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Sorgenti

Sorgenti: news e opinioni di politica. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Teatro dell’Opera di Roma, c’è accordo per evitare la liquidazione

D’accordo Cgil, Cisl e Uil, la Fials, l’altro sindacato che con la Cgil ha promosso gli scioperi,. non ha firmato

Si allontana l’ipotesi della liquidazione del Teatro dell’Opera. Cgil, Cisl e Uil hanno siglato un accordo dopo un incontro all’assessorato alla Cultura di Roma. La Fials, l’altro sindacato che con la Cgil ha promosso gli scioperi non ha firmato. «Mi sembra proprio di sì», risponde l’assessore Giovanna Marinelli.

Roberto Ghiretti denuncia l'inesistente inizio lavori per la scuola Racagni


Scuola Racagni: “Ad oggi non c’è ancora traccia dell’avvio lavori” 

La Giunta che in questi giorni si appresta a far votare il Bilancio comunale “della ripartenza” non è riuscita, come spesso accade, a rispettare la scadenza fissata per l’inizio dei lavori per la scuola Racagni. A marzo di quest’anno l’assessore Michele Alinovi pungolato da me sul ritardo di un anno accumulato dal progetto rispondeva che i lavori sarebbero senz’altro partiti a giugno di quest’anno per poi essere conclusi in tempo per l’anno scolastico 2015. Su questa nuova tempistica dei lavori si è tenuta anche un’affollata riunione con i genitori degli alunni, nel corso della quale si sono ribadite con sicurezza le scadenze. Il nove luglio, in occasione della presentazione dell’asilo Scarabocchio, l’assessore, che aveva già accumulato un ritardo di un mese, ha confermato che presto i lavori sarebbero partiti.

Questa mattina, sabato 26 luglio, il cantiere si presentava completamente deserto. Non una traccia di imminente cantierizzazione, non un mezzo parcheggiato; il nulla.

So già che l’Assessore risponderà che la pioggia ha creato problemi e che comunque i tempi per consegnare l’opera entro la fine dell’estate 2015 ci sono tutti, ma il punto non è questo. Il punto è che un’amministrazione comunale efficiente dovrebbe assumersi sempre la responsabilità delle tempistiche comunicate ai cittadini; il punto è che già gli investimenti sono al minimo, se poi si impiega tre anni per realizzare una scuola già finanziata a suo tempo dal Commissario Ciclosi c’è da chiedersi con quali speranze possiamo guardare alle poche altre opere inserite nel Bilancio.

Patrizia Maestri (PD) risponde al Sindaco Federico Pizzarotti

Cultura. Maestri (PD): “All’Amministrazione Comunale mancano le risorse o mancano le idee?”

La parlamentare del PD, Patrizia Maestri, risponde al Sindaco Pizzarotti sui fondi destinati alla cultura dal Governo 

«Mi pare che il Sindaco non abbia colto, forse per distrazione, il significativo cambio di marcia rispetto al passato promosso dal Ministro Franceschini, messo ben in evidenza ieri all’assemblea nazionale degli assessori alla cultura dei comuni italiani organizzata da ANCI». 

«Il decreto “valore cultura” approvato nelle scorse settimane è il primo ma fondamentale tassello di un impegno che il Governo sta mettendo per rilanciare un settore da troppi anni abbandonato. Un primo passo, certo, ancora non risolutivo di tutte le problematiche rimaste inevase in questi anni (penso, per Parma, al Festival Verdi), ma che è stato accolto in modo positivo da tutti tranne che dai deputati del Movimento 5 Stelle che si sono astenuti nella votazione finale». 

«Sugli F35 il Sindaco sa bene che la Commissione Difesa della Camera ha votato (con la consueta astensione dei 5 Stelle) una moratoria del piano di acquisto degli F35 con l'obiettivo di arrivare a un dimezzamento della spesa. Invece di rimbalzare sempre su altri le responsabilità nella ricerca di vane giustificazioni, il Sindaco provi a dire se ritiene adeguato alla città quanto fatto in materia culturale dalla sua Amministrazione».

Inceneritore di Parma, esposto di Arrigo Allegri all'Autorità contro la corruzione

Il caso del Paip finisce sulla scrivania di Raffaele Cantone, già impegnato con lo scandalo Mose ed Expo 2015

Parma - L'inceneritore di Parma finisce sotto la lente dell'Autorità per la prevenzione dei fenomeni di corruzione, ente che proprio in questi mesi ha già un bel da fare con lo scandalo del Mose e l'Expo 2015. 

Un esposto firmato da Arrigo Allegri, il legale che ha dichiarato battaglia conto il Paip di Ugozzolo  (Piano Ambientale Integrato), è stato inviato al presidente dell'Anac Raffaele Cantone e alla Procura della Repubblica di Parma. 

Si tratta di un sollecito in merito alla decisione dell'Autorità per la Vigilanza sui lavori pubblici, già interessata da numerose segnalazioni sulla scadenza dell'appalto per lo smaltimento dei rifiuti. La convenzione con Enìa, subentrata alla municipale Amps, è terminata dal 19 dicembre 2011. Da allora Iren ha preso in carico il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti a Parma, mentre Atersir non ha ancora bandito una nuova gara pubblica che comunque interesserebbe solo la raccolta dei rifiuti e non lo smaltimento. 

"Con la creazione del Polo Ambientale Integrato - si legge nell'esposto - di proprietà di Iren, d fatto Iren si è assicurata il monopolio perpetuo del servizio (...)". Il caso è oggetto di un procedimento penale presso la Procura d Parma e di una procedura di infrazione presso la Commissione Europea. L'Autorità di vigilanza lo scorso settembre ha esaminato la questione disponendo solo un'integrazione istruttoria. Da allora, nessuna decisione ha fatto seguito. (m.c.p.)

Parma Infrastrutture, perdita da otto milioni di euro

Parma Infrastrutture chiude il 2013 con una perdita di otto milioni di euro. Il nuovo amministratore della società Chiari ha illustrato in commissione Patrimonio la situazione della società.

La partecipata ha debiti – mutui – verso le banche per 25 milioni. Elevata anche l’esposizione verso i fornitori, con 29 milioni di euro, in cui rientrano anche i debiti verso il Comune, pari a 10 milioni. La società vanta crediti nei confronti del Municipio per nove milioni.

L’Amministrazione punta a internalizzare e chiudere Parma Infrastrutture, ma i tempi si annunciano lunghi, almeno 10 anni secondo il delegato al Bilancio Marco Ferretti. “Ci sono solo due sole vie – ha detto – liquidazione, con una serie di rischi e minacce sul bilancio dell’ente difficilmente gestibili, o porre in equilibro la società evitando il fallimento e arrivare quindi a chiusura”.

Fonte Link: http://uncomunea5stelle-parma.blogautore.repubblica.it/2014/07/23/parma-infrastrutture-perdita-da-otto-milioni-di-euro/ 

I Comuni italiani verso la bancarotta: 180 a rischio default

Nel 2010 solo otto municipi avevano i bilanci in dissesto. E sale la protesta per le agevolazioni concesse a Roma e Napoli

ROMA - Renato Natale, sindaco di Casal di Principe da un mese, sa che la sua è una città unica in Europa a causa dei camorristi. Ma da quando è entrato in ufficio ha subito trovato qualcosa che lo accomuna a centinaia di primi cittadini in ogni parte d'Italia. Ha il bilancio in dissesto. Gli enti in crisi, circa 180, sono ormai una nuova categoria sociale del Paese: hanno persino le proprie proteste e rivendicazioni, perché si sentono trattati peggio dei grandi debitori seriali come le amministrazioni di Roma o di Napoli.


In gioco non c'è solo la contabilità, perché a Casal di Principe il dissesto è un problema pratico. Debiti per 16 milioni in una città di 20 mila abitanti costringono l'amministrazione a comportarsi come un'impresa in procedura fallimentare. Deve tagliare le spese all'osso, alzare le entrate e vendere i beni in fretta per liquidare i creditori a una frazione del valore teorico dei debiti. Ma un'impresa fallita di solito smette di esistere, mentre un Comune deve continuare a garantire la sicurezza nelle strade, il servizio idrico o gli aiuti alle famiglie in difficoltà.

La Ferraris da Assessore a Stasi parmigiana nella vita degli altri

La sciagura siete solo voi! Anche se a Parma sembra non ci sia mai fine al peggio. Ferraris, o lei non capisce o fa finta di non capire o è in malafede. Decida lei. Non ha risposto a niente su ciò che le ho scritto. Anziché con temi istituzionali ha risposto in modo personale, da naufraga. Le uniche risposte che avrebbe dovuto dare sarebbero state con gli atti del suo assessorato. Ma non ci sono e sono in molti a farglielo notare. “sarei stata lieta di incontrarLa se solo ne avesse fatto richiesta”- scrive. Mi chiede ora di incontrarla? Per fare che? Lei non è idonea a svolgere il ruolo istituzionale assunto. Lei non ha né l’esperienza, né la cultura assessorile.

Dall'Olio smettila di sparare idiozie e a dettar la linea nel PD

Dall'Olio smettila di fare il ducetto tuttologo!!... e proporre una visione errata, priva di senso, spesso già nota o scontata, da altri già scritta prima di te. Hai già detto idiozie sulla Toscanini, smentito immediatamente dal comunicato di MAURIZIO ROI;  Limitati all'ambiente, se ti riesce, dove Parma non eccelle e la tua attività mi sembra abbia prodotto pochezza decorativa. Dimostri di saper poco o nulla della Toscanini così come del Regio, che necessita di un nuovo progetto. Fontana e Arcà (anche se del PD) hanno fallito e se ne devono andare subito, non a dicembre... così come dovrebbe dimettersi la Ferraris, dopo tutti i suoi flop.
Tu non sarai mai sindaco di Parma!
Lavagetto cerca altri interlocutori, con questo non vai da nessuna parte. Il "Parco della Musica di Parma" gestito da un "Consorzio Regio - Toscanini" è un progetto da sostenere e sviluppare. Va nella direzione giusta. LB


"Pizzarotti deve essere proprio andato a scuola di comunicazione da Berlusconi. Dopo avere appreso molto rapidamente l’arte della smentita si sta ora applicando nel ribaltamento della realtà. Sul Regio si atteggia a salvatore della patria e dichiara che “fino a quando ci sarò io non sarà in mano a nessun partito”. La realtà è l’esatto opposto. Il Regio per la prima volta nella sua storia sta cadendo nella mani di un solo partito. Quello di Pizzarotti.",, Inizia così il lungo comunicato a tema Teatro Regio firmato dal capogruppo del Pd Nicola Dall'Olio e dal segretario cittadino Lorenzo Lavagetto.

Roberto Ghiretti: “Che senso ha chiedere a Fontana un progetto per il 2015?”

Ho letto con estremo interesse il comunicato stampa rilasciato dal Comune di Parma in merito alle dimissioni dell'Amministratore esecutivo del Teatro Regio di Parma Carlo Fontana e del direttore artistico Paolo Arcà. Stupisce, e non poco, apprendere dall'assessore Laura Ferraris che i due rimarranno in carica fino alla fine del 2014 e addirittura “presenteranno una proposta artistica anche per l'anno 2015”. Che senso ha tutto questo? A che fine chiedere un progetto sul 2015 quando, dalle dichiarazioni rilasciate da Fontana, scopriamo che ritiene che “non ci siano più le condizioni per svolgere professionalmente il mio lavoro”?

In un paese civile e democratico probabilmente avrei potuto rivolgere queste domande direttamente agli interessati in Consiglio comunale, ma visto che siamo nel favoloso mondo dei 5 Stelle e che è stato fatto di tutto perché questo confronto non avvenisse, mi adatterò a porle attraverso la stampa. 

Roberto Ghiretti
Parma Unita

 

LA COMUNICAZIONE DEL PD DI PARMA SULLE DIMISSIONI DI FONTANA E ARCA' DAL REGIO DI PARMA

Il sovraintendete Fontana, nell’intervista di oggi alla Gazzetta (17/07/2014), rende noto di essersi dimesso perché non condivide il progetto dell’amministrazione. Viene subito da chiedersi: qual è il progetto cui fa riferimento? Esiste quindi un progetto da parte dell’amministrazione? 

Lo stesso Sovraintendente chiarisce di non condividere la linea dell’assessore Ferraris di considerare il Teatro Regio alla stregua di un teatro municipale. Come dargli torto: la gestione municipale del Teatro è superata da anni, e suona come una retromarcia che porterebbe l’assessore ad interferire con la programmazione del Teatro stesso. Sospettiamo che la Ferraris più che fare l’assessore voglia dirigere gli istituti culturali della città, del resto siede nel CdA della Fondazione Regio e alle altre fondazioni teatrali ha assicurato il rinnovo delle convenzioni purché accettassero la ridefinizione dei posti nel CdA. 

Sta di fatto che il progetto non è chiaro né noto a nessuno. Nessuno dibattito pubblico, nessun coinvolgimento della città sulla questione, nessuna discussione in Consiglio comunale o in commissione cultura. Con buona pace della partecipazione, della trasparenza e delle giornate della democrazia. 

Il Sindaco, dopo aver negato martedì in Consiglio che esistessero problemi con l’amministratore unico, ha addirittura detto che ciò che si svolge nel CdA della Fondazione non riguarda il Consiglio Comunale.

Per fortuna c’è la legge nazionale sulla trasparenza a sopperire alla mancanza di trasparenza e partecipazione dei grillini. 

Dagli atti della Fondazione apprendiamo che l’assessore Ferraris ha ideato “un piano volto alla creazione di un vero e proprio sistema musicale cittadino” che consiste nella creazione di un consorzio con la Fondazione Toscanini.

Roberto Ghiretti: sulle dimissioni di Fontana e Arcà , perché il Sindaco e l'assessore Ferraris hanno taciuto?

Dimissioni di Fontana e Arcà: “Sindaco e Assessore hanno raccontato bugie per evitare il dibattito in Consiglio Comunale” 

Le bugie, come il Sindaco dovrebbe ormai ben sapere, hanno le gambe corte. Riavvolgere il nastro della discussione consiliare di martedì pomeriggio alla luce delle dimissioni del dottor Fontana e il maestro Arcà lascia qualcosa di più dell'amaro in bocca. Sono mesi che le opposizioni in Consiglio puntano il dito sulla gestione quantomeno miope del Teatro Regio, eppure dalla Giunta abbiamo ricevuto solo sberleffi e dichiarazioni dove verità e finzione tendono a confondersi in un grigiore uniforme che poco si addice al governo della trasparenza. Come per il caso dell'assessore Capelli o della Comandante Verrusio anche questa volta ci viene propinata la solita storia degli impegni personali, con l'aggiunta del tema “missione compiuta”: secondo l'assessore Ferraris, Fontana e Arcà hanno messo in ordine i conti, sistemato i bilanci e quindi possono andare...

Poco importa che il Festival Verdi sia ridotto a un simulacro, poco importa che di sponsor e istituzioni in questi due anni se ne sono visti scappare molti ma arrivare nessuno.

No, assessore Ferraris, le cose non sono a posto e la determinazione con cui ieri siete sfuggiti a qualunque dibattito in Consiglio comunale, negando l'impossibile e fissando al giorno dopo il Cda della Fondazione in cui sarebbero state ratificate le dimissioni dell'Amministratore Esecutivo e del direttore artistioco del Teatro, dimostra che siete in malafede. Magari non per tornaconto personale ma comunque in malafede.

Internet e biblioteche a Parma. L'esperienza della Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia con la soluzione Linux

 Nelle biblioteche comunali di Parma, tra i luoghi pubblici più frequentati della città, è capitato spesso di sentire questo breve e desolato dialogo tra utente e operatore.

> “Internet non funziona neanche oggi?”.

> “No, mi spiace. Sarà un problema del server...”

Di fronte a questa generica spiegazione (che in realtà non spiega nulla) è interessante chiedersi come è strutturato il servizio che, in teoria, dovrebbe offrire agli utenti la possibilità di connessione gratuita senza fili (wi-fi) e il libero utilizzo delle postazioni fisse.

Nel 2013, per la gestione e manutenzione del sistema informativo nelle biblioteche, la società It.City incassa dal Comune di Parma intorno ai 136.000 euro  (DD/2013-236). Oggi possiamo dire che dal punto di vista dell'utente ben poco si è visto di queste spese, in parte destinate ad altre ditte private (l'ultimo intervento per il servizio di navigazione wi-fi nelle biblioteche, che ha per ora risolto uno dei problemi, è stato commissionato alla società Mead Informatica, per l'importo di circa 6.000€). 

Non siamo certo gli unici a sostenere che l'affidamento a una società  partecipata di questo genere di servizi costituisca un fattore di rigidità. Alcuni esempi:

-  sono ingiustificabili le attese per piccoli interventi come il ripristino del servizio wi-fi  e delle postazioni fisse nelle biblioteche Alpi, Pavese e Civica, dopo interruzioni durate dai quattro ai sette mesi.

- si protrae da anni ed è ancora scandalosa la situazione della sala computer in biblioteca Civica (solo tre macchine, quasi sempre fuori uso), con evidente danno per i cittadini, soprattutto per coloro che soltanto in questo modo possono accedere all'informazione e alla comunicazione in rete.

Carlo Fontana e Paolo Arcà lasciano il Teatro Regio di Parma

Comunicato stampa del Comune di Parma 

Nel corso del Consiglio di amministrazione della Fondazione Teatro Regio, che si è riunito oggi in Municipio alla presenza del Sindaco, l’amministratore esecutivo del Teatro Carlo Fontana ha presentato le sue dimissioni, unitamente a quelle del direttore artistico Paolo Arcà, che diventeranno operative dal 31 dicembre 2014

Nell’occasione Carlo Fontana ha presentato al Consiglio una dettagliata relazione sull’attività intrapresa nel corso del suo mandato, che era finalizzato soprattutto al risanamento della situazione finanziaria dell’Istituzione, che al suo arrivo si trovava sull’orlo del  fallimento.

La dirigenza del Teatro ha quindi lavorato in modo rigoroso, contenendo al massimo le spese e riuscendo comunque ad allestire per l’anno 2013, pur con risorse limitate,  una programmazione di qualità che ha prodotto risultati dalla ricaduta positiva a livello culturale ed economico.

I conti sono decisamente migliorati e i debiti notevolmente ridotti, come si evidenzia nel bilancio consuntivo che chiude con un avanzo di gestione, tuttavia la diminuzione parallela dei ricavi impone una riflessione sulla struttura stessa del Teatro Regio di Parma, che è oggi un teatro di tradizione, e come tale deve attentamente valutare cosa si può permettere, sia in termini di struttura che in termini di programmazione.

Partendo da questa consapevolezza, l’amministratore esecutivo, e con lui il direttore artistico, hanno deciso di rassegnare le loro dimissioni, ribadendo stima e rispetto per l’Amministrazione Comunale, con la quale continueranno a collaborare per metterla in condizione di gestire al meglio la riorganizzazione e l’assetto futuro del Teatro.

Intervento di Maurizio Vescovi in Consiglio Comunale sull'Assistenza sociale disabili a Parma

COMUNICAZIONE AL CONSIGLIO COMUNALE DEL 15 LUGLIO 2014 

Da alcuni familiari di persone disabili si apprende che, per effetto di una non meglio precisata “riorganizzazione”, dallo scorso maggio le Assistenti sociali in servizio presso i diversi poli cittadini non hanno più in carico i propri assistiti in condizione di disabilità.

Stando alle informazioni assunte dalle famiglie interessate, alle quali i Servizi non hanno provveduto a dare alcuna comunicazione in merito al suddetto cambiamento, nei progetti dell’Assessorato al welfare vi sarebbe appunto una complessiva “riorganizzazione” del servizio, incardinata sulla creazione di un non meglio precisato ruolo di Assistente sociale destinata alle persone disabili.

Stante l’aleatorietà delle indicazioni fornite ai richiedenti – appunto alcuni familiari di persone disabili – si ritiene assolutamente imprescindibile che l’Aassessore fornisca adeguate spiegazioni in merito. In particolare, è urgente conoscere nel dettaglio contenuti, tempi, modalità di attuazione della ventilata “riorganizzazione”, a partire dalla conferma o meno, al Consiglio e alla città, della sue rispondenza alle effettive intenzioni dell’Assessorato. Inoltre e in caso la notizia trovi rispondenza nei piani dell’Amministrazione, è fondamentale che i diretti interessati e tutta la comunità cittadina ricevano precise indicazioni in merito. Fra queste, se la figura di Assistente sociale dedicata alle persone disabili sarà una o più per ogni polo; quando sarà (saranno) operativa/e le nuove figure, in quali modi e tempi avverrà il passaggio di consegne fra le assistenti che fino a maggio hanno avuto in carico i casi e la/le nuova/e nominate.

INTERVENTO DI ROBERTO GHIRETTI IN CONSIGLIO COMUNALE SUL BILANCIO 2013 DEL TEATRO REGIO DI PARMA

Egregi colleghi, Sindaco e assessore,

Oggi ci troviamo a valutare il Bilancio della Fondazione Teatro Regio. Un bilancio che ci avete presentato sottolineando enfaticamente i “buoni risultati economici”  che hanno consentito un attivo da 31 mila euro e il dimezzamento del saldo negativo.

Ebbene quelli che per voi sono importanti risultati gestionali per me sono il simbolo evidente di una sconfitta:  una gestione ragionieristica che ha avuto come obiettivo solo quello di spendere meno senza curarsi di aver speso decisamente male.

Il vostro attivo di 31mila euro ci è costato la fuga di tutti i partner istituzionali storici della Fondazione, la scomparsa o quasi dei privati e, ultimo in ordine temporale, una sonora bocciatura dal Ministero che ha negato i fondi per il Festival Verdi 2014.

E’ del tutto evidente dai dati di questo bilancio, che il problema del Regio esiste e non si sta trovando una soluzione, nonostante due anni di nuova amministrazione e il riassetto della dirigenza del Teatro.  Il riequilibrio dei conti (ad eccezione di quello finanziario – come certificano i Revisori) è stato possibile principalmente perché il Comune di Parma, da solo, quindi i cittadini, ha ricapitalizzato la Fondazione. Ma avere i conti in ordine non basta. Bisogna saper investire e saper trovare e valorizzare le energie culturali, artistiche e economiche per pianificare una progettualità a lungo termine. Tutte cose che in questi due anni francamente non ho visto.

Maria Laura Ferraris: Il Regio di Parma non è in vendita e nemmeno in palio.

Lettera aperta di Maria Laura Ferraris

All’inizio del nostro mandato il Teatro Regio sembrava presentare davanti a sé solo una via da un punto di vista asetticamente gestionale ed amministrativo adeguata: la liquidazione della Fondazione e la chiusura del Teatro.

Noi abbiamo scelto di prenderci la responsabilità di opporci a questo destino, con fermezza e con coraggio convinti che il valore di un cuore di cultura e tradizione non possa arrendersi ad alcuni anni di scelte poco oculate.

A due anni di distanza il bilancio consuntivo 2013 ha chiuso con un piccolo utile di esercizio, ricavi da biglietteria in aumento, un quadro finanziario che presenta un saldo che ha dimezzato il debito, con un’attenzione primaria verso i fornitori (che vuol dire aver pagato artisti, tecnici e aziende che da anni, a volte, aspettavano il riconoscimento per l’attività svolta).

 Abbiamo fatto squadra con il territorio ed ottenuto che oltre il 50% delle risorse messe a disposizione dal Comitato Nazionale per il Bicentenario Verdiano arrivassero qui, dove ne sono le origini.

La città intera dalle istituzioni culturali alle associazioni al tessuto imprenditoriale ha lavorato assiduamente per garantire sei esposizioni nel 2013 su Verdi, mettendo in luce il materiale documentario inedito posseduto, importanti prestiti (come il noto pastello di Boldini esposto in Galleria Nazionale e mai prima a Parma) e attraversando  in due secoli le mille sfaccettature che legano indissolubilmente Verdi a Parma. Si sono aggiunti convegni, didattica, incontri, concerti e quattro titoli d’opera.

È tornata la stagione della danza.

Francesco D'uva (M5S) farnetica sul Regio di Parma

Francesco D'Uva

Su "parma.repubblica.it" si legge una informazione che è pari solo alla nullità politica e di pensiero dei pentastellati!
riporto stralcio testo integrale: “Secondo le ricostruzioni che circolano tra alcuni Cinque Stelle di Parma – racconta l’articolo – sarebbe però già pronta anche una operazione per sostituirlo. Secondo queste indiscrezioni, al posto di Fontana infatti il sindaco Pizzarotti avrebbe già pronto il nome di Cristina Ferrari, classe ’65, direttore artistico del Teatro Municipale di Piacenza, e compagna del deputato Pd Gianluca Benamati. Il Teatro Regio verrebbe inoltre consorziato con la Fondazione Toscanini, guidata da Maurizio Roi, altro dirigente Pd che guidò i comitati Cuperlo, e presidente di Ater (associazione teatrale Emilia Romagna). Di qui l’attacco di D’Uva, che accusa Pizzarotti di voler ‘svendere’ il teatro Regio al Pd e alla Regione”. 
Non hanno mai messo piede a Teatro come lo fu per il loro collega di partito  o di movimento qual si voglia, Pizzarotti. 
Si fanno vivi solo ora che Fontana se ne andrà... e prima dove erano? a giocare a meetup? 
Sono molti i possibili candidati a sostituire Fontana e Arcà. Come è giusto che sia per uno dei più importanti Teatri lirici nazionali, caduto da troppi anni in difficoltà. Le accuse di svendita al PD sono dettate dall'ignoranza e dalla vacuità del pensiero di questi scaduti ignoranti, incapaci stellati.
Un Teatro non si svende, perché è patrimonio della collettività.

Caso Terremerse, In Appello Errani condannato a un anno: "Mi dimetto"

"Un gesto di responsabilità". In primo grado il governatore era stato assolto dall'accusa di falso ideologico nell'inchiesta sul finanziamento regionale ottenuto dalla cooperativa del fratello. Il suo avvocato: "Sentenza sconcertante". Nessuna interdizione dai pubblici uffici. Ora l'Emilia-Romagna verso le elezioni

BOLOGNA - Il governatore Vasco Errani si dimette dopo la sentenza di appello Terremerse che lo vede condannato a un anno con la condizionale per falso ideologico. Un anno a lui, un anno e due mesi sempre con la condizionale per i due funzionari della Regione Valtiero Mazzotti e Filomena Terzini. L'avvocato Alessandro Gamberini, difensore del governatore, commenta a caldo: "Sentenza sconcertante", e annuncia il ricorso in Cassazione. Il giudizio è arrivato in rito abbreviato; non è prevista alcuna interdizione dai pubblici uffici. 

La sua dichiarazione: "Davanti a tutto l'onore della Regione". Errani, alla guida dell'Emilia-Romagna da tre mandati (la prima elezione avvenne nel 1999), è stato anche Commissario straordinario per la ricostruzione post-terremoto. "E’ un momento di amarezza. Ma per prima cosa non parlo di me. Parlo della Regione, perché il mio compito è tutelare l’istituzione, il suo onore, la realtà pulita e di esempio a tanti che è questa Emilia-Romagna", scrive Errani nella nota con la quale, a pochi minuti dalla notizia della condanna, annuncia le sue dimissioni da presidente della Regione. "Ho sempre messo l’istituzione davanti ad ogni altra considerazione - a me stesso -  e non cambio ora". 

ROBERTO GHIRETTI: la necessità di una nuova politica culturale e più efficace per il Teatro Regio

Costituire il "Parco della Musica" 

Finanziamenti al Festival Verdi: “Occorre cambiare rapidamente rotta” 

Il Teatro Regio ha ricevuto in questi giorni una sonora bocciatura dal ministero che ha negato i fondi per il Festival Verdi 2014. Al netto della sterile discussione sulla mobilitazione di parlamentari che dovrebbero intercedere per la nostra città, mi pare che una considerazione si imponga in seguito a quanto avvenuto: il Festival Verdi, così com'è, non è oggettivamente finanziabile. Una manifestazione in nome di Verdi che mette in campo un'opera al Regio e una a Busseto non può legittimamente aspirare a contributi nazionali di rilievo. Sia chiaro che questo mio intervento non vuole certo essere una difesa d'ufficio del Ministero, ma piuttosto un necessario spunto autocritico che consenta, magari, di uscire dalle secche nelle quali ci siamo incagliati in questo paio d'anni.

I soldi, le risorse; sull'ipotetica loro mancanza abbiamo assistito in questi mesi a politiche di una miopia eccezionale. Progetti culturali la cui unica chiave di lettura è stata spendere poco per avere molto meno, l'ultimo dei quali è proprio questo Festival Verdi 2014.

parma Consiglio Comunale: passa il bilancio 2013. Mauro Nuzzo attacca il sindaco

In aula il voto sul consuntivo 2013. Ferretti annuncia che il bilancio di Parma Infrastutture arriverà a metà luglio. Il preventivo potrebbe slittare a settembre. Il delegato: “Situazione critica, ma non parliamo di default”. Nuzzo, dopo Festival Verdi e Ospedale Vecchio,  riserva un’altra stoccata al primo cittadino sull’indebitamento: “Non va bene andare in tv a dire che è stato dimezzato, non è vero”. 

PASSA IL BILANCIO – Su 26 votanti, 19 votano sì, 6 no e c’è anche un astenuto: Mauro Nuzzo dei 5 stelle che lancia un duro attacco al sindaco, dicendogli di aver tradito i valori del Movimento. Nuzzo tocca molti temi, dall’Expo ai bandi per i teatri, e definisce “allocchi” gli altri consiglieri pentastellati, dicendo di non voler tradire gli elettori e rivendicando di essere il secondo 5 stelle più votato alle elezioni comunali.

Replica il capogruppo Bosi, che difende la Giunta: “Da parte di Nuzzo non ho sentito commenti al documento di bilancio ma solo al settore cultura, di cui lui bramava l’assessorato. Noi non abbiamo ambizioni di trarre un vantaggio personale da questo tipo di voto, a differenza di chi ci ha chiamto allocchi. Siamo sereni perché rispondiamo alla nostra coscienza e non alle preferenze ricevute in una scheda”.

Cdm, il piano del governo sulla giustizia

ROMA - Riduzione dei tempi e dimezzamento dell'arretrato nella giustizia civile, riforma del Csm, falso in bilancio e autoriciclaggio contro la criminalità economica, accelerazione del processo penale e riforma della prescrizione, revisione delle intercettazioni bilanciando diritto all'informazione e tutela della privacy. Sono alcuni dei dodici punti presentati dal premierMatteo Renzi e dal ministro della Giustizia Andrea Orlando al termine del Consiglio dei ministri.

"Una riforma della giustizia in dodici punti. La scommessa è discuterne per due mesi". Renzi ha annunciato la rivoluzione del suo governo in campo giudiziario,così come anticipato da Repubblica alcuni giorni fa. Per il momento si tratta solo di linee guida, che dovranno essere vagliate e discusse dal 1° luglio al 31 agosto su rivoluzione@governo.it . E il premir ha sollecitato il contributo di tutti, "cittadini e operatori che nei prossimi due mesi potranno dialogare e dare suggerimenti attraverso la stessa mail della riforma della P.A.".  

Corte dei conti, lo Stato spende 26 mld per le partecipate


Nell'ultima rilevazione della magistratura contabile un terzo delle società che dipendono dagli enti locali è in rosso

ROMA - Una miriade di società che sono costate lo scorso anno solo alle casse dello Stato 26 miliardi. Sono le partecipate pubbliche, imprese di un mondo ancora poco conosciuto e poco trasparente e che necessita al più presto di "un disegno di ristrutturazione organico e complessivo". E' la sollecitazione che arriva dalle Corte dei Conti, la quale sottolinea anche un altro dato preoccupante: un terzo delle 5.258 partecipate che dipendono dagli enti locali è in perdita. 

Nell'ultima rilevazione della Corte le partecipate sono in tutto circa 7.500: 50 dallo Stato e 5.258 dagli enti locali cui si sommano altri 2.214 organismi di varia natura (consorzi, fondazioni ecc...). Il numero è però "variabile, in quanto le società sono soggette a frequenti modifiche dell'assetto societario". Per il loro peso finanziario e per la dimensione economica, gli enti partecipati - sottolinea il procuratore generale Salvatore Nottola nel suo giudizio sul rendiconto generale dello Stato - "hanno un forte impatto sui conti pubblici, sui quali si ripercuotono i risultati della gestione, quando i costi non gravano sulla collettività, attraverso i meccanismi tariffari".

Il movimento finanziario indotto dalle società partecipate dallo Stato, costituito dai pagamenti a qualsiasi titolo erogati dai Ministeri nei loro confronti ammontava a 30,55 miliardi nel 2011, 26,11 miliardi nel 2012 e 25,93 nel 2013; il "peso" delle società strumentali sul bilancio dei ministeri

Roberto Ghiretti contesta al sindaco Pizzarotti i tagli nel bilancio al sistema sociale

 Tagli al Welfare e Tasi “Dalla Giunta una sola ricetta: abbattere il sociale per sistemare i conti”

 Il welfare parmigiano è sempre stato un fiore all'occhiello della nostra città. Lo dovrebbe essere a maggior ragione in tempi come questi, dove una crisi diffusa investe la quasi totalità delle famiglie.

Sorprende dunque scoprire che nel Bilancio del Comune di Parma vi siano tagli consistenti al settore che, come hanno anche sottolineato recentemente i Sindacati, investono attività come il contrasto alla povertà, il disagio di minori e adulti, le agevolazioni e gli sconti alla popolazione anziana per il trasporto pubblico locale.

Si tratta di un ulteriore segnale, se ce ne fosse bisogno, della congenita “anaffettività” di questa amministrazione, sempre compressa tra la necessità di qualche annuncio ad effetto – non scorderemo mai il tweet del Sindaco secondo il quale il debito sarebbe stato ripianato a gennaio 2013 – e l'incapacità di fare delle scelte politiche.

I soldi sono pochi, certo, ma proprio per questo mai come oggi occorrerebbe fare delle scelte forti e consapevoli: investire dove occorre e contrarre tutto ciò che necessario non è.

E invece assistiamo a nonsense come il piano Asp dove si ricorre all'alienazione di immobili e posti letto convenzionati per finanziare la spesa corrente a fronte del fatto che il Comune, sostanzialmente, non intende ripianare i propri debiti.

Il Comitato Leggere tra le ruspe risponde all'Assessore Maria Laura Ferraris

Gentile Assessore, se una cosa funziona bene lì dov'è, perché bisogna spostarla?

Il Centro Cinema Lino Ventura (alias Videoteca) è una importante struttura del settore culturale, funzionale ed efficiente, apprezzata dai cittadini e dagli insegnanti delle scuole di Parma.

Si trova dal gennaio del 1998  nella sede su via d'Azeglio dove dispone di un ingente patrimonio documentario (18997 audiovisivi, 2963 documenti sonori e 566 documenti digitali e 5418 volumi e opuscoli) e ora dovrebbe essere trasferita nei locali della Biblioteca Civica per fare spazio, si dice, ad un'altra Biblioteca al momento priva di sede adeguata, la Biblioteca di Alice.

Tra l'altro, Assessore, per Sua stessa ammissione, lo spostamento della Videoteca in Civica porrebbe il problema di dover spostare altri fondi bibliotecari da lì altrove, dal momento che la Civica ha seri problemi di spazio.

Pur essendo fermamente convinti  che la sede ottimale della Biblioteca di Alice  debba essere nel quartiere originario, il Pablo, ci chiediamo:  non avrebbe allora molto più senso spostare tale struttura provvisoriamente nei locali vuoti dell'Archivio Comunale a fianco della Videoteca, invece di generare un inutile e dispendioso vortice di spostamenti e sostituzioni?

I soldi necessari a tutti questi traslochi non potrebbero piuttosto essere usati per invertire la tendenza che vede Videoteca e Biblioteche comunali soggette da anni a drastici tagli del budget (per acquisto di libri, servizi, orari, eventi culturali, ecc.)?

NASCE UILEMILIA

da Gazzetta di Parma

Mario Miano: "Un sindacato europeo indipendente dalle ideologie"

Barbagallo: "Rilanciare l'economia con investimenti pubblici e privati"
 

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