I vegetariani contro Grillo: “Predica bene ma mangia animali a crepapelle. E se ne vanta”

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A puntare il dito contro Beppe Grillo questa volta sono i vegetariani di Verona, che non sono andati ad applaudire il famoso comico genovese per protestare contro le sue recenti dichiarazioni.

Bartolo Fracaroli

(vegetariani.it) 18 aprile 2006 – Beppe Grillo, l’asso del "ridendo castigat mores" dello spettacolo comico-cabarettistico italiano, sarà di nuovo a Verona lunedì 17, a Pasquetta, per una sua serata alle 21 al Palasport. Previsto l’afflusso di un folto pubblico dato che la formula del delegare ad altri i propri scrupoli, riflessioni, progetti, critiche e proposte è un diffuso sport nazionale in luogo della partecipazione diretta al consesso civile con richieste, censure, alternative; visto che fa anche ridere, il Grillo, meglio per tutti. Basta pagargli il biglietto, altrimenti legge ad alta voce l’elenco dei portoghesi (è successo anni fa in piazza dei Signori, il comico brandeggiava dal cestello di un’altissima gru)

Ad applaudirlo non ci saranno proprio tutti i suoi vecchi fan veronesi (e italiani, isole comprese) perché, recentemente, ha compiuto uno scivolone d’ala che gli ha alienato le simpatie di animalisti e vegetariani.
L’accusa d’incoerenza è partita da Verona: il medico di famiglia Riccardo Trespidi, presidente del comitato scientifico dell’Associazione Vegetariana Italiana – noto per la sua difesa etica, di medicina generale ed anche socioeconomica e di vantaggio salutistico dell’astensione dall’alimentazione carnea – insieme a centinaia di vegetariani italiani, gli aveva scritto (www.beppegrillo.it), con simpatia, per la sua presa di posizione contro la vivisezione animale, una pratica ancora molto diffusa nella facoltà italiane di medicina, nei reparti di ricerca delle industrie farmaceutiche (anche a Verona), nei laboratori di prodotti di bellezza e cosmetica varia, peraltro già largamente condannato come superfluo da una vasta letteratura che ha avuto,recentemente, il sigillo di biasimo della rivista "Nature" del 1° novembre 2005. Il pilastro mondiale dell’informazione medica l’ha definita "cattiva scienza" di pessima qualità, mediocre indicatore coi test animali che: "Non sono in grado di fornire dati precisi sulla tossicità riferita all’uomo". Si pensi agli effetti devastanti e mutageni su almeno 25 mila neonati focomelici che ebbe 40 anni fa la Talidomide (nato come sedativo antinausea per donne gravide).
In centinaia di blog, Grillo si diffondeva , raccogliendo ampio consenso, sulla sua contrarietà alla vivisezione e sperimentazione su cani, gatti, scimmie, topi, maiali, porcellini d’India ed altri esseri viventi, assicurando la propria adesione alle associazioni contrarie e citando una celebre frase di Albert Einstein." Nessuno scopo è così alto da giustificare metodi così indegni".
"Bravo, bene – gli scrissero i vegetariani – ma non soffrono, ne siamo convintissimi, anche gli animali allevati e uccisi per l’alimentazione umana, non hanno diritto anche loro a compiere sereni la loro esistenza, peraltro non scevra di rischi e pericoli, senza essere costretti in gabbie, stie, affollati capannoni e: castrati, mutilati dei becchi, dei barbigli, degli affetti parentali, della libertà, per essere destinati all’ingrasso ed alla maturazione per il macello, magari gasificati (per non intaccarne la preziosa pelliccia da signore bene), o fulminati, o dissanguati lentamente (macellazione islamica ed ebraica) ed altre nefandezze quotidiane in tutto il mondo, dove, gli animali, li mangiano tutti, cani e gatti compresi (Cina). Per non palare dei pesci. E giù a ricordare al comico del progresso e della civiltà anche le notizie del giorno: le 325 mila foche neonate bianchissime che vengono uccise, o stordite, a randellate sul pack artico – su precisa autorizzazione di Cina, Canada e Norvegia – in questi giorni, scuoiate vive (per fare più in fretta, a sangue caldo e cuore battente), le balene cacciate specie dai giapponesi (a scopo scientifico), gli orsi, allevati in gabbia in Cina con un catetere nel fegato per estrarne costantemente la bile, "preziosa" nella medicina orientale come il corno di rinoceronte, il serpente essiccato, le scimmie, altri, altri ancora.
La parola chiave dei blog era: "Perché l’uomo per vivere deve togliere la vita ad altro essere vivente, che diritto ne ha quando si può benissimo vivere, e meglio, di frutta, verdure e cereali, magari integrali?" E poi: "Lo sa Grillo che per ottenere un chilo di carne da un bovino bisogna mangi 12 chili di cereali? Sa quante persone si sfamano con 12 chili di cereali? Si risolverebbe il problema della fame nel mondo".
Ed è scoppiato il finimondo. Il Grillo furioso ha replicato: "Sono carnivoro, mi piace la carne, il prosciutto crudo, il salame, il lardo, la pancetta, l’ossobuco, la carne cruda, lo zampone e il cotechino con le lenticchie. Mi piace la bistecca alla fiorentina, quella di sette etti più l’osso. Forse deluderò i vegetariani, ma non mi sento per niente in colpa. Mangiare carne fa parte della mia natura. Mi dà però fastidio la crudeltà, l’insensibilità totale, la gratuita uccisione di esseri viventi al solo scopo di lucro. Come i cuccioli di foca. Boicottiamo i paesi che l’approvano".
Il dottor Trespidi gli ha replicato con una distinta di tutto ciò che comporta l’alimentazione carnea, la citazione di una frase di Seneca: "La facoltà a delegare altri a commettere ciò che in prima persona ci ripugna è la causa della maggior parte dei delitti" e l’auspicio di un’improbabile presa di coscienza vegana.

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