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La vita sta cambiando pelle

Cronaca Nera e Giudiziaria

Cronaca Nera e Giudiziaria: vicende di giustizia, delitti, accuse, nuove leggi, magistratura. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Approvata la nuova legge sullo spettacolo dal vivo

Ernesto Assante

Partiamo dalla notizia, così riportata dall'ANSA

Ok definitivo per la legge delega di riordino del settore dello Spettacolo, che è stata approvata con 265 voti, 13 i no."La nuova legge - commenta il ministro della cultura Dario Franceschini - incrementa le risorse del Fondo Unico per lo Spettacolo, estende l'ArtBonus a tutti i teatri, rende permanente il tax credit musica, introduce maggiore trasparenza, porta sostanziali novità per il rilancio e la crescita del settore e prevede il graduale superamento della presenza degli animali nei circhi''.

E sottolinea: ''Dopo la nuova legge sul cinema, un altro impegno mantenuto'', mentre su Twitter, con un omaggio fotografico a Fabrizio De André, il ministro fa notare che tra le altre cose la nuova legge riconosce il valore "delle espressioni artistiche della canzone popolare d'autore".

Ecco le principali novità della legge sullo spettacolo dal vivo:

• Aumentano le risorse per lo spettacolo: +19milioni di euro per i prossimi 2 anni e +22,5milioni di euro dal 2020 La riforma incrementa sensibilmente le risorse del Fondo Unico per lo Spettacolo con fondi pari a +9.5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019 e a +22.5 milioni di euro a decorrere dal 2020.

• 4 milioni di euro per spettacoli nelle zone del sisma. La legge autorizza la spesa di 4 milioni di euro per attività culturali nei territori colpiti dal sisma del Centro Italia.

• Estensione dell'ArtBonus a tutti i settori dello spettacolo. La riforma estende l'Art Bonus a tutti i settori dello spettacolo: grazie al provvedimento anche le orchestre, i teatri nazionali, i teatri di rilevante interesse culturale, i festival, i centri di produzione teatrale e di danza, i circuiti di distribuzione potranno avvalersi del credito d'imposta del 65% per favorire le erogazioni liberali finora riservato esclusivamente alle fondazioni lirico-sinfoniche e ai teatri di tradizione.

Tangenti per pilotare sentenze in commissioni tributarie: 10 arrestati, indagato il giudice Nicastro

"Una vera e propria privatizzazione della giustizia tributaria", hanno definito l'operazione i militari della guardia di finanza. Il magistrato, ora a Matera, è stato anche assessore alla Regione Puglia

di TATIANA BELLIZZI

FOGGIA - Una compravendita di sentenze all'interno della Commissione tributaria regionale e di quella provinciale di Foggia. E' quanto accertato dai militari del nucleo di polizia tributaria di Bari che hanno eseguito 13 misure cautelari con le accuse di corruzione in atti giudiziari, falso e truffa in concorso. Arresti domiciliari per i giudici tributari Giuseppe D'Avolio di Ischitella, Vito Merra di Cerignola e i foggiani Antonio Ventura e Antonio Cerase e per i dipendenti della commissione tributaria Rosaria Adriana Benigno e Domenico Laricchia, entrambi foggiani.

Domiciliari anche per i commercialisti foggiani, nonché difensori in commissione tributaria, Gaetano Stasi e Francesco Ricciardi e quelli viestani Valerio Gaetano e Antonio Scala. Il divieto di esercitare la professione di commercialista per 12 mesi è scattato nei confronti di Giovanni Antini e Mauro Gadaleta di San Giovanni Rotondo e Gianluca Orlandi di Noicattaro. Complessivamente sono 40 le persone indagate: 25 i casi accertati dai militari, che avrebbero fruttato la somma di circa 60mila euro. Fra gli indagati c'è anche il giudice Lorenzo Nicastro, ex pm a Bari, attualmente in servizio al tribunale di Matera ed ex assessore all'Ambiente della Regione Puglia nella giunta di Nichi Vendola.

Fideiussioni truffa, l'allarme di Bankitalia

Le garanzie sono chieste ormai in moltissimi casi, dagli appalti al versamento di anticipi per case in costruzioni alle gare sportive. Accanto alle banche e alle compagnie assicurative abilitate a rilasciarle, un giro di società che non hanno il titolo e neanche il patrimonio. Le inchieste della Guardia di Finanza, la denuncia e il monitoraggio di via Nazionale

di ROSARIA AMATO

ROMA - Dovrebbero garantire, ma invece spesso si rivelano carta straccia. Le fideiussioni sono sempre più a rischio: la Guardia di Finanza negli ultimi mesi ha scoperto truffe miliardarie, come il caso della stamperia clandestina che in un appartamento di Latina ha sfornato polizze fideiussorie false per mezzo miliardo, rilasciate per garantire appalti pubblici e privati e tutela ambientale. E non si tratta neanche della cifra più alta: nel febbraio 2016 a Roma è stato scoperto un giro di Confidi apparentemente legale (erano abilitati a fornire garanzie per le Pmi loro socie) ma che avevano costituito una filiera gigantesca che aveva rilasciato false garanzie per oltre un miliardo.

Crac Magic: 17 richieste di rinvio a giudizio della Procura di Parma

Per il fallimento dell’azienda di mangimi di Bogolose rischiano il processo l'ex presidente Lina, i consiglieri del cda e i membri del collegio sindacale

La Procura di Parma ha chiesto il rinvio a giudizio dei 17 indagati per il crac Magic, storica azienda di mangimi di Bogolese.

All’inizio dell’anno il pm Paola Dal Monte aveva depositato l’avviso di fine indagine per l’inchiesta portata avanti dalla Guardia finanza. Oltre all'ex presidente Giuseppe Lina, debbono rispondere del dissesto dieci membri dei cda in carica dal 2005, cinque ex sindaci e un revisore dei conti. 

Le accuse sono, a vario titolo, bancarotta fraudolenta aggravata dal reato societario, bancarotta per distrazione e dissipazione, ricorso abusivo al credito, bancarotta documentale e bancarotta semplice.

Il revisore è indagato per false attestazioni sulla situazione patrimoniale ed economica. 

Tutti i beni dell'azienda, fallita con un debito di 28 milioni, sono stati venduti per poco meno di un milione e mezzo di euro nel 2014 dopo tre aste andate deserte.

Ora i 17 indagati, come riporta la Gazzetta di Parma, potrebbero rischiare il processo, se venisse confermata la richiesta della Procura. Si tratta del

Grana Padano spacciato per Parmigiano in Francia. La denuncia di Fabio Rainieri

Interrogazione di Fabio ranieri (Lega Nord) alla Giunta regionale. "Alzare i livelli di vigilanza"

Grana padano etichettato come Parmigiano Reggiano in un supermercato. È quanto risulta in una fotografia di cui è venuto in possesso il Vice Presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ed esponente della Lega Nord, Fabio Rainieri, che al riguardo ha presentato un’interrogazione in Regione.
Rainieri evidenzia come il Parmigiano Reggiano sia un prodotto diverso e di maggiore qualità con conseguenti differenze anche sul prezzo di vendita al dettaglio rispetto al Grana Padano per cui la confusione tra i due prodotti ingenera sicuramente un grave danno alla produzione del primo.
"Dalla fotografia - prosegue una nota di Rainieri - si legge bene l’etichetta del prodotto contraffatto da cui si evince con chiarezza che è stato distribuito dalla Nuova Castelli S.p.A., una società leader nella distribuzione di prodotti caseari soprattutto per l’estero ma avente sede legale a Reggio Emilia. Già in passato sono stati sollevati dubbi sulla regolarità dell’attività della stessa società di distribuzione perché sospettata di stoccare e stagionare insieme nei medesimi magazzini diversi tipi di formaggi a pasta dura con il potenziale alto rischio di confonderli".
Nell’interrogazione l’esponente del Carroccio chiede alla Giunta regionale se ritiene che di fronte a un fatto così inequivocabile di dannosa contraffazione si debbano alzare i livelli di vigilanza per la tutela del Parmigiano Reggiano. Inoltre, ha chiesto di valutare un approfondimento sulle attività della Nuova Castelli. 30 Ottobre 2017

Fonte Link gazzettadiparma.it 

Nomine all'ospedale di Parma: indagati Borghi, Grisendi e Meschi

L'inchiesta riguarda l'incarico a capo del reparto di Medicina interna e lungodegenza critica

L’ex rettore dell’università di Parma, Loris Borghi, è indagato dalla Procura di Parma per concorso in abuso d’ufficio insieme a Tiziana Meschi e all’ex direttore dell’ospedale Maggiore Leonida Grisendi.

Borghi è sotto indagine per abuso d’ufficio anche nell’ambito dell’inchiesta Pasimafi.

L’indagine della Guardia di finanza, coordinata dal pm Umberto Ausiello

 - come riporta la Gazzetta di Parma - riguarda la nomina di Meschi a capo del reparto di Medicina interna e lungodegenza critica dell’ospedale cittadino. 

Un caso diventato pubblico nel 2015 che aveva al centro i rapporti tra Borghi e la sua ex allieva, fatti di cui si era occupato anche l’Espresso. 26 ottobre 2017

Fonte Link parma.repubblica.it
 

Parma, sequestro giudiziario per la pizzeria Arte&Gusto

I proprietari coinvolti nell’inchiesta anti-evasione che ha portato all’arresto di Wally Bonvicini. Il locale resta aperto: le quote affidate a un amministratore giudiziario

La pizzeria Arte&Gusto, in via Emilia est a San Lazzaro, è stata posta sotto sequestro nell’ambito della maxi-inchiesta anti evasione fiscale, che ha condotto all’arresto di Wally Bonvicini. 

La decisione che riguarda la totalità delle quote della srl Arte e Gusto - come riporta la Gazzetta di Parma - è stata stabilita dal tribunale del riesame che ha confermato quelle che erano le richieste del Gip. 

Nell'indagine della Finanza sono finiti i gestori del ristorante pizzeria: Immacolata, Mario e Arcangela Francese, Marco Abbruzzese e Cecilia Simeone; sotto indagine per sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Secondo gli inquirenti avrebbero accumulato un debito con l’erario di 347mila euro.

Il locale in via Emilia est - frequentato da numerosi parmigiani - intanto rimane aperto. Le quote sono ora sotto il controllo di un amministratore giudiziario. 24 ottobre 2017

Fonte Link parma.repubblica.it

Conflitto interessi e investimenti: perché Busitalia è stata bocciata dal Tar di Parma

Le motivazioni della sentenza

Il Tar di Parma ha reso disponibile le motivazioni della sentenza con la quale ha accolto in parte i ricorsi di Tep e Tper avversi all'aggiudicazione a Busitalia (Gruppo Fs) del servizio di trasporto pubblico a Parma e provincia. I rilievi portano all'annullamento della gara che dovrà essere nuovamente bandita: "Entrambi i ricorsi principali devono essere accolti limitatamente alla domanda di annullamento dell’intera procedura di gara con assorbimento delle ulteriori censure (principali o incidentali)".

I giudici del tribunale hanno accolto diversi rilievi avanzati da Tep. Tra gli elementi di maggior rilievo si evidenzia quello del conflitto d’interesse, legato a un manager che ha prima contributo alla preparazione della gara per l’assegnazione del servizio di trasporto pubblico a Parma e poi è stato coinvolto nella stessa gara per conto di Busitalia. 

SENTENZA TAR DI PARMA PDF

Il professionista, infatti, ricostruisce la sentenza, ha prima realizzato la documentazione di gara relativa all’affidamento del trasporto pubblico per conto della stazione appaltante Smtp "prevedendo la contesta equiparazione fra le pregresse esperienze tramviarie e filoviarie (mai riconosciuta precedentemente), compreso il piano economico finanziario simulato da utilizzarsi a cura della stazione appaltante […]"; dopodiché, una volta espletati i descritti incarichi, "veniva assunto da Busitalia che partecipava (aggiudicandosela) alla gara".

Morta nell’esplosione della sua auto la giornalista maltese Daphne Caruana Galizia. Nelle sue inchieste aveva accusato il governo dell’isola di corruzione

Daphne Caruana Galizia, giornalista d’inchiesta maltese, è morta oggi, 16 ottobre, nell’esplosione della sua auto a Bidnija.  La blogger, 53 anni, soprannominata ‘una donna Wikileaks’ da Politico, che l’aveva inserita tra le 28 personalità che “stanno agitando l’Europa”, era diventata celebre in seguito allo scandalo dei ‘Maltafiles’.

Nel 2016, nel pieno del caso dei ‘Panama Papers’, aveva chiamato in causa anche la moglie del premier Muscat, accusandola di avere delle proprietà nei paradisi off-shore. In seguito alla sua denuncia lo stesso Muscat aveva indetto elezioni anticipate a giugno, vincendole.

“Tutti sanno quanto Galizia fosse critica nei miei confronti, sia a livello personale, sia politico, ma nessun può giustificare questo atto barbaro. Non avrò pace finché non sarà fatta giustizia”, ha detto il premier laburista, che in conferenza stampa ha apertamente affermato che ad uccidere la giornalista sarebbe stata un’autobomba.

Secondo il Times of Malta, la cronista, 15 giorni fa, aveva depositato una denuncia dopo aver ricevuto minacce di morte. 16 ottobre 2017

Fonte Link http://www.primaonline.it/2017/10/16/262434/morta-nellesplosione-della-sua-auto-la-giornalista-maltese-daphne-caruana-galizia-nelle-sue-inchieste-aveva-accusato-il-governo-dellisola-di-corruzione/

Giorgio Pagliari: truffa dei "libretti al portatore", rassicurazioni dal Ministro della Giustizia

Esprimo soddisfazione per la risposta che il Ministro della Giustizia ha inteso farmi pervenire relativamente all'interrogazione presentata tempo fa in merito alla truffa messa in atto, ai danni di ignari cittadini, dall'Avv. Canzona e dell'Avv. Orecchioni.

Il Ministro ha ribadito, nella sua risposta, che la vicenda è particolarmente seguita dalle competenti articolazioni del Ministero.

Nella ricostruzione da quest'ultimo operata, inoltre, e proposta nella risposta all'atto di sindacato ispettivo, si evidenzia come la vicenda sia stata debitamente affrontata sia in sede penale che civile, essendo emerse le responsabilità penali, civili e amministrative dei due professionisti.

Nella risposta del Ministero viene dato merito, tra l'altro, alla mia interrogazione, di aver contribuito a tenere desta l'attenzione e di aver concorso, tramite l'opera fondamentale del Tribunale di Roma, ad avviare l'iniziativa amministrativa volta a conseguire, nei termini di legge, il recupero delle spese di giustizia.

Il Ministro ha assicurato, inoltre, che continuerà a prestare la massima attenzione al caso sino alla definizione del procedimento penale attualmente in corso. Assicurazione cui mi associo e cui anche io, per quello che posso, darò seguito.

GIORGIO PAGLIARI

La deriva del processo a danno dei cittadini

 Remo Danovi

Caro direttore, si parla spesso di passaggi epocali della giustizia, che si illude di rincorrere i suoi ritardi con le riforme dei codici e il processo telematico. Ma è in corso un passaggio molto più insidioso e pericoloso, con la rinuncia a giudicare le questioni controverse, e la moltiplicazione delle pronunce che dichiarano inammissibili o improcedibili i ricorsi, soprattutto in Cassazione.

Tali sono infatti dichiarati tutti gli atti della difesa ritenuti non conformi alle regole formali, sempre più minuziose e restrittive, elaborate dalla giurisprudenza o introdotte dal legislatore con l’approvazione o il suggerimento della stessa magistratura. Qualche anno fa si tentò con i «quesiti di diritto»: innovazione abbastanza confusa e cervellotica, ripudiata dopo un brevissimo periodo di applicazione. Poi si è passati al principio della «doppia conforme» fra tribunale e corte d’appello, che impedisce di eccepire in Cassazione qualunque difetto di motivazione; e, ancora, all’«autosufficienza dell’atto», che impone di dettagliare e produrre tutte le argomentazioni e gli elementi di prova nel medesimo atto, costringendo a mescolare argomenti e documenti. All’opposto, è stabilito il dovere di «sinteticità degli atti», limitando il numero di argomentazioni e di pagine. Tutto, sempre, sanzionato con l’inammissibilità. In Cassazione perfino il ricorso contrario a una decisione precedente è dichiarato inammissibile, quasi che il nostro sistema continentale sia stato sostituito dalla common law anglosassone.

Soldi spariti alla Stu Authority, liquidatore: "Incredulo ma è una truffa alla banca"

Consulente svuota i conti dell'Authority e fugge. L'opposizione attacca: "La notizia andava resa pubblica prima". Bilancio consolidato Comune e partecipate: indebitamento complessivo di 375 milioni di euro

"Sono tutt’ora incredulo". Così il liquidatore di Stu Authority Nicola Rinaldi ha commentato il caso di Federico Faccini, il 54enne consulente parmigiano della partecipata del Comune, svanito nel nulla con oltre mezzo milione di euro, sottratti dai conti della società e poi restituiti dalla banca coinvolta. 

Il caso, come annunciato, è arrivato all'esame della seduta congiunta delle commissioni Bilancio e Controllo, dove il dirigente della partecipata è stato ascoltato. Rinaldi, sentito dalla guardia di finanza come persona informata dei fatti e alla guida dell’Authority dal 2014, ha descritto Faccini - impiegato come consulente dal 2012 - come una persona che ha sempre svolto in modo corretto i suoi incarichi, contribuendo al funzionamento della società. 

Una società in liquidazione, che nell’organico oltre al liquidatore e all’irreperibile 54enne parmigiano, vanta solo un altro impiegato distaccato dal Comune. “Mi è stato presentato come persona affidabile e corretta. Radicata nel territorio, con affetti e legami in città. Mai avrei potuto immaginare in questi anni fatti come quelli che sono accaduti”. 

"Aveva lavorato - ha proseguito Rinaldi - nel mondo bancario, con il quale aveva legami e relazioni di fiducia. Non è certamente grazie all’Authority che ha potuto accreditarsi presso gli istituti di credito, sono rapporti che aveva costruito personalmente".

Reati, Parma al primo posto in Italia per denunce di usura

I dati 2016 del report del Sole 24 ore: nel capoluogo e in provincia commessi oltre 21mila reati

Sono stati 21.123 i reati rilevati nel 2016 a Parma e provincia. Il territorio registra 4.706 denunce ogni centomila abitanti, numeri che valgono la 15esima posizione nella tradizionale classifica elaborata dal Sole 24 ore basata sui dati forniti dal ministero dell’Interno. 

Rispetto all’anno precedente, si registra un calo dei delitti del 2,39%. La media è di un reato commesso ogni 2,4 ore: un rilevamento analogo a Reggio Emilia, peggiore rispetto a Modena (3,7), migliore considerando Piacenza (1,2 ore).

Usura - Per quanto riguarda le tipologie di reati (denunce ogni 100mila abitanti) Parma risulterebbe secondo il report immune da fenomeni quale associazioni di tipo mafioso e associazioni per delinquere. Si registrano invece 23 estorsioni. Poco rilevato anche il fenomeno del riciclaggio con 1,57 denunce ogni centomila abitanti. Spicca l'usura: 11,58 denunce sempre ogni 100mila abitanti che collocano il territorio al primo posto nazionale. Reggio Emilia, seconda, si ferma a 3,38.

Il dato di Parma era stato evidenziato nel 2016 anche da un rapporto Eurispes.Così come va tenuto conto della recente operazione che ha scoperto un'associazione anti-usura che truffava gli utenti.

I furti -  Ne sono stati denunciati 3.766 ogni centomila abitanti, collocando Parma e provincia al 15esimo posto a livello nazionale.

Fisco: dichiarazioni fraudolente, sequestro beni per 23 mln. Coinvolte Cooperative di servizi

Operazione della Finanza in diverse province fra cui Parma

Una maxi-evasione fiscale di oltre 25 milioni e un sequestro preventivo di beni per più di 23 milioni. Sono questi i numeri dell'operazione Eolo condotta dalla Guardia di Finanza di Chiavenna dal 2014 a oggi.

L'indagine ha smascherato un'associazione a delinquere dedita alla realizzazione di frodi fiscali sull'intero territorio della Lombardia, accertando il coinvolgimento di 6 persone e 5 cooperative con sede operativa nelle province di Sondrio, Bologna, Como, Modena, Parma, Pesaro-Urbino, Reggio Emilia, Rimini e Roma.

"In particolare - spiega il colonnello Massimo Manucci, comandante provinciale della Guardia di Finanza di Sondrio - dall'attività investigativa è emerso che alcune cooperative esercenti l'attività di pulizie e facchinaggio a favore di noti marchi della grande distribuzione hanno presentato dichiarazioni fiscali fraudolente attraverso le quali venivano generati crediti di imposta".

I componenti dell'associazione  sono stati denunciati alla Procura anche per aver ostacolato la ricostruzione del reale volume d'affari delle società, attraverso l'occultamento e la distruzione della documentazione contabile obbligatoria. "Sono in corso ulteriori indagini - aggiunge il colonnello Manucci - per appurare se le catene appartenenti alla grande distribuzione che si avvalevano dei servizi offerti dalle cooperative a prezzi ribassati fossero estranee o meno al sistema di frode".

Fonte Link parma.repubblica.it

Parma, Ferretti: "Conto Stu svuotato? Noi corretti, prova è restituzione soldi"

Il caso del consulente dell'Authority in fuga con 600 mila euro. L'assessore: "Non abbiamo reso pubblica la vicenda per rispetto del segreto istruttorio". Pezzutto insiste: "Una vicenda che si è verificata in piena campagna elettorale..."

"Come Comune e Stu Authority riteniamo di avere agito correttamente. In caso contrario, non credo la banca coinvolta (Credito Valtellinese, ndr) ci avrebbe restituito tutto il maltolto con valuta datata il giorno della sparizione".

L'assessore al Bilancio Marco Ferretti commenta la vicenda del consulente della società partecipata sparito con quasi 600mila euro e rivendica il comportamento lineare tenuto dai due enti pubblici: "Abbiamo fatto quello che ogni amministratore doveva fare, cioè recuperare i soldi" dice ricordando di essersi recato nell'istituto di credito con i carabinieri e il liquidatore della società partecipata.

Eppure i gruppi di minoranza Parma Unita Centristi e Pd hanno annunciato una richiesta di chiarimenti evidenziando soprattutto la mancanza di indormazioni su una vicenda risalente allo scorso giugno: "Una volta sporta denuncia da parte nostra e avviata l'indagine, gli inquirenti ci hanno chiesto di mantenere il segreto istruttorio ed è per questo che non abbiamo fatto trapelare nulla. Per rispetto nei confronti di chi sta conducendo l'inchiesta. Reputo una polemica sterile quella della minoranza". E si chiede come sia possibile che dalla Procura escano notizie relative a indagini non ancora chiuse.

Green Hill - La Cassazione conferma le condanne

Grande soddisfazione per la chiusura definitiva del processo ai vertici dell’azienda di Montichiari, dove si preferiva sopprimere i cani anziché curarli. Rosati: questa vittoria è un passo molto importante che deve ancora una volta far ragionare sulla necessità di pene più severe per questi reati. 

I vertici dell’allevamento lager di beagle destinati alla sperimentazione animale sono stati finalmente condannati in via definitiva. Un anno e sei mesi per Ghislane Rondot, co-gestore della struttura, e per il veterinario Renzo Graziosi. Un anno per Roberto Bravi, direttore dell’allevamento. La Cassazione ha infatti confermato le condanne ricevute dagli imputati nel primo e secondo grado di giudizio. 

Michele Pezone, Legale e Responsabile Diritti Animali di LNDC, commenta così: “Con questa sentenza della Cassazione si chiude una vicenda processuale di portata storica, che ha dimostrato che il lavoro congiunto  delle associazioni può portare a risultati insperabili, come la salvezza di oltre tremila beagle che sarebbero stati destinati alla sperimentazione e la condanna definitiva dei vertici di un colosso nel campo dell'allevamento di questi poveri animali che operava in modo non conforme alle leggi.” 

Secondo l’accusa, infatti, nell'allevamento si praticava "l'eutanasia in modo disinvolto, preferendo sopprimere i cani piuttosto che curarli" e le politiche aziendali andavano “in senso diametralmente opposto alle norme comunitarie e nazionali".

Parma, collaboratore del Comune in scadenza sparisce coi soldi

Ha svuotato i conti di una società partecipata: 576mila euro. Irreperibile da giugno. 

Il consulente di una società partecipata controllata al 100% dal Comune di Parma, Federico Faccini, 54 anni, parmigiano, è sparito da quattro mesi.

Prima ha svuotato i conti della Stu Authority, l'azienda municipalizzata per cui collaborava intascandosi 576mila euro.

Il contratto di consulenza in ambito finanziario era attivo dal 2013 ed è in prossima dell'ultima scadenza, il 30 giugno scorso, che il professionista ha fatto perdere le proprie tracce. Sul caso la Procura di Parma ha aperto un'inchiesta per truffa aggravata.

La Guardia di Finanza ha ricostruito le mosse del collaboratore che ha fatto confluire il denaro depositato dalla partecipata su più conti in uno solo. Dopodiché ha disposto il maxi bonifico a favore di una sua società (chiamata Authority spa) falsificando la firma del liquidatore della vera Authority.

Eroina, allarme per ondata di casi di overdose: il consumo cresce tra i giovanissimi

Nel 2016 ci sono stati 266 morti. Ora a Ferrara tre casi in pochi giorni e uno fatale, a Mestre dieci morti in tre mesi: una strage silenziosa che ricorda gli anni Settanta e contro la quale si battono tra molte difficoltà i centri per le tossicodipendenze. L'esperta: "Le nuove vittime sono giovani, spesso consumatori occasionali alle prese con spacciatori che però non sono più consumatori"

di VALENTINA AVON

Tre ragazzi che vanno in overdose da eroina in meno di una settimana, Ferrara non li aveva mai visti, non in anni recenti. Una ventina di giorni prima, il 26 agosto, l'eroina aveva ucciso un ragazzo di vent'anni. Delle tre overdose che sono seguite, pochi giorni fa, una è stata fatale, per un venticinquenne, altri due ragazzi di 18 e 20 anni sono stati presi per i capelli dai sanitari, che li hanno salvati da morte certa. A Mestre l'eroina ha ucciso dieci persone in tre mesi. Nelle Marche nelle cronache locali non è raro trovare notizia di interventi salvavita dei sanitari o di altri decessi. Storicamente, le morti per sovradosaggio di oppiacei, che in Italia e Europa continua a significare eroina, accadono nel Centro e Nord Italia.

Salumi e vino pericolosi per la salute: scatta il maxi sequestro a Giugliano

Valerio Papadia

Gli uomini della Guardia di Finanza hanno fatto irruzione in un’azienda conserviera, del tutto sconosciuta al Fisco, rinvenendo migliaia di prodotti in pessimo stato di conservazione. Il responsabile è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria.

Migliaia di prodotti, conservati in ambienti in pessime condizioni igienico-sanitarie e pericolosi per la salute dei consumatori. Maxi operazione della Guardia di Finanza di Napoli a Giugliano in Campania, nella provincia partenopea, che ha portato al sequestro di un'azienda conserviera, del tutto ignota al Fisco, e alla distruzione di migliaia di prodotti alimentari che sarebbero potuti finire sulle tavole dei napoletani: l'azienda operava senza alcuna autorizzazione commerciale e sanitaria.

Nella fattispecie, i militari delle Fiamme Gialle hanno sequestrato 15mila bottiglie contenenti passata di pomodoro, 100 bottiglie di vino, oltre ad un vasto quantitativo di salumi e insaccati. Durante le operazioni di sequestro dell'intera fabbrica, un ambiente di circa 350 metri quadri, i finanzieri hanno anche identificato tre soggetti intenti a lavorare senza regolare contratto di assunzione. Il proprietario dell'azienda, rintracciato, è stato denunciato all'Autorità Giudiziaria. 

26 SETTEMBRE 2017

Fonte Link http://napoli.fanpage.it/salumi-e-vino-pericolosi-per-la-salute-scatta-il-maxi-sequestro-a-giugliano/

Il ricercatore con il microfono che ha incastrato i baroni: “Se fai ricorso addio carriera”

Philip Laroma Jezzi ha rifiutato di ritirarsi e ha mandato alla Finanza le registrazioni: “È il vile commercio dei posti”

di MICHELE BOCCI

FIRENZE Essere il migliore può rivelarsi non un pregio ma un difetto da penalizzare. Almeno nel mondo alla rovescia dell’università italiana. «Con che criterio sei stato escluso dal concorso? Col vile criterio del commercio dei posti». È quasi aulico il noto ex docente di diritto tributario Pasquale Russo, maestro di decine di colleghi e oggi dedito solo all’attività del suo studio fiorentino, quando spiega al ricercatore che vorrebbe diventare professore associato come funzionano le cose. «Non è che tu non sei idoneo, è che non rientri nel patto del mutuando». Russo non sa, quel 21 marzo del 2013, che chi sta ascoltando la sua lectio magistralis sul mondo dei concorsi dopo la riforma del 2010 ha acceso il registratore sul telefono. Sono proprio le parole memorizzate sul cellulare di Philip Laroma Jezzi a far partire l’inchiesta che ha travolto un intero settore scientifico di Giurisprudenza.

L’avvocato che denuncia Laroma Jezzi è un tributarista con studio in un grande palazzo nel centro fiorentino, in via Maggio, che si è opposto alla strada segnata per lui e per tanti suoi colleghi dai professori della sua materia. Non solo ha registrato due conversazioni fondamentali, ha anche tenuto costantemente informati procura e Gardia di finanza su quello che avviene all’università, su bandi e concorsi. Già anni fa una sua segnalazione aveva dato il via a un’indagine della procura, quella sull’ex direttore provinciale dell’Agenzia delle entrate fiorentina Nunzio Gargozzo, poi condannato ben tre volte per corruzione. Prendeva mazzette e in cambio si prodigava per far risparmiare le imposte a imprenditori e professionisti colpiti da accertamenti fiscali.

'Ndrangheta, maxioperazione in Lombardia: il sindaco di Seregno ai domiciliari per corruzione

Sono in tutto 27 le misure cautelari emesse dai gip di Milano e Monza. Edoardo Mazza è accusato di corruzione: avrebbe favorito gli affari di un imprenditore legato alle cosche in cambio di voti

I carabinieri del Comando provinciale di Milano hanno eseguito dalle prime luci dell'alba una serie di arresti nelle province di Monza, Milano, Pavia, Como e Reggio Calabria nell'ambito di un'inchiesta su infiltrazioni della 'ndrangheta nel mondo dell'imprenditoria e della politica in Lombardia. Tra gli arrestati anche il sindaco di Seregno (Monza) Edoardo Mazza, di Forza Italia. È accusato di corruzione: avrebbe favorito gli affari di  un imprenditore legato alle cosche, il quale si sarebbe a sua volta adoperato per procurargli voti.

- "Noi vi vogliamo bene": striscione di solidarietà fuori dal bar "infiltrato"

Le misure cautelari. L'inchiesta è coordinata dalla Procura di Monza e dalla Procura distrettuale Antimafia di Milano. In tutto, 27 misure cautelari: 21 in carcere, 3 ai domiciliari e 3 interdittive, firmate dai Gip Pierangela Renda e Marco Del Vecchio.

Le accuse. Le 27 persone sono accusate a vario titolo di associazione di tipo mafioso, estorsione, detenzione e porto abusivo di armi, lesioni, danneggiamento (tutti aggravati dal metodo mafioso), associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio, abuso d'ufficio, rivelazione e utilizzazione di segreto d'ufficio e favoreggiamento personale.

Indagini della Procura di Genova sull'ENPA

ENPA

Come già anticipato da “Edizioni Oggi” nell'inchiesta giornalistica (ancora in corso) sull'Ente Nazionale Protezione Animali, sarebbero saltati fuori conti correnti in paradisi fiscali, investimenti in lussuosi alberghi a Malta, sulle assolate coste del Mar Rosso, oppure in società specializzate in operazioni immobiliari, o ancora in amministrazioni che con gli animali non hanno mai avuto, e non hanno, nulla in comune.

Le indagini in corso hanno evidenziato movimenti che gli inquirenti ritengono a dir poco “sospetti”, per centinaia di migliaia di euro solo nel 2011, ma l'inchiesta sta procedendo, ricostruendo a ritroso i molti aspetti decisamente misteriosi della gestione amministrativa del'Ente Nazionale Protezione Animali.
E' quindi entrata in campo la Guardia di Finanza che, su mandato della Procura di Genova, ha messo le mani su una voluminosa documentazione con riscrontri contabili e le tracce di operazioni e prelievi via bancomat, oltre a versamenti per conto dell'ENPA ad associazioni minori definite “animaliste” ma di fatto mai sottoposte ad alcuna verifica dallo stesso Ente Nazionale, che nel frattempo è stato segnato da numerose dimissioni e commissariamenti.

LAV, TRAFFICO CUCCIOLI: CASSAZIONE CONFERMA LA CONDANNA A TRE ANNI DI RECLUSIONE A CARICO DEL TITOLARE DI UN CENTRO CINOFILO DELL’HINTERLAND MILANESE.

TRAFFICO CUCCIOLI: CASSAZIONE CONFERMA LA CONDANNA A TRE ANNI DI RECLUSIONE A CARICO DEL TITOLARE DI UN CENTRO CINOFILO DELL’HINTERLAND MILANESE.

SODDISFAZIONE DELLA LAV, PARTE CIVILE NEL PROCESSO 

La Corte di Cassazione ha confermato la pena a tre anni di reclusione per maltrattamento di animali, falso e frode nell’esercizio del commercio, a carico del titolare di un centro cinofilo dell’hinterland milanese. La LAV si era costituita parte civile nel procedimento. 

Siamo molto soddisfatti della sentenza della Suprema Corte – dichiara Ilaria Innocenti, responsabile nazionale dell’Area Animali LAV – Il traffico dei cuccioli, oltre al carico di sofferenza per i giovanissimi animali coinvolti e le loro madri, rappresenta un’attività criminosa ancora diffusa in Italia che deve essere adeguatamente punita e contrastata”.

I fatti risalgono al 2009 quando con un blitz gli agenti del Corpo Forestale dello Stato di Milano e Brescia, insieme al nucleo investigativo ambientale, sequestrarono 112 cagnolini all’interno di una cascina nella campagna milanese. 

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