PERSONALITA’ E MEMORIA DEL PESCE

Animali
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(ANSA) LONDRA – Il pesce non è quell’animale stupido e smemorato che tutti pensano. Ha una memoria che può durare fino a tre anni, una sua personalità e una capacità di imparare dalla vita vissuta. Le prove sono scientifiche, e arrivano dall’Università di Liverpool. Secondo uno studio sulla trota arcobaleno ("Oncorthinkhus mykiss", detta anche "iridea" o "salmonata"), diretto dalla biologa marina Lynne Sneddon, i pesci possono essere spavaldi o timidi, curiosi o passivi, comunque capaci di cambiare carattere a seconda delle esperienze dirette o indirette che affrontano. E questo potrebbe spiegare anche le alterne fortune dei pescatori a caccia di prede.
Dai test eseguiti è venuto fuori che le trote più estroverse non si preoccupano di avvicinarsi a cibi considerati "insoliti", e corrono dunque il rischio di venire catturati. Al contrario, i pesci più riservati mostrano maggiore diffidenza. Inoltre, lo studio ha dimostrato che per questa famiglia di pesci l’esperienza insegna. "L’idea che i pesci possono ricordare soltanto per pochi secondi è un mito", dice Lynne Sneddon al "Times", "gli studi hanno dimostrato che possono memorizzare qualsiasi cosa fino a tre anni di distanza, e il pensiero dominante nella biologia marina ormai afferma che hanno diverse personalità. Alcune trote sono coraggiose, altre timide.
Le prime si prendono dei rischi, sono veloci nell’apprendimento, più attive e aggressive. Le seconde sono caute e riservate, e passano molto tempo al riparo da imprevisti. Entrambi poi apprendono dalle situazioni concrete: modificano il proprio carattere in base a quel che imparano da soli o dagli altri". L’esperimento eseguito dal gruppo di Liverpool, che sarà pubblicato sul prestigiosa rivista scientifica "Proceedings of the Royal Society", è stato suddiviso in tre fasi. Nella prima, i ricercatori hanno messo nelle vasche delle trote alcuni pezzi di "Lego" in forme ai pesci sconosciute. A seconda della capacità e velocità di approccio degli animali con gli oggetti, sono stati classificati come corraggiosi o timidi. In seguito, pesci dalla stessa personalità, ma di diverse dimensioni, sono stati messi nella medesima vasca in modo che si contendessero il territorio.
Dopo la lotta, le trote coraggiose vincitrici si sono comportate in modo ancora più spavaldo di fronte a mangimi o prede inusuali, mentre quelle sconfitte sono diventate più caute. Stesse conseguenze sono scaturite nell’ultima fase dello studio. Dopo aver messo un vetro a una sola direzione in un acquario (come quelli usati nelle carceri per il riconoscimento di criminali da parte dei testimoni), i biologi hanno scoperto che i pesci aggressivi cambiavano il proprio comportamento dopo aver spiato attraverso lo specchio i loro simili introversi di fronte ad avvenimenti non abituali.

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