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Sorgenti

Sorgenti: news e opinioni di politica. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Il Paese smantellò la patria, la Resistenza la ricostruì

Eugenio Scalfari

L'ARTICOLO che ora comincerete a leggere l'ho scritto ovviamente ieri, sabato 25 aprile. L'anniversario ricorda ciò che avvenne settant'anni fa: la liberazione dell'Italia dal giogo nazista ad opera delle armate angloamericane ma con il contributo importante della resistenza partigiana ed anche dei reparti dell'esercito regolare italiano inquadrati nell'VIII Armata a comando inglese.

Le brigate partigiane entrarono per prime a Milano, Torino, Genova dopo 18 mesi di resistenza sulle montagne alpine, prealpine e appenniniche e lo spirito che le unificò fu l'antifascismo. Nelle varie brigate c'era quello spirito comune a tutti e molto variamente rappresentato: le brigate Garibaldi erano comuniste ed erano le più numerose, ma c'erano anche quelle di Giustizia e Libertà del Partito d'Azione, quelle Matteotti socialiste, quelle cattoliche, quelle monarchiche ed anche repubblicane e liberali. Complessivamente erano alcune migliaia di giovani e c'erano anche donne con loro, ma il grosso che comprendeva una parte considerevole della popolazione italiana da Firenze in tutta la valle del Po e all'arco alpino era fatto dalle famiglie che abitavano quei luoghi e che rifornivano di cibo i partigiani e li ospitavano nelle notti in cui scendevano a valle per procurarsi quanto era loro necessario, comprese armi e munizioni.

Roberto Ghiretti sui nuovi consigli comunali di quartiere a Parma

Neanche nella peggiore delle ipotesi ci si poteva aspettare che la percentuale dei votanti alla elezione dei Consiglieri di quartiere potesse arrestarsi al 1,95% dei parmigiani.

Un dato che unito alla bassissimo numero di candidati testimonia definitivamente il tracollo di un progetto che fin da subito appariva inutilmente farraginoso e, soprattutto, inutilmente costoso.

Sì perché questo esperimento di democrazia di plastica ci è costato quasi 60mila euro così dettagliati: 10.064, 51 euro per la stampa dei depliant, 4.741,16 euro per i servizi di Poste Italiane, 1.439,60 euro per la stampa dei manifesti di pubblicizzazione delle elezioni, 3.799,08 per inserzioni pubblicitarie sui media locali e 36.880 euro di servizi informatici da parte di It.City. Sono soldi in cui si decide di tagliare servizi scolastici essenziali avrebbero fatto comodo, soprattutto se si considera che, visti i 2724 partecipanti, possiamo ben dire che si sono spesi 21 euro a voto: un'enormità visti i risultati!

Leggo già sui Social network che qualcuno vorrebbe liquidare la cosa come una prova di immaturità dell'elettorato parmigiano che non saprebbe apprezzare la democrazia diretta. Io penso invece che si tratta con tutta evidenza di una prova scadente da parte di questa amministrazione in termini di progettualità.  Troppo astruso il meccanismo dei candidati sorteggiati, troppo vago il ruolo che i futuri consiglieri andranno a ricoprire, troppo macchinoso il voto elettronico: la ricetta proposta dai 5 stelle per dare voce ai quartieri di Parma è fallimentare da qualsiasi punto di vista la si guardi. Di fatto quella di queste elezioni poteva essere un'occasione per tutti, si è trasformata invece in una sconfitta per la città intera e per il concetto stesso di democrazia.

Mattarella e i valori del 25 Aprile «Democrazia è lotta per la legalità»

Il capo dello Stato all’Altare della Patria, poi la cerimonia nel capoluogo lombardo «Non c’è equivalenza possibile tra chi sosteneva gli occupanti e chi li combatteva»

MILANO «Per noi democrazia oggi vuol dire anche battaglia per la legalità. Vuol dire lotta severa contro la corruzione». Sergio Mattarella, fino a quel punto assolutamente misurato, aggiunge colore e enfasi alla voce. Per il capo dello Stato democrazia significa anche «contrasto aperto contro le mafie e tutte le organizzazioni criminali, che sono una piaga aperta nel corpo del Paese». E richiama al dovere le istituzioni, che «devono tenere alta la guardia e chiamare a sostegno i tanti cittadini e le associazioni che costituiscono un antidoto di civismo e di solidarietà». 

I creditori di Atene infuriati con Syriza «Di sinistra? Frena il Pil, aiuta i ricchi»

L’accusa: ha esteso a seimila oligarchi la dilazione su 60 miliardi di arretrati dovuti al Fisco

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE BERLINO

Da tre mesi al potere in Grecia, il governo di Syriza è considerato dai suoi creditori tutto meno che di sinistra. Per ora – dicono – ha favorito i ricchi e i soliti oligarchi che tirano le leve del comando ad Atene da decenni e decenni. 

Roberto Ghiretti, Parma Unita: Un patto per la città

Foto Luigi Boschi: Roberto Ghiretti - Parma Unita: Un patto per la cittàFoto Luigi Boschi:Roberto Ghiretti - Parma Unita: Un patto per la città

Roberto Ghiretti nell'incontro con i simpatizzanti del Movimento civico durante l'inaugurazione della nuova sede in via Alessandria 16 nel suo intervento ha manifestato il suo impegno per costruire insieme un Patto con la città affinché Parma torni ad essere una città Europea d'avanguardia e non di retroguardia. (Parma, 24/04/2015) Luigi Boschi

Foto Luigi Boschi: Parma Unita

Il traffico dei migranti. Lo scafista aiutato dalla Libia: «Così i soldati ci danno i barconi»

ROMA Hanno complicità istituzionali importanti — per quanto possano ancora valere le istituzioni, laggiù — i mercanti che dalla Libia spediscono ogni giorno carne umana verso l’Italia. In ogni caso influenti. Militari che, dietro lauto compenso, favoriscono gli affari dei nuovi «negrieri», addirittura scortando i barconi fino alle acque internazionali. A svelare questo sostegno è uno dei trafficanti più attivi sull’altra sponda del Mediterraneo: Yehdego Medhane, eritreo di 34 anni con moglie e figlio con lo status di rifugiati i in Svezia, identificato dai poliziotti del Servizio centrale operativo e ora ufficialmente latitante dopo l’arresto ordinato dalla Procura di Palermo. Su di lui s’erano concentrati anche gli accertamenti della Procura di Roma, nell’ambito di un’altra inchiesta; gli investigatori del Nucleo speciale d’intervento della Guardia costiera l’avevano individuato attraverso una telefonata in cui lui stesso ammetteva la corruzione dei militari libici. 
«Medhane riferisce di avvalersi della collaborazione di alcuni appartenenti alla locale Guardia costiera — si legge nel riassunto di una conversazione dell’1 agosto dello scorso anno —. In diverse occasioni infatti, pagando questi ultimi, ha ottenuto in cambio la liberazione di alcune imbarcazioni. Altre volte la stessa Guardia costiera ha fornito maggiore attenzione alle unità in difficoltà». La stessa telefonata fu ascoltata anche dalla polizia, secondo la quale Medhane vantava conoscenze tra i soldati, e raccontava che «due volte sono stati fermati in mare dalle navi militari, e sono stati lasciati andare via pagando. Medhane aggiunge che un giorno un loro barcone si è guastato in mare, e questi militari li hanno soccorsi e li hanno accompagnati fino alle acque internazionali». 

Il Mediterraneo è una frontiera europea

di Sergio Romano

Spiace constatarlo, ma è stato necessario un altro dramma, il più grave dall’inizio del fenomeno, perché l’Europa cominciasse ad accorgersi che il Mediterraneo è una frontiera europea ed è il luogo in cui i morti, dall’inizio dell’anno, rappresentavano, prima dell’ultimo disastro, il 79% delle persone che nello stesso periodo hanno perso la vita cercando di attraversare una frontiera nell’intero pianeta. È improbabile che il vertice di Bruxelles, voluto dall’Italia, riesca a sciogliere oggi tutti i nodi di una questione particolarmente intricata. Ma sarà più difficile d’ora in poi, per i Paesi che in questi ultimi mesi hanno dato prova di una sconcertante indolenza, voltare le spalle a una questione che non concerne soltanto l’Italia e la Grecia. L’ultima tragedia sembra avere risvegliato le coscienze, aguzzato gli ingegni, reso possibile la convergenza tra le forze politiche italiane e meglio chiarito, per tutti gli europei, i termini della questione.

Roberto Ghiretti: Nuova sede per Parma Unita

Roberto Ghiretti

Domani, venerdì 24 arpile, Parma Unita inaugura la sua nuova sede del movimento in via Alessandria, 16.
 
Roberto Ghiretti

Lirico di Cagliari: Assemblea dei lavoratori e nuovo sciopero

SLC-CGIL UILCOM-UIL FIALS-CISAL LIBERSIND-CONF. SNATER CSS

Cagliari, 22.04.2015

Spett. Presidente Sig. Massimo Zedda

Spett.li Consiglieri di Indirizzo

 Spett.le Collegio dei Revisori Fondazione Teatro Lirico di Cagliari

 E p.c. Spett. Ministro MIBACT On. Dario Franceschini

Presidente Regione Sardegna On. Francesco Pigliaru

 Il 20 aprile, per la terza volta, il C.d.I. non ha approvato la stagione lirica presentata dall’attuale sovrintendente. Passa il tempo ma in questo teatro tutto rimane tale e quale, è un gioco delle parti imbarazzante e tragico messo in atto sul futuro di 300 famiglie. Una sovrintendenteche ad oltre due mesi dalla sua nomina non riesce a presentare una stagione lirica (trattasi del minimo che un professionista debba produrre ricoprendo un tal ruolo), che viene puntualmente e ripetutamente ripresa dal C.d.I. in merito ad assunzioni di personale esterno non rispettanti i termini di legge e del vigente statuto, che stipula una discutibile ed onerosa convenzione (oltre 50.000 euro più iva e spese di missione) con l’Università di Cassino dove casualmente è ricercatrice (stando a quanto si è appreso da recenti articoli di stampa) la professoressa Susanna Pasticci -membro del passato C.d.A. della nostra Fondazione- dovrebbe essere stata revocata da un bel pezzo.

Lirico Cagliari: Cherchi (CDI), è urgente svolta nella gestione

(ANSA) - CAGLIARI, 22 APR - "E' in atto uno sciopero pesante dei lavoratori ma gli Organi del Teatro non hanno assunto iniziative almeno per tentare di comporre la vertenza. I sindacati non hanno avuto neppure la cortesia di un incontro".
 Lo afferma, in una nota, il componente del Cdi, Salvatore Cherchi, che sollecita una svolta urgente nella gestione dell'ente lirico.
"Il Ministero dei beni culturali che ha la vigilanza sulle Fondazioni lirico-sinfoniche - prosegue Cherchi - ha chiesto formalmente 'giustificazioni' sulla carenza di programmazione che frustra un fine istituzionale della Fondazione e nuoce all'immagine e alle entrate del Teatro. In questi mesi si è discusso sui risultati delle gestioni passate; in proposito, sono plausibili opinioni diverse. Ma un dato di fatto non contestabile è che un terzo del 2015 sia stato consumato in maniera quasi totalmente improduttiva con danni certi. Bisogna prendere atto della situazione - conclude - e porvi rimedio con decisioni conseguenti del Comitato d'Indirizzo e dei Soci". (ANSA).
   

Segretario Provinciale PD di Parma, lavori in corso d'opera.

Che non vi sia ancora un nome che possa sostituire il nefasto Cardinali, c'è da chiedersi quale classe dirigente abbia formato il centro sinistra a Parma in questi anni. Dal nulla al nulla! LB

Lunedì nuova convocazione dell'assemblea provinciale. Manca accordo unitario: in lizza Mari e Moretti ma sullo sfondo c'è il congresso

Enrico Mari, Claudio Moretti o congresso? Giorni di trattative e confronti nel Pd chiamato a sostituire il segretario provinciale Alessandro Cardinali eletto in Consiglio regionale. Il nome del traversetolese Mari è già in pista da giorni; candidatura a cui si è aggiunta nelle ultime settimane quella del sindaco di Monchio. L'obiettivo del partito - almeno a parole - è trovare una sintesi in assemblea provinciale per evitare la convocazione di un congresso ad hoc per eleggere il nuovo coordinatore provinciale. Tuttavia al momento non si è arrivati a una sintesi e contrasti permangono fra le varie anime del partito dove sopravvivono vecchie e nuove ruggini e personalismi che di certo non aiutano in questi passaggi. L'ipotesi era quella di arrivare al 30 aprile con una scelta unitaria ma ad oggi l'obiettivo non è stato raggiunto. Lunedì è prevista una nuova seduta dell'assemblea provinciale. Dopodiché, in assenza di una larga intesa, è probabile la convocazione del congresso che a quel punto si potrebbe tenere in ottobre. Cardinali è dimissionario dalla carica (reggente) e alla sua uscita di scena si lega quella di Barba Lori e Massimo Iotti, anche loro eletti in Regione e in carica nei Consigli comunali di Felino e Parma. 

Roberto Ghiretti: Cha fa Pizzarotti con Iren?

Consiglieri comunali 5 Stelle di Parma, Reggio Emilia e Piacenza, hanno convocato una conferenza stampa per lamentare il fatto che “Iren stia prendendo soldi da Parma, Reggio e Piacenza per investirli su Torino e la Liguria”.

La lamentela in sé ha certamente un suo senso, peccato che tra coloro che la esprimono sieda il rappresentante di un'amministrazione, la nostra, che sulla gestione di Iren avrebbe certamente la possibilità di dire e fare qualcosa.

Da mesi lamento il fatto che abbiamo perso qualsiasi controllo sull'operato di Iren, pur essendo questa una società in parte proprietà della nostra comunità. Da mesi chiedo risposte su una serie di partite che vanno dai conferimenti all'inceneritore di Ugozzolo al servizio di raccolta dei rifiuti, dalla centrale di strada Santa Margherita alla rete del teleriscaldamento. Mai ho riscontrato una sia pur minima vicinanza dell'amministrazione comunale su questi temi, che anzi non ha perso occasione per schierarsi dalla parte della Multiutility.

Da tempo poi si è persa traccia dell'operato del nostro rappresentante in seno all'azienda, quel Lorenzo Bagnacani che pur avendo promesso di tagliarsi il compenso si è ben guardato dal farlo. La stessa persona che quando il Cda dell'azienda ha deliberato una buona uscita milionaria per l'ex amministratore delegato ha pensato bene di astenersi, senza rendere conto alcuno di questo voto apparentemente incomprensibile, pur essendo stato pubblicamente sollecitato in tal senso da parte mia.

La verità è che se Iren prende i soldi dai territori emiliani e li reinveste altrove, lo fa anche grazie ad un atteggiamento quanto meno “ossequioso” da parte della nostra amministrazione comunale.

Prova ne sia quel bando di gestione dei rifiuti che solo oggi il Comune di Parma si appresta a emanare dopo aver lasciato scadere il termine del precedente e garantendo così alla Multiutility un lungo periodo di gestione in regime di proroga a tariffe incredibili.

Per ASP FIDENZA, USB scrive a Bonaccini

Egregio Presidente Bonaccini,

come ben saprà, visto che la Regione ha dovuto assumere un apposito atto di Giunta in deroga sull’accreditamento dei servizi, Asp Fidenza è una delle poche Asp della Regione, i cui i Sindaci non hanno ancora deciso quale sarà il futuro dei servizi, dei lavoratori, dell’Azienda stessa e della sua sostenibilità futura.

Nonostante vi siano stati almeno tre studi di fattibilità e miriadi di simulazioni, che dimostrano inequivocabilmente come l’internalizzazione dei servizi sia la soluzione economicamente più vantaggiosa per l’Azienda, per i Comuni Soci e quindi per i cittadini, (sino a un milione di Euro di differenza rispetto all’esternalizzazione quasi completa), i Sindaci perseguono logiche decisorie, sebbene non definitive, in cui viene privilegiata un’esternalizzazione di moltissimi servizi. Come ha scritto il Commissario Prefettizio di Sissa Trecasali, in una nota agli atti dell’Azienda, “alla luce delle simulazioni proposte peraltro questa amministrazione non può sottacere l’impressione che la scelta delle strutture di volta in volta da internalizzare e esternalizzare sia avvenuta in funzione della salvaguardia delle posizioni delle cooperative accreditate e non invece con riguardo agli interessi dell’azienda e dei lavoratori pubblici”.

Asp Fidenza è anche l’Azienda nella quale tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015 un intero Consiglio di Amministrazione si è dimesso, sono state fatte nomine di Consiglieri durate pochissimi giorni e il Direttore uscente ha rimesso il Suo mandato. Come mai tutto ciò? La Regione si è mai interrogata su questo percorso così poco trasparente? E’ per caso legato agli interessi economici delle Cooperative Sociali, che in caso di esternalizzazione otterrebbero la gestione delle strutture?

ASP FIDENZA: MEGLIO USB!

Sit-in davanti al Municipio di Fidenza da venerdì a domenica.

volantino USB (unione sindacale di base)

Roberto Ghiretti sui ritardi di molti cantieri di edilizia scolastica del Comune di Parma

Racagni, Anna Frank, Don Milani e Scuola per l'Europa. Esempi di interventi gestiti malissimo da questa Amministrazione sempre ansiosa di annunciare i propri interventi salvo non riuscire quasi mai a portarli a termine.

Per quanto riguarda la Racagni di via Bocchi il disastro è sotto gli occhi di tutti: finanziata con ex fondi Metro e messa a bilancio dal Commissario Ciclosi è stata la prima opera significativa annunciata dall'amministrazione Comunale all'indomani del suo insediamento. Nonostante questo il cantiere oggi appare ancora fermo, due date di consegna sono “saltate” e non sappiamo ancora quando questa odissea potrà finire. A questo punto il rischio che la scuola non sia pronta neppure per l'anno scolastico 2015/1016 è più che concreto, mentre l'imbarazzo dell'Amministrazione è testimoniato dal fatto che ad oggi una spiegazione dettagliata e completa di quali siano i problemi non è ancora stata fornita alla cittadinanza.

Rischia un calvario simile la scuola Anna Frank di via Pini, dove verranno eseguiti lavori di ristrutturazione, per adeguamento sismico ed energetico, comprendenti la demolizione e successiva ricostruzione della mensa, della palestra e dell’auditorium.

In questo caso l'annuncio dell'intervento ha preceduto di gran lunga il concreto reperimento dei fondi necessari alla cantierizzazione dell'opera. Di fatto l'assessore Alinovi, rispondendo ad una mia interrogazione, ha dovuto precisare che l'inizio dei lavori è legato a un «possibile e futuro finanziamento nell’ambito del “Decreto Mutui” che norma i fondi da destinare all’edilizia scolastica nazionale attraverso la Regione».

Una domanda sorge spontanea a questo punto: che senso ha  annunciare l'opera se non si sa nemmeno se ci sono i soldi per farla?

Romano Prodi:«Missione incompiuta»

Prodi critica Renzi: meglio metodo Letta. No al partito della nazione
«I poteri forti sono indeboliti e il leader Pd può costituire quello dominante. Ma preferisco il cacciavite di Enrico al trapano di Matteo. Franchi tiratori? Furono 120»

Romano Prodi si definisce «un inguaribile ottimista». Ma è un quadro preoccupante quello che esce dal libro-intervista con Marco Damilano, intitolato non a caso «Missione incompiuta» (Laterza). «Le politiche europee del governo tedesco meritano oggi ogni biasimo e, probabilmente, produrranno danni irreparabili» sostiene Prodi. «L’Italia non sarà la prima ad affondare, ma è solo questione di tempo: se non si cambia integralmente politica su scala europea saremo travolti tutti». Il libro contiene molti giudizi severi su molti temi, da Mani Pulite al «partito della nazione» renziano, passando per i 101 franchi tiratori del Pd «che furono in realtà 120». Ed è ricco di aneddoti e ritratti sulla vita pubblica degli ultimi decenni.

E' giunta l'ora delle grandi decisioni all'ASP di Fidenza

A sole tre settimane dall'ultima, ennesima, vergognosa proroga dell'accreditamento transitorio al 30 aprile 2015 e di quello definitivo al 30 settembre 2015 concessa dalla Regione limitatamente a 27 servizi-strutture, di cui 16 (9 case protette e 7 centri diurni) nel Distretto di Fidenza, dal 30 giugno scorso gli 11 Sindaci-soci dell'ASP fidentina sono ancora seduti sul vasino e fermi alla scelta politica, scellerata oltre che economicamente insostenibile, di togliere alla loro stessa ASP il 59% dei servizi per darli in pasto alle imprese cooperative.

Tanta è l'arroganza della debolezza di questi Sindaci dall'essersi finora rifiutati perfino di illustrare e difendere la loro scelta nei rispettivi Comuni e questo non soltanto nei luoghi istituzionalmente deputati come le Commissioni consiliari e i Consigli comunali ma anche pubblicamente davanti ai loro cittadini e ai legittimi rappresentanti dei lavoratori dell'ASP che così per almeno 10 anni (e almeno 20 per la casa protetta di Fidenza) saranno derubati della gestione pubblica dei servizi per i loro anziani e dovranno subire elevate tassazioni per pagare le scelte disgraziate dei loro Sindaci.

USA , Hillary Clinton annuncia sui social: «Correrò per la Casa Bianca»

L’annuncio contenuto in una mail inviata dal suo consigliere e rilanciata su Twitter ai sostenitori e finanziatori della campagna elettorale
il sitoweb https://www.hillaryclinton.com/
Ora è ufficiale: Hillary Clinton correrà per la Casa Bianca nel 2016. Cercherà di diventare la prima donna presidente degli Stati Uniti. L’annuncio ufficiale dell’ex first lady ed ex segretario di stato è contenuto in una e-mail inviata dal suo consigliere John Podesta e rilanciata su Twitter ai sostenitori e finanziatori della campagna di Hillary. «Volevo essere sicuro di essere il primo a dirvelo: è ufficiale, Hillary correrà per diventare presidente»: recita il testo della mail. Mentre è la Clinton stessa a dare l’atteso annuncio con un video di 90 secondi postato sul sito www.hillaryclinton.com : «Mi sto preparando a fare anche io qualcosa. Correrò per diventare presidente». Il suo primo pensiero alle famiglie americane: «Quando le famiglie sono forti, l’America è forte».

«Voglio essere il campione degli americani»

La ex segretaria di Stato dice di essere pronta «anche» lei a fare qualcosa, perché nel video la precedono persone che annunciano cosa hanno intenzione di fare, o di cambiare, nel loro futuro: coppie in attesa di figli, persone in attesa di andare in pensione, ragazzi in cerca di lavoro, bambini con progetti, famiglie con nuove idee.«Sono pronta anche io a fare qualcosa: correrò per la presidenza. Gli americani si sono battuti per uscire da duri tempi economici, ma il tetto è ancora fermo a favore di chi si trova in alto. Ogni giorno gli americani hanno bisogno di un campione, e io voglio essere quel campione».

L’endorsement di Obama

Obama: "Hillary Clinton sarebbe un'eccellente presidente"

L'endorsement del presidente americano nei confronti della ex segretario di Stato che oggi annuncerà la sua candidatura alla nomination democratica per le elezioni presidenziali del 2016

"Hillary sarebbe una presidente eccellente". Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Barack Obama rispondendo a domande dei giornalisti sul possibile annuncio oggi della candidatura di Hillary Clinton alla nomination democratica. "E' stata un segretario di Stato eccezionale", ha aggiunto Obama, che nel 2008 la sconfisse nella corsa per la nomination democratica.

L'appoggio del presidente Usa alla Clinton arriva alla vigilia dell'annuncio della "discesa in campo" per la nomination democratica alle elezioni presidenziali Usa del 2016. Hillary Clinton infatti dovrebbe annunciare oggi ufficialmente la propria candidatura alle presidenziali del 2016. Con ogni probabilità tutto si svolgerà attraverso i social network, segnale che la moglie dell'ex presidente Clinton vuole tenere stretto il contatto con gli elettori più giovani. La conferma della candidatura di Hillary Clinton per la nomination democratica nella corsa alla Casa Bianca potrebbe arrivare in 140 caratteri su Twitter o con un post su Facebook. Ne sono convinte fonti vicine alla ex responsabile della diplomazia statunitense che al Washington Post confidano i dettagli di una strategia volta al basso profilo. Al contrario di quanto sta accadendo sul fronte repubblicano ma anche in contrasto con quanto ci si aspetterebbe dalla probabile frontrunner democratica che già nel 2008 sfidò Obama, e perse, a suon di discorsi dai toni già 'presidenziali'. Così gli strateghi al lavoro per la ex first lady avrebbero delineato, almeno per iniziare, un percorso fatto di incontri a tu per tu o con piccoli gruppi di elettori più che di grandi palchi.

Del Rio: "Basta con l'emergenza e con le Grandi Opere.

l ministro, succeduto a Lupi alle Infrastrutture dopo lo scandalo Incalza, annuncia una inversione di rotta "Finirla con le procedure speciali e le varianti in corso d'opera, stop ai General contractor. Si torna all'ordinario con regole semplici e europee e con la trasparenza: tutto sarà messo online"

ROMA . Con quello spolverino e la bicicletta, il mezzo scelto per il debutto a Porta Pia come successore di Lupi, sembrava il pesciolino Nemo che andava a farsi una bella nuotata nella piscina degli squali. Sapeva tuttavia che prendere in mano un ministero travolto dagli scandali e colpito dai Pm nella sua catena di comando non sarebbe stata routine. E infatti, dopo pochi giorni da titolare delle Infrastrutture, Graziano Delrio da Reggio Emilia, annuncia la sua "rivoluzione della normalità": basta con il "mito delle grandi opere", basta con le procedure d'emergenza e le varianti in corso d'opera, basta con i General contractor che nominano i direttori dei lavori. "Si torna all'ordinario, alle regole semplici, europee. E faremo tutto ascoltando prima i cittadini e informandoli passo passo". Lo chiama "Open-cantieri" e significa che tutto sarà messo online.

Roberto Ghiretti: Pizzarotti i conti non tornano! Quando finiranno i vostri poltronifici?

Dopo inceneritore e i servizi per l'infanzia l'amministrazione comunale si appresta a mettere in campo l'ennesimo voltafaccia rispetto al proprio programma elettorale. Quanta acqua è passata sotto i ponti da quanto il Movimento 5 Stelle candidato alle comunali del 2012 metteva nero su bianco lo slogan “Finiranno i poltronifici”. Oggi la soluzione messa in campo da Pizzarotti e Folli per l'affidamento dei servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti passa proprio dalla creazione di una nuova partecipata, che per di più avrà un costo di due milioni di euro per i parmigiani, i quali devono ancora digerire il fatto che si voglia chiudere degli asili per risparmiare 600mila euro.

Non è semplice spiegare la follia di questa operazione senza ricorrere a paroloni o impazzire con i conti. Basti comunque il ragionamento generale: Iren è già una società a capitale misto pubblico – privato. Di fatto noi passeremmo da questa (della quale deteniamo il 7% delle azioni) ad un'altra più piccola della quale però deterremmo il 30% delle azioni. Tutto qui. Ah, dimenticavo, per questa operazione complessivamente dovremmo restituire 6 milioni di euro a Iren che ha realizzato gli impianti di smaltimento.

I vantaggi per la nostra città? Folli e Pizzarotti assicurano che sarà possibile effettuare un controllo più stringente dei servizi erogati.

Messa in altri termini dovremo spendere due milioni di euro a causa dell'implicita ammissione da parte dei nostri amministratori di non poter esercitare un controllo stringente sull'operato di Iren.

Che questa Giunta con i bandi pubblici non se la cavi un gran che bene lo avevamo già visto in diverse occasioni. In questo caso basti pensare che per partorire questa soluzione si è lasciato scadere il contratto con Iren il 31 dicembre scorso, motivo per cui già oggi ci troviamo ad operare in regime di proroga, e la prospettiva è quella di andare avanti così per altri due anni.

Lo Spesometro, la lente sulle nostre spese

Oggi gli operatori che liquidano l'Iva mensilmente devono inviare la documentazione al Fisco. Prossima scadenza il 20 aprile. L'Agenzia vuole tracciare le spese effettuate dai contribuenti ai possessori di partita Iva, come artigiani, professionisti e commercianti

a cura di ANTONELLA DONATI

Prima scadenza per l'invio dei dati dello Spesometro: tutte le informazioni relative alle fatture emesse nei confronti di operatori con partite Iva e di tutte le vendite a cittadini privati a partire da 3.600 euro. Oggi, 10 aprile, la scadenza riguarda chi versa l'Iva ogni mese, poi si passa al 20 aprile per chi versa l'Imposta ogni trimestre.

Con lo Spesometro è scattato l'obbligo per commercianti, artigiani e professionisti, e in generale per tutti i titolari di partita Iva, di comunicare al Fisco le spese effettuate dai propri clienti. Si tratta di un sistema, in vigore ormai da tre anni, destinato a tracciare le spese ai fini della verifica delle disponibilità economiche dei singoli contribuenti. Nei mesi scorsi è stato confermato il tetto a 3.600 euro per commercianti al dettaglio e tour operator. Per tutti gli altri titolari di partita Iva devono invece essere comunicate quest'anno per la prima volta tutte le fatture emesse, a prescindere dall'importo di ciascuna operazione.

Maria Teresa Guarnieri: gli oneri di urbanizzazione dovuti da IREN per il termovalorizzatore a sostegno della spesa per i servizi essenziali educativi e di integrazione scolastica ai disabili

La pronuncia dell’Anticorruzione riguardo agli oneri di urbanizzazione dovuti da IREN per il termovalorizzatore potrebbe avere riflessi positivi sul bilancio comunale, non solo per la parte degli investimenti, ma anche per la parte dei servizi. Grazie alla possibilità, prevista dalla legge, di impiegare parte degli oneri di urbanizzazione per sostenere la spesa per i servizi, il nostro Comune potrebbe trovare importanti risorse che gli consentirebbero di evitare i tagli, ripetutamente minacciati, su servizi essenziali come quelli educativi e quelli di integrazione scolastica ai disabili.

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