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Carlo Consiglio: IMPUGNATE LEGGI AMMAZZA LUPI ED ORSI DI TRENTO E BOLZANO

Carlo Consiglio

IMPUGNATE LEGGI AMMAZZA LUPI ED ORSI DI TRENTO E BOLZANO

Dal giugno scorso, quando le province di Trento e Bolzano hanno fatto la prima apertura alla cattura ed uccisione di lupi e orsi, le polemiche non si sono mai placate. Il Consiglio dei ministri, deliberando il 6 settembre 2018 l’impugnazione delle leggi delle province autonome di Trento e Bolzano che consentono l’abbattimento di lupi ed orsi, ha raccolto le proteste che si sono susseguite in questi mesi, soprattutto dal fronte animalista, e rivendicato a sé il potere di decidere sulle questioni relative alla fauna.

«È un atto necessario e dovuto», ha spiegato al termine della riunione del consiglio dei ministri il ministro dell'ambiente Sergio Costa, perché «le potestà di deroga ai divieti sulla fauna selvatica sono in capo allo Stato e non possono essere demandate agli enti locali. Abbiamo chiesto alle province di modificare la legge, ma non è stato fatto, quindi non abbiamo avuto scelta».

CONSIGLIONEWS N. 107
7 settembre 2018

BOLZANO - AMMINISTRATORI CONDANNATI PER LA CACCIA

Carlo Consiglio

La Procura contabile di Bolzano aveva quantificato in circa un milione e mezzo di euro il danno ambientale cagionato dall’ex Presidente della Provincia Luis Durnwalder e dall’ex capo dell’ufficio caccia e pesca della Provincia Heinrich Erhard per aver firmato una serie di provvedimenti che autorizzavano l’abbattimento in deroga di animali cacciabili e anche di specie protette. Erano state ammesse al procedimento le associazioni LAC (Lega Abolizione Caccia) e LAV (Lega Antivivisezione), rappresentate rispettivamente dagli avvocati Monica Bonomini e Mauro De Pascalis.

Il 22 dicembre 2016 la Corte dei Conti di Bolzano ha stabilito che Durnwalder ed Erhard dovranno rimborsare alla Provincia di Bolzano 6.192 euro a testa. La Corte ha dunque respinto la richiesta risarcitoria avanzata dalla Procura per quanto riguarda il cosiddetto “danno diretto”, mentre ha condannato Durnwalder ed Erhard per quanto riguarda il “danno indiretto”, relativo alle pronunce del Tar regionale, con una cifra considerevolmente inferiore rispetto a quella ipotizzata in un primo momento. È stata respinta la relazione a difesa dell’ex sindaco di Bolzano e ora direttore dell’ufficio caccia e pesca Luigi Spagnolli.

L’azione legale ha avuto come esito una condanna anche se a pochi spiccioli, e non è stato riconosciuto l’enorme danno alla fauna selvatica procurato dalle scelte arbitrarie e discutibili di entrambi i soggetti indicati. Una piccola condanna e un piccolo rimborso sono certamente meglio di nessuna condanna e nessun rimborso e possono costituire un inizio, ma a nostro parere, con questa insignificante condanna, si è persa l’occasione per dare finalmente il segnale della legalità ripristinata (LAC, 27 dicembre).

CONSIGLIONEWS 32
27 dicembre 2016

La scandalosa legge del Governo che dà il via libera per uccidere gli orsi nelle Province di Trento e Bolzano

Non è casuale l’approvazione dello sbalorditivo decreto legislativo da parte del Consiglio dei Ministri, con cui si regala ai cacciatori delle province autonome di Trento e Bolzano la facoltà di uccidere la fauna selvatica protetta, finanche nei parchi

di Gianluca Felicetti (presidente Lav)

Non solo ad personam. Ci sono leggi che si fanno ad animalem. Da uccidere. E’ quanto successo con il sì del Consiglio dei Ministri alle Province di Trento e Bolzano. Difficile infatti pensare che sia casuale, a una settimana dal referendum, l’approvazione dello sbalorditivo decreto legislativo da parte del Consiglio dei Ministri, con cui si regala ai cacciatori delle province autonome di Trento e Bolzano facoltà di uccidere la fauna selvatica protetta, finanche nei parchi.

Marmotte, stambecchi, tassi, faine e orsi: per la gioia degli amministratori locali e della popolazione venatoria, in barba alla legge nazionale, diventeranno oggetto di persecuzione.

Dopo anni di censure ministeriali e sconfitte al Tar per la caccia, a specie protette nel resto d’Italia e nei parchi, “il Consiglio dei Ministri ha rafforzato le competenze provinciali”. Così le marmotte, un vero e proprio casus belli in Alto Adige, potranno tornare nel mirino dei fucili, mentre l’orso, in Trentino, era già finito male (Daniza docet) in nome dell’Autonomia. Ma ora rischiano, e tanto, anche stambecchi, faine e tassi. Chi se ne importa se poi a Bruxelles sarà chiamata l’Italia a risponderne, e magari a pagare, non il singolo Ente locale. D’altronde a dire sì, e guarda caso la questione si è sbloccata dopo tanto tempo proprio a pochi giorni dal referendum costituzionale, è stato in primis il Ministro dell’Ambiente Galletti.

TRENTINO, REGALO ALLE DOPPIETTE. LETTERA ANIMALISTA A MATTARELLA

IL TESTO FIRMATO DA ENPA, LAV; LAC, LIPU E WWF

"Ci appelliamo al Presidente della Repubblica Mattarella perché non sottoscriva le modifiche volute dalle province autonome e dal Governo, che consegnano nelle mani dei cacciatori delle province di Trento e Bolzano, tutte le specie di animali selvatici presenti sul territorio, anche all'interno dei parchi, trasformati anche questi in terreno di conquista dei cacciatori". È questo l'appello di Enpa, Lac, Lav, Lipu e WWF in relazione all'approvazione di una norma collegata alle disposizioni in materia di autonomia delle province, grazie alla quale i cacciatori di Bolzano e Trento potranno uccidere qualsiasi animale selvatico, anche quelli appartenenti a specie protette a livello internazionale, anche all'interno dei parchi.

"I limiti imposti dalla legge nazionale sono così annullati in forza di un inaccettabile ed incostituzionale accordo concordato con il Ministero dell'Ambiente - si legge in una nota -. Tale decisione, quindi, è gravemente lesiva della Costituzione, delle norme nazionali internazionali ed europee poste a tutela della fauna selvatica e del diritto alla vita delle marmotte e di tutte le specie protette. La fauna selvatica è patrimonio indisponibile della Stato (articolo 1 della Legge 157/1992) e per questo chiediamo al Presidente Mattarella di dare un segnale importante della presenza dello Stato a tutela della fauna minacciata da questa incredibile deregulation venatoria. E' inaccettabile che il governo, forse per la spasmodica ricerca di consenso politico, utilizzi gli animali selvatici come fossero moneta di scambio elettorale: un atto contrario al più elementare principio di rispetto degli equilibri ambientali, che legittimerà l'uccisione di animali protetti in tutto il resto del nostro Paese e d'Europa" Lunedì, 28 Novembre 2016

I CACCIATORI DI TRENTO E BOLZANO POTRANNO UCCIDERE QUALSIASI SPECIE ANIMALE ANCHE QUELLE PROTETTE

I CACCIATORI DI TRENTO E BOLZANO POTRANNO UCCIDERE QUALSIASI SPECIE ANIMALE ANCHE QUELLE PROTETTE

LE ASSOCIAZIONI ANIMALISTE E AMBIENTALISTE SI APPELLANO

AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA MATTARELLA PER FERMARE LA DEREGULATION VENATORIA

Per anni la Provincia di Bolzano ha accusato le marmotte di distruggere i prati di alta quota, dove i pacifici animali vivono da sempre accogliendo i turisti con i loro fischi di allarme. Per anni la provincia di Bolzano ha emesso specifici decreti allo scopo di derogare al regime di tutela della fauna  selvatica imposto   stabilito dalle norme internazionali europee e nazionali, consentendo così ai cacciatori di uccidere non solo migliaia di marmotte, ma anche stambecchi, tassi, faine: decreti sempre impugnati dalle Associazioni e regolarmente annullati dal Tar di Bolzano per manifesta illegittimità.

Ora però, a seguito dell’approvazione di una norma collegata alle disposizioni in materia di autonomia delle province, Bolzano e Trento potranno legittimamente uccidere qualsiasi animale presente sul loro territorio, anche quelli appartenenti a specie protette a livello internazionale, come le marmotte. I limiti imposti dalla legge nazionale al numero di specie cacciabili sono ora annullati in forza di un inaccettabile ed incostituzionale accordo concordato con il Ministero dell’Ambiente.

Alto Adige Festival a Dobbiaco dal 12 al 20 settembre 2015

Alto Adige Festival

All’insegna del connubio tra musica classica e cross over l’Alto Adige Festival consolida la sua tradizione festivaliera. Accanto all’“orchestra in residence“,
la Haydn di Bolzano e Trento, si esibiscono in concerto orchestre e artisti di fama internazionale.

A Bolzano vietato bere per strada, scattano le prime denunce

Multe fino a 500 euro, scoperto in flagrante un minorenne

(ansa.it) 08 giugno - BOLZANO - Primi interventi della polizia a Bolzano con una decina di denunce dopo che è entrata in vigore un'ordinanza del sindaco Luigi Spagnolli (centrosinistra-Svp) contro che beve per strada. In piazza Erbe, il cuore del centro storico meta ogni giorno di migliaia di turisti ma anche sede delle serate giovanili, sono stati numerosi gli avventori colti mentre bevevano alcol da bottiglie di vetro, cosa espressamente vietata dall'ordinanza. Nell'occasione un minorenne è stato denunciato dopo essere stato scoperto in flagrante mentre era intento a tracciare delle scritte con uno spray rosso sulla fontana marmorea del Nettuno che sorge nella piazza. L'ordinanza dispone il divieto di "detenere contenitori in vetro aperti o bicchieri in vetro e consumare bevande in contenitori in vetro in alcune vie del centro" dalle 22 alle 6 di mattina. Per i trasgressori le sanzioni arrivano ai 500 euro.

PORNALISA

Karl Gietl: "Porna Lisa", alla fiera dell'arte contemporanea "Kunstart" di Bolzano, 

A Bolzano la danza di oggi, di ieri, di domani

 

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di Giuseppe Distefano

(ilsole24ore.com) Punto di riferimento stabile della danza contemporanea in Italia Bolzano Danza compie un quarto di secolo. Portato in gran forma. Sempre nuovo, aperto, contaminato, senza confini di genere e di stili. E il titolo di questa edizione "Oggi, ieri, domani", ben lo esprime. L'attenzione all'"oggi" è con gli autori più significativi della scena globale; a "ieri" con i ritorni di alcuni coreografi nella città altoatesina; al "domani" per la consolidata attenzione ai giovani talenti.

La rassegna iniziata il 20 luglio ha aperto con l'esuberanza interpretativa e l'eclettismo della compagnia d'oltreoceano Hubbard Street Dance Chicago con coreografie dell'israeliano Ohad Naharin, dello spagnolo Alejandro Cerrudo e del direttore Jim Vincent che lascia la compagnia chiamato a dirigere il prestigioso Nederlands Dans Theater. Una novità per l'Italia è stata la presenza della Bonachela Dance Company del coreografo catalano, british d'adozione, con "The Land of Yes and the Land of No" su musica originale di Ezio Bosso. Quindi, reduce dal debutto mondiale al Festival di Avignone, è arrivata l'ultima creazione di Maguy Marin "Description d‘un combat".

La seduzione del Ballet Biarritz a Bolzano

scena da "Don Juan" (foto Julien Palus)
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(ilsole24ore.com) 25 marzo 2009 - È ormai di casa in Italia il Ballet Biarritz dopo che il Comunale di Ferrara, due anni fa, ci fece conoscere la versatilità della compagnia francese diretta da Thierry Malandain. Anche il lungimirante Comunale di Bolzano lo ha adottato e, dopo il successo dello scorso anno di "Schiaccianoci", eccolo nuovamente nell'ambito della stagione "Spring Emotions". Due i programmi proposti: il dittico "Séduction", composto dai balletti "Carmen" e "Don Giovanni", e, in prima nazionale, "Ballet Mécanique".

Bolzano, agli ex consiglieri 200 mila euro in dono

(espresso.spreconi.it)Che pacchia essere alto-atesini! Merito della buona amministrazione e forse anche della pioggia di quattrini statali. Ormai della dolce vita bolzanina se ne sono accorti persino gli abitanti delle Eolie: a Lipari, nella vulcanica Sicilia, hanno cominciato a raccogliere firme per chiedere l'annessione all'Alto Adige.

E se vivere tra Trento e il Brennero ha i suoi vantaggi, molti di più ne collezionano i politici locali. I consiglieri della Provincia di Bolzano, che essendo autonoma ha enormi poteri, si beccano una buonuscita di ben 200 mila euro. Un dono d'addio anche per chi è stato eletto per una sola legislazione. Si tratta di 55 mila euro come liquidazione più altri 152 mila come restituzione dei contributi versati.

Niente male. Per i contributi, si può scegliere anche la forma del vitalizio: trasformarli in una pensione che al compiere dei 65 anni dà diritto a 750 euro mensili. Quanto deve lavorare un operaio per ottenere lo stesso trattamento? E non è che i consiglieri in carica vengano pagati poco. Ogni mese in carica frutta 10.650 euro lordi di indennità più una diaria netta di altri 3.423 netti.

In busta paga ne trovano circa 6.500 netti, più la quota accantonata per i contributi d'oro. «Sarebbe meglio che non ci fosse alcuna liquidazione e neanche il vitalizio. Sarebbe molto più chiaro, ma non vogliono perché si vedrebbe che i consiglieri prendono molto più di 6.500 euro netti al mese», ha dichiarato al quotidiano "Alto Adige" Mauro Bondi, ex consigliere ds.   

Alpi: una navicella spaziale per hotel

Sarà alimentata grazie all'energia solare ed eolica. La capsula-albergo creata dal designer Ross Lovegrove verrà posta in Alta Badia in cima alla Gran Risa

(corriere.it) VAL BADIA (BZ) - La montagna diventa high-tech: dalle case in stile tirolese si passa direttamente alla navicella (quasi) sospesa nell'aria in stile "Star Trek". L'idea è quella di piazzare un letto sotto le stelle, una stanza senza pareti né soffitto, nel mezzo delle Dolomiti a 2100 metri di altezza: si chiama semplicemente "Capsula", il futuristico rifugio del designer industriale Ross Lovegrove.

GRAN RISA - A vederla così ricorda una goccia di mercurio, spiega il suo ideatore, Moritz Craffonara, 64enne gestore di uno dei rifugi più conosciuti dell'Alto Adige, il "Moritzino" a La Villa. La bolla sospesa nell'aria (a pochi centimetri da terra grazie a campi elettromagnetici) verrà posizionata in cima alla celebre pista Gran Risa, quella del gigante di Coppa del mondo dell'Alta Badia. A realizzare la curiosa opera è stato chiamato il londinese Ross Lovegrove, designer industriale di fama mondiale conosciuto soprattutto per le sue creazioni ecocompatibili dalle linee sinuose, come gli "alberi solari" ma anche per l'iMac Apple; il walkman Sony; le poltrone d'aereo British Airways o le fotocamere Olympus.

Contro lettere di risposta a seguito uccisione del cervo a Bolzano

Egr. Signor Carmignola
 
La ringraziamo per le precisazioni che ci ha mandato che ci lasciano ancor più sconcertati. Affermando che il cervo non era ferito, conferma che lo avete macellato senza motivo (le foto in internet con il sangue del povero animale sparso sulle pareti e sul pavimento, lo testimoniano).
Lei stesso dice che questo animale era esausto, lo avevate intrappolato con l'ausilio di una rete e non costituiva più nessun pericolo per i cittadini e tantomeno per voi operatori che eravati armati e protetti.
 
Con questo episodio avete dimostrato di aver scelto la via della supremazia arrogante e vile dell'uomo verso l'animale e in fondo verso ogni essere vivente.
 
Leo Tolstoj, umanista e poeta russo ha scritto questa frase sulla quale invitiamo Lei e i Suoi colleghi a riflettere: " Dall'uccidere gli animali all'uccidere gli uomini il passo è piccolo, e così anche dal far soffrire gli animali al far soffrire gli uomini".
 
Distinti saluti
 
Il Presidente Marcello Dell'Eva
Il Vicepresidente Anna Pilati

 
www.no-alla-caccia.org     


Gentili Signori,
mi permetto di fornire alcune piccole precisazioni:

- l'analisi della carcassa non ha mostrato alcuna ferita precedente l'incursione in città

CORTINA COME VENEZIA, DA OGGI VIETATO CHIEDERE ELEMOSINA

(ansa.it) CORTINA D'AMPEZZO - Cortina d'Ampezzo dichiara lotta all'accattonaggio e, come Venezia, adotta un'ordinanza che bandisce questuanti e falsi "promotori sociali" dal centro storico.

 Il provvedimento, firmato dal sindaco Andrea Franceschi, nasce dalla necessità, ha spiegato lo stesso primo cittadino, di contrastare le continue molestie a cui vengono sottoposti cittadini e turisti lungo le strade della cittadina.

In particolare l'ordinanza vuole impedire, come sottolineano alcuni quotidiani locali, le sempre più pressanti richieste di giovani che fermano i passanti chiedendo firme e contributi in denaro contro la droga e a sostegno di improbabili scopi sociali o umanitari o distribuiscono volantini.

 Secondo Franceschi, questi fenomeni contribuirebbero a "dare un cattivo esempio ai bambini" e favorirebbero il degrado cittadino.

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