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La vita sta cambiando pelle

Sorgenti

Sorgenti: news e opinioni di politica. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Roberto Ghiretti sulla richiesta di Iren per trattare rifiuti anche da fuori provincia

Alla fine dopo tanto parlare è arrivata nero su bianco la richiesta di Iren per trattare rifiuti anche da fuori provincia. Si tratta di un atto chiaro e netto rispetto al quale non esistono posizioni di mediazione: o si è d'accordo o si è contro.

Da oltre un anno i segnali che si volesse procedere in questa direzione sono stati tanti e, personalmente, in tempi non sospetti avevo già chiarito la mia posizione richiamando tutti alle promesse fatte in campagna elettorale, quando tutti si espressero contrariamente all'ipotesi di accogliere rifiuti da fuori provincia. Per quanto mi riguarda il programma elettorale rappresenta un patto sacro e inviolabile con gli elettori e, pur non volendo passare per un massimalista, ritengo che su certe questioni di fondo non possano esserci deroghe o passive prese d'atto.

Di fronte ad una richiesta chiara e inequivocabile da parte di Iren occorre che la politica sappia dare un'altrettanto chiara risposta sulla base di quanto promesso, anche e soprattutto in considerazione del fatto che  la città potrebbe tollerare un ulteriore tradimento da parte della politica.

In primo luogo è chiamato a prendere posizione chi oggi siede al governo della città che, lo ricordo, ha espresso anche un rappresentante in seno al Cda della Multiutility, ma devono far sentire la propria voce anche i gruppi consiliari di maggioranza e minoranza.

Non mi basta quanto dichiarato dal sindaco Pizzarotti in sede di assemblea dei sindaci in merito al fatto che Iren “se ha sbagliato i conti è giusto che paghi, e non che scarichi i costi sui cittadini".

Roberto Ghiretti sulla situazione del verde pubblico di Parma

 Parchi pubblici: “Si coinvolgano le associazioni nella gestione”

“Finalmente la politica torna ad occuparsi di verde pubblico”. Con queste parole, pronunciate dal presidente di Parma Unita Roberto Ghiretti, si è aperto martedì sera l'incontro pubblico promosso per analizzare le condizioni dei nostri parchi e mettere a punto una serie di proposte.

Nella prima parte della serata si sono messi a fuoco una serie di problemi: aree gioco bimbi in condizioni disastrose, manutenzione del verde lacunosa e approssimativa, nessuna capacità di presidio rispetto ai temi della sicurezza.

Particolarmente preoccupante la condizione in cui versa il Parco Ducale, per il quale da tempo la manutenzione del laghetto e la cura degli animali che vi abitano è lasciata alla generosità delle associazioni ambientaliste che intervengono ormai da mesi di propria iniziativa. Situazione un po' migliore in Cittadella dove, in seguito ai lavori di manutenzione straordinaria dello scorso anno, si attende però un progetto complessivo di ripristino delle circa 500 piante tagliate a suo tempo.

Particolarmente interessante l'intervento di Massimo Bax, il quale ha rimarcato i problemi legati alla sicurezza proponendo alcune soluzioni: fare accordi con le associazioni di pensionati delle forze dell'ordine per il presidio dei parchi e valutare l'installazione di telecamere e colonnine SOS.

Francesco Dradi, presidente di Legambiente, ha lamentato l'assenza di un progetto complessivo per la gestione del verde pubblico mentre Arturo Dallatana, presidente dell'associazione Amici della Cittadella, ha ricordato come la mancata sostituzione del custode andato in pensione e la chiusura del Camping si siano rivelati errori gravi.

QUALE PRESENTE PER L'OSPEDALE VECCHIO DI PARMA?

QUALE PRESENTE PER L'OSPEDALE VECCHIO? 

Recentemente abbiamo letto, su Gazzetta e Parma.Repubblica, alcune dichiarazioni dell’assessore Ferraris in merito ad una “riqualificazione della Biblioteca Civica” e più precisamente di “interventi legati all’adeguamento degli impianti e consolidamenti strutturali” che dovrebbero partire tra fine estate e inizio autunno, con un progetto esecutivo approvato entro il mese di maggio. 

Come cittadini, proprietari dell’Ospedale Vecchio e utenti degli istituti culturali ancora ospitati al suo interno (Biblioteca Civica, Emeroteca, Archivio di Stato e Centro Cinema con videoteca) e di tutti gli spazi cui ci è consentito accedere (crociera, cortili, portici), chiediamo alcuni chiarimenti in merito alle intenzioni dell’Amministrazione.

E’ evidente a tutti che 12 anni di abbandono (9 delle giunte passate più 3 da parte di quella attuale) ormai presentano il conto, e molto salato: infiltrazioni d’acqua sui documenti dell’Archivio, interi piani ostaggio dei piccioni, umidità devastante nei pregiati ambienti dell’ex archivio comunale, cedimenti strutturali in luoghi di intenso passaggio come il grande scalone che porta in crociera. E a fronte di ciò, stanziamenti incongrui e ritardi inaccettabili. 

Ripercorriamo brevemente la storia di questi ultimi 3 anni:

Roberto Ghiretti sulla nomina del Presidente TEP spa chiede un segno di discontinuità con il passato

Nuovo presidente di Tep: “La Provincia dia un segno di discontinuità rispetto al passato” 

Entro giugno 2015 andrà in scadenza il Cda di Tep Spa, società controllata al 50% da Comune e Provincia di Parma. In ossequio ai patti parasociali sottoscritti dai due enti il prossimo presidente della società sarà indicato da Piazzale della Pace e sarà questa l'occasione per dare un diverso assetto ad una società che nei due anni di gestione affidata da Pizzarotti a Mirko Rubini ha conosciuto diversi momenti di crisi.

Penso ad esempio al deteriorarsi dei rapporti sindacali che ha avuto il via con l'operazione di allontanamento di due dirigenti su tre e sono peggiorati in questi mesi a causa di un diffuso “clima di tensione” in azienda, come hanno recentemente denunciato le sigle sindacali stesse.

In questi due anni, a dispetto di quanto dichiarato dal Sindaco, abbiamo assistito ad un taglio delle corse e dei servizi, una riduzione complessiva degli sconti sugli abbonamenti, il tutto in riferimento ad una società che ha sostanzialmente i conti in ordine e non necessita di tagli così significativi. E se da una parte si è tagliato, dall’altra si sono affidate consulenze che a più riprese sono state al centro di interrogazioni da parte delle opposizioni in Consiglio comunale. Ma è pensando alle sfide da affrontare nel prossimo futuro che ritengo ci sarebbe bisogno di politiche di rilancio efficaci, non solo in relazione alle ipotesi ventilate di pedonalizzazione del centro storico, ma anche pensando ad una mobilità sempre più moderna e al passo con i tempi. Non va sottovalutato infine il fatto che la riforma Del Rio spinge pesantemente nella direzione di aggregazioni con altri soggetti limitrofi, un tema che dovremo affrontare con l'ausilio di un management preparato, autorevole e al di sopra delle parti.

La questione morale in periferia

Gian Antonio Stella

Verso le elezioni di fine maggio: movimenti, scontri e tensioni nei partiti

Mancano solo «Genny ‘a carogna» e « Giggino ‘o drink », dicono i nemici di Vincenzo De Luca guardando le liste elettorali messe insieme dal «mai rottamato» sindaco di Salerno che corre alla conquista della Campania. E snocciolano un elenco sempre più lungo di figure più o meno impresentabili: dal fascista nostalgico che andava in pellegrinaggio sulla tomba del Duce e bollò tre gay «questi mi fanno schifo», ai riciclati dalla lunga carriera vissuta all’ombra di Nicola Cosentino, dalle mogli di potentissimi padroni delle tessere forzisti in perenne transumanza da un partito all’altro fino a personaggi ai confini tra la mala-politica e la mala-vita. 

Chi comanda da solo piace a molti, ma ferisce la democrazia

Eugenio Scalfari

Accade in tutte le trasmissione televisive che, oltre a diffondere informazioni sui fatti avvenuti in quel giorno, cercano anche di capire e di far capire al pubblico che le ascolta qual è il giudizio che gli italiani danno sui vari protagonisti della vita pubblica del nostro paese. E poiché ormai da molti mesi il protagonista è uno soltanto, la domanda ricorrente è: "Che cosa pensa di Renzi?". Le risposte sono varie ma la domanda è sempre questa, a tal punto ripetuta da essere ormai diventata noiosa anche perché è almeno in parte sbagliata. Il problema e quindi le domande che debbono esser poste sono: "Che cosa è il popolo italiano? Che cos'è la destra e cos'è la sinistra?".

Questo tema me lo sono posto da tempo e da tempo lo studio; sono infatti domande che hanno radici lontane, storiche, perché un popolo, la sua mentalità, i suoi comportamenti, la sua sensibilità e infine il suo amor di patria (se c'è) non si formano da un giorno all'altro e neppure da un anno all'altro; ci vogliono secoli per farne un popolo che merita d'esser chiamato sovrano; c'è una storia che l'ha scolpito di virtù e di vizi. È un percorso molto complesso. L'Inghilterra moderna inizia a formarsi con la guida della grande Elisabetta, all'inizio del Seicento; la Francia più o meno nello stesso periodo con Enrico di Borbone e poi con il Re Sole, Luigi XIV; idem la Spagna con Filippo II e la Germania con Carlo d'Asburgo; la Russia con Pietro il Grande e poi con Caterina. Insomma l'Europa moderna nacque sotto il potere assoluto dei monarchi, ma insieme a loro nacque una nobiltà di spada, una magistratura, una borghesia mercantile e culturalizzata.

Incontro di Parma Unita martedì 19 maggio alle 21 al Parco del Bizzozzero sul verde e sulla condizione in cui versano i parchi pubblici

Sempre più abbandonati a sé stessi,  con nessuna pianificazione per la manutenzione del verde e problemi di sicurezza mai affrontati; la condizione in cui versano i parchi pubblici cittadini è ormai il simbolo di un abbandono che sottrae alla città spazi che sono sempre stati luoghi di aggregazione privilegiati. Per parlare di questi problemi e illustrare una serie di possibili interventi Parma Unita ha organizzato un incontro pubblico sul tema per martedì 19 maggio, ore 21, nella sede del parco del Bizzozzero. Ad intervenire saranno Roberto Ghiretti, presidente di Parma Unita, Gian Marco Ferri, Carlo Alberto Cova, Massimo Bax e Francesco Dradi, presidente di Legambiente Parma.

Dopo le relazioni introduttive spazio agli interventi dal pubblico con l’obiettivo di mettere a punto un pacchetto di proposte e di interventi da sottoporre all’amministrazione comunale per migliorare la condizione complessiva dei nostri parchi, con particolare riferimento alla Cittadella e al Parco Ducale.

 

Comune darà la gestione di tutti i musei di Parma ai privati con un maxiappalto

Tutti i principali luoghi di cultura di Parma di proprietà comunale saranno dati in gestione ad un unico grosso gruppo privato che ne garantisca l’apertura a fronte di un compenso di oltre 400mila euro annui.

E’ quanto prevede un bando già pubblicato (vedi link), una gara di evidenza europea che offre in un colpo solo Casa della Musica, Museo del Suono, Casa natale di Toscanini, biblioteca-mediateca e sala studio dell’Archivio del Teatro Regio, Castello dei burattini, Pinacoteca Stuard, Palazzetto Eucherio Sanvitale e pure l’estensione di orario del Centro cinema Lino Ventura, che fino a pochi mesi fa l’assessore alla Cultura Laura Ferraris dava per prossimo alla chiusura, con trasferimento delle collezioni nella biblioteca Civica.

Si tratta di alcuni dei poli culturali di maggior attrazione a Parma. La Casa della musica ha 40mila visitatori all’anno, con oltre 10mila accessi ai circa 40mila documenti consercati nelle sue collezioni. La Casa di Toscanini in Oltretorrente stacca 12mila biglietti all’anno, il Castello dei burattini 8.500, la Pinacoteca Stuard 6.400, il Palazzetto Sanvitale nel Parco Ducale oltre 2mila.

Il cambio di gestione è previsto per il 1° settembre 2015.

I musei saranno concessi in gestione per un periodo breve, due anni, con una dote di 844mila per la loro gestione422mila all’anno. Ma è prevista la possibilità di rinnovare l’affidamento per altri due anni – fino al 2019 -, portando così il valore dell’appalto a 1.687.497,64 euro.

Ambientalisti Ue lanciano campagna online 'Allarme natura'

Scopo salvare direttive Habitat e Uccelli, sotto esame Bruxelles

BRUXELLES - Mobilitazione degli ambientalisti europei in difesa delle leggi Ue 'salva-natura'. Oltre 100 organizzazioni non governative hanno unito le forze per lanciare una campagna online, battezzata 'Allarme natura', che consente ai cittadini di partecipare alla consultazione pubblica della Commissione europea, impegnata nella revisione di due direttive chiave: Habitat e Uccelli, fra le più importanti al mondo in termini di tutela di animali, piante e habitat, dall'estinzione. 

Ad organizzare e promuovere l'iniziativa online sono Wwf, BirdLife, European Environmental Bureau e Friends of the Earth Europe, che si battono perché le norme attuali vengano mantenute, applicate meglio e fatte rispettare. Gli ambientalisti temono che l'esecutivo Ue abbia tutte le intenzioni di indebolire, più che di migliorare, le leggi esistenti. Grazie alla normativa attuale l'Europa conta sulla più estesa rete di aree protette al mondo, Natura 2000, che copre un quinto della superficie terrestre e il 4% delle aree marine dell'Ue. 

La consultazione via web sarà l'unica occasione per il pubblico di esprimere la propria opinione durante la valutazione tecnica della Commissione europea, fino al prossimo 24 luglio. "Il Wwf ha combattuto per oltre 30 anni per assicurarsi che l'Europa avesse leggi di tutela della natura con standard di livello mondiale" afferma Tony Long, direttore dell'ufficio Ue del Wwf, deciso a "non lasciare che questa eredità venga distrutta". Per questo "ora parte un appello popolare per mantenere viva la natura" afferma Long. Per partecipare, basta un clic su www.naturealert.eu/it.

Consiglio Comunale di Parma: Il consigliere Nuzzo strappa il programma elettorale del M5S

Protesta in Consiglio comunale per i tagli agli asili

Mauro Nuzzo straccia il programma del M5S e dice:
La nostra doveva essere una rivoluzione gentile e siamo arrivati a una involuzione maleducata. Il Movimento 5 Stelle è una forza che ha proposto una rivoluzione gentile portata avanti da persone molto diverse unite da una sola cosa: il programma. Quello è un contratto con gli elettori, e se non lo si mantiene si va a casa. Questo ho contribuito io stesso a scriverlo, ma ormai è carta straccia: tanto vale farne coriandoli”. " 

Anniversario della morte di Malcolm X: noi e l’Islam, 50 anni dopo

Cinquant’anni fa moriva Malcolm X, un anniversario che va ricordato tanto più nell’attuale clima nei confronti dell’Islam, frutto della superficialità con cui comodamente talvolta si guarda alla seria e drammatica complessità degli eventi internazionali. La parabola esistenziale di Malcolm X, nella sua tortuosa evoluzione, ci ricorda come la fede si situi innanzitutto nel rapporto individuale, soggettivo e per definizione esclusivo del singolo con l’Assoluto e che pertanto, al di là delle chiacchiere, il rapporto tra fede e ragione non sia mai risolto perché, come affermava Kierkegaard, "la fede comincia là dove la ragione finisce".

È sufficiente confrontare il lucido sentiero attraversato da Martin Luther King con la travagliata evoluzione del pensiero di Malcolm X, i suoi cambiamenti di nome, d’identità, che pure giungerà alla difesa dei diritti umani come valore non negoziabile e a una concezione dell’Islam come religione in grado di abbattere la discriminazione e le barriere razziali, per capire che il cammino politico e intellettuale di un uomo è tanto razionale quanto il suo percorso religioso non lo è affatto: seppure possano giungere, come in questo caso, a conclusioni possibilmente analoghe o perfino coincidenti, non possono compiere ciò se non mediante processi di natura diametralmente opposta.

Corte del Conti, comunicato stampa del 7 maggio 2015 - Sezione controllo Enti

La Corte dei Conti ha ripreso a occuparsi delle Fondazioni Lirico
Sinfoniche con puntualità: dopo la pausa di alcuni anni, sono uscite
infatti le Relazioni relative agli anni 2007-2010, 2011-12 (depositata
nel Luglio 2014) e da ultimo la relazione sull'attività 2013,
depositata il 28 Aprile 2015. Lo scorso 7 Maggio, con una prassi
inusuale per la Corte dei Conti, ha poi messo in linea un comunicato
stampa, che postiamo e che mi ritengo sia molto interessante. EVDR

Comunicato stampa del 7 maggio 2015 - Sezione controllo Enti

Corte dei conti – Sezione controllo Enti – Pres. B. BOVE, Rel. I. Scotti – Determinazione n. 44/2015 del 28 aprile 2015 – Relazione sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria di n.14 Fondazioni lirico-sinfoniche per l’esercizio 2013.

La Relazione della Corte dei conti sui rendiconti 2013 delle Fondazioni lirico-sinfoniche evidenzia, insieme alla perdurante crisi del settore, i primi risultati positivi da ricondurre alle disposizioni del decreto- legge (“Valore cultura”), adottato dal Governo nell’agosto 2013 e della successiva legge di conversione n.112 del 7 ottobre 2013.
La riforma ha assoggettato otto delle quattordici Fondazioni lirico-sinfoniche (Opera di Roma, San Carlo di Napoli, Maggio musicale fiorentino, Massimo di Palermo, Comunale di Bologna, Lirico di Trieste, Carlo Felice di Genova e Petruzzelli di Bari) a Piani di risanamento predisposti dal Commissario straordinario di Governo, insediatosi a fine novembre 2013.

Roberto Ghiretti sull'acquisto delle quote di maggioranza di Parma infanzia del Comune di Parma

Ghiretti sugli Asili: acquistare la quota di maggioranza di Parma Infanzia è fumo negli occhi

La credibilità dell'amministrazione 5 Stelle passa oggi attraverso un gioco di prestigio sulle parole. In campagna elettorale il programma elettorale parlava di reinternalizzare i servizi scolastici con riferimento diretto a Parma Infanzia e Parma 06. Martedì prossimo saremo chiamati a votare una delibera che propone di acquistare un 3% di quote di Parma Infanzia  che consentiranno al comune di passare dal 48% al 51% della proprietà. Si tratta con tutta evidenza di fumo negli occhi, visto che all'atto pratico non cambierà nulla nella gestione della società che per altro godeva già di abbondanti tutele visto che il Presidente e un consigliere sono espressione diretta del Comune di Parma. La verità è che in una società di questo genere pubblico e privato sono costretti ad andare d'accordo a prescindere dalla quantità di quote detenute dall'uno o dall'altro, ma si decide di spendere soldi, circa 60 mila euro, per poter gridare ai quattro venti che si è rispettato il mandato elettorale e si è investito sul servizio.

Insomma ai problemi reali che affliggono un settore cruciale per la nostra città ancora una volta si decide di rispondere con operazioni di comunicazione che dietro la facciata non portano con sé alcun contenuto politico di rilevanza, con il risultato che le questioni rimangono tutte sul tavolo tra annunci minacciosi, marce indietro frettolose.

Prima Assemblea di Parma Unita: approvazione del Bilancio e votazione all'unanimità del nuovo Consiglio Direttivo

 Parma Unita: eletto il primo Consiglio Direttivo del movimento

Si è svolta ieri sera alla Club House del Rugby, in via Lago Verde 6, la prima assemblea di Parma Unita. Alla presenza di una sessantina di iscritti Roberto Ghiretti, presidente dell'associazione, ha svolto la propria relazione indicando gli obiettivi futuri dell'azione politica di Parma Unita: offrire alla città un movimento civico capace di esprimere non solo un leader, ma un'intera nuova classe dirigente fatto di persone che hanno scelto di mettersi a disposizione della città.

Tra gli obiettivi raggiunti di quest'anno c'è l'inaugurazione della nuova sede di via Alessandra 16, che a partire da lunedì 11 maggio sarà aperta a tutti i cittadini che vogliano segnalare problemi o entrare in contatto con l'associazione. L'apertura sarà inizialmente limitata al pomeriggio con orari dalle 15 alle 19 tutti i giorni dal lunedì al venerdì.

Nel corso dell’assemblea è stato definito il Coordinamento politico di Parma Unita che comprenderà una quindicina di soci e si occuperà di programmare iniziative sul territorio e dare sviluppo alle commissioni tematiche che avranno il compito di approfondire problematiche specifiche della nostra città.

Votato anche il primo Bilancio previsionale dell’associazione che ammonta a circa 9.800 euro, interamente coperti dalle quote associative  e da donazioni volontarie degli attivisti.

Al termine dell'incontro è stato votato all'unanimità il Consiglio Direttivo di Parma Unita, composto da 5 persone: Gian Marco Ferri, Fabrizio Pezzuto, Roberto Ghiretti, Giuseppe Scotti e Marco Alberici. 

Fissato anche il prossimo appuntamento aperto a tutta la cittadinanza. Martedì 19 maggio, alle ore 21, ci si troverà nella sede del parco Bizzozzero per parlare di gestione dei parchi, ambiente e verde pubblico.

Addio ai vitalizi per i condannati, compromesso sulla riabilitazione

Grasso: un segnale forte. Ap non vota, FI esce. I 5 Stelle: porcata al ribasso

ROMA Sembrava un miraggio, una chimera inafferrabile. Invece, dopo mesi di accelerazioni e frenate e un forte scontro sottotraccia fra i partiti e dentro i partiti, il Parlamento ha battuto un colpo contro privilegi che i cittadini giudicano odiosi. Con una delibera votata dai rispettivi uffici di presidenza, Camera e Senato hanno abolito i vitalizi ai parlamentari cessati dall’incarico e condannati in via definitiva per reati «di particolare gravità». Per i cinquestelle è un compromesso al ribasso: «Questa porcata se la votano da soli», ha gridato Luigi di Maio abbandonando l’ufficio di presidenza. 
La ghigliottina scatta per delitti gravi come associazione a delinquere, mafia e terrorismo e per i reati contro la pubblica amministrazione: concussione, corruzione, peculato. Una clausola si riferisce a tutte le condanne definitive superiori a due anni, per i reati la cui pena massima non sia inferiore a sei anni e che, nella legge Severino, rendono un politico incandidabile. Un punto contestato delle nuove norme è l’esclusione dell’abuso d’ufficio e della corruzione per atto d’ufficio, reati che prevedono da sei mesi a tre anni di pena e nei quali spesso incappa chi riveste una funzione pubblica. La cessazione del vitalizio si applica anche a chi ha patteggiato. «Ma solo in caso di sentenze pronunciate dopo l’entrata in vigore della deliberazione», ha chiarito Laura Boldrini. 
La riunione a Montecitorio è filata via liscia. Forza Italia e M5S sono usciti al momento del voto, Area popolare non ha partecipato. Pd, Scelta civica, Sel, Fratelli d’Italia e Lega hanno votato sì. La decisione di tagliare gli assegni a chi ha tradito l’impegno costituzionale alla disciplina e all’onore ha coinvolto anche parte delle opposizioni. E Laura Boldrini esprime «grande soddisfazione per il segnale inequivocabile di moralizzazione della politica». 

E adesso a ballare è il vitalizio per tutti Incensurati compresi

"I diritti acquisiti non si toccano" è stato il refrain di ogni tentativo di toccare i privilegi parlamentari. La delibera sui pregiudicati ha mostrato che non era vero. E se resisterà ai ricorsi, rappresenterà un precedente fondamentale

LIA QUILICI

Ai pochi deputati che provavano a mettere in discussione l'istituto del vitalizio con qualche ordine del giorno, nella scorsa legislatura il presidente della Camera Gianfranco Fini era solito ripetere: «I diritti acquisiti non si toccano». La si consideri "una farsa" come il Movimento cinque stelle o "una scelta di forte moralizzazione" come il Pd, è indubbio che la delibera con cui Camera e Senato hanno deciso lo stop all'assegno per i condannati ha un pregio: aprire una crepa proprio nel muro invalicabile dei presunti "diritti acquisiti". E in un universo a se stante come il Parlamento, dove l'autonomia assoluta di giurisdizione (autodichia) è asse portante, le conseguenze sono potenzialmente esplosive: creare un precedente che potrebbe mettere in discussione tutta l'impalcatura.

Insomma, se reggerà ai probabili ricorsi di quanti subiranno la revoca, la delibera potrebbe aprire un varco proprio nel dorato mondo dei vitalizi, costati nel 2014 la bellezza di 211 milioni di euro (82 al Senato, 129 alla Camera). Ed è proprio per questo, oltre che per spirito di corpo, che i partiti hanno fino all'ultimo alzato un potente fuoco di sbarramento contro ogni ipotesi di modifica. Perché sono consapevoli dell'effetto dirompente.

«Dopo lo strappo servono aperture serie Io do una mano, se la direzione è giusta»

Cuperlo: nel Pd il punto è quanta sinistra c’è. La legislatura non arriverà al 2018

ROMA «Aver approvato la riforma in quel modo, con la fiducia, i voti della sola maggioranza e un dissenso nel Partito democratico è uno scacco per tutti e uno strappo all’idea che le regole non si scrivono da soli». Nonostante le critiche, Gianni Cuperlo non chiude del tutto le porte al dialogo con Matteo Renzi. 

C’è un prima e un dopo l’Italicum per le minoranze? 
«Si è scritto un precedente destinato a pesare col rischio che altri domani avanzino la medesima pretesa di fondare le riforme sui soli rapporti di forza». 
Le minoranze si devono organizzare? 
«Quando si parla di Costituzione, delle minoranze interessa quel tanto. Il punto è che l’intreccio tra Italicum e nuovo Senato cambia la forma di governo e sposta il potere di fare le leggi verso l’esecutivo, in assenza dei contrappesi dovuti. Fino all’ultimo ho chiesto al premier di non strappare la tela. Ho detto anche che si poteva votare la legge elettorale ma con l’impegno a cambiare la riforma della Costituzione. Avremmo reso più forte il governo, unito il Pd e allargato lo schieramento in Parlamento. Ancora devo capire perché non si è voluto farlo». 

Regione Emilia Romagna, spese pazze: chiesto giudizio anche per Garbi e Ferrari

Oltre ai parmigiani coinvolti altri 14 consiglieri, tra cui il deputato Richetti. I pm hanno chiesto l'archiviazione per Antonio Mumolo e Paola Marani. Bonaccini: "Ora giustizia sia veloce"

La procura di Bologna ha chiesto il rinvio a giudizio per sedici consiglieri del gruppo Pd della scorsa legislatura regionale, tra cui i parmensi Gabriele Ferrari e Roberto Garbi, per l'inchiesta delle cosiddette "spese pazze".

Lo scorso novembre erano stati recapitati gli avvisi di fine indagine per il reato di peculato in concorso con l'allora capogruppo Marco Monari: vengono contestati rimborsi indebiti tra il 2010 e il 2011. La richiesta di rinvio a giudizio è stata firmata dai pm Morena Plazzi e Antonella Scandellari, titolari dell'inchiesta, e vistata dal procuratore aggiunto Valter Giovannini, coordinatore del gruppo dei pm che si occupa di pubblica amministrazione.

Chiesta l'archiviazione per gli ex consiglieri Antonio Mumolo e Paola Marani, poiché i giustificativi e le pezze d'appoggio presentate hanno convinto gli inquirenti.

I pm contestano a Ferrari una somma complessiva di 11.402 euro. Secondo l'accusa, il politico avrebbe giustificato come spese inerenti all'attività consiliare iniziative di genere diverso quali "costi sostenuti per la partecipazione ad attività del partito anche al di fuori dell'ambito regionale ovvero spese esclusivamente personali (...)". Il capogruppo è coinvolto per aver approvato i rimborsi di Ferrari, così come di tutti gli altri esponenti del suo gruppo. Tra le contestazioni figurano oltre 5mila euro di spese per ristoranti e oltre 1.300 euro in "omaggi", acquisti vari in negozi d'arredamento, supermercati e caseifici. Il resto delle contestazioni riguarda spese postali, di tipografia, rimborsi chilometrici, attrezzature.

Roberto Garbi risulta indagato per una somma complessiva di 6.889 euro, la quasi totalità sono spese per pasti in ristoranti e bar.

Nuovo Marchio Parma disegnato da Franco Maria Ricci

Nuovo Marchio Parma disegnato da Franco Maria ricci

Non entro nel merito dell'opera realizzata da Franco Maria Ricci, con le evidenti caratteristiche dell'autore, ma voglio fare alcune considerazioni.
Sindaco Pizzarotti, perché non ha  pensato che sarebbe stato utile rivolgersi a Franco Maria Ricci per rivisitare il logo del Festival Verdi in occasione del bicentenario dalla nascita (1813) del 2013, visto che lo aveva già realizzato per il centenario della morte (1901) del 2001 (la V nel pentagramma)? Mi ricordo di averglielo pure suggerito non solo in un mio testo (articolo), ma pure in un incontro pubblico al Teatro Regio. Ma, ovviamente, lei preferì dar retta alla saputella di Torino della sua assessora, che lo definiva (quello di Maria Ricci) funereo!!.. Risponda Ferraris!  e anche lei Sindaco che acconsentiva e annuiva con i suoi sorrisini.

Roberto Ghiretti e Nicola Dall'Olio sull'emergenza abitativa a Parma. Una agenzia per mettere in rete gli alloggi inutilizzati degli enti pubblici

Emergenza abitativa: una agenzia per mettere in rete gli alloggi inutilizzati degli enti pubblici 

L’emergenza abitativa a Parma, come in altre città, è un problema reale che va affrontato con serietà e determinazione all’interno di un contesto di legalità e nel rispetto delle competenze. Risposte estemporanee e parziali, magari sotto la spinta di occupazioni abusive, non sono la soluzione e discriminano i molti che, pur avendo ugualmente bisogno, si attengono alle regole e si rivolgono a chi per legge se ne deve occupare. Di fronte all’emergenza abitativa non si improvvisa e non si va ciascuno per conto proprio prendendosi ruoli e competenze che sono di altri. Ci vuole una regia e questa regia non può che essere in capo al Comune.

In città vi sono molti alloggi sfitti e inutilizzati. Grazie ad un finanziamento della Regione, il Comune doveva avviare con ACER, l’Azienda Casa dell’Emilia Romagna, un progetto per l’istituzione di un’agenzia per la locazione con il compito di fornire garanzie e incentivi fiscali ai privati disposti a mettere in affitto i propri alloggi a canoni calmierati. Ad oggi il progetto non risulta partito e gli incentivi prefigurati non sembrano comunque sufficienti a sbloccare un numero significativo di locazioni. Ma gli alloggi inutilizzati non sono solo di proprietà privata. Ve ne sono molti anche di proprietà di enti e aziende pubbliche, come ad esempio l’Università degli Studi, che potrebbero essere messi in locazione o utilizzati temporaneamente per rispondere alle emergenze.

Naspi, al via il nuovo sussidio per chi ha perso il lavoro

Parte dal primo maggio, la durata massima sarà di 24 mesi: non potrà superare i 1.300 euro al mese e verrà ridotta del 3% al mese dopo i primi quattro. Avranno diritto al sussidio anche collaboratori e precari

di GIULIANO BALESTRERI

MILANO - Inizia oggi la seconda rivoluzione copernicana promessa dal governo Renzi sul fronte del lavoro. Dopo l'addio all'articolo 18 sostituito dal nuovo contratto a tutele crescente, arriva la Naspi, la "nuova prestazione di assicurazione sociale per l'impiego". Prende corpo il Jobs Act, la riforma del lavoro sulla quale il premier Matteo Renzi si gioca una buona fetta della propria credibilità. Dopo aver messo mano alla parte normativa, stravolgendo anni di relazioni industriali, prende corpo la riforma degli ammortizzatori sociali, più che mai fondamentali per restituire ai lavoratori parte delle garanzie e delle tutele azzerate dalla cancellazione dell'articolo 18. Insomma nel pieno della crisi che taglia occupazione e stipendi, il governo prova a dare una qualche forma di sollievo.

Riforma Fornero «Pensioni, incostituzionale il blocco della perequazione»

Con una sentenza la Consulta boccia l’articolo 24 della riforma Fornero del 2011. Palazzo Chigi: «Calma e gesso, studieremo la sentenza e troveremo la soluzione»

di Giuliana Ferraino

La Consulta interviene sulla riforma delle pensioni del 2011 e boccia il blocco della perequazione 2012-2013, definendolo «incostituzionale». Elsa Fornero, allora ministro del welfare nel governo Monti , annunciò la riforma contenuta nel «Salva Italia» agli italiani in lacrime, oggi si difende: «Non fu scelta mia». L’impatto sui conti pubblici, stimato dall’Avvocatura dello Stato quando si tenne l’udienza pubblica, sarebbe di circa 1,8 miliardi per il 2012 e circa 3 miliardi per il 2013.Fonti di palazzo Chigi assicurano che il governo sta «verificando l’impatto che la sentenza della Consulta può avere sui conti pubblici». Per il governo, «non sarà una prova facile, ma non siamo molto preoccupati. Siamo al governo per risolvere questioni complesse, quindi calma e gesso- aggiungono - Studieremo la sentenza e troveremo la soluzione».

La sentenza

Fassino: bene i più giovani, hanno rifiutato il ghetto. Assurdo che non si accetti la leadership di Matteo

ROMA «Cominciamo dalla fine: questo è il quarto miglior risultato sulle 17 fiducie chieste dal governo Renzi. E anche se tutti gli assenti avessero votato contro, la fiducia sarebbe passata: prova di solidità della maggioranza». 
Piero Fassino, sindaco di Torino, segretario dei Ds dal 2001 al 2007 quando il partito si sciolse e diede vita — con la Margherita — al Pd, due volte ministro. Ma è legittimo porre la fiducia su una legge elettorale? 
«La domanda è legittima. Ma se, dopo mesi di dibattito, si fosse di nuovo cambiato il testo, la legge sarebbe tornata al Senato: tutto daccapo, sarebbe finita su un binario morto». 
Questa legge è una buona legge? 
«Oggi abbiamo un Parlamento in cui nessuno è stato scelto dagli elettori. Con la nuova legge, salvo i capilista, indicati col nome sulle schede, gli altri saranno scelti con le preferenze. Consideriamo che nel Bundestag tedesco le liste sono bloccate dai partiti al 50 per cento, nel Senato spagnolo al 100 per cento». 
La minoranza pd chiedeva di aumentare le scelte dei deputati tramite preferenze. 
«Questo è in contraddizione con molte battaglie del centrosinistra, che da tempo considera le preferenze permeabili a clientele e a corruzione. Inoltre, la nuova legge elettorale è stata modificata in questi mesi su input della minoranza pd: premio di maggioranza al 40 anziché al 37 per cento, soglia minima per i partiti non coalizzati dall’8 al 3 per cento». 
Quindi, secondo lei, la protesta dentro il Pd ha altre motivazioni? 
«L’impressione è che una parte del partito faccia fatica ad accettare la leadership di Renzi. Cosa incomprensibile, vista la sua vittoria alle primarie e poi il 40 per cento di voti superato dal Pd alle elezioni Europee». 
Trentotto deputati del Pd non hanno votato la fiducia, una ferita aperta? 

USB del Lirico di Cagliari si riserva di valutare il programma della stagione 2015 nel dettaglio. Stigmatizza la gestione Spocci e chiede un confronto con il CDI sulla possibile revoca del mandato alla sovrintendente

L'approvazione della stagione lirica e di balletto 2015 arrivata in zona Cesarini, determina di fatto lo sblocco delle attività del Teatro evitando l'arresto produttivo, che significa lavoro per tutti, soprattutto per il personale a tempo determinato in forte apprensione da mesi e la possibilità di preservare il nostro pubblico che da tempo aspettava giustamente il varo della stagione lirica, da sempre fiore all'occhiello della Fondazione.
Indipendentemente dalla protesta in atto che vede unitariamente le OO.SS stigmatizzare con forza le capacità manageriali e gestionali dell'attuale Dirigenza, il nostro pubblico potrà contare sui Lavoratori del Lirico che con la loro indiscussa professionalità, garantiranno come sempre la qualità degli spettacoli.
La USB invita a rinnovare e acquistare l'abbonamento alla nuova stagione con il piacere e l'entusiasmo degli anni passati.

Italicum, il governo incassa la prima fiducia: 352 i sì, 207 i no. Bersani: «Io non esco dal Pd»

Dopo gli scontri di martedì, al via il primo dei tre voti oggi nel pomeriggio. Altri due si terranno giovedì. Lettera del premier: «Se la legge non passa, il governo va a casa»

di Alessandro Sala

Il governo Renzi incassa il primo dei tre voti di fiducia posti sull’Italicum, quello associato all’articolo 1 della nuova legge elettorale: la Camera ha confermato il suo sostegno all’esecutivo con 352 sì e 207 no. Sono attesi altri due voti di fiducia nella giornata di giovedì, ma difficilmente daranno risultati discostanti. Tutto è andato insomma come da copione. Rispetto alle votazioni sulle pregiudiziali di costituzionalità e di merito, avvenute martedì prima della decisione del premier di porre la fiducia, quando i voti favorevoli all’esecutivo erano stati rispettivamente 385 e 386, sono mancati alla maggioranza 33-34 consensi. Un numero che aveva già pronosticato in mattinata Stefano Fassina, uno degli esponenti di primo piano della minoranza interna, che in un’intervista radiofonica aveva parlato appunto di una trentina di defezioni. In realtà la frattura interna al Pd, secondo una prima lista diffusa da ambienti vicini al Nazareno, sarebbero state 38, compensate però dal voto favorevole di deputati di altri gruppi: 36 quelle conclamate in aula a cui vanno però aggiunte quelle di Roberto Speranza e Guglielmo Epifani, ufficialmente in missione e quindi non presenti a Montecitorio al momento del voto ma pubblicamente schierati con i dissidenti. 

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