CONTRO I BRACCONIERI

Animali
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IL COORDINAMENTO DELLE ASSOCIAZIONE
PROTEZIONISTICHE SI COSTITUIRA’ PARTE CIVILE
NEL PROCESSO CONTRO I BRACCONIERI “DI CASA NOSTRA”
IN TRASFERTA, CHE HANNO MASSACRATO
BEN 46 BALLERINE BIANCHE E ALTRE SPECIE SUPERPROTETTE.

Il Coordinamento delle associazioni protezionistiche Vicentino
ha accolto con sdegno la notizia apparsa nel giornale di Vicenza,
che a Eboli, un paio di cacciatori di Grumolo Delle abbadesse,
Manuel Festini Sughi, e Alessandro Tonello ( fonte il G. di V. 9 nov. )
hanno fatto strage di Ballerine Bianche ( Motacilla Alba ),
un insettivoro “superprotetto” del peso di pochi grammi,
un uccelletto dalle lunghe zampette, dal becco finissimo e lungo,
dal colore candido striato di grigio/nero, un animaletto elegante,
che si muove in un “eterno balletto”.

Prima di essere intercettati dalle guardie volontarie dell’ENPA,
i cacciatori “di casa nostra” hanno potuto abbatterne ben quarantasei,
un numero che non lascia dubbi sulle reali intenzioni dei cacciatori,
che sono stati denunciati penalmente anche per una serie pesante di
altri reati.

Ora ENPA, LAC, LIPU E WWWF, hanno deciso di costituirsi parte civile
nel processo contro questi personaggi, che hanno dimostrato
un totale spregio delle regole e delle leggi in materia.

Ha dichiarato Renzo Rizzi responsabile del settore Fauna dell’ENPA
Vicenza: “Un grande plauso và fatto alle guardie Zoofile dell’ENPA
di Eboli, che hanno pizzicato i “bracconieri”. Ciò dimostra ancora una
volta l’importanza del lavoro delle guardie volontarie. Il mio
ringraziamento e la mia stima vanno a tutti loro, che svolgono
un servizio sociale a costo zero per la società.
Purtroppo questa è solo la punta dell’iceberg: i cacciatori
Vicentini sono conosciuti non solo in sud-Italia, ma oramai
in gran parte d’Europa come degli “autentici razziatori”
senza regole. Sono centinaia ogni anno le segnalazioni di massacri
veri e propri compiuti da Vicentini nel Sud ma, soprattutto,
nei paesi dell’ex Jugoslavia. Non è semplice riuscire a contrastare
questo fenomeno, tanto è vero che non riusciamo ad avere risultati
nemmeno nella nostra provincia.

Se la maggior parte dei cacciatori berici si comporta in questo modo,
ovvero non rispetta le leggi, la responsabilità maggiore va cercata
nelle istituzioni che non fanno abbastanza per “educare” i
Cacciatori a un rispetto totale delle leggi e delle altre persone.
Ma le responsabilità vanno ricercate soprattutto nei dirigenti delle
associazioni venatorie e nei politici di riferimento, che pur di non
perdere potere e di guadagnarsi qualche iscritto, sono pronti a
proporre una caccia sempre più estremista e senza regole. E’ una
cosa vergognosa e indegna di un paese civile.

Un altro caso grave ci è stato segnalato dalle autorità di Rovigo,
mercoledì 8 novembre, dove sono stati denunciati penalmente dei Vicentini
che abbattevano allodole nel Polesine utilizzando richiami acustici
vietati”.

Comunicato del Coordinamento protezionista vicentino del 10 novembre 2006
Portavoce C.P.V. Renzo Rizzi 329 4703160

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