DESERTIFICAZIONE

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(La Stampa.it) Quasi un milione di profughi l’anno, un miliardo di persone minacciate in oltre cento Paesi, il 30% dell’Italia in pericolo con 5 Regioni già colpite: Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna. Sono questi i numeri dell’emergenza desertificazione nel nostro Paese e nel mondo, fenomeno al quale oggi  è dedicata la giornata mondiale. Ogni anno il 17 giugno le Nazioni Unite tornano a puntare i riflettori sulla necessità di frenare la desertificazione e rafforzare la visibilità della questione nell’agenda internazionale. In Italia il ministero dell’Ambiente ha lanciato la campagna di «100 iniziative contro la siccità e la desertificazione» rivolta a enti, istituzioni, associazioni, per tutto il mese di giugno. 

Tema dell’edizione 2007 è «Desertificazione e cambiamenti climatici – una sfida globale», due emergenze ambientali strettamente legate e da affrontare con la stessa chiave, quella dello sviluppo sostenibile. Basti pensare al numero di persone che ogni anno migrano forzatamente dalla propria terra a causa dell’aumento della desertificazione. Nel mondo sono quasi un milione, ma secondo le Nazioni Unite con gli effetti dei mutamenti del clima la cifrà è destinata a salire. Tanto che, secondo stime citate di recente da Hama Arba Diallo, segretario dell’Unccd, la Convenzione Onu sulla desertificazione, da qui al 2020 un numero pari a 60 milioni di persone potrebbe spostarsi dalle zone desertificate dell’Africa Sub-sahariana verso il Nord Africa e l’Europa. Sotto minaccia deserto un quarto della superficie terrestre, mentre già i cambiamenti climatici e le attività umane sono tra le cause dell’inaridimento di circa il 47% delle terre emerse, caratterizzate da carenza di piogge e da alte temperature. La regione più interessata è l’Africa, con il 73% delle terre coltivate che subiscono degrado e desertificazione. In Italia, oltre alle Regioni già colpite, le previsioni riguardano anche la Pianura Padana, dove nei prossimi 30 anni si stima un impatto economico della desertificazione di 20/22 miliardi di euro, con una riduzione del Pil del 20%, mentre la perdita nei prossime 50 anni per il turismo sarebbe di circa 30 miliardi di euro a causa della possibile scomparsa di migliaia di km di coste. L’approccio all’emergenza però dovrebbe avere un carattere globale. Secondo gli esperti dell’Unccd, la Convenzione Onu per la lotta alla siccità e alla desertificazione, il primo passo deve essere quello di un «protocollo contro la sete», per riuscire a fornire ad ogni essere umano almeno 45 litri di acqua, vitale alla sopravvivenza. L’obiettivo, quello di risparmiare e valorizzare l’oro blu del Pianeta, evitando i terribili conflitti che si potrebbero scatenare in futuro per l’approvvigionamento della risorsa.

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desertificazione
IV rapporto ICPP
Zanotelli: l’acqua è un diritto
Clima e ambiente: Colonnello Costante De Simone 
Acqua tra bene comune e merce
parte prima
parte seconda
Energia e ambiente
(Filmati da Rainews24)

Gli effetti dei cambiamenti climatici raggiungeranno livelli devastanti tra solo vent’anni. Centinaia di milioni di persone resteranno senza acqua mentre epidemie come la malaria colpiranno l’umanita’ anche in zone non tropicali. E’ il quadro allarmante tracciato da uno studio effettuato da una commissione internazionale sui mutamenti climatici, Intergovernmental Panel on Climate Change, un network che fa capo alle Nazioni Unite, con il contributo di circa 1000 esperti, che sara’ presentato il mese prossimo in Belgio e di cui alcuni media hanno ottenuto anticipazioni.
Il documento lancia un appello ai governi di tutto il mondo: "Bisogna agire subito". Il rapporto, il secondo ad essere pubblicato di una serie di quattro, e’ visto da molti come la ‘prova definitiva’ della gravita’ della situazione del riscaldamento del nostro pianeta.
 

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