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La vita sta cambiando pelle

Parmademocratica

Il flop di Maria Laura Ferraris con il Festival della Parola di Parma

Sarà anche alla sua prima edizione ma parlare di successo (Parma.repubblica.it e parmadaily.it by Antonio Costantino- Proges) di un Festival con 1000 spettatori in 13 incontri cioè 76 persone a serata, mi sembra dare una disinformazione. Se a queste 1000 persone togliamo i presenti all'incontro con Giacomo Rizzolatti e Umberto Galimberti significa fare il vuoto ad ogni incontro pur con la presenza di nomi noti. Anzichè fare queste iniziative fasulle mediate da falsari che scambiano il flop totale con il successo, si sponsorrizzino i servizi necessari ai bambini e agli anziani, visto che per loro mancano i soldi, Sarassi... altro che "Avanti con stile" (articolo su parma.repubblica,it)... questa è ipocrisia! La funzione pubblica sembra essere sostituita dalla finzione pubblica a partire dalla finzione dell'Assessore alla cultura. Una inetta che siede in più poltrone in palese conflitto di interesse (tanto caro ai grillini), da far dimettere con procedura prioritaria.

Roberto Ghiretti: Il degrado dell' Ospedale maggiore di Parma non è accettabile

Larve al Maggiore: “Bene la bonifica ma cosa sta succedendo in ospedale?”

Ho aspettato qualche giorno prima di intervenire sull'argomento, per evitare facili strumentalizzazione e nella speranza che la massima autorità sanitaria cittadina, il Sindaco, dicesse qualcosa, desse un'indicazione, almeno un timido richiamo. Invece niente. Le condizioni di degrado in cui versa il nostro Ospedale Maggiore non sembrano destare alcun sentimento da parte dell'amministrazione Comunale. Forse per un, distorto a mio parere, sentimento di rispetto istituzionale, lo stesso che in un campo completamente diverso ha consigliato di non procedere ad azioni di responsabilità verso gli amministratori precedenti del Teatro Regio, come abbiamo appreso nel corso dell'ultimo Consiglio Comunale. Fatto sta che prima erano la mancanza di posti letto, ieri le larve e i piccioni: il nostro ospedale da qualche mese si sta guadagnando le prime pagine dei giornali in modo davvero poco onorevole. In queste settimane sono molte le segnalazioni giunte sulla mia scrivania, l'ultima delle quali parla di operazioni, anche urgenti, rinviate a causa dei lavori di disinfestazione nei reparti post operatori. Una cosa che ha dell'incredibile e che, se confermata, squalifica completamente una struttura che per anni abbiamo voluto considerare all'avanguardia.

Prendo atto che l'emergenza larve è stata risolta ma non raccontiamoci che quanto è avvenuto stia nell'alveo di una normale gestione sanitaria.

Per quanto attiene al mio ruolo di Consigliere Comunale, ma soprattutto di cittadino di Parma, voglio per questo ribadire la necessità di capire cosa stia succedendo al Maggiore. Servono risposte e valutazioni poiché si tratta di un bene comune, anzi del primo bene comune e come tale non è accettabile che versi in queste condizioni nel silenzio generale delle istituzioni, non certo dei cittadini. 

Roberto Ghiretti: “Che senso ha chiedere a Fontana un progetto per il 2015?”

Ho letto con estremo interesse il comunicato stampa rilasciato dal Comune di Parma in merito alle dimissioni dell'Amministratore esecutivo del Teatro Regio di Parma Carlo Fontana e del direttore artistico Paolo Arcà. Stupisce, e non poco, apprendere dall'assessore Laura Ferraris che i due rimarranno in carica fino alla fine del 2014 e addirittura “presenteranno una proposta artistica anche per l'anno 2015”. Che senso ha tutto questo? A che fine chiedere un progetto sul 2015 quando, dalle dichiarazioni rilasciate da Fontana, scopriamo che ritiene che “non ci siano più le condizioni per svolgere professionalmente il mio lavoro”?

In un paese civile e democratico probabilmente avrei potuto rivolgere queste domande direttamente agli interessati in Consiglio comunale, ma visto che siamo nel favoloso mondo dei 5 Stelle e che è stato fatto di tutto perché questo confronto non avvenisse, mi adatterò a porle attraverso la stampa. 

Roberto Ghiretti
Parma Unita

 

Maurizio Roi sulla creazione del nuovo Consorzio Regio - Toscanini

Foto Luigi Boschi: Maurizio Roi sovrintendente fondazione Arturo Toscanini

Le dimissioni di Carlo Fontana dalla carica di Amministratore Delegato del Teatro Regio e l’annunciata prospettiva della creazione di un consorzio tra Teatro Regio e Fondazione Toscanini per la gestione comune del complesso costituito dall’Auditorium Paganini, dalla Sala Ipogea e dal cosiddetto Centro Congressi suscitano discussioni e polemiche in città e tra i banchi del Consiglio Comunale. Di questo contrasto occorre avere rispetto e non compete alla nostra istituzione intervenire nel merito.

A noi tocca semplicemente contribuire alla chiarezza ed alla completezza dell’informazione ed alla tutela della nostra Istituzione.

In questo contesto ci corre l’obbligo di ricordare a tutti che la Fondazione Toscanini non è un Ente Regionale. Essa nasce per volontà del Comune e della Provincia di Parma e della Regione Emilia-Romagna, che ne sono stati Fondatori Originari e che in quanto tali siedono con i loro rappresentanti nel Consiglio di Amministrazione. Ne fanno inoltre parte, in qualità di Soci Aderenti, diversi Comuni della Regione e le due principali Fondazioni bancarie della città di Parma.

Ci sia consentito infine sottolineare che la Fondazione Toscanini è da quasi quarant’anni patrimonio non irrilevante di questa Regione e della città di Parma, dove essa ha sede sin dalla sua nascita.

Maurizio Roi, Sovrintendente
Fondazione Arturo Toscanini

LA COMUNICAZIONE DEL PD DI PARMA SULLE DIMISSIONI DI FONTANA E ARCA' DAL REGIO DI PARMA

Il sovraintendete Fontana, nell’intervista di oggi alla Gazzetta (17/07/2014), rende noto di essersi dimesso perché non condivide il progetto dell’amministrazione. Viene subito da chiedersi: qual è il progetto cui fa riferimento? Esiste quindi un progetto da parte dell’amministrazione? 

Lo stesso Sovraintendente chiarisce di non condividere la linea dell’assessore Ferraris di considerare il Teatro Regio alla stregua di un teatro municipale. Come dargli torto: la gestione municipale del Teatro è superata da anni, e suona come una retromarcia che porterebbe l’assessore ad interferire con la programmazione del Teatro stesso. Sospettiamo che la Ferraris più che fare l’assessore voglia dirigere gli istituti culturali della città, del resto siede nel CdA della Fondazione Regio e alle altre fondazioni teatrali ha assicurato il rinnovo delle convenzioni purché accettassero la ridefinizione dei posti nel CdA. 

Sta di fatto che il progetto non è chiaro né noto a nessuno. Nessuno dibattito pubblico, nessun coinvolgimento della città sulla questione, nessuna discussione in Consiglio comunale o in commissione cultura. Con buona pace della partecipazione, della trasparenza e delle giornate della democrazia. 

Il Sindaco, dopo aver negato martedì in Consiglio che esistessero problemi con l’amministratore unico, ha addirittura detto che ciò che si svolge nel CdA della Fondazione non riguarda il Consiglio Comunale.

Per fortuna c’è la legge nazionale sulla trasparenza a sopperire alla mancanza di trasparenza e partecipazione dei grillini. 

Dagli atti della Fondazione apprendiamo che l’assessore Ferraris ha ideato “un piano volto alla creazione di un vero e proprio sistema musicale cittadino” che consiste nella creazione di un consorzio con la Fondazione Toscanini.

Dopo l'Inceneritore Pizzarotti fallisce anche sul Regio

Inceneritore di UgozzoloTeatro Regio di Parma
Per dirla con ironia: dopo aver spento l'inceneritore, ha spento anche il Regio. Se fosse persona seria Pizzarotti si dovrebbe dimettere (Cito un suo virgolettato da la Gazzetta di Parma del 17 luglio 2014 pag 6: "Era una cosa di cui discutevamo da tempo, non è una sorpresa". Questa rivela la cultura della trasparenza inesistente del sindaco pentastellato che ho avuto personalmente il modo di constatare). Dopo le continue menzogne sue e dell'Assessore Ferraris, incapaci di verità, anche recentemente in Commissione e in Consiglio Comunale, arrivano puntuali come annunciato in questo blog le dimissioni di Carlo Fontana e Paolo Arcà.
Una elezione fondata sulla promessa della chiusura dell'inceneritore (oggi funzionante) e dai proclami di prima battuta che sarebbero arrivati a Parma come Assessori, poi consulenti, senza alcun onere per il Comune, persone come Napoleoni, Paoletti, Pallante, Salviato. Tutte balle!!

Ora non capisco e non ritengo utile la permanenza di Fontana e Arcà fino al 31 dicembre e la programmazione per il 2015
, come viene scritto nel vostro comunicato stampa ufficiale "Nel frattempo Carlo Fontana e Paolo Arcà continueranno il loro lavoro fino al 31 dicembre prossimo e presenteranno una proposta artistica anche per l’anno 2015"

I motivi delle dimissioni di Carlo Fontana dal Regio di Parma

Dopo 21 mesi da amministratore esecutivo del Teatro Regio di Parma, Carlo Fontana lascia. Senza se e senza ma. Decisione irrevocabile, ufficiale, ratificata ieri al Cda della Fondazione di via Garibaldi. Insufficienti le risorse economiche – incluso il recente mancato riconoscimento di legge al Festival Verdi – e incolmabili le divergenze di vedute gestionali con l’amministrazione comunale. Sono questi i motivi per cui Fontana anticiperà di due anni la naturale scadenza di mandato, fissata a fine 2016: (...)  Quella che sorge è l’alba di una rivoluzione, considerando che l’addio di Carlo Fontana porta con sé l’addio del direttore artistico Paolo Arcà: si apre una pagina bianca nella storia del Teatro Regio.

Fonte Gazzettadiparma:  http://www.gazzettadiparma.it/news/teatroparma/202886/Fontana---Ecco-perche-me.html

Roberto Ghiretti: sulle dimissioni di Fontana e Arcà , perché il Sindaco e l'assessore Ferraris hanno taciuto?

Dimissioni di Fontana e Arcà: “Sindaco e Assessore hanno raccontato bugie per evitare il dibattito in Consiglio Comunale” 

Le bugie, come il Sindaco dovrebbe ormai ben sapere, hanno le gambe corte. Riavvolgere il nastro della discussione consiliare di martedì pomeriggio alla luce delle dimissioni del dottor Fontana e il maestro Arcà lascia qualcosa di più dell'amaro in bocca. Sono mesi che le opposizioni in Consiglio puntano il dito sulla gestione quantomeno miope del Teatro Regio, eppure dalla Giunta abbiamo ricevuto solo sberleffi e dichiarazioni dove verità e finzione tendono a confondersi in un grigiore uniforme che poco si addice al governo della trasparenza. Come per il caso dell'assessore Capelli o della Comandante Verrusio anche questa volta ci viene propinata la solita storia degli impegni personali, con l'aggiunta del tema “missione compiuta”: secondo l'assessore Ferraris, Fontana e Arcà hanno messo in ordine i conti, sistemato i bilanci e quindi possono andare...

Poco importa che il Festival Verdi sia ridotto a un simulacro, poco importa che di sponsor e istituzioni in questi due anni se ne sono visti scappare molti ma arrivare nessuno.

No, assessore Ferraris, le cose non sono a posto e la determinazione con cui ieri siete sfuggiti a qualunque dibattito in Consiglio comunale, negando l'impossibile e fissando al giorno dopo il Cda della Fondazione in cui sarebbero state ratificate le dimissioni dell'Amministratore Esecutivo e del direttore artistioco del Teatro, dimostra che siete in malafede. Magari non per tornaconto personale ma comunque in malafede.

Internet e biblioteche a Parma. L'esperienza della Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia con la soluzione Linux

 Nelle biblioteche comunali di Parma, tra i luoghi pubblici più frequentati della città, è capitato spesso di sentire questo breve e desolato dialogo tra utente e operatore.

> “Internet non funziona neanche oggi?”.

> “No, mi spiace. Sarà un problema del server...”

Di fronte a questa generica spiegazione (che in realtà non spiega nulla) è interessante chiedersi come è strutturato il servizio che, in teoria, dovrebbe offrire agli utenti la possibilità di connessione gratuita senza fili (wi-fi) e il libero utilizzo delle postazioni fisse.

Nel 2013, per la gestione e manutenzione del sistema informativo nelle biblioteche, la società It.City incassa dal Comune di Parma intorno ai 136.000 euro  (DD/2013-236). Oggi possiamo dire che dal punto di vista dell'utente ben poco si è visto di queste spese, in parte destinate ad altre ditte private (l'ultimo intervento per il servizio di navigazione wi-fi nelle biblioteche, che ha per ora risolto uno dei problemi, è stato commissionato alla società Mead Informatica, per l'importo di circa 6.000€). 

Non siamo certo gli unici a sostenere che l'affidamento a una società  partecipata di questo genere di servizi costituisca un fattore di rigidità. Alcuni esempi:

-  sono ingiustificabili le attese per piccoli interventi come il ripristino del servizio wi-fi  e delle postazioni fisse nelle biblioteche Alpi, Pavese e Civica, dopo interruzioni durate dai quattro ai sette mesi.

- si protrae da anni ed è ancora scandalosa la situazione della sala computer in biblioteca Civica (solo tre macchine, quasi sempre fuori uso), con evidente danno per i cittadini, soprattutto per coloro che soltanto in questo modo possono accedere all'informazione e alla comunicazione in rete.

Carlo Fontana e Paolo Arcà lasciano il Teatro Regio di Parma

Comunicato stampa del Comune di Parma 

Nel corso del Consiglio di amministrazione della Fondazione Teatro Regio, che si è riunito oggi in Municipio alla presenza del Sindaco, l’amministratore esecutivo del Teatro Carlo Fontana ha presentato le sue dimissioni, unitamente a quelle del direttore artistico Paolo Arcà, che diventeranno operative dal 31 dicembre 2014

Nell’occasione Carlo Fontana ha presentato al Consiglio una dettagliata relazione sull’attività intrapresa nel corso del suo mandato, che era finalizzato soprattutto al risanamento della situazione finanziaria dell’Istituzione, che al suo arrivo si trovava sull’orlo del  fallimento.

La dirigenza del Teatro ha quindi lavorato in modo rigoroso, contenendo al massimo le spese e riuscendo comunque ad allestire per l’anno 2013, pur con risorse limitate,  una programmazione di qualità che ha prodotto risultati dalla ricaduta positiva a livello culturale ed economico.

I conti sono decisamente migliorati e i debiti notevolmente ridotti, come si evidenzia nel bilancio consuntivo che chiude con un avanzo di gestione, tuttavia la diminuzione parallela dei ricavi impone una riflessione sulla struttura stessa del Teatro Regio di Parma, che è oggi un teatro di tradizione, e come tale deve attentamente valutare cosa si può permettere, sia in termini di struttura che in termini di programmazione.

Partendo da questa consapevolezza, l’amministratore esecutivo, e con lui il direttore artistico, hanno deciso di rassegnare le loro dimissioni, ribadendo stima e rispetto per l’Amministrazione Comunale, con la quale continueranno a collaborare per metterla in condizione di gestire al meglio la riorganizzazione e l’assetto futuro del Teatro.

Intervento di Maurizio Vescovi in Consiglio Comunale sull'Assistenza sociale disabili a Parma

COMUNICAZIONE AL CONSIGLIO COMUNALE DEL 15 LUGLIO 2014 

Da alcuni familiari di persone disabili si apprende che, per effetto di una non meglio precisata “riorganizzazione”, dallo scorso maggio le Assistenti sociali in servizio presso i diversi poli cittadini non hanno più in carico i propri assistiti in condizione di disabilità.

Stando alle informazioni assunte dalle famiglie interessate, alle quali i Servizi non hanno provveduto a dare alcuna comunicazione in merito al suddetto cambiamento, nei progetti dell’Assessorato al welfare vi sarebbe appunto una complessiva “riorganizzazione” del servizio, incardinata sulla creazione di un non meglio precisato ruolo di Assistente sociale destinata alle persone disabili.

Stante l’aleatorietà delle indicazioni fornite ai richiedenti – appunto alcuni familiari di persone disabili – si ritiene assolutamente imprescindibile che l’Aassessore fornisca adeguate spiegazioni in merito. In particolare, è urgente conoscere nel dettaglio contenuti, tempi, modalità di attuazione della ventilata “riorganizzazione”, a partire dalla conferma o meno, al Consiglio e alla città, della sue rispondenza alle effettive intenzioni dell’Assessorato. Inoltre e in caso la notizia trovi rispondenza nei piani dell’Amministrazione, è fondamentale che i diretti interessati e tutta la comunità cittadina ricevano precise indicazioni in merito. Fra queste, se la figura di Assistente sociale dedicata alle persone disabili sarà una o più per ogni polo; quando sarà (saranno) operativa/e le nuove figure, in quali modi e tempi avverrà il passaggio di consegne fra le assistenti che fino a maggio hanno avuto in carico i casi e la/le nuova/e nominate.

INTERVENTO DI ROBERTO GHIRETTI IN CONSIGLIO COMUNALE SUL BILANCIO 2013 DEL TEATRO REGIO DI PARMA

Egregi colleghi, Sindaco e assessore,

Oggi ci troviamo a valutare il Bilancio della Fondazione Teatro Regio. Un bilancio che ci avete presentato sottolineando enfaticamente i “buoni risultati economici”  che hanno consentito un attivo da 31 mila euro e il dimezzamento del saldo negativo.

Ebbene quelli che per voi sono importanti risultati gestionali per me sono il simbolo evidente di una sconfitta:  una gestione ragionieristica che ha avuto come obiettivo solo quello di spendere meno senza curarsi di aver speso decisamente male.

Il vostro attivo di 31mila euro ci è costato la fuga di tutti i partner istituzionali storici della Fondazione, la scomparsa o quasi dei privati e, ultimo in ordine temporale, una sonora bocciatura dal Ministero che ha negato i fondi per il Festival Verdi 2014.

E’ del tutto evidente dai dati di questo bilancio, che il problema del Regio esiste e non si sta trovando una soluzione, nonostante due anni di nuova amministrazione e il riassetto della dirigenza del Teatro.  Il riequilibrio dei conti (ad eccezione di quello finanziario – come certificano i Revisori) è stato possibile principalmente perché il Comune di Parma, da solo, quindi i cittadini, ha ricapitalizzato la Fondazione. Ma avere i conti in ordine non basta. Bisogna saper investire e saper trovare e valorizzare le energie culturali, artistiche e economiche per pianificare una progettualità a lungo termine. Tutte cose che in questi due anni francamente non ho visto.

Maria Laura Ferraris: Il Regio di Parma non è in vendita e nemmeno in palio.

Lettera aperta di Maria Laura Ferraris

All’inizio del nostro mandato il Teatro Regio sembrava presentare davanti a sé solo una via da un punto di vista asetticamente gestionale ed amministrativo adeguata: la liquidazione della Fondazione e la chiusura del Teatro.

Noi abbiamo scelto di prenderci la responsabilità di opporci a questo destino, con fermezza e con coraggio convinti che il valore di un cuore di cultura e tradizione non possa arrendersi ad alcuni anni di scelte poco oculate.

A due anni di distanza il bilancio consuntivo 2013 ha chiuso con un piccolo utile di esercizio, ricavi da biglietteria in aumento, un quadro finanziario che presenta un saldo che ha dimezzato il debito, con un’attenzione primaria verso i fornitori (che vuol dire aver pagato artisti, tecnici e aziende che da anni, a volte, aspettavano il riconoscimento per l’attività svolta).

 Abbiamo fatto squadra con il territorio ed ottenuto che oltre il 50% delle risorse messe a disposizione dal Comitato Nazionale per il Bicentenario Verdiano arrivassero qui, dove ne sono le origini.

La città intera dalle istituzioni culturali alle associazioni al tessuto imprenditoriale ha lavorato assiduamente per garantire sei esposizioni nel 2013 su Verdi, mettendo in luce il materiale documentario inedito posseduto, importanti prestiti (come il noto pastello di Boldini esposto in Galleria Nazionale e mai prima a Parma) e attraversando  in due secoli le mille sfaccettature che legano indissolubilmente Verdi a Parma. Si sono aggiunti convegni, didattica, incontri, concerti e quattro titoli d’opera.

È tornata la stagione della danza.

Francesco D'uva (M5S) farnetica sul Regio di Parma

Francesco D'Uva

Su "parma.repubblica.it" si legge una informazione che è pari solo alla nullità politica e di pensiero dei pentastellati!
riporto stralcio testo integrale: “Secondo le ricostruzioni che circolano tra alcuni Cinque Stelle di Parma – racconta l’articolo – sarebbe però già pronta anche una operazione per sostituirlo. Secondo queste indiscrezioni, al posto di Fontana infatti il sindaco Pizzarotti avrebbe già pronto il nome di Cristina Ferrari, classe ’65, direttore artistico del Teatro Municipale di Piacenza, e compagna del deputato Pd Gianluca Benamati. Il Teatro Regio verrebbe inoltre consorziato con la Fondazione Toscanini, guidata da Maurizio Roi, altro dirigente Pd che guidò i comitati Cuperlo, e presidente di Ater (associazione teatrale Emilia Romagna). Di qui l’attacco di D’Uva, che accusa Pizzarotti di voler ‘svendere’ il teatro Regio al Pd e alla Regione”. 
Non hanno mai messo piede a Teatro come lo fu per il loro collega di partito  o di movimento qual si voglia, Pizzarotti. 
Si fanno vivi solo ora che Fontana se ne andrà... e prima dove erano? a giocare a meetup? 
Sono molti i possibili candidati a sostituire Fontana e Arcà. Come è giusto che sia per uno dei più importanti Teatri lirici nazionali, caduto da troppi anni in difficoltà. Le accuse di svendita al PD sono dettate dall'ignoranza e dalla vacuità del pensiero di questi scaduti ignoranti, incapaci stellati.
Un Teatro non si svende, perché è patrimonio della collettività.

Bilancio 2013 del Regio di Parma in utile, ma Carlo Fontana non si presenta in commissione Comunale

Chiude con un piccolo utile di 31.616,00 euro il bilancio del Teatro Regio di Parma (nel 2012 presentava una perdita di 182.204,00 euro), ma Carlo Fontana diserta l'appuntamento in Commissione Comunale convocata per discutere del bilancio, e pure del futuro del Teatro ducale. 58 le alzate di sipario nel 2013 tra lirica, concerti, danza e altre manifestazioni riconducibili sempre al Regio. A questi numeri devono essere aggiunte le iniziative a cui è stato dato in concessione il Teatro per un importo di circa 531.000,00 euro. Le presenze complessive degli spettatori nel 2013 è di 14.350 presenze per la lirica; 858 per la concertistica; 6.016 per la danza; 14.393 per il Festival Verdi; 3.986 a Imparolopera.

ROBERTO GHIRETTI: la necessità di una nuova politica culturale e più efficace per il Teatro Regio

Costituire il "Parco della Musica" 

Finanziamenti al Festival Verdi: “Occorre cambiare rapidamente rotta” 

Il Teatro Regio ha ricevuto in questi giorni una sonora bocciatura dal ministero che ha negato i fondi per il Festival Verdi 2014. Al netto della sterile discussione sulla mobilitazione di parlamentari che dovrebbero intercedere per la nostra città, mi pare che una considerazione si imponga in seguito a quanto avvenuto: il Festival Verdi, così com'è, non è oggettivamente finanziabile. Una manifestazione in nome di Verdi che mette in campo un'opera al Regio e una a Busseto non può legittimamente aspirare a contributi nazionali di rilievo. Sia chiaro che questo mio intervento non vuole certo essere una difesa d'ufficio del Ministero, ma piuttosto un necessario spunto autocritico che consenta, magari, di uscire dalle secche nelle quali ci siamo incagliati in questo paio d'anni.

I soldi, le risorse; sull'ipotetica loro mancanza abbiamo assistito in questi mesi a politiche di una miopia eccezionale. Progetti culturali la cui unica chiave di lettura è stata spendere poco per avere molto meno, l'ultimo dei quali è proprio questo Festival Verdi 2014.

Ferraris, lei ha fallito l'obiettivo e se ne deve andare. Dimissioni!

Maria Laura Ferraris

Assessore Ferraris, a me non dice nulla di nuovo quando rimarca che il Festival Verdi deve essere rifondato. Da quanto tempo lo scrivo! Prima di ripartire e collaborare per la rifondazione, lei però se ne deve andare perché è di impedimento al diaologo culturale. Lei è, immeritatamente Assessore alla cultura di Parma e Consigliere nel CDA del Regio: ha fallito l'obiettivo, non lo dico io, ma il Governo. E' vero, non è detta ancora l'ultima parola sul finanziamento statale al Festival; si sa che le pressioni sono tante e forse uno spiraglio ancora c'è. Ciò non toglie che questo non è un Festival e quindi chi lo ha partorito se ne dovrebbe andare. Lei e Pizzarotti non avete titoli per gestire i valori culturali di questa città, né quelli del Regio, menchemeno quella icona sacra della musica mondiale che è Giuseppe Verdi. Non le rimane che dimettersi e tornare da dove è arrivata.  Cerchi un'altra città dove costruirsi il curriculum. Lei ha ancora il coraggio di dire "basta polemiche, lavoriamo uniti, ripartiamo da qui" (Gazzetta di Parma martedì 01 luglio 2014 pag. 9). No, dottoressa Ferraris, ripartiamo dalle sue dimissioni. Poi sapremo noi ricostruire senza il suo impedimento: lei oggi costituisce solo un ostacolo che gradiremmo sbarazzarcene da subito. Se volesse portare con sé anche l'ipsiota Pizzarotti sarebbe la  liberazione  del Palazzo del Grano. (Parma, 01/07/2014) 

Luigi Boschi

articoli Gazzetta di Parma del 1/07/2014 
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parma Consiglio Comunale: passa il bilancio 2013. Mauro Nuzzo attacca il sindaco

In aula il voto sul consuntivo 2013. Ferretti annuncia che il bilancio di Parma Infrastutture arriverà a metà luglio. Il preventivo potrebbe slittare a settembre. Il delegato: “Situazione critica, ma non parliamo di default”. Nuzzo, dopo Festival Verdi e Ospedale Vecchio,  riserva un’altra stoccata al primo cittadino sull’indebitamento: “Non va bene andare in tv a dire che è stato dimezzato, non è vero”. 

PASSA IL BILANCIO – Su 26 votanti, 19 votano sì, 6 no e c’è anche un astenuto: Mauro Nuzzo dei 5 stelle che lancia un duro attacco al sindaco, dicendogli di aver tradito i valori del Movimento. Nuzzo tocca molti temi, dall’Expo ai bandi per i teatri, e definisce “allocchi” gli altri consiglieri pentastellati, dicendo di non voler tradire gli elettori e rivendicando di essere il secondo 5 stelle più votato alle elezioni comunali.

Replica il capogruppo Bosi, che difende la Giunta: “Da parte di Nuzzo non ho sentito commenti al documento di bilancio ma solo al settore cultura, di cui lui bramava l’assessorato. Noi non abbiamo ambizioni di trarre un vantaggio personale da questo tipo di voto, a differenza di chi ci ha chiamto allocchi. Siamo sereni perché rispondiamo alla nostra coscienza e non alle preferenze ricevute in una scheda”.

Roberto Ghiretti contesta al sindaco Pizzarotti i tagli nel bilancio al sistema sociale

 Tagli al Welfare e Tasi “Dalla Giunta una sola ricetta: abbattere il sociale per sistemare i conti”

 Il welfare parmigiano è sempre stato un fiore all'occhiello della nostra città. Lo dovrebbe essere a maggior ragione in tempi come questi, dove una crisi diffusa investe la quasi totalità delle famiglie.

Sorprende dunque scoprire che nel Bilancio del Comune di Parma vi siano tagli consistenti al settore che, come hanno anche sottolineato recentemente i Sindacati, investono attività come il contrasto alla povertà, il disagio di minori e adulti, le agevolazioni e gli sconti alla popolazione anziana per il trasporto pubblico locale.

Si tratta di un ulteriore segnale, se ce ne fosse bisogno, della congenita “anaffettività” di questa amministrazione, sempre compressa tra la necessità di qualche annuncio ad effetto – non scorderemo mai il tweet del Sindaco secondo il quale il debito sarebbe stato ripianato a gennaio 2013 – e l'incapacità di fare delle scelte politiche.

I soldi sono pochi, certo, ma proprio per questo mai come oggi occorrerebbe fare delle scelte forti e consapevoli: investire dove occorre e contrarre tutto ciò che necessario non è.

E invece assistiamo a nonsense come il piano Asp dove si ricorre all'alienazione di immobili e posti letto convenzionati per finanziare la spesa corrente a fronte del fatto che il Comune, sostanzialmente, non intende ripianare i propri debiti.

Il Comitato Leggere tra le ruspe risponde all'Assessore Maria Laura Ferraris

Gentile Assessore, se una cosa funziona bene lì dov'è, perché bisogna spostarla?

Il Centro Cinema Lino Ventura (alias Videoteca) è una importante struttura del settore culturale, funzionale ed efficiente, apprezzata dai cittadini e dagli insegnanti delle scuole di Parma.

Si trova dal gennaio del 1998  nella sede su via d'Azeglio dove dispone di un ingente patrimonio documentario (18997 audiovisivi, 2963 documenti sonori e 566 documenti digitali e 5418 volumi e opuscoli) e ora dovrebbe essere trasferita nei locali della Biblioteca Civica per fare spazio, si dice, ad un'altra Biblioteca al momento priva di sede adeguata, la Biblioteca di Alice.

Tra l'altro, Assessore, per Sua stessa ammissione, lo spostamento della Videoteca in Civica porrebbe il problema di dover spostare altri fondi bibliotecari da lì altrove, dal momento che la Civica ha seri problemi di spazio.

Pur essendo fermamente convinti  che la sede ottimale della Biblioteca di Alice  debba essere nel quartiere originario, il Pablo, ci chiediamo:  non avrebbe allora molto più senso spostare tale struttura provvisoriamente nei locali vuoti dell'Archivio Comunale a fianco della Videoteca, invece di generare un inutile e dispendioso vortice di spostamenti e sostituzioni?

I soldi necessari a tutti questi traslochi non potrebbero piuttosto essere usati per invertire la tendenza che vede Videoteca e Biblioteche comunali soggette da anni a drastici tagli del budget (per acquisto di libri, servizi, orari, eventi culturali, ecc.)?

Giuseppe Scotti (Parma Unita) risponde al Sindaco Pizzarotti

Egregio Sig. Sindaco

Mi riferisco al Suo messaggio via facebook del 23.06.u.s.. Ebbene, faccio parte come altri cittadini di un movimento civico, Parma Unita, rappresentato in Consiglio Comunale da Roberto Ghiretti persona che stimo sommamente, onesta e capace. Personalmente non ho mai ricoperto alcun ruolo pubblico, ho cominciato ad impegnarmi politicamente in occasione delle elezioni che l’hanno vista alla ribalta, anche io  partendo “dal basso”, un po’ come ha fatto Lei ai suoi esordi, almeno così ama ricordarlo.  Lei ha ragione: onestà prima di tutto. Io però mi sento onesto almeno quanto Lei.

Oltretutto, negli ultimi 20 anni non sono mai stato connivente né “convivente” con il sistema, anzi. Certamente non ne rappresento la degenerazione. Di politica non ci vivo né aspiro a farlo, anzi ci ho anche rimesso qualcosa. Danni non ne ho fatti, anzi ne ho denunciati. Ma, soprattutto, anche io ci metto il cuore, non sono né bieco, né basso, né falso né strumentale, né ridicolo, anzi sono  interessato quanto Lei ed i suoi assessori ad occuparmi dei problemi reali della città e mi piacerebbe, al pari di tante altre persone che conosco, poter essere coinvolto in ciò e contribuire per parte mia con le mie competenze. Non saprei però leggendo le Sue parole, il timore è più che fondato, se Lei, per il solo fatto che non appartengo al Suo gruppo, possa considerarmi un degno interlocutore. In attesa di una Sua cortese risposta, porgo, con un sorriso, cordiali saluti. 

Giuseppe Scotti
Parma Unita


 
DAL FACEBOOK DEL SINDACO

“Onestà e testa alta prima di tutto. Mentre i rappresentanti dei partiti locali, conviventi da sempre con il sistema, provano a gettare fango. La minoranza politica del consiglio comunale di Parma, rappresenta molto bene la degenerazione dei valori politici italiani degli ultimi 20 anni”.

CAL Centroagroalimentare bilancio 2013 chiude con una perdita di 593 mila euro

Il bilancio 2013 del Cal chiude con una perdita di 593mila euro. Le cause del passivo sono state determinate da due fattori: la situazione di paralisi della società e gli oneri finanziari nei confronti di banche e fornitori, che incidono per quasi il 50% sul bilancio. Nel 2014, nel secondo, semestre si profila una considerevole riduzione del costi dato che parte del personale il 30 giugno cesserà l’attività. I dipendenti sono otto e per sette scatteranno gli ammortizzatori sociali. A dare fiato al bilancio 2014 anche l’affitto del ramo di azienda legato alla logistica. Questo il quadro della società presentata nella seduta della commissione Patrimonio, che ha affrontato anche il piano di salvataggio di Stt, con le banche e che ancora non hanno dato il via libera.

Per quanto riguarda il Cal, l’aspetto sicuramente più importante del piano di ristrutturazione è la cessione del ramo della logistica. Ci sarebbe già un possibile soggetto interessato, che hai già presentato un’offerta irrevocabile. L’operazione potrebbe andare in porto per i primi di luglio. Per la partecipata del Comune vorrebbe dire da un lato incassare un canone di affitto, sia per la cessione del ramo che per quello degli immobili, dall’altro abbattere i costi fissi. Buone notizie si delineano anche sul fronte dei creditori: i due principali, Cariparma e Colser, hanno accettato il piano di ristrutturazione, che doveva essere sottoscritto almeno dal 60% dei soggetti che vantano crediti dalla società. Per chi è rimasto fuori i pagamenti saranno estinti entro 120 giorni dall’omologazione del tribunale.

Interrogazione di Maurizio Vescovi: NON SI PUO' CHIUDERE LA BIBLIOTECA DI ALICE ALL'OSPEDALE DEI BAMBINI PIETRO BARILLA!

Ill.mo Sig.
SINDACO
Comune di – PARMA 

Ill.mo Sig.
PRESIDENTE
Consiglio Comunale di – PARMA

 Al Sindaco
del Comune di Parma 

Al Presidente
del Consiglio Comunale di Parma 

LORO SEDI 

Oggetto: Interrogazione del Consigliere Maurizio Vescovi – Gruppo Pd – 

PREMESSO CHE 

la Biblioteca di Alice è presente ormai da anni, con un propria presenza di operatori ed una buona dotazione libraria, presso i reparti pediatrici dell’Ospedale di Parma. Il servizio bibliotecario – prestito di volumi e animazione della lettura – prestato per i piccoli degenti della Clinica e dell’Astanteria pediatriche ubicate nel vecchio padiglione della Pediatria, è passato dallo scorso anno nella moderna struttura del nuovo Ospedale del Bambino, trovando sistemazione nella bella e spaziosa sala giochi della Degenza Comune 

RIBADITO CHE 

la biblioteca è diventata, insieme alla Scuola in Ospedale e alle Associazioni di volontariato attive da anni nei reparti pediatrici, una realtà riconosciuta e stabile, in quanto garantisce ai bambini/e agli adolescenti ricoverati un’importante opportunità di accedere con facilità alla lettura anche nella condizione di ospedalizzazione 

CONSIDERATO CHE 

sia la lettura autonoma, sia l’ascolto delle operatrici, debitamente formate per la conduzione di laboratori di animazione della lettura, può divenire uno “spazio” protetto di elaborazione di vissuti dolorosi, spesso rappresentati dai periodi anche lunghi di ospedalizzazione 

RICHIAMATO CHE 

Legambiente, Raccolta differenziata a Parma, apportare modifiche ma non cambiare modello

Raccolta differenziata: apportare modifiche ma non cambiare modello

Analisi e proposte di Legambiente

(Documento del Direttivo di Legambiente Parma – approvato mercoledì 18 giugno 2014)

Qui il documento in pdf, da scaricare

INTRODUZIONE

La raccolta differenziata (RD) porta a porta può e deve essere migliorata, ma va difesa.
È seguendo questa modalità di raccolta che si può cambiare il paradigma trasformando i rifiuti in nuove risorse. Sono le alte percentuali di rifiuti destinati al riciclaggio che permettono di innovare e cambiare rotta, rendere più sostenibile la società dei consumi.

Se la teoria è bella non si può tuttavia ignorare la pratica. E l’esperienza dell’ultimo anno a Parma, con l’introduzione del porta a porta spinto in tutta la città da parte dell’Amministrazione Pizzarotti (ma già le avvisaglie ci furono quando la giunta Vignali sperimentò l’eliminazione dei cassonetti dal quartiere Cittadella) ci dice che stiamo assistendo ad una crisi di rigetto verso la RD, da parte di una fetta cospicua di parmigiani che taglia trasversalmente tutte le fasce sociali: dagli stranieri alla Parma bene.

Ci siamo interrogati sui motivi, noi che siamo dei fautori della RD e del ciclo virtuoso dei rifiuti. Ci siamo chiesti perché questo tipo di raccolta porta a porta spinta, con l’eliminazione dei cassonetti indifferenziati, con l’attivazione del sistema di tariffa puntuale che premia con sconto in bolletta i cittadini che producono meno rifiuti, ha prodotto ottimi risultati e poche noie a Felino, Colorno, Montechiarugolo, Medesano, Noceto e ancora prima a Fidenza, invece a Parma città sta creando tanti problemi.

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