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La vita sta cambiando pelle

Cronaca Nera e Giudiziaria

Cronaca Nera e Giudiziaria: vicende di giustizia, delitti, accuse, nuove leggi, magistratura. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

LAV: PROCESSO “GREEN HILL BIS”, TRIBUNALE DI BRESCIA ASSOLVE I DUE VETERINARI ASL

PROCESSO “GREEN HILL BIS”, TRIBUNALE DI BRESCIA ASSOLVE I DUE VETERINARI ASL ACCUSATI DI CONCORSO IN MALTRATTAMENTI, UCCISIONI, OMESSA DENUNCIA E FALSO IDEOLOGICO, E I DIPENDENTI DELL’ALLEVAMENTO DALL’ACCUSA DI FALSA TESTIMONIANZA

LAV: CONTROLLORI ASSOLTI, EPPURE GREEN HILL E’ STATA CONDANNATA FINO IN CASSAZIONE. COME E’ STATO POSSIBILE NON ACCORGERSI DEI REATI, DELLE UCCISIONI E DEI MALTRATTAMENTI? IMPUGNEREMO LA SENTENZA.

Dopo la clamorosa condanna in tre gradi di giudizio e quindi fino in Corte di Cassazione (3 ottobre 2017) dei vertici di Green Hill, l’allevamento di cani beagle destinati alla sperimentazione sequestrato nel 2012 - per maltrattamento di animali e uccisioni senza necessità - il Tribunale di Brescia oggi ha assolto i due medici veterinari Asl che avevano l’obbligo professionale e morale di controllare. Erano accusati di concorso in maltrattamenti, uccisioni, omessa denuncia e falso ideologico. Per i due veterinari Asl, la Procura della Repubblica di Brescia aveva chiesto la condanna a  due anni di reclusione. Assolti anche i dipendenti dall’accusa di falsa testimonianza.

Ior, Cipriani e Tulli condannati dal Tribunale vaticano

«Mala gestione», dovranno risarcire i danni. Il direttore e il suo vice si erano dimessi nel 2013. L’istituto: volontà di perseguire qualsiasi cattiva condotta intrapresa a nostro danno

L’ex direttore generale dello Ior, Paolo Cipriani, e il suo vice, Massimo Tulli, sono stati condannati dal Tribunale del Vaticano. Il promotore di giustizia aveva preannunciato sabato scorso che era «di imminente pubblicazione» la sentenza relativa a «dirigenti apicali dell’Istituto per le Opere di Religione, citati per mala gestio e conseguenti danni da investimenti finanziari altamente onerosi per l’Istituto». E oggi è arrivata la sentenza con tanto di ingiunzione a «risarcire lo Ior dei danni emersi».  

La condanna dei due ex dirigenti dello Ior – dimessisi nel luglio del 2013 e condannati in una distinta vicenda dalla giustizia italiana lo scorso febbraio – conferma «la volontà dello Ior - si legge in una nota dell’Istituto che ha sede nel torrione Niccolò V, diramata in serata dalla Sala Stampa vaticana - di perseguire attraverso procedimenti giudiziari qualsiasi cattiva condotta intrapresa a suo danno, non importa dove e da parte di chi».   

«Con decisione pubblicata quest’oggi, il Tribunale civile dello Stato della Città del Vaticano ha riconosciuto due ex dirigenti di lungo corso dello Ior responsabili di mala gestione», rende noto l’Istituto. «La Corte ha ordinato loro di risarcire lo Ior dei danni emersi. La decisione della Corte è il risultato della causa civile avviata dallo Ior nel settembre 2014 attraverso un’approfondita ispezione degli investimenti finanziari intrapresi dall’Istituto nella prima metà del 2013».   

Il coraggio degli ex falsari del Regio di Parma non ha limiti

Sergio Pellegrini Luigi Boschi

il 25 gennaio 2018 ore 14 udienza a Parma del processo intentato da Sergio Pellegrini (ex OTR -Orchestra Teatro Regio di Parma srl) contro Luigi Boschi per diffamazione. L'eccelso clarinetto marpigiano (della città di Marpa - opera di Luigi Derlindati, edito da Derlo) ha pure chiesto in una querela integrativa il sequestro del socialblog luigiboschi.it
Il coraggio degli ex falsari del Regio non ha limiti! Ma il "fatto non sussiste". Come a Torino per Erri De Luca spero che anche a Parma, il diritto di parola garantito dall'art.21 della Costituzione Italiana, prevalga sulle querele intimidatorie che non smentiscono i fatti avvenuti (scritti e documentati) all'interno del Teatro Regio negli anni di "Parma Capitale della Musica"Parma, 24 gennaio 2018
Luigi Boschi

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Parma, intascava tasse dei master: sequestrati 1,7 milioni al professor Guido Fanelli

Confisca della Procura a carico del dirigente medico accusato di concussione e peculato

di FRANCESCO NANI

Si sarebbe intascato anche i soldi pagati dagli studenti per partecipare ai master universitari. Nuovi provvedimenti giudiziari nei confronti di Guido Fanelli, dirigente medico e professore universitario a Parma (attualmente sospeso dall'incarico) ritenuto a capo dell'associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e al riciclaggio e per questo arrestato lo scorso maggio insieme ad altre 18 persone tra medici e imprenditori.

Il Nas di Parma, su richiesta della locale Procura della Repubblica, gli ha confiscato oltre 1,7 milioni di euro che, secondo gli inquirenti, sono provento di corruzione e peculato.

Il sequestro si basa su risultati investigativi che hanno consentito di acclarare, a carico del dirigente medico, la riscossione di grosse somme di denaro quale prezzo di condotte corruttive messe in atto a vantaggio di importati imprese farmaceutiche.

Accertato inoltre come lo stesso Fanelli abbia destinato a fini privati somme derivanti dal pagamento delle quote d’iscrizione a master universitari, delle quali l’indagato aveva la disponibilità in ragione del suo ruolo di direttore della scuola di specializzazione all'università di Parma.


Il sequestro, in fase esecutiva, ha interessato le liquidità, i conti correnti, i beni mobili ed immobili dell’indagato, nonché le 
patrimonialità (autovetture, yacht, appartamenti e conti correnti) riferibili a due società di comodo appositamente allestite per acquisire e quindi disporre del provento dei reati contestati.

Decreto Popolari, De Benedetti: “Compra, ho parlato con Renzi”

di Carlo Di Foggia e Valeria Pacelli 

L’operazione - Nelle carte secretate della procura di Roma la telefonata dell’allora editore di “Repubblica” con il suo broker. Un affare da 600 mila euro. L’Ingegnere seppe in anticipo della riforma e ordinò acquisti in Borsa sulle banche

“Passa, ho parlato con Renzi ieri, passa”. Il 16 gennaio 2015, l’ingegnere Carlo De Benedetti chiama il suo broker Gianluca Bolengo per invitarlo a comprare azioni di banche popolari. L’allora presidente del Gruppo Espresso (che edita Repubblica) gli spiega di aver saputo che a breve il governo varerà la riforma del settore: è stato il premier in persona – dice – a riferirglielo il giorno prima. La clamorosa circostanza è contenuta nella richiesta di archiviazione della Procura di Roma nei confronti di Bolengo, amministratore delegato di Intermonte Spa, indagato per ostacolo alla vigilanza, e consegnata alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche.

‘Ndrangheta, le mani dei boss sui rifiuti dell’Ilva: “Abbiamo preso lo smaltimento del limo. Ci sono dieci viaggi al giorno”

Le conversazioni sono contenute nel fascicolo dell'indagine Stige, che martedì ha portato all'arresto di 170 persone ritenute affiliate o contigue alle cosche calabresi. Secondo il gip, un imprenditore "a disposizione" dei clan aveva vinto un appalto per lo smaltimento "di scarti industriali e rifiuti tossici" provenienti dal siderurgico e il materiale "sarebbe stato poi scaricato in territorio calabrese” 

 

“Stanno facendo lo smaltimento dell’Ilva (…) a Taranto e abbiamo preso tutto il trasporto del limo, del materiale… con i camion e deve venire qua questo materiale, ci sono dieci, dodici viaggi al giorno“. Ci sono due intercettazioni in cui il boss Francesco Tallarico, componente del direttorio della cosca Farao-Mariconcola e responsabile del locale di Casabona, tira in ballo i rifiuti tossici e gli scarti industriali dello stabilimento siderurgico pugliese arrivati in Calabria grazie a un’impresa vicina al clan. Le conversazioni sono state ascoltate dai carabinieri del Ros e inserite nel fascicolo dell’indagine Stige, che martedì ha portato all’arresto di 170 persone ritenute affiliate o contigue alla ‘ndrangheta.

Operazione Stige contro la 'ndrangheta: arrestato a Parma imprenditore Franco Gigliotti

Colpito il clan Farao-Marincola che aveva creato una rete criminale estesa fino alla Germania

Una holding criminale capace di estendere i sui tentacoli dal crotonese fino ad alcuni länder della Germania. Sono 169 le persone arrestate nell’operazione Stige, il maxiblitz contro la 'Ndrangheta  condotto dalla Ddd di Catanzaro e dai carabinieri del Ros e del comando provinciale di Crotone.

La filiera dell’organizzazione criminale della cosa Farao-Marincola ha raggiunto anche il territorio di Parma, dove i militari hanno eseguito tre ordinanze di custodia cautelare in carcere: in manette Aldo Marincola, 33enne nato in Germania e residente a Parma; Fabio Potenza, 30anni, nato a Cirò Marina (Crotone), residente sempre in città, Vittorio Farao, 40 anni, nato a Cirò Marina, residente a Parma e Franco Gigliotti, 49 anni, nato a Crucoli (Crotone) residente a Parma e domiciliato a Montechiarugolo.

L'usura ultimo business delle mafie: "Hanno scalzato il cravattaro di quartiere"

usura

Denuncia di Confesercenti: "Soltanto le associazioni criminali sono in grado di muovere ingenti somme di denaro in poche ore". Il giro d'affari tocca ormai i 24 miliardi. Sono in drammatico calo le denunce delle vittime, in gran parte imprenditori in difficoltà

ROMA - La crisi ha aiutato l’usura a crescere. Durante la recessione, il mercato degli strozzini ha raggiunto un giro d’affari record da 24 miliardi di euro, e investe circa 200 mila tra imprenditori e professionisti del nostro Paese. Il dato è in deciso aumento rispetto ai 20 miliardi del 2011, poco prima della grande crisi italiana. Ogni vittima contrae ormai con gli usurai un prestito medio di 125 mila euro (contro i 90 mila di 6 anni fa).

Nel loro rapporto "L'usura dopo la crisi: tra vecchi carnefici e nuovi mercati", Confesercenti e Sos Impresa sottolineano che le denunce sono rimaste al palo. Dal 1996, anno di emanazione della presunta legge anti-usura (la 108), assistiamo a un calo sistematico e inarrestabile del loro numero: nel 2016 sono 408, nel 1996 erano 1436.

Ma la recessione non ha solo fatto lievitare il giro d’affari dell’usura. Ha anche cambiato il mercato e i suoi protagonisti. Tramontato definitivamente (o quasi) lo squalo di quartiere, il mercato dell’usura è sempre più in mano a gruppi organizzati, apertamente criminali e spesso dall’apparenza professionale: se nel 2008 solo il 20% circa degli usurai assicurati alle Forze dell’ordine aveva legami con qualche mafia, la percentuale è salita al 40% nel 2016.

Approvata la nuova legge sullo spettacolo dal vivo

Ernesto Assante

Partiamo dalla notizia, così riportata dall'ANSA

Ok definitivo per la legge delega di riordino del settore dello Spettacolo, che è stata approvata con 265 voti, 13 i no."La nuova legge - commenta il ministro della cultura Dario Franceschini - incrementa le risorse del Fondo Unico per lo Spettacolo, estende l'ArtBonus a tutti i teatri, rende permanente il tax credit musica, introduce maggiore trasparenza, porta sostanziali novità per il rilancio e la crescita del settore e prevede il graduale superamento della presenza degli animali nei circhi''.

E sottolinea: ''Dopo la nuova legge sul cinema, un altro impegno mantenuto'', mentre su Twitter, con un omaggio fotografico a Fabrizio De André, il ministro fa notare che tra le altre cose la nuova legge riconosce il valore "delle espressioni artistiche della canzone popolare d'autore".

Ecco le principali novità della legge sullo spettacolo dal vivo:

• Aumentano le risorse per lo spettacolo: +19milioni di euro per i prossimi 2 anni e +22,5milioni di euro dal 2020 La riforma incrementa sensibilmente le risorse del Fondo Unico per lo Spettacolo con fondi pari a +9.5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019 e a +22.5 milioni di euro a decorrere dal 2020.

• 4 milioni di euro per spettacoli nelle zone del sisma. La legge autorizza la spesa di 4 milioni di euro per attività culturali nei territori colpiti dal sisma del Centro Italia.

• Estensione dell'ArtBonus a tutti i settori dello spettacolo. La riforma estende l'Art Bonus a tutti i settori dello spettacolo: grazie al provvedimento anche le orchestre, i teatri nazionali, i teatri di rilevante interesse culturale, i festival, i centri di produzione teatrale e di danza, i circuiti di distribuzione potranno avvalersi del credito d'imposta del 65% per favorire le erogazioni liberali finora riservato esclusivamente alle fondazioni lirico-sinfoniche e ai teatri di tradizione.

Tangenti per pilotare sentenze in commissioni tributarie: 10 arrestati, indagato il giudice Nicastro

"Una vera e propria privatizzazione della giustizia tributaria", hanno definito l'operazione i militari della guardia di finanza. Il magistrato, ora a Matera, è stato anche assessore alla Regione Puglia

di TATIANA BELLIZZI

FOGGIA - Una compravendita di sentenze all'interno della Commissione tributaria regionale e di quella provinciale di Foggia. E' quanto accertato dai militari del nucleo di polizia tributaria di Bari che hanno eseguito 13 misure cautelari con le accuse di corruzione in atti giudiziari, falso e truffa in concorso. Arresti domiciliari per i giudici tributari Giuseppe D'Avolio di Ischitella, Vito Merra di Cerignola e i foggiani Antonio Ventura e Antonio Cerase e per i dipendenti della commissione tributaria Rosaria Adriana Benigno e Domenico Laricchia, entrambi foggiani.

Domiciliari anche per i commercialisti foggiani, nonché difensori in commissione tributaria, Gaetano Stasi e Francesco Ricciardi e quelli viestani Valerio Gaetano e Antonio Scala. Il divieto di esercitare la professione di commercialista per 12 mesi è scattato nei confronti di Giovanni Antini e Mauro Gadaleta di San Giovanni Rotondo e Gianluca Orlandi di Noicattaro. Complessivamente sono 40 le persone indagate: 25 i casi accertati dai militari, che avrebbero fruttato la somma di circa 60mila euro. Fra gli indagati c'è anche il giudice Lorenzo Nicastro, ex pm a Bari, attualmente in servizio al tribunale di Matera ed ex assessore all'Ambiente della Regione Puglia nella giunta di Nichi Vendola.

Fideiussioni truffa, l'allarme di Bankitalia

Le garanzie sono chieste ormai in moltissimi casi, dagli appalti al versamento di anticipi per case in costruzioni alle gare sportive. Accanto alle banche e alle compagnie assicurative abilitate a rilasciarle, un giro di società che non hanno il titolo e neanche il patrimonio. Le inchieste della Guardia di Finanza, la denuncia e il monitoraggio di via Nazionale

di ROSARIA AMATO

ROMA - Dovrebbero garantire, ma invece spesso si rivelano carta straccia. Le fideiussioni sono sempre più a rischio: la Guardia di Finanza negli ultimi mesi ha scoperto truffe miliardarie, come il caso della stamperia clandestina che in un appartamento di Latina ha sfornato polizze fideiussorie false per mezzo miliardo, rilasciate per garantire appalti pubblici e privati e tutela ambientale. E non si tratta neanche della cifra più alta: nel febbraio 2016 a Roma è stato scoperto un giro di Confidi apparentemente legale (erano abilitati a fornire garanzie per le Pmi loro socie) ma che avevano costituito una filiera gigantesca che aveva rilasciato false garanzie per oltre un miliardo.

Crac Magic: 17 richieste di rinvio a giudizio della Procura di Parma

Per il fallimento dell’azienda di mangimi di Bogolose rischiano il processo l'ex presidente Lina, i consiglieri del cda e i membri del collegio sindacale

La Procura di Parma ha chiesto il rinvio a giudizio dei 17 indagati per il crac Magic, storica azienda di mangimi di Bogolese.

All’inizio dell’anno il pm Paola Dal Monte aveva depositato l’avviso di fine indagine per l’inchiesta portata avanti dalla Guardia finanza. Oltre all'ex presidente Giuseppe Lina, debbono rispondere del dissesto dieci membri dei cda in carica dal 2005, cinque ex sindaci e un revisore dei conti. 

Le accuse sono, a vario titolo, bancarotta fraudolenta aggravata dal reato societario, bancarotta per distrazione e dissipazione, ricorso abusivo al credito, bancarotta documentale e bancarotta semplice.

Il revisore è indagato per false attestazioni sulla situazione patrimoniale ed economica. 

Tutti i beni dell'azienda, fallita con un debito di 28 milioni, sono stati venduti per poco meno di un milione e mezzo di euro nel 2014 dopo tre aste andate deserte.

Ora i 17 indagati, come riporta la Gazzetta di Parma, potrebbero rischiare il processo, se venisse confermata la richiesta della Procura. Si tratta del

Grana Padano spacciato per Parmigiano in Francia. La denuncia di Fabio Rainieri

Interrogazione di Fabio ranieri (Lega Nord) alla Giunta regionale. "Alzare i livelli di vigilanza"

Grana padano etichettato come Parmigiano Reggiano in un supermercato. È quanto risulta in una fotografia di cui è venuto in possesso il Vice Presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ed esponente della Lega Nord, Fabio Rainieri, che al riguardo ha presentato un’interrogazione in Regione.
Rainieri evidenzia come il Parmigiano Reggiano sia un prodotto diverso e di maggiore qualità con conseguenti differenze anche sul prezzo di vendita al dettaglio rispetto al Grana Padano per cui la confusione tra i due prodotti ingenera sicuramente un grave danno alla produzione del primo.
"Dalla fotografia - prosegue una nota di Rainieri - si legge bene l’etichetta del prodotto contraffatto da cui si evince con chiarezza che è stato distribuito dalla Nuova Castelli S.p.A., una società leader nella distribuzione di prodotti caseari soprattutto per l’estero ma avente sede legale a Reggio Emilia. Già in passato sono stati sollevati dubbi sulla regolarità dell’attività della stessa società di distribuzione perché sospettata di stoccare e stagionare insieme nei medesimi magazzini diversi tipi di formaggi a pasta dura con il potenziale alto rischio di confonderli".
Nell’interrogazione l’esponente del Carroccio chiede alla Giunta regionale se ritiene che di fronte a un fatto così inequivocabile di dannosa contraffazione si debbano alzare i livelli di vigilanza per la tutela del Parmigiano Reggiano. Inoltre, ha chiesto di valutare un approfondimento sulle attività della Nuova Castelli. 30 Ottobre 2017

Fonte Link gazzettadiparma.it 

Nomine all'ospedale di Parma: indagati Borghi, Grisendi e Meschi

L'inchiesta riguarda l'incarico a capo del reparto di Medicina interna e lungodegenza critica

L’ex rettore dell’università di Parma, Loris Borghi, è indagato dalla Procura di Parma per concorso in abuso d’ufficio insieme a Tiziana Meschi e all’ex direttore dell’ospedale Maggiore Leonida Grisendi.

Borghi è sotto indagine per abuso d’ufficio anche nell’ambito dell’inchiesta Pasimafi.

L’indagine della Guardia di finanza, coordinata dal pm Umberto Ausiello

 - come riporta la Gazzetta di Parma - riguarda la nomina di Meschi a capo del reparto di Medicina interna e lungodegenza critica dell’ospedale cittadino. 

Un caso diventato pubblico nel 2015 che aveva al centro i rapporti tra Borghi e la sua ex allieva, fatti di cui si era occupato anche l’Espresso. 26 ottobre 2017

Fonte Link parma.repubblica.it
 

Parma, sequestro giudiziario per la pizzeria Arte&Gusto

I proprietari coinvolti nell’inchiesta anti-evasione che ha portato all’arresto di Wally Bonvicini. Il locale resta aperto: le quote affidate a un amministratore giudiziario

La pizzeria Arte&Gusto, in via Emilia est a San Lazzaro, è stata posta sotto sequestro nell’ambito della maxi-inchiesta anti evasione fiscale, che ha condotto all’arresto di Wally Bonvicini. 

La decisione che riguarda la totalità delle quote della srl Arte e Gusto - come riporta la Gazzetta di Parma - è stata stabilita dal tribunale del riesame che ha confermato quelle che erano le richieste del Gip. 

Nell'indagine della Finanza sono finiti i gestori del ristorante pizzeria: Immacolata, Mario e Arcangela Francese, Marco Abbruzzese e Cecilia Simeone; sotto indagine per sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Secondo gli inquirenti avrebbero accumulato un debito con l’erario di 347mila euro.

Il locale in via Emilia est - frequentato da numerosi parmigiani - intanto rimane aperto. Le quote sono ora sotto il controllo di un amministratore giudiziario. 24 ottobre 2017

Fonte Link parma.repubblica.it

Conflitto interessi e investimenti: perché Busitalia è stata bocciata dal Tar di Parma

Le motivazioni della sentenza

Il Tar di Parma ha reso disponibile le motivazioni della sentenza con la quale ha accolto in parte i ricorsi di Tep e Tper avversi all'aggiudicazione a Busitalia (Gruppo Fs) del servizio di trasporto pubblico a Parma e provincia. I rilievi portano all'annullamento della gara che dovrà essere nuovamente bandita: "Entrambi i ricorsi principali devono essere accolti limitatamente alla domanda di annullamento dell’intera procedura di gara con assorbimento delle ulteriori censure (principali o incidentali)".

I giudici del tribunale hanno accolto diversi rilievi avanzati da Tep. Tra gli elementi di maggior rilievo si evidenzia quello del conflitto d’interesse, legato a un manager che ha prima contributo alla preparazione della gara per l’assegnazione del servizio di trasporto pubblico a Parma e poi è stato coinvolto nella stessa gara per conto di Busitalia. 

SENTENZA TAR DI PARMA PDF

Il professionista, infatti, ricostruisce la sentenza, ha prima realizzato la documentazione di gara relativa all’affidamento del trasporto pubblico per conto della stazione appaltante Smtp "prevedendo la contesta equiparazione fra le pregresse esperienze tramviarie e filoviarie (mai riconosciuta precedentemente), compreso il piano economico finanziario simulato da utilizzarsi a cura della stazione appaltante […]"; dopodiché, una volta espletati i descritti incarichi, "veniva assunto da Busitalia che partecipava (aggiudicandosela) alla gara".

Morta nell’esplosione della sua auto la giornalista maltese Daphne Caruana Galizia. Nelle sue inchieste aveva accusato il governo dell’isola di corruzione

Daphne Caruana Galizia, giornalista d’inchiesta maltese, è morta oggi, 16 ottobre, nell’esplosione della sua auto a Bidnija.  La blogger, 53 anni, soprannominata ‘una donna Wikileaks’ da Politico, che l’aveva inserita tra le 28 personalità che “stanno agitando l’Europa”, era diventata celebre in seguito allo scandalo dei ‘Maltafiles’.

Nel 2016, nel pieno del caso dei ‘Panama Papers’, aveva chiamato in causa anche la moglie del premier Muscat, accusandola di avere delle proprietà nei paradisi off-shore. In seguito alla sua denuncia lo stesso Muscat aveva indetto elezioni anticipate a giugno, vincendole.

“Tutti sanno quanto Galizia fosse critica nei miei confronti, sia a livello personale, sia politico, ma nessun può giustificare questo atto barbaro. Non avrò pace finché non sarà fatta giustizia”, ha detto il premier laburista, che in conferenza stampa ha apertamente affermato che ad uccidere la giornalista sarebbe stata un’autobomba.

Secondo il Times of Malta, la cronista, 15 giorni fa, aveva depositato una denuncia dopo aver ricevuto minacce di morte. 16 ottobre 2017

Fonte Link http://www.primaonline.it/2017/10/16/262434/morta-nellesplosione-della-sua-auto-la-giornalista-maltese-daphne-caruana-galizia-nelle-sue-inchieste-aveva-accusato-il-governo-dellisola-di-corruzione/

Giorgio Pagliari: truffa dei "libretti al portatore", rassicurazioni dal Ministro della Giustizia

Esprimo soddisfazione per la risposta che il Ministro della Giustizia ha inteso farmi pervenire relativamente all'interrogazione presentata tempo fa in merito alla truffa messa in atto, ai danni di ignari cittadini, dall'Avv. Canzona e dell'Avv. Orecchioni.

Il Ministro ha ribadito, nella sua risposta, che la vicenda è particolarmente seguita dalle competenti articolazioni del Ministero.

Nella ricostruzione da quest'ultimo operata, inoltre, e proposta nella risposta all'atto di sindacato ispettivo, si evidenzia come la vicenda sia stata debitamente affrontata sia in sede penale che civile, essendo emerse le responsabilità penali, civili e amministrative dei due professionisti.

Nella risposta del Ministero viene dato merito, tra l'altro, alla mia interrogazione, di aver contribuito a tenere desta l'attenzione e di aver concorso, tramite l'opera fondamentale del Tribunale di Roma, ad avviare l'iniziativa amministrativa volta a conseguire, nei termini di legge, il recupero delle spese di giustizia.

Il Ministro ha assicurato, inoltre, che continuerà a prestare la massima attenzione al caso sino alla definizione del procedimento penale attualmente in corso. Assicurazione cui mi associo e cui anche io, per quello che posso, darò seguito.

GIORGIO PAGLIARI

La deriva del processo a danno dei cittadini

 Remo Danovi

Caro direttore, si parla spesso di passaggi epocali della giustizia, che si illude di rincorrere i suoi ritardi con le riforme dei codici e il processo telematico. Ma è in corso un passaggio molto più insidioso e pericoloso, con la rinuncia a giudicare le questioni controverse, e la moltiplicazione delle pronunce che dichiarano inammissibili o improcedibili i ricorsi, soprattutto in Cassazione.

Tali sono infatti dichiarati tutti gli atti della difesa ritenuti non conformi alle regole formali, sempre più minuziose e restrittive, elaborate dalla giurisprudenza o introdotte dal legislatore con l’approvazione o il suggerimento della stessa magistratura. Qualche anno fa si tentò con i «quesiti di diritto»: innovazione abbastanza confusa e cervellotica, ripudiata dopo un brevissimo periodo di applicazione. Poi si è passati al principio della «doppia conforme» fra tribunale e corte d’appello, che impedisce di eccepire in Cassazione qualunque difetto di motivazione; e, ancora, all’«autosufficienza dell’atto», che impone di dettagliare e produrre tutte le argomentazioni e gli elementi di prova nel medesimo atto, costringendo a mescolare argomenti e documenti. All’opposto, è stabilito il dovere di «sinteticità degli atti», limitando il numero di argomentazioni e di pagine. Tutto, sempre, sanzionato con l’inammissibilità. In Cassazione perfino il ricorso contrario a una decisione precedente è dichiarato inammissibile, quasi che il nostro sistema continentale sia stato sostituito dalla common law anglosassone.

Soldi spariti alla Stu Authority, liquidatore: "Incredulo ma è una truffa alla banca"

Consulente svuota i conti dell'Authority e fugge. L'opposizione attacca: "La notizia andava resa pubblica prima". Bilancio consolidato Comune e partecipate: indebitamento complessivo di 375 milioni di euro

"Sono tutt’ora incredulo". Così il liquidatore di Stu Authority Nicola Rinaldi ha commentato il caso di Federico Faccini, il 54enne consulente parmigiano della partecipata del Comune, svanito nel nulla con oltre mezzo milione di euro, sottratti dai conti della società e poi restituiti dalla banca coinvolta. 

Il caso, come annunciato, è arrivato all'esame della seduta congiunta delle commissioni Bilancio e Controllo, dove il dirigente della partecipata è stato ascoltato. Rinaldi, sentito dalla guardia di finanza come persona informata dei fatti e alla guida dell’Authority dal 2014, ha descritto Faccini - impiegato come consulente dal 2012 - come una persona che ha sempre svolto in modo corretto i suoi incarichi, contribuendo al funzionamento della società. 

Una società in liquidazione, che nell’organico oltre al liquidatore e all’irreperibile 54enne parmigiano, vanta solo un altro impiegato distaccato dal Comune. “Mi è stato presentato come persona affidabile e corretta. Radicata nel territorio, con affetti e legami in città. Mai avrei potuto immaginare in questi anni fatti come quelli che sono accaduti”. 

"Aveva lavorato - ha proseguito Rinaldi - nel mondo bancario, con il quale aveva legami e relazioni di fiducia. Non è certamente grazie all’Authority che ha potuto accreditarsi presso gli istituti di credito, sono rapporti che aveva costruito personalmente".

Reati, Parma al primo posto in Italia per denunce di usura

I dati 2016 del report del Sole 24 ore: nel capoluogo e in provincia commessi oltre 21mila reati

Sono stati 21.123 i reati rilevati nel 2016 a Parma e provincia. Il territorio registra 4.706 denunce ogni centomila abitanti, numeri che valgono la 15esima posizione nella tradizionale classifica elaborata dal Sole 24 ore basata sui dati forniti dal ministero dell’Interno. 

Rispetto all’anno precedente, si registra un calo dei delitti del 2,39%. La media è di un reato commesso ogni 2,4 ore: un rilevamento analogo a Reggio Emilia, peggiore rispetto a Modena (3,7), migliore considerando Piacenza (1,2 ore).

Usura - Per quanto riguarda le tipologie di reati (denunce ogni 100mila abitanti) Parma risulterebbe secondo il report immune da fenomeni quale associazioni di tipo mafioso e associazioni per delinquere. Si registrano invece 23 estorsioni. Poco rilevato anche il fenomeno del riciclaggio con 1,57 denunce ogni centomila abitanti. Spicca l'usura: 11,58 denunce sempre ogni 100mila abitanti che collocano il territorio al primo posto nazionale. Reggio Emilia, seconda, si ferma a 3,38.

Il dato di Parma era stato evidenziato nel 2016 anche da un rapporto Eurispes.Così come va tenuto conto della recente operazione che ha scoperto un'associazione anti-usura che truffava gli utenti.

I furti -  Ne sono stati denunciati 3.766 ogni centomila abitanti, collocando Parma e provincia al 15esimo posto a livello nazionale.

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