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La vita sta cambiando pelle

Parmademocratica

La carica di 20 giovanissimi (PD): “Primarie per dare voce a Parma”

In riferimento a quanto emerso dal dibattito pubblico dentro e fuori il Partito Democratico sul tema delle primarie a Parma, come iscritti ma soprattutto come giovani elettori di centrosinistra, ci sentiamo di intervenire per chiarire come le nostre idee siano sostanzialmente coerenti con quanto espresso dal segretario cittadino Lorenzo Lavagetto. In estrema sintesi: servono le primarie, servono belle primarie, servono primarie “giovani”, anche in risposta a quanto emerso dalle urne domenica scorsa. 

Uno dei temi forti di queste elezioni amministrative, oltre a quello sociale, è infatti sicuramente quello generazionale: come dimostrano le analisi sul voto, in molti contesti, e soprattutto nei ballottaggi, la maggioranza del consenso dei giovani va al Movimento 5 Stelle e non al Partito Democratico. Noi, che siamo giovani, e che impegniamo il nostro tempo libero nella bella Politica - quella con la “P” maiuscola che ancora nel PD si può fare - non possiamo rimanerne indifferenti. Questo deve rappresentare un campanello d’allarme anche per noi.

Incontro sindaci M5s, Pizzarotti: "Non sono stato invitato"

"Non parteciperò all'incontro perché come sindaco non sono stato neanche invitato". Così il sindaco di Parma Federico Pizzarotti risponde a Repubblica Parma a proposito dell'incontro con i nuovi sindaci del Movimento 5 stelle che, a quanto si apprende da alcune agenzie di stampa, si terrà giovedì 23 giugno alle 9.30 a Montecitorio, Roma.

Ci sarà anche qualche primo cittadino eletto nelle passate tornate elettorali, tra questi il sindaco di Pomezia Fabio Fucci, Antonio Cozzolino di Civitavecchia e, con ogni probabilità, il primo cittadino di Livorno Filippo Nogarin. Ma i sindaci di "vecchia data", appunto, non ci saranno tutti, come inizialmente si era pensato di fare con una mega reunion. Solo alcuni prenderanno parte all'incontro e, con ogni probabilità, la decisione di "sforbiciare" le presenze è stata assunta per evitare polemiche sulla probabile mancata convocazione del sindaco di Parma Federico Pizzarotti, sospeso dal Movimento e ancora in attesa di verdetto.

Il paradosso è che fu proprio Pizzarotti il primo a chiedere, da tempo e in più riprese (l'ultima dopo la morte di Casaleggio), un incontro nazionale che coinvolgesse tutti gli amministratori 5 stelle, ottenendo sempre risposte negative da parte dei vertici del Movimento.

Lorenzo Lavagetto (PD) sulle Primarie a Parma

Mi interessa moltissimo l’esito delle elezioni amministrative, perché dimostra quanto sia all’ordine del giorno la strada di radicale e drastica innovazione che, come ha scritto qualche giornale, ho proposto, con la segreteria cittadina, alla Direzione provinciale del Pd di Parma.

Il primo risultato è che si è aperta una sana riflessione che sta facendo discutere, ma che deve proseguire speditamente. Molti sono favorevoli, alcuni sono contrari ma ci tengo a precisarlo: non ho visto spaccature, liti o contrapposizioni, ma una discussione pacata e serena come di norma in un partito.

La mia opinione però è che dopo 20 anni di sconfitte, a Parma non dobbiamo arrivare a presentare la nostra candidatura due o tre mesi prima del voto. Del resto, in tutto il Paese gli elettori hanno premiato non generiche spinte antisistema – o almeno non solo quelle – ma hanno dato voce alla necessità di trovare risposte nuove.

Diciamocelo: il Pd si è dimenticato delle periferie – la vera parola chiave di queste amministrative, che sarà uno dei grandi temi di Parma 2017 – che vuol dire soprattutto le famiglie piegate dai conti che non tornano a fine mese.

Il Pd ha dimenticato di dire che le persone hanno bisogno di servizi gestiti a beneficio della collettività, non con la logica delle partecipate – multi utility.

Il Pd ha dimenticato di dire che gli asili nido chiudono perché costano troppo e troppe famiglie non se li possono più permettere.

Il Pd non ha studiato, in sintesi, il cosiddetto #casoparma. Leggo analisi sulla sconfitta di Torino del tutto simili a quanto accaduto da noi quattro anni fa.

Insomma, è suonata la sveglia nel Paese per il centrosinistra e stavolta, con tantissime altre persone fuori e dentro il Pd, vogliamo essere tra coloro che faranno suonare la sveglia a Parma.

Maria Teresa Guarnieri nuovo Direttore Generale di ASP Reggio Emilia

Maria Teresa Guarnieri nuovo direttore generale di ASP Reggio Emilia dal 22/06/2016.
Questa mattina (21/06/2016) ha dato le dimissioni da consigliere comunale. Al suo posto in Consiglio subentrerà Paolo Pizzigoni, primo dei non eletti di Altra Politica. (21/06/2016)

Luigi Boschi

DELIBERA DI NOMINA PDF

Il sindaco pluri indagato di Parma non ritiene di dover dare spiegazione alcuna al Consiglio comunale. Ma confidare nella Magistratura è la resa della politica

Il sindaco pluri indagato non ritiene di dover dare spiegazione alcuna al Consiglio comunale. Questa la sintesi della lunga discussione nata dalla presentazione da parte delle minoranze della mozione con cui si chiedeva innanzitutto di chiarire le ragioni stringenti che hanno a suo tempo portato ad annullare il bando di selezione del direttore del Teatro Regio e i motivi per cui non ha informato la città delle indagini che lo riguardano.

Pizzarotti ha ribadito, anzi ha teorizzato, che non deve alcuna spiegazione al Consiglio Comunale sulla vicenda. Non si trovano le parole per commentare un tale analfabetismo democratico che offende e svilisce non solo il parlamento cittadino ma i parmigiani tutti. È evidente come questa amministrazione, insediatasi quattro anni fa per cambiare la politica e la città, sia ormai ridotta a difendere in modo pervicace la propria stessa esistenza e le piccole posizioni di potere che si trova a gestire.

Non indugeremo oltre su questa vicenda convinti che sarà il lavoro della Magistratura a dirci, speriamo in tempi brevi, quello che il Sindaco si è ostinato a nascondere alla città.

Ma, qualunque sia l'esito del percorso giudiziario, il sindaco durante il consiglio si è già auto-condannato alla mancanza di trasparenza della peggiore politica.

I gruppi consiliari di

Altra Politica, Civiltà Parmigiana, Forza Italia, Parma Unita, Partito Democratico, Possibile, Udc

Roberto Ghiretti (PU) sul taglio delle corse Tep nella frazione di Gaione (PR)

Gaione proprio è una frazione che evidentemente non riesce ad attirare l'attenzione dell'assessore Folli, visto che è dall'inizio del mandato che si susseguono le proteste senza che nulla cambi. Per riassumere si sono chiesti interventi per il parco, si sono segnalate le criticità della viabilità, si è chiesto il prolungamento della ciclabile in modo da collegare interamente la frazione alla città senza che nulla cambiasse sostanzialmente. Ora si aggiunge il tema del numero di corse programmate dalla Tep nel periodo estivo: solo quattro a fronte delle 13 previste in periodo scolastico.

A colpirmi però sono state le parole di replica dell'assessore, il quale sostanzialmente promette novità per l'anno prossimo grazie ai risparmi che si potranno fare con la gara per il trasporto pubblico, lasciando intendere così che il problema è sostanzialmente economico. Ebbene se questo è il problema mi si lasci dire ancora una volta che aver spartito tre milioni di euro di dividendi tra Comune e Provincia è stata un'operazione più che spregiudicata, visto che Tep dovrebbe svolgere un servizio pubblico e non garantire ai soci entrate milionarie da spendere non si sa come!

Non mi stancherò mai di ripetere che questo dei dividendi è stato il segno più tangibile di una politica fallimentare che penalizza i servizi per alimentare progetti che evidentemente per questa amministrazione sono più appetibili e promettono ritorni d'immagine più appaganti. Un esempio tanto più paradigmatico se si considera che sulle nomine in Tep a suo tempo si è giocata una partita con la collaborazione fattiva del Pd; una collaborazione che, visti i risultati, evidentemente non ha portato nulla di buono per gli utenti.

Roberto Ghiretti
Parma Unita

Roberto Ghiretti (PU) sui flop delle iniziative culturali della Giunta Pizzarotti

Dalla sospensione dell'Associazione IKO Italia Konzert Opera a Mater

L'anno scorso di questi tempi infuriavano già le polemiche per l'organizzazione di una rassegna di concerti in piazza Duomo. Poi venne il disastro della cancellazione delle prime date a seguito di un sopralluogo della commissione che rilevò una serie di inosservanze da parte degli organizzatori e oggi l'ultimo atto di questa vicenda dai contorni assurdi: la cancellazione dell'Associazione IKO Italia Konzert Opera da futuri benefici per i prossimi 5 anni, ai sensi del Regolamento in materia di contributi, vantaggi economici e patrocini del Comune di Parma.

A sancirlo una determina dirigenziale che spiega che la suddetta associazione non ha mai presentato la rendicontazione della manifestazione, atto obbligatorio da presentare entro 120 giorni dalla conclusione dell’evento.

Cala così il sipario su quella che è stata una vera e propria odissea amministrativa, non priva però di avvisaglie che avrebbero potuto mettere sull'attenti l'assessore e i suoi dirigenti, non a caso su questo tema avevo presentato due interrogazioni.

Che qualcosa non fosse proprio chiaro lo avevo intuito leggendo la determina con le quale si concedevano patrocinio e benefici economici allorquando si descriveva IKO Italia Konzert Opera come un’associazione con finalità culturali ed artistiche, senza scopo di lucro.

Come e in che senso un'organizzatore che si presenta leader in Europa nella promozione di grandi eventi e che organizza una rassegna interamente a biglietto d'ingresso possa definirsi “non a scopo di lucro” è per me ancora oggi un mistero.

Alluvione, sindaco Pizzarotti indagato. Le reazioni

Il sindaco di Parma Federico Pizzarotti di nuovo indagato. Per il primo cittadino la Procura di Parma ipotizza l'ipotesi di reato di "disastro colposo", nell'inchiesta aperta sull'alluvione dell'ottobre 2014. Le reazioni.

Paolo Buzzi, Forza Italia Parma - Francesca Gambarini, Forza Italia Fidenza - "Nel 2014 la piena del Baganza causo milioni di euro di danni a Parma. Nei giorni successivi scoppiò la polemica sulla corretta gestione del sistema d’allerta – anche noi chiedemmo i chiarimenti del caso - e la Procura aprì un’indagine. Oggi veniamo a sapere dalla stampa che il sindaco Pizzarotti, il comandante della Polizia municipale Noè e alcuni tecnici sarebbero indagati per disastro colposo proprio in riferimento all’alluvione.

Roberto Ghiretti (PU) sulle indagini per disastro colposo in cui è coinvolto il Sindaco di Parma Federico Pizzarotti

Dispiace dirlo ma alla fine i nodi vengono come sempre al pettine. Le indagini sull'operato del Sindaco in occasione dell'alluvione che ha colpito la nostra città nell'ottobre del 2014 sono una naturale conseguenza di tutte quelle perplessità che avevo sollevato anche in Consiglio comunale nei giorni immediatamente successivi all'evento.

Troppe le incongruenze, troppi i segnali che indicavano un totale scollamento del Sindaco rispetto a quanto stava avvenendo, con un post su Facebook che proprio mentre il Baganza esondava, alle 18.39, spiegava che “Alle ore 18, la situazione sta migliorando” e “Preoccupa soprattutto il Baganza”.

E anche sul fronte della prevenzione suonavano pesanti le raccomandazioni scritte dal commissario Ciclosi nella sua relazione finale in merito alla cassa di espansione sul Baganza, raccomandazioni alle quali questa amministrazione non ha mai dato seguito, almeno fino all'alluvione.

Ma quello che mi ha colpito maggiormente di questa vicenda è stato l'atteggiamento tenuto dal Sindaco nel corso del Consiglio comunale in cui si parlava della vicenda: non un'ammissione di difficoltà, non una valutazione quanto meno dubitativa. Per me e per chi come me chiedeva spiegazioni ci sono state solo parole di scherno e l'accusa incredibile di essere uno sciacallo, accusa poi ripresa anche da qualche fan nei media, specialista nello stare sempre dalla parte del più forte.

Per non parlare poi del modo incredibile con il quale questa amministrazione si è appropriata del prezioso lavoro dei volontari nei giorni immediatamente successivi alla tragedia. Una narrazione pretestuosa secondo la quale fare domande al Sindaco equivaleva ad attaccare gli “angeli del fango”. Salvo poi, ovviamente, lasciare completamente soli i cittadini colpiti direttamente dall'alluvione, i quali ancora oggi lamentano una generale amnesia da parte dell'istituzione Comune.

Roberto Ghiretti (PU) sull'introduzione delle "Mini ecostation"del Comune di Parma

Di fronte alla decisione da parte dell'assessore Folli di reintrodurre i cassonetti differenziati in Centro ed Oltretorrente si rimane davvero senza parole non certo per la scelta in sé ma per le modalità con cui è maturata.

A marzo di quest'anno, dopo lungo e tormentato iter, siamo riusciti a discutere in Consiglio comunale  la proposta di 6.500 cittadini che chiedevano di valutare la possibilità di integrare la raccolta porta a porta con cassonetti differenziati intelligenti. In quell'occasione la maggioranza era stata granitica: i cassonetti sono il male assoluto, non funzionano, sono un passo indietro.

A poco sono serviti i ragionamenti, gli esempi, le valutazioni; la volontà dell'amministrazione comunale era di ignorare una richiesta di buon senso fatta da un così alto numero di cittadini. Poi improvvisamente, come un fulmine a ciel sereno, arriva ieri la decisione di introdurre le “Mini ecostation”.

Non si tratta certo di quello che chiedevamo noi, se non altro per il fatto che non sappiamo quante ne verranno installate, dove e soprattutto considerato che questa iniziativa va a sovrapporsi ad altre come le Ecostation e gli Ecowagon rendendo tutto molto complicato, costoso e farraginoso.

Per altro vale la pena di sottolineare che questi ultimi, stando ai dati finalmente rilasciati dall'amministrazione, sono stati un fallimento: 22 vuotature al giorno di media nei primi sei mesi vuol dire una vuotatura all'ora con due mezzi che girano.

Però la decisione di ieri è un passo avanti ed è un passo che va oggettivamente nella direzione che chiedevamo noi. Semmai sono le modalità, a dir poco stravaganti, con cui si è arrivati a questo risultato che raccontano splendidamente l'incapacità di confrontarsi con i cittadini di questa amministrazione.

Slot, anche Pagliari ha votato l'emendamento scandalo

PARMA – Anche il senatore Giorgio Pagliari ha votato il contestato emendamento sulle slot machines, che ha deciso di ridurre i fondi ai Comuni che ostacolano il dilagare delle macchinette nei loro territori. Il politico di Parma fa parte dei 140 senatori del Pd che hanno votato l’emendamento al decreto “ Salva Roma” del Nuovo Centro Destra, facendo insorgere anche Matteo Renzi, segretario del Partito. Il Movimento 5 Stelle ha annunciato battaglia e ostruzionismo, ma anche Renzi ha detto che bisognerà porre rimediato a questo errore (da lui definito una porcata).
L’emendamento votato riduce i trasferimenti a favore delle regioni e degli enti locali che approvano norme in materia di gioco che limitano le entrate fiscali. Un emendamento che in molti hanno visto come propiziato dalle lobby del gioco d’azzardo. 20 Dic 2013

Fonte Link parmaonline.info

Lettera di Federico Pizzarotti alla Gazzetta di Parma: La rivincita di Parma è già cominciata

LETTERA DI FEDERICO PIZZAROTTI ALLA GAZZETTA DI PARMA

Caro direttore, 
utilizzo raramente lo strumento della lettera aperta alla città, preferisco concentrarmi sul lavoro che, come immaginerai, occupa la giornata del sindaco quasi 16 ore al giorno. Oggi faccio uno strappo alla regola perché ci tengo a rispondere all’editoriale pubblicato ieri sulla Gazzetta di Parma. Difficile essere d’accordo quando si definisce Parma una città immobile da ormai cinque anni. Spiego perché. Anzitutto quest’anno la città è diventata la quinta smart city d’Italia, superando addirittura Trento nel ranking finale, attestandosi come prima città italiana per medie dimensioni. Fuori dagli inglesismi, significa che è salita nella classifica del Paese per la qualità dei servizi, per la mobilità, l’innovazione, la raccolta differenziata, l’attrattività, il turismo e i progetti per il futuro. Ecco: basterebbe soltanto questo per dire che Parma non si è mai arresa al pessimismo, né ai profeti di sventura, non è rimasta immobile - altrimenti sarebbe precipitata in classifica -, ma si è data da fare più di altre rinomate città. Se questo è l’attuale punto di arrivo, ricordiamoci comunque quello di partenza. Durante uno dei primi Consigli Comunali l’opposizione chiese di attivare la procedura di pre-dissesto economico. Bene, immaginatevi Parma come Alessandria (in dissesto), oppure come la piccola Coriano, oggi paralizzata dai debiti, senza soldi per le buche e per i vigili.

Parma Unita sulla climatizzazione degli autobus TEP

Con l'avvicinarsi del caldo si riproporrà anche quest'anno il problema della climatizzazione all'interno di alcuni autobus della Tep. Stupisce il fatto che il Comune quando ha proposto le proprie misure anti-caldo forse si sia dimenticato del problema che puntualmente si presenta all'interno di alcuni veicoli ormai obsoleti e che pure continuano a svolgere regolare servizio lungo le linee cittadine. Le alte temperature insieme all'afa estiva sono un problema particolarmente insopportabile non solo per le fasce più deboli e cioè anziani, bambini, donne in cinta , ma anche per gli stessi autisti che devono svolgere il proprio lavoro per parecchie ore in condizioni spesso proibitive.

Se la Tep è stata così solerte nel far rispettare le regole per quanto riguarda i titoli di viaggio, spendendo migliaia di euro con l'assunzione di personale esterno all'azienda, ha l'obbligo, altresì, di fornire un servizio puntuale e decoroso agli utenti che pagano regolarmente il biglietto o l'abbonamento. Se i mezzi sono vecchi che i fondi vengano utilizzati per sostituirli piuttosto che per garantire dividendi milionari ai propri soci, anche e soprattutto in considerazione del fatto che il Sindaco è autorità sanitaria locale per cui dovrebbe essere il primo ad avere a cuore e a controllare le condizioni di trasporto all'interno delle linee urbane. 

Parma Unita

 

Lettera a Pizzarotti di Cartacanta onlus: perché te ne devi andare

Caro Sindaco e Capitano di una manciata di bugiardi,

innanzitutto vogliamo dirti che hai dimenticato di essere stato eletto grazie ad una legge elettorale truffa detta "modello Sindaco d'Italia" (e che fior di Sindaci ha prodotto a contare le centinaia di indagati, imputati e arrestati!), un raggiro di legge proporzionale a salvaguardia del bipolarismo camuffato sotto una miriade di liste civetta e basato sul doppio turno con robusto premio di maggioranza che ha contribuito ad allontanare gli elettori dal voto garantendo però al contempo l'elezione di un Sindaco "forte". Onestà politica avrebbe voluto che tu tenessi conto che il numero elevato di consiglieri "eletti" della tua lista era drogato da quel premio di maggioranza e invece sei stato tanto arrogante da pensare che i parmigiani con i loro voti al ballottaggio, zeppo anche di migliaia di voti sicuramente spuri, avessero voluto esprimere un plebiscito alla tua faccia ignota e quindi darti carta bianca per amministrare la città.

Frasi come "I cittadini di Parma hanno votato me e non Beppe Grillo", sulla quale subito Grillo ha precisato un po' stizzito che "A Parma non ha vinto Pizzarotti, ma i cittadini",  e quella "Per favore non chiamateci grillini" pronunciate da te e dai tuoi consiglieri appena dopo il voto erano già molto significative della tua arroganza e del tuo molto personale senso di appartenenza al Movimento di Beppe Grillo che infatti ti ha portato a dimenticare il basilare principio della trasparenza adottato dal Movimento e proprio con quel "non statuto" dietro al quale però oggi tu e quel che resta della tua mini truppa iniziale cercate rifugio.

Caso Regio, Pd: "Serve un nuovo Cda"

Pizzarotti si è rifiutato di confrontarsi in Consiglio comunale sulla vicenda degli avvisi di garanzia per la nomina del direttore del Teatro Regio pensando di fare un dispetto ai consiglieri di minoranza: in realtà ha dato uno schiaffo alla città, dimostrandosi sempre più isolato e inadeguato a rivestire il ruolo di primo cittadino.

Ciò non toglie che vi sia una questione Regio da affrontare. Gli avvisi di garanzia al Consiglio di Amministrazione e il conflitto politico tutto interno al movimento 5 stelle che ha tenuto la ribalta per giorni sui media nazionali hanno certamente nuociuto all’immagine della principale istituzione culturale della città.

Ma hanno anche evidenziato una oggettiva anomalia e debolezza della struttura di governance e di controllo della Fondazione Teatro Regio che ha di fatto reso possibile il pasticcio amministrativo sul quale sta indagando la magistratura.

La Fondazione che amministra il Teatro è stata costituita nel 2002 per aggregare più soci, sia pubblici e privati, oltre che per rincorrere l’ambizione fuori scala, tipica di quella stagione amministrativa, di diventare ente lirico, con tutti i problemi di indebitamento e dissesto finanziario che ne sono conseguiti.

Da quando Pizzarotti si è insediato alla presidenza, il Comune di Parma si è trovato ad essere l’unico socio della Fondazione a causa della progressiva fuoriuscita, tra il 2010 e il 2012, degli altri soci pubblici e privati originariamente presenti.

Consiglio comunale di Parma, minoranza aspetta Pizzarotti al varco sul Regio. Lui non parla e scoppia la polemica. La Minoranza esce dall'Aula

Una seduta lampo: due ore scarse di lavori e tutti a casa. Polemica era attesa e polemica è stata in Consiglio comunale dove piomba il caso di cui parlano i media da giorni. Indispensabile - secondo i gruppi di opposizione - che la vicenda Regio venga affrontata anche in aula. Almeno questo era il desiderio della minoranza che - di fronte al diniego del sindaco Federico Pizzarotti - ha lasciato l'aula lanciando parole di fuoco all'indirizzo del primo cittadino.

Tutto è iniziato dalla decisione di rinviare la mozione sulla revoca del cda della Fondazione teatro Regio (non calendarizzata per l'opposizione dellla maggioranza a 5 stelle). A questo punto la minoranza chiede al primo cittadino di intervenire di sua iniziativa per chiarire quello che è accaduto per le nomine al Regio. Iter da cui è sfociata una indagine per abuso d'ufficio a suo carico e che gli è valsa la sospensione dal Movimento 5 stelle.

"La maggioranza propone di farsi una domanda e darsi una risposta per chiudere la questione", insorge il consigliere Mauro Nuzzo, esponenente del gruppo 5 stelle di minoranza. Sulla stessa linea Giuseppe Bizzi, civatiano, che invita il sindaco a rilasciare "spontaneamente" dichiarazioni "in un luogo che non è un tribunale ma di confronto e trasparenza sui temi della città".

Caterina Bonetti, segreteria PD cittadino sui gravi atti d'intimidazione avvenuti a San Leonardo e in Borgo Onorato a Parma

Quartieri diversi, ma simile dinamica: due gravi atti d’intimidazione hanno avuto luogo a San Leonardo e a Parma centro in questi giorni. Una molotov lanciata contro un gruppo di stranieri da un’auto in corsa in via Venezia e una bomba carta nella cassetta della posta del centro di accoglienza profughi di borgo Onorato. Nessun ferito, ma è stata solo fortuna, perché chiunque, trovandosi a passare in quelle zone, avrebbe potuto restare coinvolto in un atto di violenza che nulla ha a che fare con la nostra città. Le indagini in corso chiariranno le responsabilità, ma la preoccupazione per un clima di tensione sempre meno latente è molta. Come PD cittadino esprimiamo solidarietà ai lavoratori della cooperativa “Svoltare” che gestisce il centro di borgo Onorato e ai suoi ospiti, ai volontari e a tutti coloro che con spirito di accoglienza e senso di responsabilità lavorano ogni giorno per l’integrazione.

Parma, città aperta e rispettosa, non merita di essere teatro atti violenti che, dalla periferia al centro, generano nei residenti un senso d’insicurezza che va oltre la semplice percezione del degrado.

Parma non deve vivere in un clima di paura e diffidenza, i cittadini hanno il diritto di vivere, anche di notte, serenamente nei loro quartieri. La condanna netta e unanime di questi gesti è l’unica risposta possibile di fronte a chi evidentemente preferirebbe vedere bombe esplodere in città, piuttosto che cercare di rendere Parma una città vivibile e accogliente per tutti.

per il PD cittadino, Caterina Bonetti
Presidente assemblea Comunale PD Parma

Roberto Ghiretti (PU) in merito al consiglio comunale di Parma in programma martedì 24 maggio 2016

Impedire alle opposizioni in Consiglio comunale di presentare le proprie mozioni e di discutere la vicenda delle nomine al Teatro Regio rappresenta un capolavoro di democrazia che certo farà impallidire le peggiori dittature.

Questa amministrazione che doveva essere vicina ai cittadini e trasparente; questo Sindaco che doveva aprire i cassetti e trasformare il Municipio in un “palazzo di vetro” non sanno fare altro che tentare di mettere il bavaglio all'opposizione, annullare commissioni per non doversi confrontare e occupare i luoghi delle istituzioni per mettere in scena il proprio psicodramma tutto interno a un movimento che a questo punto con Parma nulla ha a che fare.

Queste sono cose che in prima persona denuncio da tempo ma certo, immaginare che un Sindaco eletto con un favore popolare senza precedenti potesse chiudere in questo modo il proprio mandato va oltre qualunque aspettativa.

Un punto mi preme bene chiarire: rispetto a questo atteggiamento non possiamo fare finta di nulla. Per quanto mi riguarda il Consiglio comunale di domani non vedrà il mio contributo se non si potrà discutere liberamente di ciò che in questo momento sta veramente a cuore dei parmigiani.

Roberto Ghiretti
Parma Unita

Parma Unita sul gravissimo episodio della Molotov lanciata nella nottata in via Venezia

Il gravissimo episodio avvenuto questa notte in via Venezia, il lancio di una bottiglia molotov contro un gruppo di spacciatori, rappresenta il punto di non ritorno di tutte le chiacchiere fatte in questi mesi circa la necessità o meno di un maggiore controllo delle strade.

Da tempo sosteniamo che siamo ben oltre il concetto di una generica “emergenza sicurezza”, essendo quello che ci si pone di fronte un vero e proprio problema di ordine pubblico che come tale deve essere affrontato.

Il rischio, oggi sotto gli occhi di tutti, è che le nostre strade diventino un far west nel quale gang, cittadini esasperati e squilibrati di ogni genere arrivino a confrontarsi mettendo in atto gesti di violenza sempre più gratuita.

Lo diciamo ancora una volta e in modo chiaro: Parma ha bisogno di vedere la forze di Polizia in strada! Che pattuglino, che facciano controlli straordinari, che presidino i punti caldi è giunto il momento che siano lì, in forze e dove c'è davvero bisogno.

Sindaco, Questore e Prefetto devono operare insieme, coinvolgendo anche i nostri parlamentari affinché ciò sia possibile. Se questo passi dall'ottenere più forze in organico o mettendo in strada più uomini oggi adibiti a compiti d'ufficio non sta a noi deciderlo, quello che deve essere chiaro a tutti è che questo è il momento di conseguire il risultato. Diversamente il rischio è che nei prossimi mesi si assista ad una escalation le cui conseguenze saranno a spese della nostra comunità.

Parma Unita

Parma, minoranza contro l'Amministrazione 5S: perché il Sindaco evita il confronto in Consiglio Comunale sul caso Regio?

I gruppi di minoranza attaccano la maggioranza, colpevole di evitare un confronto e un voto aperto in Consiglio comunale. Stoppata la mozione per discutere sul caso Regio, viene chiesto a Federico Pizzarotti di intervenire direttamente sul caso delle nomine alla guida del teatro cittadino.

Nicola Dall'Olio, capogruppo Pd: "Avremmo voluto dibattere in Consiglio comunale la vicenda del Regio. Gli avvisi di garanzia non ci interessano, come non ci interessano  le vicende interne al M5s. Abbiamo presentato giovedì una mozione per dare la possibilità a tutti i gruppi consiliari di intervenire e di votare; un passaggio che poteva anche essere una verifica della tenuta della maggioranza. Tuttavia, sono arrivate delle giustificazioni pretestuose sui tempi di presentazione del documento da parte di Marco Bosi e Marco Vagnozzi. Quindi la mozione non sarà all'ordine del giorno della seduta di martedì prossimo. Hanno forza paura o dubbi sulla tenuta della maggioranza?".

Maria Teresa Guarnieri (Ap): "Sarebbe stata una occasione per porre all'attenzione del Consiglio un tema di cui ha parlato tutta Italia e invece il sindaco Federico Pizzarotti non intende dare risposte sul meccanismo che ha portato alle nomine del Regio, iter su cui sta indagando la magistratura. Un atteggiamento opaco, il sindaco deve parlare subito non quando ne avrà voglia. Serve chiarezza. La mozione è stata accantonata? Allora Pizzarotti dica comunque alla città le motivazioni che lo hanno spinto ad agire in quel modo sulle nomine dirette effettuate al teatro".

Vagnozzi-Morini: baciati dalle stelle

Marco VagnozziMichela Morini

La stella di Vagnozzi nel Comune di Parma non brilla di trasparenza quando si tratta di privilegi

Vi è una nutrita lista di Posizioni Organizzative o "vice dirigenti" nel Comune di Parma, aumentata, con i grillini (o ex grillini), di circa il 20% rispetto a quella lasciata dal Commissario Mario Ciclosi nel 2012 (da 50 a 60. Vedi elenco completo aggiornato al 2016). Le Posizioni Organizzative o Vice dirigenti del Comune, godono di una indennità speciale rispetto agli impiegati (D1,D2, D3), circa 10-15.000 euro annue lorde in più, proprio per la funzione organizzativa svolta.
Tra queste figure “PO” risulterebbe, ora, anche la compagna di Marco Vagnozzi, la dottoressa  Michela Morini (laurea in CTF –chimica tecnologie farmaceutiche), da cui, Vagnozzi, ha avuto recentemente un figlio.

Pizzarotti, il 63% degli elettori M5s vorrebbe dimissioni. Lui attacca faziosi e complottisti

Da un sondaggio Ixè risulta che l'elettorato non ha gradito l'avviso di garanzia al sindaco di Parma, che ribadisce: l'iter del Movimento nei miei confronti non è stato corretto

di BENEDETTA PINTU

Il 63% degli elettori M5s vorrebbe le dimissioni di Federico Pizzarotti e Filippo Nogarin, i sindaci pentastellati di Parma e Livorno al centro di inchieste giudiziarie. La stessa percentuale, tuttavia, ha dichiarato che continuerà a votare M5s nonostante tutto. Il 30% degli elettori M5s, invece, ammette di essere indeciso. A dirlo è il sondaggio Ixè per Agorà (Rai3), alla vigilia della decisione del Movimento sull'espulsione di Pizzarotti, sospeso dopo aver ricevuto un avviso di garanzia per le nomine dei vertici del Teatro Regio di Parma.

Le incognite giudiziarie che pendono sul Comune di Parma

In corso un'inchiesta per disastro colposo per la calamità di ottobre 2014, accertamenti sull'attività di Parma Gestione Entrate, un esposto sull'assegnazione dello stabile ex Stimmatini. Sindaco e assessori possono chiedere il certificato dei carichi pendenti

Non solo Teatro Regio. La notizia di un avviso di garanzia per abuso d'ufficio ricevuto lo scorso 18 febbraio da Federico Pizzarotti ha scatenato una bufera non ancora sopita: il primo sindaco 5 Stelle di una città capoluogo è a un passo dall'espulsione dal Movimento, sconfessato dal direttorio e dallo stesso Beppe Grillo dopo la sospensione comunicata via blog e twitter. 

Ora la domanda è d'obbligo: ci sono altri procedimenti penali in capo al primo cittadino o agli assessori? Indagato non significa condannato,  né colpevole. Verissimo, ma l'aver taciuto dell'avviso di garanzia alla città e al Movimento è stata giudicata una mancanza di trasparenza contraria ai valori dei 5 Stelle.

Polo sociale Lubiana, Pd: "No al trasferimento in piazzale della Pace"

I democratici bollano come "senza senso" la decisione di traslocare i servizi nella sede della Provincia. "Si resti in via Leonardo da Vinci e si acceleri per la realizzazione della nuova struttura in via XXIV Maggio"

La decisione del Comune di trasferire il Polo sociale di via Leonardo da Vinci in piazzale della Pace, sfruttando gli spazi al pianterreno nella sede della Provincia continua a far discutere e suscitare polemiche. Un deciso stop al trasloco dei servizi - che coprono i quartieri Lubiana, San Lazzaro e Cittadella (circa 60mila residenti) - arriva dal Partito democratico, che ha organizzato una conferenza stampa proprio davanti alla struttura, che si occupa sia di minori che di tutti quei casi sociali in situazioni di disagio e che hanno bisogno di assistenza. Restano invece al loro posto, come comunicato da Asl nei giorni scorsi, i servizi sanitari, sempre in via Leonardo da Vinci.

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