DEAN: STATO DI EMERGENZA IN GIAMAICA

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(ansa.it) ROMA – Lasciando una scia di morte sui Caraibi, l’uragano Dean ha fatto rotta sulla Giamaica, dove è stato dichiarato lo stato di emergenza di trenta giorni mentre soldati e polizia hanno pattugliato le strade della capitale Kingston. I poteri delle forze di sicurezza sono stati rafforzati per impedire saccheggi.

Dean portà con sé venti da 230 chilometri all’ora ed è ancora catalogato come uragano di categoria 4 (la penultima nella scala Saffir-Simpson), ma potrebbe diventare di categoria cinque nel corso sua della allarmante corsa verso la penisola dello Yucatan in Messico dove potrebbe arrivare domani, ha indicato il National Hurricane Center americano.

Il micidiale uragano Katrina, che alla fine di agosto 2005 devastò la Louisiana e New Orleans, era di categoria 5 e il presidente americano George W. Bush, che due anni fa fu accusato di negligenze nei soccorsi, ha dichiarato stavolta lo stato di emergenza preventivo. Sabotata da Dean è stata anche la Nasa, costretta ad anticipare il rientro dello Shuttle Endeavour nel timore che il ciclone costringa a evacuare mercoledì il centro di controllo di Houston in Texas.

Il traghetto spaziale tornerà a terra martedì e oggi, con un giorno di anticipo sulla tabella di marcia, gli astronauti si sono staccati dalla Stazione Spaziale Internazionale per prepararsi al rientro. In Giamaica, dove sono in azione pattuglie militari per impedire i saccheggi, solo pochi residenti e turisti sono confluiti nei rifugi. Haiti è stata ieri risparmiata dalla forza della tempesta il cui occhio è rimasto ben al di sotto di Hispaniola, l’isola che include anche la Repubblica Dominicana.

 Il governo messicano ha diffuso un allerta da Chetunal a San Felipe nella penisola dello Yucatan. Per buona misura i lavoratori delle piattaforme petrolifere del golfo del Messico sono stati evacuati a Galveston in Texas e sempre per motivi precauzionali in Giamaica è stata ridotta l’erogazione di elettricità. L’ultimo volo ha lasciato l’isola sabato sera. Migliaia di turisti sono partiti, ma un numero altrettanto elevato è rimasto, tra cui alcuni curiosi che non hanno mai visto un uragano, ha detto Nicole Madden Greig, portavoce della Jamaica Hotel Association.

A Dean sono stati attribuiti finora cinque morti nel corso del passaggio nelle Piccole Antille. A St. Lucia un uomo è annegato in un fiume mentre cercava di salvare una mucca. I giornali della Repubblica Dominicana hanno riferito di una donna e di suo figlio travolti da una frana. Altre due persone sarebbero morte in Martinica. Negli Usa cui si prepara a New Orleans dove le cicatrici di Katrina sono ancora fresche, e anche alcune aree del Texas hanno cominciato ad attrezzarsi al peggio: ai residenti di Brownsville, al confine con il Messico, è stato chiesto di lasciare volontariamente le case. Alcune zone dello stato stanno ancora facendo i conti con il passaggio della tempesta tropicale Erin la scorsa settimana. E sempre a Erin sono state attribuite le inondazioni di oggi in Oklahoma che hanno allagato case e strade: a Kingfisher un drammatico salvataggio dalle acque in elicottero è stato mostrato in diretta dalla Cnn.

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