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La vita sta cambiando pelle

Appelli e Petizioni

Appelli e Petizioni

LIPU: "Stop all'agricoltura avvelenata"

Margherita d'Amico

Attraverso una petizione la LIPU-Birdlife Italia chiede all’Unione Europea di modificare radicalmente l’attuale politica agricola, che si distingue per favorire il commercio e la diffusione di veleni spaventosi con cui si sta rapidamente distruggendo la biodiversità.

“Il 55% degli uccelli tipici dei paesaggi agricoli è scomparso negli ultimi 30 anni. Il 25% dei bombi (insetti fondamentali per l'impollinazione di molte piante che producono cibo) rischia l'estinzione, e molte altre specie selvatiche stanno subendo lo stesso destino” spiega la LIPU. in un comunicato “Tutto questo si deve principalmente all'agricoltura intensiva che cancella i prati, elimina le siepi, prosciuga gli stagni provocando la distruzione degli habitat che sono la casa di molte specie selvatiche. I prodotti chimici, usati come pesticidi e fertilizzanti stanno uccidendo le api e le farfalle, e inquinando i nostri fiumi. Anche se la campagna può sembrarci ancora verde, in realtà la natura sta scomparendo sotto i nostri occhi. Oggi l’Unione Europea sostiene un’agricoltura malata: favorisce un ristretto numero di grandi aziende agricole – senza pensare al bene di tutti – produce cibo non sano e danneggia la nostra salute, l’ambiente, le piante, gli animali. Il tutto con i soldi dei cittadini europei”.

Giornalismo, lanciata petizione per riconoscere legge Bacchelli a Riccardo Orioles: fondò I Siciliani con Pippo Fava

Il giornalista e scrittore riceve una pensione di anzianità "che non gli consente di continuare le cure per le sue patologie cardiache e gli acciacchi dovuti all’età". L'autore della petizione: "Lo Stato riconosca in vita il valore e l’importanza di un intellettuale"

E’ partita su Change.org una petizione per chiedere l’applicazione della legge Bacchelli allo scrittore Riccardo Orioles, fondatore de I Siciliani, insieme a Pippo Fava, ucciso il 5 gennaio 1984. Il giornalista è nato a Milazzo 67 anni fa e attualmente riceve una pensione di anzianità “che non gli consente di continuare le cure per le sue patologie cardiache e gli acciacchi dovuti all’età”, si legge nella petizione lanciata dal giornalista Luca Salici.

Orioles nella sua vita professionale ha ottenuto contributi pensionistici solo per pochi anni di lavoro, sebbene abbia dedicato la sua intera esistenza al lavoro di giornalista in diverse testate e alla formazione di nuove generazioni di cronisti: da Nord a Sud dell’Italia centinaia di direttori e redattori di varie testate hanno trovato in lui un maestro della professione, della deontologia, dell’inchiesta, soprattutto antimafia. “In questi anni a poco sono serviti gli appelli all’Ordine dei Giornalisti e alla Federazione Nazionale della Stampa Italiana. L’unica possibilità rimane quella di chiedere formalmente alle istituzioni di far accedere Orioles al fondo a favore di cittadini illustri che versano in stato di particolare necessità”, continua l’appello sulla piattaforma online.

Greenpeace in azione sulla piattaforma petrolifera

NO A NUOVE TRIVELLE NEI MARI ITALIANI CHIEDI AL GOVERNO DI INVESTIRE SULLE RINNOVABILI!

Dopo il Referendum, il Governo aveva assicurato che in acque italiane non ci sarebbero state nuove trivellazioni entro le 12 miglia dalla costa.

Una promessa smentita dai fatti, dato che al largo delle coste siciliane -nel campo oli Vega- sta per essere installata una nuova piattaforma petrolifera e sono stati autorizzati 12 nuovi pozzi di produzione dentro la fascia costiera protetta.

SIAMO ENTRATI IN AZIONE! I nostri attivisti, partiti dalla Rainbow Warrior, sono arrivati alla piattaforma VEGA A, a largo di Pozzallo, in Sicilia, e grazie ad un gommone volantemunito di deltaplano, hanno aperto uno striscione con la scritta “GO SOLAR!”. Intanto, un altro attivista su un paramotore ha aperto un secondo striscione con il messaggio“ACCENDIAMO IL SOLE”.

Stiamo chiedendo al Governo di fermare i nuovi pozzi e investire sulle energie rinnovabili.
UNISCITI ALLA NOSTRA PROTESTA: FIRMA LA PETIZIONE!

La peggiore idea di sempre per gli oceani

una compagnia mineraria ha ottenuto il permesso per un progetto assurdo che può trasformarsi in un disastro planetario: la prima miniera sul fondo di un oceano.

Abbiamo visto miniere devastare interi ecosistemi sulla terraferma -- immaginate i danni che potrebbero fare delle grandi multinazionali scavando il fondo del mare, lontano dagli occhi dei cittadini. Sarebbe il colpo di grazia per gli oceani!

La buona notizia è che stanno facendo fatica a trovare i soldi necessari a partire. E con un’ondata internazionale di proteste possiamo spaventare chi sta pensando di finanziare il progetto e fermarlo sul nascere. Clicca per firmare la campagna, la pubblicizzeremo e la invieremo a tutti i potenziali investitori

https://secure.avaaz.org/it/png_nautilus_loc/?bMwQFab&v=79790&cl=10452372425&_checksum=9e4941a94a1ef2aa06026c13ebc80a3912b177d07022f24738ea33b71a5dc8f2

Ovviamente, il sito prescelto per la miniera è di fianco a uno dei fondali più incredibili al mondo: un ecosistema al largo della Papua Nuova Guinea dove vive di tutto, dalla barriera corallina agli enormi capodogli. Un'idea spregiudicata che potrebbe essere solo l’inizio.

NOI PARLAMENTARI PD PER IL NO AL REFERENDUM

I firmatari di questo documento sono parlamentari del PD che voteranno no al prossimo referendum costituzionaleChiedono che il confronto torni ad essere sul "merito della riforma" abbandonando "pregiudiziali posizioni di partito o di schieramento". Ecco il loro appello. 

Con la consapevolezza che la propria è posizione in dissenso da quella deliberata dal PD, ma nella convinzione che essa possa essere da noi assunta grazie al carattere liberale dello statuto del partito, il quale mette in conto che non si dia un vincolo disciplinare quando sono in gioco principi e impianto costituzionale.

Una posizione, la nostra, che confidiamo possa essere doppiamente utile. Da un lato, contribuendo a centrare il confronto sul merito della riforma, anziché su pregiudiziali posizioni di schieramento, come un po' tutti, a cominciare dal PD, dichiarano di auspicare. Dall'altro, ritenendo che non siano pochi, tra elettori e militanti democratici, coloro che coltivano una opinione diversa da quella "ufficiale" del partito, pensiamo sia bene che essi abbiano voce. Circostanza che conferisce autorevolezza e forza al PD come grande partito pluralistico, inclusivo e appunto liberale.

Sinteticamente, le motivazioni del nostro no sono le seguenti:

1) le priorità in agenda. È nostra convinzione che le riforme costituzionali, pur necessarie, non rappresentino la priorità in agenda. Di più: che da gran tempo è invalsa l'abitudine - una sorta di alibi per la classe politica - di imputare alla Costituzione la responsabilità di insufficienze che semmai vanno intestate alla politica e all'amministrazione; nonché di spostare tutta l'attenzione dall'esigenza di dare attuazione a principi e diritti scolpiti nella Carta alla ingegneria costituzionale in una sorta di frenesia riformatrice;

Il 98% delle donne è mutilato

Firma la Petizione

A 6 anni le dissero “Sii forte e coraggiosa, e domani diventerai una donna”, poi la portarono da una “tagliatrice” che con un rasoio le mutilò i genitali.

Hibo Wardere è una delle 200 milioni di bambine, ragazze e donne che nel mondo hanno subìto mutilazioni genitali femminili. Vivein Somalia, dove il 98% delle donne viene mutilato, e dove però ora tutto questo può cambiare: la Ministra per le Donne sta provando a vietare completamente questa pratica assurda e secondo gli esperti il supporto della comunità internazionale in questo momento può essere cruciale per l’approvazione finale della legge.

Nel Puntland, nel nordest del Paese, stanno approvando un bando totale e già in passato le riforme progressiste di questa zona sono poi diventate leggi nazionali. La ministra e questi leader locali stanno cercando di cambiare la vita delle bambine e delle donne somale, e un sostegno globale può dar loro la forza di far passare una nuova legge nazionale già nelle prossime settimane.Firma ora e poi condividi con tutti

https://secure.avaaz.org/it/fgm_somalia_ban_rb_loc/?bMwQFab&v=74104&cl=9669085007

E' partita la petizione su Firmiamo.it contro la chiusura giudiziaria di luigiboschi.it

opera di Corrado D'Ottavi

Firmiamo CONTRO LA CHIUSURA Giudiziaria DEL giornale online LUIGIBOSCHI.IT

DIFENDIAMO IL DIRITTO PER LA LIBERTA’ DI OPINIONE, DI SATIRA, DELLA PAROLA CONTRARIA.
Rodrigo Meershon Vergara ex Presidente Logos e Arcoiris TV, console cileno a Modena, dopo aver ottenuto il sequestro dell’articolo: "Rodrigo Vergara, alias Arcoiris Tv e Logos, visto da vicino” ha richiesto e ottenuto dal Tribunale di Parma il sequestro di tutto il giornale online www.luigiboschi.it. Il Tribunale di Parma glielo ha concesso, nonostante la pronuncia delle Sezioni Unite della Cassazione - n. 31022 del 29 gennaio 2015 - contro il sequestro preventivo delle testate telematiche (LINK), e ha rigettato la mia istanza presentata al Riesame, per cui ora devo fare ricorso in Cassazione.
Vi chiedo un sostegno con la vostra firma contro la chiusura giudiziaria di questo sito informativo in virtù del diritto di critica e opinione, e di satira garantiti dagli Articoli 21 e 23 della Costituzione italiana.

Racconto dei fatti nell'articolo: I RUTTI DELL'INGIUSTIZIA  http://www.luigiboschi.it/content/i-rutti-dellingiustizia-parma-si-processa-si-condanna-e-si-perseguita-la-libert%C3%A0-di-opinione

LINK ALLA PETIZIONE

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STOP ALL'USO E ABUSO DI Antibiotici NEGLI ALLEVAMENTI

in Italia il 71% degli antibiotici viene usato sugli animali da allevamento, anche quando sono sani. Una pratica crudele per farli sopravvivere in condizioni tremende e produrre di più a costi irrisori. E che sta anche generando super-batteri resistenti alle medicine, che possono ucciderci.

Molti degli altri paesi europei hanno già ridotto drasticamente l’uso di antibiotici negli allevamenti, e ora l’Unione Europea potrebbe finalmente imporre queste leggi a noi e al resto del continente.

Si salverebbero vite umane riducendo al tempo stesso le crudeltà sugli animali: non dovremmo neppure stare a parlarne. Persino McDonald’s ha deciso di non usare più polli cresciuti con determinati antibiotici. Ma le multinazionali  farmaceutiche e della carne stanno facendo di tutto per bloccare queste decisioni.

Domani, lunedì, c’è un incontro tra i ministri europei e molti non hanno ancora preso una decisione. Denunciamo l’abuso crudele e mortale degli antibiotici negli allevamenti intensivi inviando 1 milione di firme a ognuno di loro. Firma ora e condividi la petizione

https://secure.avaaz.org/it/antibiotics_factory_farms_rb_loc_/?bRnqRab&v=65372

L’Organizzazione Mondiale della Sanità dice che questi super-batteri rendono gli antibiotici completamente inutili contro malattie infettive come tubercolosi e polmonite. Gran parte della medicina moderna, inclusi i trattamenti contro il cancro e quelli chirurgici, dipende dagli antibiotici. Se non li salviamo, si stima che nel 2050 moriranno 10 milioni di persone in più ogni anno.

Una firma per salvare aquile e lupi

Margherita D'Amico

Ancora pochi giorni per firmare l'importante appello promosso da cento associazioni europee a difesa delle direttive comunitarie Uccelli e Habitat, a rischio di modifica. Da noi, la Lipu-Birdlife Italia ha già raccolto da sola più di 40mila delle 500mila firme prefisse come traguardo, per sottolineare il dissenso popolare rispetto a eventuali rimaneggiamenti normativi.


Grazie alle direttive europee che proteggono habitat e fauna selvatica si è assistito al ritorno di molte specie nel nostro Continente, ma occorre rafforzare le normative perché la biodiversità continua a essere in calo

Alla campagna Allarme Natura hanno aderito anche personaggi popolari quali Fiorello, Geppi Cucciari, Gianni Morandi, Pif, Nek, Neri Marcorè, Fiorella Mannoia, Cattelan, schierati per evitare che, con il pretesto di revisionare le direttive su sollecitazione di confindustrie del centro e nord Europa e delle varie consorterie venatorie, la Commissione europea indebolisca queste leggi a protezione della biodiversità assumendo provvedimenti indesiderabili. Sparare a orsi e lupi, perseguitare i grandi rapaci, distruggere alberi, foreste e ambienti naturali in favore delle più diverse speculazioni, sarebbero concessioni tanto gravi quanto prevedibili, laddove non si scoraggi per tempo una simile tentazione.

Diffamazione, fermiamo una legge sbagliata

L'appello. Una legge in cui le violazioni del diritto costituzionale di informare e di essere informati sono palesi. Norme che sembrano elaborate solo in base al principio del "mettetevi in riga", intimato dalla politica al giornalisti. Disposizioni cieche nei confronti della specificità rappresentata dal legame tra giornalismo e web. Il ddl sulla diffamazione prosegue la sua marcia. Una legge semplicemente sbagliata. Che secondo decine di associazioni che in Italia si occupano di informazione va fermata.

Per questo è stato lanciato l'appello "No diffamazione". Ecco il testo che può essere sottoscritto qui.

#meglioilcarcere

La nuova legge sulla diffamazione è sbagliata.

Doveva essere una riforma della legge sulla stampa che eliminando la pena del carcere per i giornalisti, liberava l’informazione dal rischio di sanzioni sproporzionate, a tutela dei diritti fondamentali di cronaca e di critica: il testo licenziato al Senato rischia di ottenere l’effetto opposto, rivelandosi come un maldestro tentativo di limitare la libertà di espressione anche sul web.

La legge sulla diffamazione che potrebbe presto essere approvata, prevede in particolare:

La fuga dall’olio di palma anche Coop ed Esselunga aderiscono all’appello di eliminare il grasso tropicale. Svolta nel 2015

La fuga dall’olio di palma è iniziata e il prossimo anno dovrebbe esserci una svolta decisiva. La campagna e lapetizione su Change.org portata avanti da Il Fatto Alimentare insieme a Great Italian Food Trade ha raccolto oltre 71 mila firme e già prodotto importanti risultati. La catena di supermercati Coop (che già non utilizza il grasso di palma in 25 prodotti per neonati e bambini oltre agli alimenti biologici della linea “Vivi Verde”), ha annunciato un’ulteriore riduzione dell’impiego e lascia intendere che ci saranno ” importanti novità nel  2015″.  Ikea ha comunicato di  essere impegnata a togliere l’olio di palma dai prodotti alimentari a partire dal dicembre 2015. Anche la catena di supermercati Ld market e Md discount  ha in programma durante il prossimo anno di togliere questo grasso in buona parte dei biscotti e dei prodotti da forno. Pochi giorni fa è arrivata una comunicazione della catena di supermercati Esselunga che ha scelto di  abbandonare l’olio di palma “preoccupata della salute dei clienti“.

 

Riportiamo a Parma un patrimonio di inestimabile valore: la documentazione dell'Archivio Di Stato

Cronologia:
- ottobre 1985: l’Archivio di Stato è costretto a svuotare la sede sussidiaria della ex chiesa del Carmine, lesionata dal terremoto del 1983; la documentazione (circa 8000 metri lineari) viene depositata parte nella crociera dell’Ospedale Vecchio, parte nella ex chiesa di S. Elisabetta, di proprietà del Comune di Parma.

- settembre 2005: il Comune di Parma sfratta l’Archivio di Stato da S. Elisabetta per realizzare la “Casa del Suono”; la documentazione viene affidata alla ditta Blukappa che la trasporta nei propri depositi di Biandrate (Novara) e lo conserva in grandi casse di plastica al costo di 29.400 euro l’anno.

- gennaio 2011: il Comune di Parma sfratta l’Archivio di Stato dalla crociera per dar modo alla ditta Pizzarotti  di realizzare il project-financing dell’Ospedale Vecchio. La documentazione su scaffale viene trasportata presso i magazzini comunali di via La Spezia 46, in un capannone adattato all’uopo, dopo aver transitato per quattro mesi in un capannone in strada Manara (ed aver così subito un duplice trasloco), mentre la documentazione proveniente dall’ex chiesa del Carmine viene sistemata su circa 200 bancali posizionati nella balconata superiore del padiglione M, ex palestra all’ingresso del Parco Ducale, tranne un paio di importanti fondi archivistici che vengono recuperati a scaffale.

Basta conigli in gabbia

Conigli in Gabbia

Le gabbie utilizzate per allevare i conigli sono il simbolo della crudeltà dell’allevamento intensivo. Limitano i loro comportamenti naturali ed infliggono loro sofferenze e pene inimmaginabili. È ora di dire basta!

La campagna di CIWF International, End the Cage Age - Animali in gabbia. È ora di dire basta si propone di  vietare l’uso delle gabbie negli allevamenti in tutta Europa. Ad iniziare da quelle utilizzate per allevare i conigli.

L’Italia è il primo produttore di carne di coniglio in Europa e il secondo a livello mondiale.

Circa il 99% di questi animali viene allevato in gabbie di batteria: un metodo crudele e primitivo che priva l’animale della sua libertà e della possibilità di esprimere qualsiasi comportamento naturale. 

I conigli sono animali sociali che, in condizioni naturali, vivono in gruppi, amano saltare e scavare tane per nascondersi e allevare i loro piccoli. Sfortunatamente, l’allevamento intensivo li confina in gabbie spoglie e squallide, dove a loro breve vita si consuma in spazi inferiori ad un foglio A4.

Nell’estate di quest’anno, abbiamo realizzato una video-inchiesta in alcuni allevamenti di conigli in Italia. Ritieniamo che essi siano tristemente rappresentativi della situazione del nostro Paese.
Questi animali passano tutta la loro vita in gabbia in condizioni indegne, talvolta senza cure o lasciati morti sopra le gabbie dei conigli ancora in vita.

Petizione popolare al Sindaco di Parma "Che il Centro Cinema "Lino Ventura viva!"

IL CENTRO CINEMA “LINO VENTURA” DI PARMA! 

Togliete acqua alla pianta: quando seccherà avrete una scusa per tagliarla.

Il Centro Cinema di Parma, intitolato al celebre attore Lino Ventura, è un'importante struttura del settore culturale, funzionale ed efficiente, apprezzata dai cittadini e dagli insegnanti delle scuole di Parma.
Si trova dal gennaio del 1998 nella sede di via d'Azeglio (acquisisce la denominazione attuale nel 2003, con l'unione del Centro Video e della Videoteca Comunale e in seguito ad appositi lavori di restauro) e dispone di un ingente patrimonio documentario (18997 audiovisivi, 2963 documenti sonori , 566 documenti digitali e 5418 volumi e opuscoli).

 

Negli ultimi anni dell'amministrazione Vignali, con assessore alla cultura Luca Sommi, così come durante la presente amministrazione guidata da Federico Pizzarotti con assessore alla cultura Laura Ferraris, il budget destinato al Centro Cinema viene drasticamente ridotto.

Gli effetti dei tagli sono la forzata sospensione di molte delle sue attività - produzione audiovideo, Cineclub dei bambini, corsi per le professioni del cinema, presentazioni, incontri con autori e registi - e la quasi totale sospensione delle acquisizioni. 

Negli ultimi mesi iniziano a circolare voci che parlano della sua chiusura:  i film con maggiore frequenza di prestito sarebbero accorpati dalla vicina biblioteca Civica (che presenta tra l'altro gravi problemi di spazio); una parte finirebbe in magazzino e il resto (i supporti analogici, ad esempio) forse gettato.

Le voci trovano recente conferma in atti ufficiali del Comune (riassegnazione del personale ad altre sedi – Determinazione dirigenziale DD-2014-1319, 23/07/2014).

A Giorgio Napolitano: Cristian torni a casa

Dopo due mesi di prigione in Russia e più di un mese di libertà su cauzione trascorsa a San Pietroburgo finalmente Cristian potrà tornare a casa! Mio figlio sarà presto libero, e saranno liberi anche gli altri 27 attivisti di Greenpeace e i due giornalisti freelance arrestati in seguito ad un’azione di protesta contro la compagnia Gazprom per la difesa dell'Artico. Il Parlamento russo ha votato l’amnistia anche per il reato di cui erano accusati: il vandalismo.

Voglio ringraziare ancora una volta tutti i firmatari della petizione, donne e uomini liberi che hanno contribuito con il loro sostegno a tenere alta l’attenzione sul destino di mio figlio e dei suoi compagni. Giovani carichi di ideali che mai avrebbero dovuto finire in prigione, accusati di reati assurdi e gravissimi.

Non ho sentito mio figlio per settimane. L’angoscia, la lontananza e il timore che questa storia potesse prolungarsi ed essere dimenticata hanno accompagnato le nostre giornate.

Cristian è solo colpevole di pacifismo, e così tutti gli Arctic 30. Purtroppo però non c'è nessuna amnistia per l'artico che possa proteggere questo fragile ecosistema dalle trivellazioni petrolifere.

Grazie a tutti i firmatari che tanto hanno fatto per riportare a casa Cristian. Crediamo in lui e non vediamo l’ora di riabbracciarlo.

Raffaela Ruggiero

Fermiamo la distruzione delle Alpi Apuane

Stanno facendo a pezzi le Alpi Apuane, uno dei luoghi più belli d'Italia, per la voracità di poche famiglie che ne vendono il marmo a peso d'oro: tra 24 ore sarà votata la legge che potrebbe fermare questo disastro, ma non passerà mai a meno che non agiamo subito. 

Il marmo delle Apuane appartiene a un'antica tradizione, ma le nuove tecnologie e una selvaggia speculazione hanno consentito l'apertura di oltre 300 cave, di cui 70 all'interno del Parco naturale riconosciuto dall'Unesco: ogni giorno fanno saltare in aria enormi pezzi di montagna in pochi secondi, inquinando i fiumi, le fonti, l'aria e distruggendo l'habitat di specie protette. Un'enorme mobilitazione di associazioni locali e membri di Avaaz, finendo su tutti i giornali, ha spinto il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi a promettere la chiusura graduale delle cave nei parchi. Ma poi si è rimangiato tutto. 

A 24 ore dal voto, sotto la pressione della potente lobby del marmo, la proposta di chiudere le cave nei parchi è stata cancellata! Sui media nessuno ne parla, ma possiamo fare in modo che se ne accorgano, mettendo il Presidente Rossi e tutti i consiglieri regionali sotto pressione: o manterranno le loro promesse o perderanno la faccia e comprometteranno la loro carriera politica. Firma subito e condividi con tutti.

http://www.avaaz.org/it/petition/Ferma_la_distruzione_delle_Alpi_Apuane/?bdveegb&v=41619 

La cosa assurda è che è stato proprio il Presidente Rossi a denunciare la pressione della lobby del marmo dichiarando solo poche settimane fa: 

Prevenzione del randagismo e la tutela degli animali nei canili

Sono Cristiana Funari presidente dell'associazione Animalinsieme onlus di Roma.
Come le ho anticipato, in collaborazione con molti volontari di diversi gruppi e associazioni in Italia abbiamo  preparato una petizione indirizzata innanzitutto ai Comuni e quindi all'ANCI, riguardante la prevenzione del randagismo e la tutela degli animali all'interno dei canili. 
In meno di due giorni abbiamo già ottenuto 1600 firme. 
Ecco l'indirizzo:

http://www.avaaz.org/it/petition/ai_Comuni_ANCI_alle_Regioni_al_Ministero_della_Salute_al_Governo_Applicare_la_legge_sulla_prevenzione_del_randagismo_e_t/?kQcOdbb


Abbiamo pubblicato la petizione, una serie di proposte e suggerimenti e i principali riferimenti normativi a livello nazionale (che devono essere integrati con la normativa regionale) su questo sito:

STOP ALLA STRAGE DI DELFINI IN GIAPPONE

Al Console Generale del Giappone in Italia Kyoko Koga.

All’Ambasciatore Giapponese in Italia Masaharu Kohno.

Al primo ministro giapponese Shinzo Abe

Ogni anno in Giappone vengono cacciati e macellati 20.000 mammiferi tra delfini, focene e piccole balene. Il governo giapponese si rifiuta di firmare impegni e regolamenti internazionali per la tutela dei mammiferi marini e di riconoscere la necessità di proteggere questi animali a rischio estinzione.

La più nota tra queste mattanze di cetacei si verifica dal primo settembre fino a marzo nella baia di Taiji, resa famosa dal documentario premio Oscar “The Cove” che mostra la vera e propria strage avente luogo in questo tratto di mare sulla costa del Giappone. Gli animali vengono uccisi brutalmente, colpiti dai pescatori con pugnalate allo sfiatatoio che ne recidono la colonna vertebrale. Muoiono dissanguati e la loro carne viene destinata al consumo umano. Costringiamo il Giappone a farla finita!

L’associazione ambientalista Sea Shepherd denuncia che 5 diversi branchi di delfini, tra cui anche un rarissimo cucciolo albino, sono stati condotti in questi giorni nella baia degli orrori.

Ci rivolgiamo ai corpi diplomatici giapponesi presenti in Italia e al primo ministro Shinzo Abe affinché l'Impero del Sol Levante ponga fine a questa atroce mattanza siglando i regolamenti internazionali per la tutela dei mammiferi marini.

Firma anche tu la petizione prima che sia troppo tardi.

Prendiamo le difese di migliaia di creature innocenti che non possono difendersi da sole! Facciamoci sentire in modo che il Giappone sia costretto ad accettare i regolamenti internazionali!

5°COMANDAMENTO NON UCCIDERE PETIZIONE DI VITTIME DELLA CACCIA

FIRMA LA PETIZIONE QUI

5° Comandamento: NON UCCIDERE. Che posizione assume la Chiesa e Papa Francesco di fronte a queste... discutibili e grottesche iniziative? 

- Isola di Marettimo (TP): A fronte dell'esclusione della piccola isola trapanese dal Piano Faunistico Venatorio regionale, con conseguente divieto di caccia totale, ilparroco di Marettimo, don Pinella,  ha scritto << Lasciate cacciare gli isolani. QUI LA GENTE NON HA NIENTE DA FARE.... >>. Mancanza d'idee? Il birdwatching non fa vittime, ma produce meravigliose testimonianze della Natura e della Creazione. Coerenza a pezzi della Chiesa o stridente iniziativa di un parroco con poca ispirazione (divina)? Fonte: livesicilia.it

- LA MADONNA COL FUCILE, è del 2012 ma ancora sta lì...  è un'idea infelice dei cacciatori di Cavallino-Treporti (VE), nei pressi di un canale lagunare, col bene placido del sindaco e adirittura benedetta dal parroco di Treporti. Deriva culturale o blasfemia, s'impone una ferma presa di posizione della Chiesa, perchè mettere uno strumento di sofferenza e morte, un fucile, in mano alla Madonna, anche per i non credenti, crea non poco disorientamento.... Offensiva e inqualificabile l'approvazione degli enti locali. Fonte:  www.youtube.com

Stop vivisection: mancano ancora 20.000 firme

Stop vivisection: ancora 20.000 firme necessarie 

Abbiamo le ultime 24 ore per raccogliere le ultime 20.000 firme che ci servono per raggiungere l'obiettivo di 1.100.000 di cittadini a sostegno dell'iniziativa di STOP VIVISEZIONE dei cittadini europei, la più importante azione democratica contro la sperimentazione animale di sempre.

Iscriviti on-line e condividere il link: http://bit.ly/17ZDpFl

Condividere il nostro status su facebook: https://www.facebook.com/StopVivisection?fref=ts

APPELLO - Congeliamo il debito pubblico a Parma

Appello ai candidati a Sindaco, alla nuova Amministrazione, ai cittadini: Congeliamo il debito pubblico contratto a Parma dal sistema Comune-partecipate.

APPELLO

Il debito pubblico, che sembra aggirarsi attorno ai 600/ 700 milioni di Euro, non è purtroppo il nostro passato: esso riguarda il presente ed il futuro di ognuno di noi.

Per i prossimi tre anni il Piano di programmazione economica, approntato recentemente dal Commissario straordinario Ciclosi, punta a reperire risorse dai cittadini attraverso l'innalzamento delle tasse (aliquote IMU e IRPEF al massimo consentito), l'aumento delle tariffe dei servizi, delle rette, attraverso tagli e cancellazioni di politiche di sostegno dei ceti deboli.

Il debito complessivo del Comune di Parma, diviso per il numero degli abitanti, si traduce in un indebitamento pro capite, che oscilla tra i 2.200-3.000 euro.

Ad esso si deve aggiungere l'esborso di oneri di indennizzo per la mancata realizzazione di diverse opere:

Il debito contratto, peraltro, non è ancora precisamente quantificabile, poiché, come scrive la Corte dei Conti, il 31.1.2011, a seguito dell'esame della relazione di bilancio di previsione, è stata rilevata una lunga serie di irregolarità contabili, contrastanti col principio di una sana gestione finanziaria: la precedente Amministrazione ha derogato all'obbligo di rappresentare in modo veritiero e corretto la sua situazione patrimoniale e finanziaria.

Se il commissario Ciclosi aveva l'obbligo, per il suo ruolo tecnico, dettato da condizioni di straordinaria emergenza, di “mettere in sicurezza il bilancio comunale”, la nuova Amministrazione comunale è chiamata invece a compiere scelte politiche precise a sostegno dei cittadini.

un’ora nella vita di una donna che si ribella alla mafia

(oknotizie.virgilio.it) Nemmeno un’ora si potrebbe sopravvivere nel mondo di Maria Concetta Cacciola, testimone di giustizia calabrese. Aveva 31 anni. Anche lei non ce l’ha fatta a sopportare la pressione, il distacco dai figli, la paura di non essere compresa fino in fondo. Per la sua scelta di collaborare con la giustizia e ribellarsi alla famiglia mafiosa.

La notizia del suo suicidio, avvenuto ingerendo un litro di acido nel bagno della casa paterna il 20 agosto del 2011, aveva suscitato il mio interesse mesi fa. E ne avevo scritto, il 3 novembre, insinuando il dubbio che quel gesto, estremo, innaturale, fosse stato in realtà indotto. Soprattuto perché il suo non è stato un caso isolato. Altre donne, che hanno deciso di ribellarsi alle leggi delle famiglie ‘ndranghetiste, sono morte. Cancellate dallo stesso liquido letale. Simbolo, da sempre, di quella mafia vendicativa per antonomasia che ti ripulisce, agli occhi del mondo, dal peccato di aver tradito.

Oggi arriva la conferma che i suoi genitori e suo fratello sono stati arrestati perché responsabili ,attraverso reiterati atti di violenza fisica, (violenza e vessazioni psicologiche) di induzione al suicidio.

I colpevoli, sarebbero il padre, Michele Cacciola, cognato del boss Gregorio Bellocco, capo dell omonima cosca di ‘ndrangheta di Rosarno, tra le più potenti del litorale tirrenico. Sua mamma, Anna Rosalba Lazzaro e il fratello, Giuseppe.Trentanni.

Puricelli (Pdl): no a sperimentazioni su animali

(varesereport.it) È stato presentato oggi, in una conferenza stampa a Palazzo Lombardia alla quale hanno partecipato il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni e l’onorevole Michela Vittoria Brambilla, un progetto di legge che si propone di vietare sul territorio della Lombardia l’allevamento di cani, gatti e primati destinati alla sperimentazione. Primo firmatario del testo è il consigliere del Pdl Giorgio Puricelli.

“Ritengo opportuno che Regione Lombardia – sottolinea Puricelli –, da sempre capace di intercettare con tempestività le diverse sensibilità diffuse nel Paese, intervenga su questo tema. Il progetto di legge presentato oggi rappresenta un segnale chiaro: è quanto mai necessario un ulteriore sforzo per proteggere gli animali destinati alla sperimentazione”.

“Questa iniziativa – conclude il consigliere regionale Pdl –, particolarmente ponderata, potrà incoraggiare quanti sono impegnati nello sviluppo, nella validazione e nell’implementazione di metodi alternativi. Una buona scienza deve infatti saper riflettere su un utilizzo responsabile, rispettoso e numericamente pari al minimo indispensabile degli animali”.

7 febbraio 2012

Da Chiusi un appello per salvare il servizio pubblico ferroviario

di PMiccichè

Quello Ferroviario è il mezzo di Trasporto del futuro: toglie meno spazio alla natura rispetto alla costruzione di una strada, implica meno cemento, non è solcato da milioni di scatole di metallo su ruote che emettono gas di scarico – anzi è fortemente ecologico – permette alle persone di leggere e studiare durante il viaggio, così come di parlare e confrontarsi con altri viaggiatori oppure semplicemente riposare o meditare; permette tempi di spostamento relativamente certi rispetto a quelli di un viaggio in macchina e a tutti di poterlo fare ad un costo “sostenibile”; in questo senso è un servizio che attua un aspetto importante della democrazia: la libertà di movimento.

A Chiusi poi – già gloriosa Stazione – potrebbe rappresentare una grande occasione per il futuro di questo territorio come “centro servizi logistico e turistico” e perciò uno dei fattori di un possibile rilancio.

Complice una Sinistra miope, che ha abdicato ai suoi valori primari, questo “servizio pubblico” si sta sgretolando e con esso viene svenduto ai privati un patrimonio che appartiene a tutti gli italiani poiché la rete ferroviaria è stata costruita con i loro soldi lungo tutti i 150 anni dall’Unità ad oggi.

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