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La vita sta cambiando pelle

Cronaca Nera e Giudiziaria

Cronaca Nera e Giudiziaria: vicende di giustizia, delitti, accuse, nuove leggi, magistratura. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Public Money, Costa e Vignali trattano il risarcimento

Udienza preliminare rinviata a luglio per permettere ai due noti imputati di trovare un accordo con il Comune e le partecipate, che si sono costituite parti civili, in vista del patteggiamento

Sono in corso le trattative per un risarcimento dei danni alle parti civili da parte di due dei più noti inquisiti nell'inchiesta Public Money, l'ex sindaco Pietro Vignali e l'ex amministratore delegato di Stt Andrea Costa.

L'udienza preliminare fissata nella mattinata di martedì è stata rinviata al sette luglio per permettere di definire alcune questioni legate proprio al pagamento di eventuali danni al Comune di Parma e alle sue partecipate Stt e Alfa e a Iren, parti lese nella maxi-inchiesta su peculato e corruzione.

In particolare ci sarebbe in ballo la vendita o la cessione di alcuni immobili, come l'appartamento di Vignali di via XX Settembre già posto sotto sequestro nei mesi scorsi dalla Guardia di Finanza. Se le trattative dovessero andare a buon fine, per i due imputati si prospetta il patteggiamento. Il risarcimento dei danni è, in questo caso, una condizione indispensabile perché la Procura dia il consenso ai patteggiamenti per Vignali e Costa. sugli importuni ballo vige il riserbo, ma per quanto riguarda l'ex sindaco il valore dei beni da cedere al Comune potrebbe sfiorare il milione di euro.

Terremerse, assolto Giovanni Errani: ''Il fatto non sussiste''

Il fratello dell'ex governatore Vasco era stato condannato in primo grado per truffa aggravata

BOLOGNA - Giovanni Errani, fratello dell'ex presidente della Regione Emilia-Romagna, è stato assolto in appello dall'accusa di truffa aggravata nell'ambito dell'inchiesta Terremerse. In primo grado, Errani era stato condannato a due anni e sei mesi. La sentenza, letta questo pomeriggio in corte d'appello a Bologna, è netta: assolto "perché il fatto non sussiste". Insieme all'assoluzione, è stato disposto anche l'annullamento delle pene accessorie (come il divieto di avere rapporti con la pubblica amministrazione per tre anni), la revoca della confisca e il dissequestro dei beni, che erano stati bloccati per pagare le spese processuali e risarcire il danno subito dalla Regione in separata sede.

Insieme al fratello dell'ex presidente, è stato assolto in appello anche il progettista Giampaolo Lucchi, che era stato condannato in primo grado a un anno e sei mesi. Errani e Lucchi furono condannati per truffa limitatamente allo svincolo della fidejussione chiesta alla Regione a favore della cantina vinicola di Imola. Sulle altre accuse di truffa e di falso, invece, era stata dichiarata la prescrizione. La sentenza di primo grado per Giovanni Errani arrivò il 30 luglio 2014, neanche un mese dopo la condanna in appello per falso ideologico a carico del fratello Vasco Errani, che per questo diede le dimissioni da governatore dell'Emilia-Romagna. 

Cragnotti e Geronzi condannati in appello per il crack Cirio

Otto anni e otto mesi per il manager e 4 anni al banchiere

Condannato in appello per il crack Cirio Sergio Cragnotti che ha avuto a Roma 8 anni e 8 mesi. Il banchiere Cesare Geronzi, 4 anni. Per quest' ultimo è stata confermata di fatto la sentenza di primo grado.

E' stata quindi confermata in applello la condanna del 4 luglio del 2011 per il dissesto della società agroalimentare Cirio. In particolare i giudici hanno confermato la condanna a Sergio Cragnotti per bancarotta distrattiva riducendo comunque a 8 anni e 4 mesi la pena a 9 anni che gli era stata inflitta in primo grado. Confermata invece per Cesare Geronzi la condanna a 4 anni.

Ridotte poi per altri le pene, in particolare il figlio di Cragnotti, Andrea, ha avuto 2 anni e 4 mesi. Il genero dell'imprenditore Filippo Fucile a 3 anni 10 mesi mentre sono state dichiarate prescritte le accuse per altri due figli di Massimo ed Elisabetta Cragnotti che in primo grado avevano avuto 3 anni ciascuno.

Altre condanne inflitte oggi anche se minori rispetto a quelle di primo grado quelle a Ettore Quadrani, a Piero Locati e Antonio Nottola. Locati e Nottola hanno avuto 2 anni ciascuno mentre Quadrani 3 anni e 4 mesi. Molte delle accuse sono state eliminate per prescrizione. Confermate poi le assoluzioni decise in primo grado per altri 13 imputati.

Fonte link: http://roma.repubblica.it/cronaca/2015/04/10/news/cragnotti_e_geronzi_condannati_in_appello_per_il_crack_cirio-111603038/?ref=HREC1-2

Alla Diaz di Genova: Corte Strasburgo condanna l'Italia per tortura

La condanna non riguarda solo le violenze, ma anche il fatto di non avere una legislazione sul reato di tortura: "Colpevoli non puniti per mancanza di leggi adeguate"

STRASBURGO - Quanto compiuto dalle forze dell' ordine italiane nell'irruzione alla Diaz il 21 luglio 2001 "deve essere qualificato come tortura". Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti umani che ha condannato l'Italia non solo per quanto fatto ad uno dei manifestanti durante ilG8 di Genova , ma anche perché non ha una legislazione adeguata a punire il reato di tortura.

Movida a Torino, il gestore di un pub deve cacciare i clienti rumorosi

La Cassazione dà torto a una proprietaria che non ha fatto nulla per evitare gli schiamazzi: "Responsabilità penale per i disturbi alla quiete pubblica provenienti dal suo locale"

I clienti del pub sono particolarmente rumorosi? Il gestore del locale, se non vuole avere guai giudiziari, ha il dovere di adottare "i vari mezzi offerti dall'ordinamento per evitare che la frequentazione del locale da parte degli utenti sfoci in condotte contrastanti con le norme poste a tutela dell'ordine e della tranquillità pubblica". Tra le misure estreme è compresa anche la cacciata dal locale del cliente particolarmente chiassoso. Lo ha sottolineato la Cassazione, intervenendo su un caso legato alla movida torinese, ricordando che un gestore può arrivare a inibire, con la cacciata, il locale a un cliente particolarmente "facinoroso". La cacciata del cliente, ha osservato la Suprema Corte, rientra nella "attuazione dello "ius excludendì". La Terza sezione penale, con la sentenza 12967, ha stilato un vero e proprio vademecum per i gestori di locali pubblici alle prese con clienti rumorosi. Risponde, dunque, del reato punito dall'art. 659 c. p. "il gestore di un locale pubblico che ometta di ricorrere ai vari mezzi offerti dall'ordinamento (come l'attuazione dello "ius excludendì" o il ricorso all'autorità) per evitare che la frequentazione del locale da parte degli utenti sfoci in condotte contrastanti con le norme poste a tutela dell'ordine e della tranquillità pubblica".

LAV, : TRIBUNALE DI CHIETI CONDANNA IL CIRCO VICTOR PER DETENZIONE INCOMPATIBILE DI ANIMALI (ART.727 C.P.) E NE DISPONE LA CONFISCA

CIRCO VICTOR: TRIBUNALE DI CHIETI CONDANNA, SU DENUNCIA LAV, IL RESPONSABILE DEL CIRCO PER DETENZIONE INCOMPATIBILE DI ANIMALI (ART.727 C.P.) E DISPONE LA CONFISCA  DI TUTTI GLI ANIMALI

Il Tribunale di Chieti ha condannato il titolare del Circo Victor a 5.000 euro di ammenda e alla confisca di tutti gli animali, ai sensi dell’articolo 727, comma 2, del Codice Penale, per detenzione incompatibile, perché “deteneva animali, e segnatamente pitoni ed anaconda, un leone marino, n.4 alligatori, degli istrici africani, alcuni esemplari di rapaci ed altri volatili in gabbie ed in altre strutture di contenimento, inadeguate ed incompatibili rispetto alle caratteristiche etologiche delle singole specie e tali da produrre alle bestie gravi sofferenze”.

“Questa condanna segue di pochi mesi quella inflitta dal Tribunale di Tivoli (Roma), che a settembre del 2014 aveva condannato il titolare al pagamento di un’ammenda di 2.000 euro, per lo stesso reato.dichiara la LAVAncora un passo avanti in una vicenda che dura ormai dal 2008, quando denunciammo per la prima volta il Circo Victor”.

Nel  gennaio 2012 gli animali furono sequestrati dagli agenti del Nirda del Corpo Forestale dello Stato, su disposizione della procura di Rieti, e il sequestro fu convalidato dalla Corte di Cassazione, con sentenza n° 1614-2012-000 del 12/7/2012, che rigettò l’istanza di dissequestro degli animali, presentata dal titolare del circo/mostra faunistica "Victor, lo Spettacolo delle Meraviglie", avvalorando la sentenza del Tribunale del Riesame di Rieti che confermava la decisione del Gip del Tribunale di Rieti, relativamente alla convalida del sequestro.

Mafia capitale, Odevaine ai pm: "Buzzi mi pagava, avevo il ruolo di facilitatore"

L'ex vice capo di Gabinetto della giunta Veltroni, agli arresti ha reso dichiarazioni spontanee: "Prendevo 5mila euro al mese, ero lo spicciaproblemi"

Ha ammesso di aver preso soldi da Salvatore Buzzi, l'uomo delle cooperative, spiegando che per lui svolgeva "un ruolo di facilitatore". E' quanto detto oggi ai pubblici ministeri di Roma daLuca Odevainearrestatonell'ambito dell'inchiesta "Mafia capitale", nel corso di dichiarazioni spontanee.  In quattro ore Odevaine, ex capo della polizia provinciale di Roma ed ex vice capo di gabinetto di Veltroni in Campidoglio, ha ricostruito ai pm romani i suoi rapporti con Buzzi spiegando che i 5.000 euro mensili che, secondo l'accusa, il clan Carminati gli garantiva erano soldi "dovuti al suo ruolo di facilitatore e spicciaproblemi". In merito al suo ruolo nel tavolo sull'immigrazione, l'indagato ha spiegato che si trattava di una "struttura meramente tecnica e operativa" che "non aveva funzioni di natura politica".

La “parentopoli” al Cara di Mineo assunzioni e sagre con i soldi dei migranti

MINEO - Dalla sagra del carciofo all’assunzione del nipote del sindaco; dalla festa del patrono al posto di lavoro per il candidato trombato o per il consigliere comunale disoccupato. Tutto sotto lo stesso “conto”: paga l’industria dell’accoglienza. E non c’è alcun dubbio che il Calatino sia una terra accogliente. Perché, oltre ai circa 3.200 aspiranti rifugiati politici ospiti del Cara di Mineo (oltre 4mila nei picchi del flusso di sbarchi), sul territorio si è consolidata una fittissima rete di strutture di supporto. Con decine di milioni di euro spalmati sul territorio: circa 97 milioni solo per la gestione triennale del Cara, con un indotto (fra stipendi e forniture) stimato in un milione al mese; a queste cifre bisogna aggiungere i fondi che arrivano dal ministero per Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) e minori non accompagnati. Ma la fabbrica dell’integrazione è talmente fiorente che sul territorio - nei 9 comuni affiliati al consorzio “Calatino Terra d’Accoglienza”, stazione appaltante per il Cara, ma anche in molti altri del comprensorio - vengono spalmati contributi a pioggia per sagre, feste patronali, rassegne estive e natalizie; una vera e propria “tabellina H” di cui ci occupiamo in dettaglio in un altro articolo. Fatti sui quali la procura di Caltagirone ha da poco aperto una inchiesta al momento contro ignoti. 

Calciopoli, il pg della Cassazione: «Prescrizione per Moggi e Giraudo»

Il procuratore: «Sussiste l’associazione a delinquere ma il reato è prescritto». «Dal Sistema Moggi dossieraggio contro Della Valle»

«Annullamento senza rinvio per avvenuta prescrizione». Questa la richiesta del procuratore generale di Cassazione, Gabriele Mazzotta, lunedì mattina davanti ai giudici della terza sezione penale chiamati a pronunciarsi sul processo di Calciopoli, per Luciano Moggi, ex direttore generale della Juventus che in appello nel dicembre 2013 è stato condannato a due anni e quattro mesi (sentenza più che dimezzata rispetto a quella di primo grado arrivata nel novembre 2011). L’accusa, quindi,per Moggi, condannato per associazione a delinquere e frode sportiva, non ha chiesto l’assoluzione. Ha invece chiesto l’annullamento senza rinvio per alcune singole imputazioni di frode sportiva perché «il fatto non sussiste».

Giraudo, Pairetto, Lotito e Della Valle

Il pg ha chiesto inoltre di dichiarare la prescrizione anche per Antonio Giraudo, ex direttore generale bianconero, condannato a un anno e otto mesi, sia per il reato associativo che per frode sportiva. Andrebbero prescritti anche i processi a carico del designatore arbitrale Pierluigi Pairetto e l’ex vicepresidente della Figc, Innocenzo Mazzini. Verrebbero rigettati anche i ricorsi di Claudio Lotito, patron della Lazio e Andrea e Diego Della Valle, della Fiorentina, i cui reati erano però già stati prescritti.

“Non si processa un intellettuale”. Hollande in difesa di Erri De Luca

L’Eliseo raccoglie l’appello firmato anche da Rushdie e Auster a favore dello scrittore denunciato dalla società della Tav

dal nostro corrispondente ANAIS GINORI

PARIGI . «Gli autori non vanno perseguiti per i loro testi». Con una dichiarazione a sorpresa, François Hollande aderisce all’appello lanciato da politici e intellettuali francesi in favore dello scrittore Erri De Luca, denunciato dalla società franco-italiana Lyon-Turin Ferroviaire (Ltf) per le sue parole sul “sabotaggio” della linea ad alta velocità Torino-Lione. Il presidente era stato chiamato in causa dal comitato di sostegno a De Luca e ieri ha deciso di schierarsi con l’autore italiano molto amato in Francia e che ha da poco pubblicato una breve autodifesa sul caso, La Parola contraria , tradotto dall’editore Gallimard.

«Non voglio intervenire in vicende giudiziarie, ma ciò che posso fare, a nome della Francia, è sostenere sempre la libertà d’espressione e di creazione, e questo vale anche per gli autori, siano essi francesi, italiani o di ogni altra nazionalità, che non vanno perseguiti per i loro testi» ha detto Hollande rispondendo a una domanda sul caso De Luca a margine della sua visita al Salone del Libro di Parigi. «La ragione della mia venuta qui — ha poi detto il leader socialista alla vigilia delle elezioni provinciali di oggi — è la libertà d’espressione, che è la forza del nostro paese, la sua cultura, la sua libertà».

Crac Parma F.C., i curatori: "Presto azioni di responsabilità"

A maggio prevista la prima asta per la vendita del titolo sportivo. Il debito con i calciatori potrebbe essere rinegoziato per rendere appetibile la società. Già iniziata la perizia dei beni. In arrivo le erogazioni dalla Lega A per la prosecuzione del campionato

Presto i responsabili del dissesto del Parma Calcio saranno colpiti da azioni di responsabilità e risarcitorie perché rispondano, anche economicamente, dell'astronomico debito di 218 milioni maturato durante l'era Ghirardi.

Lo hanno annunciato i due curatori fallimentari nominati giovedì scorso dal tribunale di Parma, Alberto Guiotto e Angelo Anedda, durante un incontro con la stampa nel centro sportivo di Collecchio. 

Reggio Emilia, nell'Opg (Ospedale psichiatrico giudiziario) 135 fra internati e detenuti. Chiusura il 31 marzo 2015

La chiusura è fissata per il 31 marzo. Ma per almeno 42 persone non è un percorso ancora concluso. E resta il problema di chi proveniva da altre regioni

"L’Emilia-Romagna trasferirà tutti gli internati della propria regione nel tempo previsto, e cioè entro il prossimo 31 marzo, contribuendo in maniera significativa all’effettivo superamento dell’Ospedale psichiatrico giudiziario di Reggio Emilia", così che "ai soggetti con patologie psichiatriche saranno garantiti maggiori diritti". Lo conferma la Garante regionale dei detenuti, Desi Bruno, che ha visitato l’Opg di Reggio Emilia, struttura nella quale sono state internate per anni le persone prosciolte in sede penale ma dichiarate incapaci di intendere e di volere.

Attualmente il numero dei presenti è di 135 persone. Fra di esse, anche 42 tra detenuti con infermità psichica sopravvenuta durante l’esecuzione della pena e detenuti minorati psichici, di cui 8 emiliano-romagnoli, che rimarranno per il momento nella struttura dell’Opg, mentre la popolazione residua di effettivi internati è destinata ad essere presa in carico dai territori di provenienza.

I 24 internati emiliano-romagnoli dal 1^ aprile verranno presi in carico dal sistema sanitario regionale. I residenti di altre regioni verranno trasferiti in istituti nei territori di appartenenza non appena le loro regioni daranno la disponibilità ad accoglierli. Si tratta - spiega la Regione in una nota - di questione irrisolta, "dal momento che ancora nulla si sa a proposito dei 35 internati del Veneto".

'Ndrangheta in Emilia: beni reinvestiti, cinque condanne

E' l'esito dell'udienza preliminare a Bologna seguita all'operazione 'Zarina' dei carabinieri di Reggio Emilia

Condanne fino a cinque anni e due mesi per chi ha scelto di essere processato in rito abbreviato e rinvio a giudizio per gli imputati che andranno a dibattimento. E' l'esito dell'udienza preliminare a Bologna seguita all'operazione 'Zarina' dei carabinieri di Reggio Emilia, che ad aprile portò a 13 arresti. I condannati rispondono a vario titolo di reimpiego di denaro di provenienza illecita e intestazione fittizia di beni, reati aggravati dall'agevolazione dell'associazione mafiosa.

Il Gup Rita Chierici ha condannato in particolare Anna La Face e Salvatore Mungo a due anni, Vito Muto a cinque anni e due mesi (si trova ai domiciliari), Diego Tarantino a quattro anni (ai domiciliari), e Federico Periti a quattro anni, cinque mesi e dieci giorni: quest'ultimo si trova in carcere. Andranno a processo davanti al Tribunale di Bologna - l'udienza è stata fissa per l'8 ottobre - Michele Pugliese, due suoi famigliari, Mirko e Mery, l'ex compagna Caterina Tipaldi, e altri quattro.

Claudio Fava Commissione parlamentare antimafia scrive a Mattarella: "Il Comune di Brescello è davvero autonomo?"

«Ieri mattina è arrivata al presidente della Repubblica una mia lettera, accompagnata da un’altra missiva al Prefetto di Reggio Emilia, per verificare se ci sono i presupposti per una commissione di accesso che verifichi i reali margini di autonomia dell’amministrazione di Brescello». Con queste parole il vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia, Claudio Fava (Gruppo Misto) ha annunciato la sua iniziativa questa mattina a Reggio Emilia nel corso di un incontro al Centro di documentazione antimafia. 
La commissione di accesso valuta se ci sono le condizioni per lo scioglimento del Comune. La richiesta del vicepresidente Fava arriva dopo l’intervista del sindaco di Brescello al giornale studentesco Cortocircuito, in cui il sindaco di Brescello, Marcello Coffrini, aveva definito il condannato in via definitiva per associazione mafiosa Francesco Grande Aracri «una persona composta ed educata». 
«Un grande partito come il Pd - ha detto Fava - dovrebbe avere gli strumenti per far sì che Marcello Coffrini non sia più sindaco di Brescello» attraverso una azione di «Consiglio e Giunta Comunale». Coffrini non è iscritto al Pd, ma la sua maggioranza in consiglio è formata da membri eletti in una lista sostenuta dal Pd di Brescello. 
All’incontro era presente anche Sabrina Costi, assessore a Brescello, che ha invitato Fava ad un confronto pubblico sui temi della mafia. Fava ha affermato di voler accettare «un incontro pubblico con la popolazione ma non con il sindaco».

Depositata la sentenza: il Parma Calcio è fallito. Disposto l'esercizio provvisorio

Tommaso Ghirardi esordiva da Presidente con Correre e picchiare, picchiare e correre” (vedi articolo) e poi... da Brescia alla Dastraso, holding di Rezart Taci in Albania, per finire alla Mapi Group, di Gianpietro Manenti in Slovenia... dai capitali illeciti... Dopo pochi anni, insomma, la triade, Ghirardi, Medeghini, Guareschi, a cui Bondi, il gringo aretino richiamato dal "muggito del mondo", poi preda delle giovani, generose cure parmigiane, affidò il Parma calcio è stato un vero disastro. LB 

il 21 maggio si procederà all'esame dello stato passivo di fronte al giudice. Disposto l'esercizio provvisorio
Nominati i curatori Angelo Anedda e Alberto Guiotto. 

A poche ore dall'udienza, per il Parma Calcio il tribunale ha disposto l'esercizio provvisorio dell'impresa. I curatori sono: Angelo Anedda e Alberto Guiotto. Entro tre giorni la società dovrà depositare bilanci e scritture contabili e si procederà all'esame dello stato passivo di fronte al giudice delegato il 21 maggio 2015 alle ore 11.

Arrestato Giampietro Manenti: la mia quarta ipotesi si è avverata.

Lo avevo scritto da questo blog il 01/03/2015 MANENTI AGLI ARRESTI IN VIA BURLA, LA QUARTA IPOTESI . Ho sbagliato solo la casa circondariale. Anziché Parma, Roma. LB 


Da parma.repubblica.it

Il presidente del club preso in custodia dalla Gdf su ordine della Procura di Roma
ROMA - Il patron del Parma calcio Giampietro Manenti è stato arrestato per reimpiego di capitali illeciti nell'ambito di un'operazione, denominata 'GFB-Oculus', condotta dal Nucleo di polizia tributaria di Roma su delega della Procura della Repubblica della capitale e del pm Giorgio Orano. Sono 22 in tutto le persone arrestate, per reati di peculato, associazione a delinquere, frode informatica, utilizzo di carte di pagamento clonate, riciclaggio e autoriciclaggio aggravato dal metodo mafioso, e oltre 60 le perquisizioni su tutto il territorio nazionale.

Manenti è diventato presidente del Parma il 9 febbraio scorso  quando ha rilevato il club per un euro dalla Dastraso, holding di riferimento di Rezart Taci che a sua volta aveva acquistato la società a fine 2014 da Tommaso Ghirardi,accusato dalla Procura di Parma di bancarotta fraudolenta. 

Parma Gestione Entrate, l'Assessore Ferretti al MNC (Movimento Nuovi Consumatori) di Filippo Greci: “Grave travisamento della realtà”

Parma Gestione Entrate, l'Assessore Ferretti a MNC: “Grave travisamento della realtà”

Comune di Parma e PGE rispondono alle recenti calunnie del Movimento Nuovi Consumatori: “Non nuovi ad alterare la realtà dei fatti: il Giudice di Pace non è mai entrato nel merito del ricorso. Il vostro un atto grave. Confermate le denunce nei vostri confronti”. L’assessore al Bilancio richiama anche il senatore Pagliari: “Valuti attentamente i fatti prima di prendere posizione”  

Parma 17 marzo 2015 – L’assessore al Bilancio Marco Ferretti e Parma Gestione Entrate smentiscono in modo categorico la ricostruzione dei fatti del Movimento Nuovi Consumatori, in ordine a un recente ricorso vinto da un cittadino contro Parma Gestione Entrate.

Giudice di Pace non è mai entrato nel merito del ricorso. Grave travisamento voluto da MNC
Con palese travisamento della realtà MNC ha recentemente sostenuto che il Giudice di Pace di Parma avrebbe dato ragione ad un loro assistito, in merito alla possibilità di emettere ingiunzioni da parte di PGE.  Sul punto deve osservarsi come il giudice adito non sia minimamente entrato nel merito del ricorso, poiché la controparte (PGE) non era presente all’udienza, non avendo il ricorrente indicato negli atti la data dell’udienza. Il Giudice  non ha pertanto espresso alcun giudizio sulle censure mosse dall’associato del MNC e ciò che viene affermato con toni sensazionalistici dal suddetto movimento è assolutamente falso. La sentenza, pertanto,  è stata impugnata da PGE,  davanti al Tribunale di Parma e si attende  con assoluta serenità l’esito del giudizio di appello.

Contributi alle tv, truffa da tre milioni di euro. Pier Luigi Gaiti, indagato per truffa aggravata allo Stato e falso.

Operazione della Finanza. Sequestrate frequenze a Teleducato. Indagato l'editore Gaiti per il quale era stato chiesto l'arresto

Sequestrate dalla Guardia di Finanza le frequenze televisive delle emittenti locali Teleducato Parma, Teleducato Piacenza e il canale Allnews per un'inchiesta sull'illegittima erogazione di contributi pubblici.

Secondo le accuse l'amministratore della società proprietaria Telemec, Pier Luigi Gaiti, indagato per truffa aggravata allo Stato e falso, avrebbe presentato autocertificazioni che riportavano dati non veritieri sul l'impiego del personale e del fatturato.

Una truffa da tre milioni di euro: grazie alle carte falsificate la società scalava indebitamente la graduatoria regionale e nazionale del Ministero dello Sviluppo economico. Dal 2008 al 2013 sono stati erogati 700mila euro di finanziamenti in più rispetto a quelli spettanti, ma come sanzione è stata disposta la revoca di tutti i contributi statali erogati per un ammontare di 2.846.000 euro.

Disposto il sequestro preventivo di appartamenti e terreni riconducibili all'indagato, quote societarie e liquidità. Sequestrate anche le tre emittenti che continueranno a trasmettere perché è stato concesso l'uso, ma non potranno essere vendute o cedute fino alla fine delle indagini.

Alta velocità e Grandi opere, in carcere il burocrate Ercole Incalza. Passato anche da Metroparma. Nominato da Elvio Ubaldi

Ercole Incalza era passato da Parma, nominato da Elvio Ubaldi consigliere in Metroparma. Non ci siamo mai fatti mancare proprio nulla! (vedi articolo del 2010 parmaconnection) LB 

Ercole Incalza

Dirigente del ministero dei Lavori pubblici per 14 anni, ha attraversato sette governi

In carcere Ercole Incalza, dirigente del ministero dei Lavori pubblici. Su richiesta della Procura di Firenze quattro arresti e oltre cento perquisizioni sono in corso su appalti pubblici. Arrestati anche il funzionario del ministero e collaboratore di Incalza, Sandro Pacella e gli imprenditori Stefano Perotti e Francesco Cavallo, presidente del Cda di Centostazioni Spa, società del gruppo Ferrovie dello Stato. L’inchiesta condotta dal procuratore di Firenze Giuseppe Creazzo coinvolge cinquanta indagati. Tra loro anche dei politici, non «di primissimo piano». Tra i politici citati negli atti processuali, il ministro Lupi. I reati contestati sono corruzione, induzione indebita, turbata libertà degli incanti e altre violazioni relative alla pubblica amministrazione. Gli appalti finiti nell’indagine riguardano la linea Alta velocità e numerosi lavori legati alle Grandi opere. Gli arresti sono stati eseguiti dai carabinieri del Ros.

Dal 2001 a oggi

Non punibilità per tenuità del fatto. Lipu: "Colpo di spugna sui reati ambientali"

Margherita d'Amico

L’approvazione appena concessa dal Consiglio dei Ministri allo schema di Decreto legislativo con disposizioni "in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto” suscita allarme fra chi si occupa della tutela di fauna e habitat naturali. Dal nuovo corso giuridico potrebbe infatti derivare un autentico salvacondotto per bracconieri e criminali ambientali di vario genere. Si prevede infatti che l’offesa considerata tenue e la condotta individuata come non abituale siano rinviate a giudizi e sanzioni di carattere esclusivamente civile.


Danilo Selvaggi, direttore generale della LIPU-Birdlife Italia

Immediata la reazione della Lipu-Birdlife Italia, che, nella persona del direttore generale Danilo Selvaggi, commenta il pericolo normativo:

 "Aquile abbattute, cicogne sparate, specie protette e habitat danneggiati. In queste ore potrebbe consumarsi uno dei più gravi colpi di spugna sui reati contro l'ambiente. E' il decreto legislativo 130, che in nome di una ipotetica "tenuità del fatto" renderebbe impuniti reati gravissimi contro gli animali e gli ecosistemi. Il Presidente e il Consiglio della Lipu hanno espresso al Governo la più grave preoccupazione, anche ricordando l'importanza e la grande responsabilità dell'Italia per la biodiversità europea".

La Lipu-Birdlife Italia è un'associazione ambientalista che però ha spinte abolizioniste rispetto alle pratiche venatorie e con i suoi centri di recupero salva ogni anno migliaia di animali. Si potrebbe parlare di un'inclinazione animalista?

Mafie, in Emilia 448 beni sequestrati Siamo la prima regione del Nord

I numeri di Libera: in regione cinque operazioni anti-droga al giorno (è la 4/a regione d’Italia) e 312 estorsioni in un anno

BOLOGNA - L‘Emilia-Romagna è la prima regione del nord Italia per sequestri fatti ai boss: i 448 beni sequestrati, dall’agosto 2013 al luglio 2014, rappresentano il 41% del valore totale dell’Italia settentrionale. In tutto il Paese, invece, la regione si posiziona al sesto posto. È quanto emerge dall’edizione 2014-2015 del dossier «Mosaico di mafie e antimafia» realizzato dalla Fondazione Libera informazione e voluto dall’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna. Il documento è stato presentato in Regione a pochi giorni dalla manifestazione di Libera in memoria delle vittime di mafia, che sarà proprio a Bologna, il 21 marzo. Dal documento emerge che in regione ci sono cinque operazioni anti-droga al giorno (è la 4/a regione d’Italia), 312 estorsioni in un anno, 399 episodi di danneggiamento seguiti a incendi e 50 segnalazioni in materia di riciclaggio sulle 161 segnalazioni totali arrivate alla Direzione nazionale antimafia dal luglio 2012 al luglio 2013.

Caso Neymar, il Barcellona rischia l'esclusione dalla Liga

Secondo la stampa spagnola, le richieste del procuratore Perals sarebbero pesantissime (anni di carcere) anche per il presidente Bartomeu e per il suo predecessore Rosell

BARCELLONA - Barcellona fuori dalla Liga per una o due stagioni. Secondo quanto riporta "Mundo Deportivo", sarebbero queste le richieste del  procuratore Josè Perals in occasione del processo sull'operazione Neymar che vedrà sul banco degli imputati l'attuale presidente del Barcellona, il suo predecessore e lo stesso club. Proprio Sandro Rosell e Josep Maria Bartomeu rischierebbero diversi  anni di carcere e multe salate. Il paradosso è che al Barcellona sarebbe consentito di disputare la Champions.

Giovedì il giudice Pablo Ruz ha deciso di rinviare a giudizio Rosell e  Bartomeu per una serie di reati ai danni del fisco spagnolo. In particolare sono accusati di non aver pagato le tasse dovute sull'acquisto del calciatore e di aver inscenato dei contratti con società di comodo per garantire l'ingaggio di Neymar. Secondo la stampa spagnola, l'accusa sospetta una frode fiscale per 12 milioni di euro e in questo caso la legge prevede condanne che vanno da due a sei anni di carcere.
Fonte Link: http://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2015/03/15/news/chiesta_esclusione_barcellona-109586238/?ref=HRERO-1 

Sequestrati 240 kg di carne ovina

Nuova operazione della polizia municipale sulla sicurezza alimentare: sequestrati 240 kg di carne ovina 

Mercoledì scorso alle ore 15, durante un controllo di polizia stradale veniva fermato dagli agenti della polizia municipale, un veicolo Iveco Daily condotto da un italiano con a  bordo un uomo di origine ghanese, entrambi residenti in provincia di Brescia. Gli agenti appurata la regolarità dei documenti inerenti la circolazione  invitavano  gli occupanti il mezzo ad aprire il vano di carico del mezzo, all’interno del quale veniva riscontrata la presenza di numerosi contenitori di cartone, dai quali proveniva un pungente odore di carne  presumibilmente in cattivo stato di conservazione.  

Durante l’ispezione veniva constatata  la presenza di innumerevoli sacchetti di plastica contenenti carne,  priva di tracciabilità e di osservanza dei requisiti igienico sanitari.  

Gli agenti hanno richiesto l’intervento dei medici dell’ USL che, esaminata la carne (presumibilmente ovina), provvedevano  all’immediato  sequestro della merce, per un quantitativo ingente, del peso di circa di 240 kg. di carne.

Il  ghanese riferiva di aver  consegnato 5 o 6 cartoni di carne ad un esercizio etnico nella zona di viale Piacenza, ma l’immediato sopralluogo sul posto non evidenziava alcun riscontro a questa affermazione, e non venivano riscontrate particolari criticità nonostante l’accuratezza dell’ispezione.

Il personale della polizia municipale ha quindi provveduto a contestare al conducente del mezzo verbale per violazione alla L. 298/1974, in quanto veniva effettuato trasporto abusivo per conto terzi, mentre gli ufficiali del servizio sanitario provvedevano, oltre al sequestro della carne, a denunciare  a piede libero i due uomini per commercio di sostanze alimentari abusive. 

Parma, residenza municipale 7 marzo 2015

 

 

La Lega approva il “salva Parma”. Ora la Procura punta Leonardi

La salvezza per il Parma Calcio, o perlomeno un salvagente sufficiente a permettere alla società di giungere alla fine del campionato, verrà dalla Lega Serie A. L’assemblea dei presidenti, con Manenti assente, ha infatti deciso di approvare lo stanziamento di un finanziamento – ponte pari a cinque milioni di euro che permetterà ai crociati di proseguire fino all’ultima giornata e alla Lega stessa di non pagare penali ingenti alle pay tv. Tutti favorevoli i numeri uno presenti tranne Napoli, Roma e Sassuolo, mentre ha espresso parere contrario il Cesena.

La condizione necessaria per il sostegno è però il fallimento della società, perché nessuno nei palazzi romani si fida dell’attuale Presidente Giampietro Manenti, e tutti preferiscono sia un commissario nominato dal tribunale a spendere i soldi in arrivo. Il compito di portare a Parma la notizia spetta al Presidente di Lega Tavecchio, che in queste ore sta raggiungendo la nostra città dove incontrerà sia i giocatori che il sindaco Pizzarotti per confermare l’arrivo dei fondi che dovranno permettere, tra l’altro, di aprire lo stadio.

Intanto, è giunta la notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati dell’ex dg crociato Pietro Leonardi, accusato insieme all’ex Presidente Tommaso Ghirardi di Bancarotta fraudolenta, mentre perquisizioni sono state compiute negli uffici del Parma Calcio a Collecchio e in città, oltre che presso studi professionali cittadini.

Fonte Link: http://www.parmaquotidiano.info/2015/03/06/si-della-lega-al-salva-parma-ma-ora-la-procura-punta-leonardi/ 

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