alfonso Diletto condannato a 14 anni, 12 per il pentito Giuseppe Giglio. Non ammesso il patteggiamento di Francesco Falbo

di MARIA CHIARA PERRI

E' iniziata nel tardo pomeriggio, dopo sette ore di camera di consiglio, la lettura della sentenza del procedimento Aemilia in corso a Bologna per i 71 imputati che hanno chiesto il rito abbreviato.

Il giudice per le udienze preliminari Francesca Zavaglia ha deciso il non luogo a procedere per l'ex assessoreGiovanni Paolo Bernini per intervenuta prescrizione. Il proscioglimento riguarderebbe il reato di corruzione elettorale, che non è un reato di stampo mafioso (e prevede una pena massima di cinque anni).

Davigo: "La classe dirigente che delinque è peggio dei ladri"

Le dichiarazioni al Corriere della Sera del presidente Anm ("I politici rubano più di prima, ma ora senza vergogna"), scatenano un vespaio di polemiche. Il Pd lo attacca, il M5s lo difende. Molti magistrati ne prendono le distanze

ROMA - "La classe dirigente di questo Paese quando delinque fa un numero di vittime incomparabilmente più elevato di qualunque delinquente da strada e fa danni più gravi". Lo ha detto il presidente dell'Anm, Piercamillo Davigo, durante lalectio magistralis al master in prevenzione e contrasto della criminalità organizzata e corruzione dell' Università di Pisa. "In Italia - ha detto - la vulgata comune è dire che rubano tutti. No, mi fa arrabbiare questa cosa, rubano molti. Non tutti. Altrimenti non avrebbe senso fare i processi".

Voto di scambio, l’ex senatore Pd Papania condannato a otto mesi di carcere

L’esponente del partito di Renzi è stato processato con il rito abbreviato. Il pm Franco Belvisi aveva chiesto una condanna a due anni e quattro mesi

Giuseppe Pipitone

Otto mesi di carcere per voto di scambio. È la condanna emessa dal gup di Trapani Lucia Fontana nei confronti di Antonino Papania, l’ex senatore del Pd cancellato dalle liste per le politiche del 2013 dal collegio dei garanti dem perché ritenuto “impresentabile”. L’esponente del partito di Matteo Renzi è stato processato con il rito abbreviato: per lui il pm Franco Belvisi aveva chiesto una condanna a due anni e quattro mesi. Il gup Fontana, però, ha assolto Papania dall’accusa di associazione a delinquere, riconoscendolo colpevole solo di voto di scambio in concorso con altre quattro persone, condannate a pene comprese tra i sei e gli otto mesi: per tutti è scattata la sospensione del diritto elettorale e dai pubblici uffici. “Ricorrerò in appello”, annuncia l’ex senatore del Pd, al quale sono stati contestati fatti che risalgono alle elezioni amministrative del maggio 2012 ad Alcamo, suo storico feudo elettorale. Era lo stesso periodo in cui la procura di Trapani cercava di fare luce su un atto intimidatorio subito dallo stesso Papania: una bomba carta era stata piazzata all’entrata della sua segretario politica.

Processo Aemilia, Comune di Parma chiede risarcimento di un milione

Richiesta nel processo dibattimentale in corso a Reggio Emilia

Il Comune di Parma chiede un risarcimento di un milione di euro nell'atto di costituzione come parte civile nel processo dibattimentale dell'inchiesta Amelia in corso a Reggio.

Come riporta la Gazetta di Parma, la richiesta è stata depositata dall'avvocato Stefano Sarchi nel corso dell'udienza di ieri, dedicata all'ammissione di nuove parti civili. Anche la Provincia di Parma ha presentato un'istanza, per ora senza quantificazione del danno. I giudici decideranno mercoledì prossimo. L'intero processo, che vede imputate ben 147 persone tra cui capoclan mafiosi in Emilia come Michele Bolognino, potrebbe durare oltre un anno. 

Nicola Gratteri procuratore capo a Catanzaro.

di Mario Portanova

Promosso il magistrato impegnato nella lotta alla 'ndrangheta, bloccato da Napolitano come possibile ministro della Giustizia di Renzi. Ma anche la relazione conclusiva della sua commssione è ferma da oltre un anno: "Nessuno la porta in aula". La prima dichiarazione: "Sciolto il Comune di Brescello? Un buon lavoro". Ma contro la criminalità calabrese "stiamo solo pareggiando"

Nicola Gratteri, uno dei magistrati più impegnati nella lotta alla‘ndrangheta, è diventato procuratore della repubblica diCatanzaro. Una promozione, quella del fino a oggi procuratore aggiunto di Reggio Calabria, sancita all’unanimità dal Csm. Gratteri entrò fra l’altro nela lista dei ministri del nascituro governo Renzi, per la Giustizia, ma fu stoppato all’ultimo minuto dal no dell’allora presidente Napolitano. Con un effetto domino: secondo i retroscena di Palazzo, per risposta Renzi cancellò Emma Bonino, in corsa per gli Esteri con il favore del Colle, e optò per la giovane Federica Mogherini,

Gratteri ha dedicato il suo primo intervento da procuratore capo proprio alla ‘ndrangheta, ma a quella trapiantata in Emilia. Loscioglimento del Comune di Brescello per condizionamento mafioso, ha affermato al Gr3, “e’ un fatto importante e dimostra il buon lavoro che sta facendo il prefetto di Reggio Emilia”. Ed è anche “la conferma di quello che diciamo da più di dieci anni, cioè la presenza sistematica in alcune aree dell’Emilia Romagna della ‘Ndrangheta, ormai radicata come in alcune parti del Piemonte e della Lombardia”.

Piercamillo Davigo: Renzi attacca i pm? Ma è la politica che non fa pulizia

Toghe e potere, il neopresidente dell'Anm replica al presidente del consiglio che ha parlato di "barbarie giustizialista". "Giustizialismo? Una vecchia storia, noi facciamo indagini e processi". L'inchiesta di Potenza e l'accusa di "non arrivare mai a sentenza". "Che discorso è? Se intende lamentare un eccesso di prescrizione, può modificare le norme"

di Marco Travaglio

20 aprile 2016 - Piercamillo Davigo, dopo l’inchiesta di Potenza Renzi parla di “25 anni di barbarie giustizialista”, mentre Napolitano denuncia un “riacutizzarsi” del conflitto politica-giustizia e invoca la riforma delle intercettazioni.
Non commento le dichiarazioni del presidente del Consiglio. Ma è una vecchia storia, questa del ‘giustizialismo’ e del ‘conflitto’. Non c’è nessuna guerra. Noi facciamo indagini e processi. Se poi le persone coinvolte in base a prove e indizi che dovrebbero indurre la politica e le istituzioni a rimuoverle in base a un giudizio non penale, ma morale o di opportunità, vengono lasciate o ricandidate o rinominate, è inevitabile che i processi abbiano effetti politici. Se la politica usasse per le sue autonome valutazioni gli elementi che noi usiamo per i giudizi penali e ne traesse le dovute conseguenze, processeremmo degli ex. Senza conseguenze politiche.

Oneri di costruzione del Paip, Tar di Parma respinge nel merito il ricorso di Iren

Il Comune, tramite Pge, chiede oltre due milioni alla multiutility. Il tribunale amministrativo ha stabilito che il contributo è dovuto. Ma è battaglia sulla legittimità della riscossione

Il Tar di Parma ha detto l'ultima parola sulla controversia che da oltre due anni vede contrapposti Comune di Parma e Iren in merito al contributo di costruzione per il Paip di Ugozzolo.

L'Amministrazione nell'ottobre 2013 aveva chiesto alla multiutility il pagamento di un importo complessivo di un milione e 54mila euro di oneri di urbanizzazione, provvedimento prontamente impugnato da Iren che contestava, tra varie doglianze, che dal computo non fossero stati scontati gli importi delle opere di urbanizzazione realizzate. 

In seguito, nel corso dell'anno 2015, il Comune ha rideterminato il contributo sul presupposto che fosse stato realizzato solo il termovalorizzatore e non l'intero complesso del Paip, chiedendo a Iren 534mila euro come contributo di costruzione e altri 1.682.000 euro per mancata cessione di standard pubblici. Parma Gestione Entrate ha avviato una procedura di riscossione con tanto di ingiunzione di pagamento.

Lo scorso settembre il Tar aveva respinto la domanda di sospensiva di Iren. Lunedì 18 aprile 2016 è stata depositata la sentenza di merito: con una lunga motivazione, il ricorso è stato in parte respinto e in parte dichiarato inammissibile.

Firenze, Denis Verdini rinviato a giudizio per bancarotta aggravata

Per il senatore di Ala è la sesta volta in due anni. A processo per il fallimento della Società Toscana di Edizioni che editava il Giornale della Toscana anche l'onorevole Massimo Parisi

di MASSIMO MUGNAINI

Il senatore di Ala Denis Verdini e' stato rinviato a giudizio dal gup del tribunale di Firenze Dolores Limongi per il fallimento della Società Toscana di Edizioni (Ste) che editava Il Giornale della Toscana, costola locale de Il Giornale della famiglia Berlusconi. L'accusa è bancarotta aggravata. E' il sesto rinvio a giudizio collezionato dal senatore in due anni.  

Paolo Ferrero, referendum trivelle: perché ho appena denunciato Matteo Renzi

Paolo Ferrero

Nel pieno della campagna elettorale relativa ai referendum sulle trivelle, Matteo Renzi, Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica, ha in più occasioni svolto attività di esplicita induzione degli elettori all’astensione, violando così la norma di cui all’art. 98, D.P.R. 361 del 30 marzo 1957 (T.U. leggi elettorali): «Ilpubblico ufficiale, l’incaricato di un pubblico servizio, l’esercente di un servizio di pubblica necessità, il ministro di qualsiasi culto, chiunque investito di un pubblico potere o funzione civile o militare, abusando delle proprie attribuzioni e nell’esercizio di esse,si adopera a costringere gli elettori a firmare una dichiarazione di presentazione di candidati od a vincolare i suffragi degli elettori a favore od in pregiudizio di determinate liste o di determinati candidati o ad indurli all’astensione, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da lire 600.000 a lire 4.000.000», espressamente richiamato, per la materia referendaria, dall’art. 51, L. 352 del 25 maggio 1970: «Le disposizioni penali, contenute nel Titolo VII del testo unico delle leggi per la elezione della Camera dei deputati, si applicano anche con riferimento alle disposizioni della presente legge. Le sanzioni previste dagli articoli 96, 97 e 98 del suddetto testo unico si applicano anche quando i fatti negli articoli stessi contemplati riguardino le firme per richiesta di referendum o per proposte di leggi, o voti o astensioni di voto relativamente ai referendum disciplinati nei Titoli I, II e III della presente legge».

Renzi ha quindi apertamente violato le legge. In particolare lo scorso 5 aprile 2016, in veste di Presidente del Consiglio e per di piùfisicamente dalla nota sede di Palazzo Chigi in Roma, dopo aver compiuto una serie di considerazioni sul quesito referendario, testualmente afferma: «Spero che questo referendum fallisca».

Roberto Formigoni, chiesti nove anni per ex governatore nel processo Maugeri. Pm: “Corruzione sistemica”

Per i magistrati l'ex numero uno della Regione Lombardia era "il capo e il promotore" del "gruppo criminale". Il sistema è durato più di dieci anni, durante i quali sono stati "sperperati 70 milioni di denaro pubblico con due enti al tracollo". Secondo l'accusa "senza l’adesione di Formigoni l’associazione per delinquere non sarebbe nata". Lui: "Teorema fantascientifico". Chiesti 8 anni e 8 mesi per il faccendiere Daccò e per l’ex assessore lombardo Simone che avrebbero garantito 8 milioni di benefit di lusso al senatore Ncd in cambio di rimborsi indebiti

Chiesti nove anni di reclusione per Roberto Formigoni. “Capo di un gruppo criminale” – secondo l’accusa – e al centro di “fatti gravissimi di corruzione sistemica durata dieci anni”, nei quali sono stati “sperperati 70 milioni di denaro pubblico, con due enti al tracollo, la Maugeri e il San Raffaele“. E beneficiario – sempre secondo la ricostruzione dei magistrati – di “circa otto milioni di euro in benefit di lusso” arrivati dalle tasche degli imprenditori Daccò e Simone in cambio di rimborsi indebiti. “Quello del pubblico ministero è un teorema fantascientifico, una vera fiction senza alcun riferimento alla realtà e senza alcuna prova”, ha commentato a caldo il senatore di Ncd.

“Formigoni capo del gruppo criminale”

Luigi Boschi assolto nel procedimento penale promosso dal signor Giuseppe Cattoi (Pres. ANPAS regionale)

In data odierna, 14/04/2016 nell’udienza con rito abbreviato, difeso dall’avvocato Andrea Artusi, Luigi Boschi, presente in udienza (mentre nessuno dell'ANPAS era presente), è stato assolto con formula piena per carenza di elementi di procedibilità nel processo penale promosso dal signor Giuseppe Cattoi (Pres. ANPAS – associazione nazionale Pubblica Assistenza- regione Emilia Romagna). 
A seguito della querela di Cattoi, infatti, il PM Lino Vicini della Procura di Parma  aveva emesso un decreto di condanna nei confronti di Luigi Boschi di tre mesi di reclusione convertita in 22,500 euro di multa. (DOC. PDF
Al decreto anche se giunto durante le festività natalizie, Luigi Boschi fece opposizione nei termini previsti dalla legge, non ravvisando alcuna diffamazione, né altri possibili reati e affidando l’incarico al suo legale di fiducia avv. Andrea Artusi, che fortunatamente era a Parma.   
Veniva quindi prodotta ampia documentazione, compreso l’atto costitutivo della nuova Fondazione redatto dal notaio Marco Micheli (LINK), che largamente giustificavano il diritto di cronaca del giornalista blogger parmigiano. 
Nell’udienza odierna dopo l’intervento del PM Lucia Russo, che sostanzialmente riproponeva il decreto di condanna del suo collega Vicini, veniva quindi data parola all’avvocato della difesa Andrea Artusi, il quale confermava quanto già prodotto e faceva rilevare la presenza di  fondati vizi nella stessa querela, tra cui la tardiva presentazione rispetto alla data di pubblicazione dell’articolo evidenziata nella stessa querela. E ciò la rendeva decatuta. 

Inchiesta petrolio, il ministro Delrio presenta un esposto

Il capo del dicastero per le Infrastrutture risponde al tentativo di coinvolgerlo nel caso che ha travolto la sua collega Guidi. La procura di Roma apre un fascicolo

ROMA - Il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, ha presentato esposto alla Procura di Roma per la vicenda di un suopresunto coinvolgimentonell'inchiesta petrolio. Lo ha detto lui stesso a margine di un convegno a Novara sulla logistica. "Ho presentato esposto alla Procura di Roma". I giornalisti gli hanno chiesto: si è fatto un'idea del perché l'hanno preso di mira? "Non fatemi domande inutili", ha risposto. A seguito dell'esposto, la procura di Roma ha aperto un fascicolo che, al momento, non presenta né ipotesi di reato né indagati.

A quanto pare, il ministro si è recato personalmente in Procura per presentare l'esposto. L'iniziativa del ministro è legata ad alcune intercettazioni tra Valter Pastena, direttore generale della Ragioneria Generale dello Stato, e Gianluca Gemelli, compagno dell'ex ministro Guidi nelle quali si fa riferimento ad un presunto dossieraggio da parte dei carabinieri, con tanto di foto, relativo al ministro Delrio.

Finmeccanica, ex ad Giuseppe Orsi condannato a 4 anni e mezzo per corruzione e false fatturazioni

All’ex numero uno di Augusta Westland, Bruno Spagnolini, sono stati inflitti 4 anni. Nel corso della requisitoria il pg di Milano aveva chiesto sei e cinque anni per i due imputati. Ribaltato il verdetto di primo grado: i due imputati erano stati assolti dall'accusa più grave. Cuore del processo una commessa da 556 milioni di euro ottenuta da Agusta Westland per 12 elicotteri Aw101 venduti all'India grazie alla tangente versata ad alcuni funzionari del paese asiatico

Fu corruzione. L’affaire indiano degli elicotteri – che più volte si è intrecciato con il destino dei due marò – ha un nuovo capitolo. Ancora giudiziario. La sentenza di secondo grado che, a sorpresa, ribalta il verdetto di primo. Per cui i due imputati a Busto Arsizio era stati assolti dall’accusa di corruzione internazionale e condannati per quella più lieve di false fatturazioni.

I giudici della II corte d’Appello di Milano invece hanno ritenuto provato il pagamento dell’ipotizzata tangente ai funzionari indiani e hanno condannato Giuseppe Orsi, ex amministratore delegato e presidente di Finmeccanica, a 4 anni e sei mesi e l’ex numero uno di Augusta Westland, Bruno Spagnolini, a 4 anni, per corruzione e false fatturazioni. Grazie a quel flusso di denaro – si ipotizzò 50 milioni ma poi la somma non fu definita – Agusta Westland ottenne una commessa da 556 milioni di euro per 12 elicotteri Aw101 venduti al Paese asiatico.

Integrazione scolastica disabili, sindacati di Parma: "Sentenza Tar devastante"

Iniziativa unitaria davanti alla sede del tribunale amministrazione. Appello alle coop uscenti perché impugnino il pronunciamento di fronte al Consiglio di Stato

La sentenza del Tar, emessa lo scorso 16 marzo, sull’affidamento del servizio di integrazione scolastica per studenti con disabilità che ha confermato l’assegnazione all'Ati formata dalle cooperative sociali Ancora di Bologna e Aldia di Pavia, trova la netta opposizione dei sindacati confederali e dei lavoratori.

Con il pronunciamento, il tribunale amministrativo ha respinto il ricorso presentato dalle coop uscenti Proges-Aurora Domus-Dolce che denunciavano una violazione delle discipline regionali e statali sul costo del lavoro, cui sarebbe conseguita l’anomalia dell’offerta risultata aggiudicataria (molto vantaggiosa per il ribasso economico).

Un punto sul quale sono tornati Cgil, Cisl e Uil, con un presidio, insieme agli educatori, davanti alla sede del Tar. Nel mirino un preciso passaggio della sentenza che recita: "Un’offerta non può ritenersi anomala ed essere esclusa dalla gara, per il solo fatto che il costo del lavoro è stato calcolato secondo valori inferiori a quelli risultanti  dalle tabelle ministeriali o dai contatti collettivi, occorrendo, perché possa dubitarsi della sua congruità, che la discordanza si considerevole e palesemente ingiustificata".

Dopo il proscioglimento in Corte di Appello, perché non si procede ancora al dovuto dissequestro del socialblog luigiboschi.it?

cervello in gabbia

DA 189 giorni (29 settembre 2015 al  05 Aprile 2016) questo socialbog è sotto sequestro senza soluzione di continuità, su ordinanza del Tribunale di Parma, per un articolo (oscurato non più visibile) di denuncia sul console onorario Cileno di Modena.
Siamo in attesa del dissequestro a seguito della sentenza di proscioglimento dal reato della Corte di Appello di Bologna.
Chi pagherà ora per il danno esistenziale subìto? Mi tolgono il lavoro per vivere, e la libertà di opinione. 
Non solo, il sistema Giudiziario italiano ha sepolto volutamente tutto il mio lavoro di oltre 10 anni e persevera. E' la prigionia della libertà di opinione.
Come fecero con Gramsci, il PM Michele Isgrò disse: "dobbiamo impedire a questo cervello di pensare per 20 anni". La storia gramsciana e le lettere dal Carcere sono di grande attualità: “si è responsabili di ciò che si fa, ma anche di ciò che non si fa... La vita è così, molto dura, e i figli qualche volta devono dare dei grandi dolori alle loro famiglie [ndr], se vogliono conservare il loro onore e la loro dignità di uomini".
Avreste dovuto dissequestrare questo sito contestualmente alla sentenza, emettendo l'ordinanza e trasmettendola alla Polizia Postale che dovrebbe solo togliere l'inibizione attraverso i DNS, affinché rendano ancora accessibile in Italia questo progetto editoriale. Cantone (ANAC) parla di "scorribande deliquenti di ogni risma" e voi impedite la lettura del mio socialblog per un reato di presunta diffamazione, inesistente e prescritto? Erri De Luca sostiene, a ragione, di "sabotare"  e viene assolto ed io, invece sono ancora qui sotto sequestro? Un vero delirio!

Cantone: Sanità scorribanda delinquenti di ogni risma

Presidente Anac: "Per enorme giro affari settore che non può essere sottovalutato"

ROMA - "La sanità, per l'enorme giro di affari che ha intorno e per il fatto che anche in tempi di crisi è un settore che non può essere sottovalutato, è il terreno di scorribanda da parte di delinquenti di ogni risma". Lo ha affermato il presidente dell'Autorità nazionale anti corruzione, Raffaele Cantone, intervenendo alla presentazione del Rapporto di Transparency Italia, Censis e Ispe-Sanità in occasione della prima giornata nazionale contro la corruzione in sanità.
Gli sprechi e la corruzione presenti nella sanità ci costano 23,6 miliardi di euro l'anno. 06 aprile 2016

Fonte Link repubblica.it

Bp: si chiude caso 'Marea nera', risarcimento 20 mld

Disastro ambientale per una fuoriuscita di petrolio nel Golfo Messico, il peggiore della storia degli Stati Uniti

NEW YORK - Un giudice federale ha approvato in via definitiva un risarcimento di 20 miliardi di dollari a carico della Bpchiudendo anni di controversie legali per la fuoriuscita di petrolio nel Golfo nel Messico nel 2010. Il risarcimento era già stato annunciato a luglio e include 5,5 miliardi di dollari di sanzioni civili per la Clean Water Act e per miliardi di dollari per coprire i danni ambientali.

Il disastro ambientale, il più grave della storia americana, era stato causato da un incidente alla piattaforma petrolifera Deepwater Horizon della British Petroleum, nel quale morirono 11 operai. Sono cinque gli Stati Usa danneggiati dalla marea nera. L'esplosione della piattaforma causò una marea nera di petrolio che per tre mesi continuò a riversarsi nelle acque e lungo le coste del Golfo.

La causa contro Bp è stata definita "il processo ambientalista del secolo". Si è aperto nel 2013 a New Orleans. Decine di super-avvocati sono stati mobilitati dall'accusa, cioè il Department of Justice di Obama. Sul fronte opposto, la Bp per la propria difesa ha messo insieme quattro fra i più potenti studi legali del pianeta, nomi della stazza di Kirkland & Ellis che sono a loro volta delle multinazionali.

Ladri scassano la porta di ingresso e derubano gioielli in un appartamento posto al primo piano in un palazzo storico a Parma in pieno centro in via Mistrali 2

Ladri svaligiano in pieno giorno appartamento in centro città. 

Questa mattina 25/03/2016 tra le 12 e le 13 i ladri hanno fatto irruzione nel palazzo di via Mistrali 2 a Parma, in pieno centro, nell'abitazione di Adriana Ricci, scassando la porta di ingresso, mentre la proietaria si trovava nel suo laboratorio a piano terra. 
E' intervenuta la pattuaglia di turno della Polizia che sta effettuando tutti gli accertamenti del caso.
L'appartamento è stato messo a soqquadro e dai primi accertamenti sembra che i ladri abbiano rubato tutti i gioielli di famiglia della signora Ricci, tralasciando invece tutta la bigiotteria. Si ritiene che qualcuno conoscesse molto bene l'appartamento e dove potessero essere custoditi i gioielli. (Parma, 25/03/2016)

Luigi Boschi 

Firenze, Maggio musicale: licenziamenti troppo discrezionali

Nuovo ko davanti al giudice: reintegrati quattro lavoratori. Il teatro: "Così si rischia la liquidazione coatta"

di ILARIA CIUTI

Tutti da riassumere i primi 4 dei 32 lavoratori del Maggio che avevano fatto causa, dei 42 licenziati l'11 maggio scorso per essere trasferiti all'agenzia del Mibact, Ales. Sono i primi giunti a fine causa e l'ordinanza del giudice Anita Davia ne ordina il reintegro. Non perché la Fondazione non potesse licenziare ma perché ha sbagliato procedura arrogandosi una "discrezionalità" su chi licenziare invece di osservare la legge 233 sui licenziamenti collettivi che, ricorda il giudice, esige "puntualità" nello specificare le ragioni della scelta. Mentre la 233 prevede l'equilibrio tra i tre criteri di anzianità, figli e esigenze organizzative, il Maggio, dice la sentenza, ha dato valore preponderante a queste ultime senza spiegarne i criteri, anzi blindando con ben 5.500 punti una cinquantina di inamovibili. Vari i difetti di procedura, secondo il giudice, ma decisiva la discrezionalità non motivata che porta alla riassunzione di Monica Danti e Antonietta Renna, Cristina Fanetti e Elisabetta Rombi difese dagli avvocati Danilo Conte e Letizia Martini, Andrea Stramaccia e lo studio Rusconi. Il giudice ordina anche l'indennizzo per la differenza di stipendio tra il teatro e Ales (anche 800 euro al mese) e il pagamento delle spese processuali. Se i lavoratori, e sembra che anche gli altri 28 vinceranno visto che il vizio di procedura è uguale per tutti, scegliessero di non tornare in teatro dovrebbero essere indennizzati con 15 mensilità.

Roberto Ghiretti (PU) chiede chiarezza su Parma Agenzia Entrate

Usura, peculato e falso ideologico. Ipotesi di reato che pesano come macigni sull'attuale dirigenza di Parma Gestione Entrate. In attesa di conoscere i fatti e le circostanze contestate una prima considerazione politica ritengo si possa fare. In questi mesi sono state molte le occasioni in cui si è chiesto conto di cosa stesse avvenendo all'interno della partecipata e, nonostante i molti dubbi espressi su una serie di partite, non ultima la nomina a Presidente di un esperto informatico, la risposta del Comune e dell'assessore al Bilancio Ferretti è sempre stata invariabilmente che andava tutto bene. Nel caso più recente, quello relativo alle notifiche delle multe, si è arrivati addirittura a rispondere ad una interrogazione articolata su sei domande con un semplice “stiamo verificando”.

Temo che su questa vicenda forse un pochino di celerità nel verificare avrebbe giovato a tutti e avrebbe consentito oggi di non fare la figura di quelli che nella migliore delle ipotesi non si erano accorti di nulla.

Qualunque altro giudizio dovrà forzatamente attendere lo sviluppo dell'inchiesta, per il momento mi aspetto però che domani, in occasione del Consiglio Comunale la Giunta riferisca in aula in modo esemplare, spiegando nel dettaglio cosa sia successo e quali misure intenda adottare nell'immediato. È un atto a questo punto dovuto nei confronti della città, in nome di quella trasparenza che purtroppo su questa come su altre partite è venuta a mancare completamente.

Roberto Ghiretti
Parma Unita

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Parma Gestione Entrate, perquisizioni e avvisi di garanzia per i dirigenti

Coinvolti Tosi, Giannone e Allegri indagati per usura, peculato e falso ideologico, dirigenti della società partecipata del Comune. Operazione di quaranta uomini ordinata dalla Procura. Fiamme Gialle anche in municipio

Si chiude il cerchio su Parma Gestione Entrate. Questa mattina, all'apertura degli uffici, è scattata una vasta operazione di perquisizione della Guardia di Finanza e della Squadra mobile negli uffici della società di riscossione in viale Fratti.

Perquisizione anche nelle abitazioni del presidente Enrico Tosi, l'amministratore delegato Oscar Giannoni, il direttore Pierluigi Allegri, che hanno ricevuto un avviso di garanzia con l'accusa di usura, peculato e falso ideologico. Avviso di garanzia anche per un quarto dirigente solo per l'ipotesi di reato di falso ideologico.

Fonte Link parma.repubblica.it 

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