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Sorgenti

Sorgenti: news e opinioni di politica. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Petrolio, Iran e Califfato. Obama alla corte di Salman: "Uniti contro gli integralisti"

NEW YORK - Il viaggio della riconciliazione dura solo poche ore. Quanto basta a Barack Obama, con una piccola deviazione al ritorno dall'India, per incontrare il re Salman e esprimere le sue condoglianze per la morte del suo predecessore Abdullah. Un'attenzione inusuale, anche se breve. 

Petrolio, Iran, Stato islamico e movimenti jihadisti, sono i temi che dominano l'incontro. Un'alleanza strategica si rinsalda, dopo anni di deterioramento, incomprensioni, tensioni sull'asse Washington-Riad. A sottolineare quanto sia ritornata in auge la relazione Usa-Arabia c'è l'enorme dimensione della delegazione americana ai funerali di re Abdallah. 

Non solo Obama ha portato con sé tutti i massimi collaboratori di politica estera, a partire dalla capa del National Security Council Susan Rice; ma il presidente ha voluto allargare la delegazione dandole un'impronta bipartisan. Con Obama ci sono il suo ex rivale John McCain, sempre una voce autorevole nella politica estera repubblicana; e due ex segretari di Stato repubblicani, James Baker (Bush padre) e Condoleezza Rice (Bush figlio). 

Tre generazioni, tre Amministrazioni Usa alla corte di un re: non capita sempre. La presenza di tanti repubblicani serve a ricordare che la crisi nei rapporti bilaterali ebbe inizio con George W. Bush, all'indomani dell'11 settembre 2001. Diversi membri della monarchia saudita quel giorno partecipavano a Washington a una riunione del gruppo d'investimento Carlyle di cui era stato consigliere Bush padre. I reali sauditi vennero evacuati con un volo speciale, sfuggendo al blocco degli aeroporti. Quel trattamento di riguardo fu aspramente contestato quando si venne a sapere che diversi dirottatori dell'11 settembre erano sauditi, così come Osama bin Laden. Da quel momento le relazioni si fecero più tese. 

Maxi operazione contro la ‘ndrangheta in Emilia: 117 arresti

L’inchiesta, denominata «Aemilia», coordinata dalla procura antimafia di Bologna. Tra gli arrestati un consigliere comunale di Forza Italia e Giuseppe Iaquinta, padre del calciatore Vincenzo campione del mondo

BOLOGNA - Maxi operazione dei carabinieri contro la `ndrangheta in Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Veneto, Calabria e Sicilia. Migliaia i carabinieri impiegati. Centodiciassette gli arresti disposti dalla magistratura di Bologna. Altri 46 provvedimenti sono stati emessi dalle procure di Catanzaro e Brescia, per un totale di oltre 160 arresti.

L’INCHIESTA- A coordinare l’inchiesta, denominata «Aemilia», la procura distrettuale antimafia di Bologna, che ha ottenuto dal gip un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 117 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, estorsione, usura, porto e detenzione illegali di armi, intestazione fittizia di beni, reimpiego di capitali di illecita provenienza, emissione di fatture per operazioni inesistenti ed altro. Tutti reati commessi con l’aggravante di aver favorito l’attività dell’associazione mafiosa. Contestualmente, le procure di Catanzaro e Brescia - in inchieste collegate - hanno emesso altri 46 provvedimenti di fermo per gli stessi reati. Imponente lo schieramento dei carabinieri impiegati, anche con l’ausilio di elicotteri, in arresti e perquisizioni. In Emilia, sottolineano gli investigatori, la `ndrangheta ha assunto una nuova veste, colloquiando con gli imprenditori locali.

Il linguaggio da accademico della Crusca dello stupefacente Andrea Censi

Riprendiamo da parma.repubblica.it l'articolo "TEp, Protocollo di intesa con i Sindacati", questa dichiarazione del Sindaco/Assessore Provinciale Andrea Censi: "L’assessore Censi – oggi possiamo sostenere di aver compiuto un altro passo importante nel percorso che, dal 2005, data di attivazione della prima gara, ci ha portato ad efficentare l’azienda di trasporto mantenedone i livelli occupazionali, coniugando lo spirito di impresa con le ragioni di universalità del servizio pubblico”.

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Operazione salvalavoro in vista della gara per i bus di Parma

Grandi manovre in Tep in vista di una nova gara per gli autobus di Parma. E stavolta si fa sul serio.L’azienda pubblica Tep è affidataria del servizio di trasporto pubblico a Parma e provincia ancora per quasi un anno, fino al prossimo 31 dicembre. Ma perché riesca ad andare avanti, occorrerà che partecipi e vinca la gara di affidamento del servizio per gli anni futuri che sarà bandita nei prossimi mesi. Per evitare che tutti gli autisti e il personale rischino di restare a casa, a garanzia dei lavoratori la società Smtp – che gestirà la partita per conto di Comune e Provincia – ha accettato che in caso di subentro di un nuovo affidatario, questo rilevi tutto il personale Tep. 

La clausola è stata stabilita da Smtp all’interno di un protocollo d’intesa sottoscritto con le organizzazioni sindacali. La clausola sociale per la salvaguardia dei diritti dei lavoratori è stata firmata nella serata del 22 gennaio a Parma nella sede dell’Agenzia per la mobilità dai rappresentanti di Smtp, del Comune e della Provincia di Parma e delle organizzazioni sindacali di Tep. Per Smtp erano presenti l’amministratore unico Pierdomenico Belli ed il direttore generale Raimondo Brizzi Albertelli. Per il Comune e la Provincia di Parma rispettivamente l’assessore Censi e l’assessore Folli. Per la parte sindacale l’accordo è stato siglato da Cisl, Cgil, Uil, Faisa Cisa, Ugl nonché dalle Rsu aziendali.

Difendere il Servizio Pubblico e difendere il posto di lavoro è una sola lotta all'ASP di Fidenza. Il buco da 3.8 milioni nel Bilancio non esiste

Unione Sindacale di base

Via Mattei 7

43122 Parma

Per info 3355422659

Difendere il Servizio Pubblica e difendere il posto di lavoro è una sola lotta all'ASP di Fidenza

Il bilancio di ASP Fidenza è in pareggio checché ne dica Marsiletti/Parma Daily/Proges. Il buco da 3.8 milioni nel Bilancio non esiste è un falso scandalistico che serve per giustificare la privatizzazione delle Case di Riposo per Anziani a loro favore.

Abbiamo letto con attenzione l'articolo della "Voce di Parma" di Fabrizio Castellini sulla vicenda dell'ASP di Fidenza perché abbiamo, come Unione Sindacale di Base, una vertenza in corso che riguarda la riorganizzazione dell'Azienda stessa e, che al di la delle rassicuranti ma vacue parole di certi Sindaci, mette in discussione il destino dei lavoratori oltre che degli anziani ricoverati. La prima cosa che abbiamo notato e ci ha stupito è la base della redazione del pezzo che era incentrato sull'articolo di Parma Daily di Marsiletti che, notoriamente è un'emanazione diretta di Proges, per conto della quale sta conducendo una campagna a favore della privatizzazione della gestione delle Case Protette e di Riposo per anziani. Una campagna corposa, sono usciti oltre una ventina di articoli, condotta dicendo cose scorrette, e mistificatorie dei fatti reali con l'evidente intenzione di costituire una informazione scandalistica peraltro fornendo informazioni tecniche sbagliate sulla gestione ASP di Fidenza con il fine palese di promuoverne la privatizzazione della gestione a vantaggio del Gruppo Proges, di cui fa parte anche Parma Daily. Verremo più avanti ai fatti comprovanti ma tuttavia chiediamo fin d'ora, davvero "La Voce" intende sostenere la privatizzazione dei Servizi per gli anziani di Fidenza a favore di Proges e Aurora Domus?

Emilia Romagna: grandi elettori per il Quirinale, la Saliera batte Bonaccini

Scelti i delegati dell'Emilia-Romagna che paretciperanno alle votazioni per il nuovo Presidente della Repubblica: c'è anche il leghista Alan Fabbri. La numero uno dell'Assemblea legislativa prende più preferenze del governatore

BOLOGNA - L'Assemblea legislativa ha scelto i tre delegati che parteciperanno dal 29 gennaio alle votazioni per l'elezione del capo dello Stato. Si tratta del governatore Stefano Bonaccini (30 voti), della presidente dell'Assemblea Simonetta Saliera (35), del leghista Alan Fabbri (12). Prima dei non eletti Giulia Gibertoni (M5s, 6 voti). Non è passato inosservato, ovviamente, il "sorpasso" della presidente dell'Assemblea sul governatore, con cinque preferenze in più. "La regione mi sta dando grandi soddisfazioni", è il commento di Saliera. 

"Mi auguro che come presidente della Repubblica venga proposta una figura con un solido senso delle istituzioni, capace di essere punto di equilibrio tra i poteri dello Stato e strenuo difensore delle libertà costituzionali, sul quale una larga maggioranza dei parlamentari e dei delegati regionali possa riconoscersi", ha detto Saliera, che ha ottenuto più voti di Bonaccini. "Per quanto mi riguarda personalmente, io, per la mia storia politica, non sarei mai stata tra i 101".

Saliera è sicura che per il Quiinale "si troverà l'unità e una persona gradita ai cittadini. Mi piacerebbe che fosse una donna", e approva la figura di Anna Finocchiaro. Per la numero uno del Consiglio regionale "non ci sono nomi nascosti" e probabilmente "i primi tre voti andranno a vuoto, come nella tradizione". 

Tsipras: "Troika finita, ora soluzione anti austerità con la Ue"

La festa come una liberazione. Ma poi la sbornia viene frenata proprio dal leader divenuto un simbolo: "L'austerità della Troika è finita, ora ci attende un lavoro duro. Dobbiamo trovare una nuova soluzione con l'Europa"

MATTEO PUCCIARELLI

ATENE - Davide ha battuto Golia, che sia vero o meno poco importa: questa festa la sinistra radicale ellenica la aspettava da sempre, da quando esiste. E fa impressione vedere nella piazza del centro invasa da Syriza, proprio lì in mezzo, l'ufficio del Pasok, il partito socialista; sta dentro un mini container utilizzato durante la campagna elettorale, serrato con il lucchetto. Con un pennarello rosso qualcuno ha scritto, beffardo, "chiuso una volta per tutte". 

Grecia, trionfa Tsipras: a un passo da maggioranza assoluta

ATENE - Syriza, il partito di sinistra di Alexis Tsipras, ha vinto le elezioni in Grecia. I dati reali, con lo spoglio al 25%, parlano di un 35% circa alla coalizione di sinistra, contro il 29% di Nuova Democrazia, secondo partito. Ma lo spoglio è ancora tutto da seguire: Syriza è a un passo dalla maggioranza assoluta (151 su 300 seggi), e secondo le proiezioni si fermerebbe a 149 o 150. 

A seguire, i neonazisti di Alba Dorata terzo partito con poco più del 6%, mentre To Potami (centrosinistra), Kke (comunisti) e Pasok (socialisti) sono tutti tra il 5 e il 6%. Sopra la soglia di sbarramento anche gli Indipendenti diAnel. Tutti gli altri non superano il 3%.

RISULTATI IN TEMPO REALE: LO SPOGLIO SU REPUBBLICA.IT

Sembra fuor di dubbio a questo punto che Alexis Tsipras diventerà premier, il più giovane degli ultimi 150 anni. Ma se non arrivasse a 151 seggi potrebbe dover cercare un alleato che possa portargli qualche voto.

Un voto comunque storico per il movimento guidato da Alexis Tsipras, che si afferma sull'attuale maggioranza guidata da Antonis Samaras, premier conservatore. "Oggi si fa la storia, riconquistiamo la democrazia", aveva detto Tsipras al seggio di Kipseli, quartiere popolare e multietnico di Atene dove vive e ha votato. E alla folla di giornalisti e simpatizzanti: "Il futuro non è l'austerità" 

Fonte Link: http://www.repubblica.it/esteri/2015/01/25/news/la_grecia_al_voto_urne_aperte-105710503/?ref=HREA-1

Ghiretti, Dall'Olio e Guarnieri in merito al servizio di integrazione scolastica per disabili

In merito alla questione dei servizi scolastici per i disabili, il Sindaco e l'assessore Rossi invitano i presidi a valutare la propria proposta di rimodulazione delle lezioni. Se i due, in nome di quella volontà di lavorare insieme ancora una volta purtroppo solo annunciata, avessero partecipato all'incontro organizzato dagli educatori sabato, dove erano presenti più di 300 persone, avrebbero capito che la posizione dei presidi è anche quella degli operatori, degli insegnanti, dei rappresentanti di istituto e, non ultimo, dei genitori. Tutti hanno chiesto e chiedono una sola cosa: che il servizio sia mantenuto senza tagli fino alla fine dell'anno scolastico, aprendo fin d'ora un tavolo di discussione per la prossima annualità. Fossero stati presenti, come avrebbe richiesto l'importanza dell'argomento e il loro ruolo (un sindaco non può dire che si occupa " di altre cose", salvo poi fare continue dichiarazioni pubbliche sull'argomento), avrebbero capito che la richiesta fatta da chi con i disabili vive e lavora non è una mera rivendicazione o una contrapposizione di parte. In gioco ci sono l'organizzazione  del servizio e i rapporti relazionali tra educatori e studenti disabili,  che non possono essere stravolti in corso di anno solo per il puntiglio e l'ostinazione di un assessore incapace di confrontarsi e di un sindaco che vuole sempre avere l'ultima parola.

Il portale culturale verybello.it per EXPO 2015 è una vergogna! Costo 5 milioni di euro

Pietro Acquafredda

Una torta  senza ciliegina che torta è? E l'EXPO del malaffare senza un cartellone di eventi in tutta Italia che grida vendetta e sembra fatto con i piedi, che EXPO è? verybello.it
 Alla presentazione del cartellone, ricco di 1300 'eventi', i giornali all'unanimità plaudono all'iniziativa nella quale il ministero di Franceschini ha investito 5 milioni di Euro. Per fare cosa? Per fare un elenco di  cose che hanno svolgimento in Italia da maggio ad ottobre di quest'anno, in coincidenza dell'Expo milanese? Con quali criteri' ? E quei soldi, una bella montagnetta, servono a stampare l'inutile programmone che è pieno di nefandezze e di vergogne tipiche del nostro paese ignorante? O servono anche per fare affluire nelle tasche di coloro che si sono iscritti al campionato 'Expo', qualche eurino? sfogliando il vergognoso catalogo...
 Il capitolo 'mostre' è certamente il più ricco ma non più ricco di qualunque altro periodo in Italia, senza EXPO milanese, con nessuna attinenza alla esposizione milanese, ad eccezione di una ( Roma, Ara pacis, quindi robbetta) dedicata all'EXPO del 1942 che non ebbe luogo può costituire una curiosità, oltre a quelle sul cibo, alcune già inaugurate.

L'operazione Draghi

Eugenio Scalfari

MARIO Draghi c'è riuscito. Voleva e doveva intervenire massicciamente sul mercato monetario europeo, vincendo le resistenze della Germania, con l'obiettivo di sgominare la caduta dei prezzi e sconfiggere la deflazione e lo farà nei prossimi giorni acquistando titoli privati e di pubbliche istituzioni e anche titoli dei debiti sovrani sui mercati secondari. Lo farà nei Paesi che si trovano in condizioni di sofferenza per un importo complessivo di 1.140 miliardi di euro con il ritmo di 60 miliardi al mese; se sarà necessario anche oltre. 

Questo intervento ha trovato un consenso pressoché unanime dopo una lunga battaglia con la Banca centrale tedesca e i suoi alleati. Alla fine, dopo una settimana molto agitata di cui si vedevano i segni sul suo viso nella conferenza stampa di giovedì scorso, il consenso è stato ottenuto ma ad una condizione: il rischio per quanto riguarda l'acquisto dei titoli pubblici in tutti i paesi che saranno oggetto dell'intervento della Bce sarà ripartito per l'80 per cento del suo ammontare con le Banche centrali nazionali dei paesi suddetti. Draghi ha accettato questa condizione e l'operazione è partita. La chiamano il bazooka della Bce. Sarà sparato da subito. Le Borse europee e quella americana sono euforiche, i governi interessati sono contenti, la Germania ha ottenuto quel che voleva e ha concesso quanto le era stato richiesto; infine la Merkel si è convinta che l'intervento della Bce era indispensabile.

Comunicazione congiunta delle opposizioni in Consiglio Comunale di Parma in merito ai tagli al servizio di integrazione scolastica per disabili.

Servizio di integrazione scolastica, le opposizioni: “Nessun taglio, le risorse vanno trovate tutte” 

La notizia che il Comune ha reperito 160 mila euro per il servizio di integrazione scolastica dei disabili, portando il taglio del servizio dal 25% all’11,83%, è un primo passo, ma non basta. Anzi è la dimostrazione, se ce n’era bisogno, che il taglio era una scelta politica e che tutti i problemi, i conflitti, i disagi, le preoccupazioni alimentati in questi mesi dall’assessore Rossi e dall’amministrazione comunale potevano e dovevano essere evitati. Come già in precedenti occasioni che hanno visto sempre in prima linea l’assessore Rossi, a partire dal trasferimento dei centri per i disabili adulti, il Comune ha innestato la retromarcia. Ora però bisogna andare fino in fondo e ristabilire l’intero importo per la copertura del servizio fino alla fine dell’anno scolastico.  

Mancano infatti all’appello poco più di 130 mila euro una cifra che, in un bilancio come quello del Comune, può e deve essere integralmente recuperata, ad esempio sospendendo l’affidamento per l’incarico a un nuovo dirigente ai servizi sociali, quando il dirigente c’è già. O rivedendo le spese per la comunicazione del Sindaco a cominciare dalla nomina di nuovo personale nel suo staff. Oppure andando ad utilizzare parte dei fondi precedentemente destinati al piano neve. 

Tagliare il servizio di integrazione scolastica del 12% comporterebbe infatti per le scuole la necessità di una riorganizzazione complessiva, ad anno in corso, con gravi difficoltà per tutti. Senza contare i gravi disagi per i ragazzi disabili e le loro famiglie e alla possibile perdita di posti di lavoro per gli educatori in un momento in cui il lavoro va in tutti i modi tutelato. 

Dallo Stato 500.000 euro per il Verdi Festival

Pizzarotti: “Risultato concreto per tutto il territorio. Ho invitato Franceschini a Parma, parleremo della sua Riforma dei Beni Culturali”

Il sindaco: “Sono stato contattato questa mattina direttamente da Franceschini per la buona notizia. È un risultato che premia il lavoro dell’amministrazione”. Poi un altro annuncio: “Parma tra le città selezionate dal Mibact per la costituzione di un progetto sperimentale di Sistema Museale Integrato. Così valorizzeremo i nostri musei”

Nasce Italia Unica: PROGRAMMA DELLA GIORNATA

L’Assemblea Nazionale di Italia Unica, composta eccezionalmente nella sola giornata Costituente dagli Iscritti Fondatori e dai Delegati delle Porte, è convocata per il giorno 31 gennaio 2015.

L’Assemblea si riunirà la mattina, in un incontro circoscritto agli Iscritti Fondatori e ai Delegati delle Porte, per eleggere il Presidente. Sarà quindi designata la Direzione Nazionale e saranno nominati il Comitato dei Probiviri e il Collegio dei Revisori.

L’incontro del pomeriggio, aperto a tutti gli iscritti e simpatizzanti di Italia Unica, rappresenterà il cuore dell’appuntamento politico della giornata.

Durante il pomeriggio saranno presentate la rete territoriale di Italia Unica, le campagne politiche su cui si impegnerà nei prossimi mesi e saranno definiti gli indirizzi politici per le prossime elezioni amministrative.
L’Assemblea Fondativa si concluderà con l’intervento politico del Presidente.

In streaming i lavori 

Email: segreteriaeventi@italiaunica.it
 T: +39 06 35530420 (dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 18.00)

Elezioni Grecia, Tsipras allunga nei sondaggi

ATENE - A tre giorni dal voto, Syriza allarga il suo vantaggio nei sondaggi sul centrodestra di Nea Demokratia e il premier Antonis Samaras indossa l'elmetto per chiamare a raccolta i voti dei moderati. La sinistra avrebbe ampliato negli ultimi giorni a cinque punti il suo distacco dal partito del presidente del Consiglio. E secondo gli esperti sarebbe a un soffio da quella soglia (il 37% circa) che le consentirebbe di ottenere la maggioranza assoluta in Parlamento grazie al premio - 50 seggi  - riconosciuto dalla legge elettorale alla formazione che esce vincitrice dalle urne.

Alexis Tsipras chiuderà oggi la campagna con un comizio in piazza ad Atene e in quell'occasione lancerà l'ultimo appello per raggiungere questo obiettivo e non essere costretto a formare un governo di coalizione. "Serve un voto chiaro e solido che ci dia un mandato forte per negoziare con la Troika - ha ribadito - Non vogliamo diventare ostaggi di partner che potrebbero pretendere di annacquare il nostro programma". I piani del partito prevedono la richiesta di un taglio del 50% del debito ellenico e l'avvio immediato di otto leggi - l'aumento dello stipendio minimo, elettricità gratis ai poveri, rateizzazione di bollette e tasse arretrate, stop ai sequestri della prima casa e reintegro della tredicesima a chi ha pensioni sotto i 700 euro - per affrontare l'emergenza umanitaria nazionale.

DIRETTA TWITTER - SPECIALE 

Comitato utenti biblioteche di Parma Leggere tra le ruspe risponde all'Assessore Ferraris e al Consigliere Andrea De Lorenzi

Egregi Assessore e Consigliere, 
A quanto da voi dichiarato a mezzo stampa e durante l'ultima seduta del Consiglio Comunale, 
le procedure di scarto dei fondi dell'emeroteca seguirebbero i protocolli e sarebbero svolte d'intesa con la preposta Istituzione di controllo.
Noi sappiamo, a seguito di una conversazione avvenuta ieri 21 gennaio con una dirigente della Soprintendenza per i Beni librari di Bologna, che dal Comune di Parma è sì stata inviata una richiesta di scarto di documenti della Biblioteca Civica e dell'Emeroteca, ma che tale richiesta non è stata ancora autorizzata dalla Sovrintendenza.
Nel frattempo, uno sgombero di proporzioni inusitate ha riguardato i locali dell'Emeroteca.
Migliaia di documenti giacciono oggi in un ambiente umido, gettate a terra senza ordine alcuno, in una condizione che pare preludere al macero. Nel caso che lo scarto di alcune di queste riviste venga negato dalla Soprintendenza, quali saranno i danni causati dal lungo soggiorno in un ambiente improprio?
Tra essi, dalle foto pervenuteci, abbiamo potuto verificare la presenza di riviste di interesse locale, storico e culturale, disponibili soltanto in Emeroteca, o comunque non in biblioteche del territorio provinciale. Certi di fare cosa gradita, inviamo in allegato una tabella analitica contenente diversi casi simili (es.

Expo: pronte 80 strutture su 100, ma molti progetti non saranno realizzati

Dopo la bufera giudiziaria e gli inevitabili ritardi, il grande cantiere di Rho-Pero è salvo. Mancano all'appello le infrastrutture che non saranno pronte per l'inagurazione, come il nuovo metrò

La paura, quella vera, di non farcela è passata. L’attenzione, dicono gli uomini di Expo, continuerà a rimanere alta sino alla fine della corsa. Ma ormai entrando in cantiere guardano al sito come se fosse arrivato il 1° maggio: dove mettere cartelli e segnali, fare in modo che i tornelli da cui dovranno passare fino a 250mila persone al giorno siano adeguati ai flussi, fin dove tracciare i confini di quella sorta di zona a traffico limitato che in un raggio di 3-4 chilometri impedirà alle auto di imbottigliarsi attorno all’area dell’Esposizione. Perché con molti padiglioni che hanno preso forma, ormai, varcando le soglie della cittadella di Expo si ha la percezione sempre più precisa di che cosa sarà. Ma quando mancano 100 giorni esatti al via, ci sono altre istantanee da scattare. Per capire a che punto sia arrivata Expo. Che cosa ha già portato alla città, quello che ancora manca e ciò che già oggi non arriverà mai.

Ufficio in Comune a Parma per Hydra, oltre allo staff di 15 persone per la comunicazione del Sindaco Pizzarotti

L'assegnazione dell'incarico all'associazione del progetto Community#Parma al centro di due interrogazioni. Buzzi e Ghiretti, dopo la denuncia del PD, chiedono chiarezza all'Amministrazione

Il conferimento dell'incarico da 20mila euro all'associazione culturale Hydra da parte dell'Amministrazione Pizzarotti, con determina dirigenziale dello scorso novembre, arriverà anche in Consiglio comunale. A chiedere chiarimenti sono due distinte interrogazioni, promosse da Forza Italia e Parma Unita.

Altra Politica, Parma Unita, Partito Democratico presentano interrogazione in merito alla concessione in uso dell'edificio ex Stimmatini all'associazione Senza Frontiere Onlus

Gruppi Consigliari di
Altra Politica
Parma Unita
Partito Democratico
Comune di Parma

 

 

Al Sindaco di Parma
Federico Pizzarotti
Parma, 14/01/2015 

Oggetto: Assegnazione immobile “Ex Stimmatini” ad associazione Senza Frontiere Onlus 

Con un'ordinanza sindacale del 5 dicembre 2014 è stato concesso all'associazione “Senza Frontiere Onlus” l'uso dell'immobile denominato ex Stimmatini sito in piazzale San Giacomo, 7.

A quanto mi risulta, fatto confermato dalle dichiarazioni rilasciate alla stampa dall'assessore ai Servizi Sociali Laura Rossi, tale associazione appare riconducibile ai soggetti che attualmente hanno posto in essere due occupazioni abusive: quella dell'ex cinema Lux e quella di via Bixio.

Pur essendo conscio che in questa vicenda sono coinvolte diverse famiglie di senza tetto che in questi mesi hanno trovato rifugio negli stabili occupati, le dichiarazioni dell'assessore Rossi e l'impianto generale dell'ordinanza del Sindaco richiedono la precisazione di più punti discutibili.

In primo luogo il rapporto tra istituzioni e soggetti che operano, pur con degnissime finalità, nell'illegalità. Il Comune di Parma non può e non deve piegare le regole della civile convivenza per venire incontro alle richieste di persone che queste stesse regole non riconoscono. È un fatto semplice, di buon senso e che non avrebbe bisogno di essere ribadito se non fossimo di fronte ad una operazione che di fatto premia un soggetto che ha sempre operato nell'illegalità, assegnandogli la gestione di un edificio.

Quel che è peggio è che il contesto in cui queste decisioni sono state prese lascia trasparire un'evidente debolezza della Giunta, la quale soccombe al proprio ruolo di garante delle regole concedendo un bene pubblico in cambio dello sgombero di due edifici occupati.

I sogni e le fatiche di un Sisifo al Quirinale

Dal Pci fino al Colle, per una nuova classe dirigente e per gli Stati uniti d'Europa. Le ragioni del secondo mandato di Giorgio Napolitano: varare riforma costituzionale e quella elettorale, evitando elezioni anticipate. Nell'interesse generale del Paese

di EUGENIO SCALFARI

OGGI Giorgio Napolitano darà le dimissioni e se ne andrà dal Quirinale. Tornerà nella sua casa di via dei Serpenti e il suo ufficio sarà a Palazzo Giustiniani come spetta a tutti quelli che hanno ricoperto la carica di presidenti della Repubblica.

L'aveva già fatto più d'un anno fa, alla scadenza del suo settennale mandato aveva preparato gli scatoloni con dentro le carte di pertinenza propria degli anni trascorsi, le sue private memorie e tutte le altre che non interessano gli archivi di Stato ma soltanto la persona che ha ricoperto quella che è la più alta istituzione chiamata a tutelare la Costituzione e le prerogative del Presidente coordinando la leale collaborazione tra poteri costituzionalmente distinti e talvolta anche contrapposti.

Bonaccini: aI consiglieri regionali 5.000 euro al mese

Il presidente della Regione annuncia il piano di tagli da 7,5 milioni all’assemblea legislativa

BOLOGNA - Cinquemila euro al mese possono bastare. Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia-Romagna, presenta in tv il taglio ai fondi dei gruppi e agli stipendi di Giunta e Assemblea legislativa, messo in campo in Emilia-Romagna come primissime misure della sua gestione. «Credo saremo la prima Regione che azzererà tutti i fondi ai gruppi, fatte salve le spese per il personale per far funzionare i gruppi consiliari», ha spiegato questa mattina in presidente ad Agorà, su Rai 3. Ai gruppi, ricorda Bonaccini, «era rimasto poco ma azzeriamo tutto».

Inoltre, «abbiamo ulteriormente ridotto le nostre indennità, di tutto il Consiglio e della giunta. Arriveremo addirittura ad un’indennità inferiore, per i consiglieri regionali, a quella del sindaco del capoluogo di Regione, come voleva Matteo Renzi». Era quello il traguardo fissato dalla riforma costituzionale voluta dal premier: secondo Bonaccini in Emilia-Romagna si andrà addirittura un po’ oltre. «Complessivamente- spiega ancora il governatore- ci sarà un risparmio di 7,5 milioni di euro, se il Consiglio regionale come mi auguro voterà le proposte di Pd e Sel». Ma non c’e’ il rischio di una corsa senza fine verso il basso? «Quando un consigliere regionale guadagna circa 5.000 euro per 12 mesi l’anno - risponde Bonaccini - credo stia sufficientemente bene».

La figura che non vorremmo

M.Ainis 

Ogni presidente della Repubblica scrive la storia, però è vero anche il contrario: è la storia che scrive i presidenti. Ciascuno di loro è figlio d’una particolare stagione politica, civile, culturale, e la influenza, ma soprattutto ne viene influenzato. Rammentiamocene, quando potremo vergare un giudizio a mente fredda sull’esperienza di Giorgio Napolitano al Quirinale. Rammentiamocene, mentre ci sospinge l’urgenza d’individuare il nome del suo sostituto. Perché una cosa è certa, nell’incertezza in cui nuotiamo giorno dopo giorno: l’uomo che uscirà dal Colle, al termine del settennato, sarà un uomo diverso da quello che v’era entrato. 

I precedenti, d’altronde, sono inconfutabili. Il caso più vistoso fu Cossiga: per cinque anni silente ed ossequiente, dal 1990 si trasforma in «picconatore» del sistema, insulta questo o quel capopartito, monta sul ring contro i magistrati, blocca sistematicamente le leggi approvate dalle Camere (con la media d’un rinvio a bimestre). Anche il suo successore, tuttavia, ospitava un mister Hyde sotto l’abito del dottor Jekyll. Scalfaro aveva criticato a muso duro l’interventismo di Cossiga, e infatti nel 1992 - quando giurò da capo dello Stato - promise di ripristinare la centralità del Parlamento, garantendo il self-restraint (l’autocontrollo) nell’esercizio delle proprie funzioni. Risultato: divenne il più interventista fra i nostri presidenti.

Fondi ai gruppi regionali, i collaboratori del consigliere pagati in nero

Monica Panzica

Ascoltati in tutto una decina di collaboratori che hanno ammesso di aver lavorato senza contratto. 

Cagliari - L'inchiesta sui fondi ai gruppi regionali si allarga e quello che viene a galla è il pagamento in nero dei collaboratori di un assessore regionale, avvenuto con fondi pubblici. Quando l'ex assessore all'Agricoltura Oscar Cherchi era consigliere regionale e faceva parte del gruppo Misto, durante la legislatura dal 2004 al 2009, avrebbe avuto due collaboratori pagati senza contratto e in contanti.

Per loro stessa ammissione i due non avrebbero mai dichiarato quelle cifre al Fisco. E' emerso stamattina a Cagliari, nel corso del processo contro diciassette esponenti politici accusati di peculato aggravato nell'ambito della maxi inchiesta.

Vincenzo Biselli, ad esempi - cognato di Cherchi -, è stato suo collaboratore per un anno circa e retribuito con cinquecento euro al mese: ha dichiarato di essere stato pagato in contanti e di non aver mai avuto alcun tipo di contratto. Anche lui ha ammesso di non aver mai dichiarato le somme ricevute al Fisco. Tra l'altro sarebbe stato retribuito con i fondi destinati alle attività politico istituzionali dei gruppi,

Il patto di Stabilità Ue diventa più flessibile “Investimenti fuori dal calcolo del deficit”

CORRISPONDENTE DA BRUXELLES

«Da oggi il Patto di Stabilità è più intelligente», promette Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione Ue responsabile per “l’euro”. Lo dice mentre presenta, insieme con il collega francese titolare del portafoglio Economia, Pierre Moscovici, il nuovo portolano della flessibilità europea, le regole meno rigide per il rispetto del patto di Stabilità che sovrintende il governo della congiuntura e delle politiche anticrisi continentali. È una strategia che risponde alle esigenze di spostare l’equilibrio strategico dall’austerità alla crescita e al lavoro. Non un tocco miracolo e non il meglio, sia chiaro. Eppure si tratta un passo avanti, qualcosa che un anno fa non c’era, uno strumento in più per tornare a crescere e un terreno di dibattito per poter arrivare a fare di più, presto, se possibile.  

Le condizioni per gli sconti  

In gran sintesi, Bruxelles spiega come si possono sfruttare i margini di flessibilità esistenti all’interno del patto, dunque a che condizioni si potranno far sconti agli stati che si rispettino la regola del 3% per il deficit e attraversino difficoltà congiunturali. E’ quello che voleva il governo Renzi quando ha cominciato il suo semestre di presidenza. Un’opportunità che libererà nuove risorse (temporaneamente e a determinate condizioni) e, è facile pensare, permetterà di valutare gli sforzi avviati dall’Italia in modo tale da garantire la promozione della Legge di Stabilità per il 2015 senza provvedimenti aggiuntivi. Sempre che, ovviamente si tenga il deficit sotto il tre per cento del pil. 

 

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