Parma – Cani al freddo: la triste realtà dei segugi di Mulazzano

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Di certo non si può dire che siano maltrattati, ma che potrebbero stare meglio sicuramente sì.
L`aria dei cani felici l`hanno persa…e come biasimarli, dal momento che vivono in tre o quattro per gabbia, dividendosi cucce non coibentate, in un punto lontano e dimenticato di Mulazzano, proprio là dove finisce una strada e non passa mai nessuno.

Sono poco più di venti cani da caccia e conducono la loro esistenza accontentandosi di ricevere il minimo sindacale: acqua e cibo, catene lunghe quanto basta, pochissima compagnia dell`uomo, rare attenzioni. Un vecchio esemplare, in particolare, sembra patire più degli altri: la catena molto stretta intorno al collo, il pelo consumato dallo sfregamento, le articolazioni doloranti.

Passanti occasionali e qualche villeggiante estivo hanno iniziato a interessarsi a quel piccolo regno a parte, che non può essere definito in alcun modo: non è un canile, non è un allevamento… è un recinto, in cui diverse gabbie, di dimensioni variabili, pensano a dare ai segugi un limite da non valicare.

“Da almeno quattro anni siamo a conoscenza di questa situazione – spiega Cavalli, guardia zoofila -. E` una storia che procede con troppa lentezza, ormai va risolta”. Dopo le varie segnalazioni, nelle scorse settimane il Servizio veterinario della Azienda Usl di Langhirano ha invitato il Comune di Lesignano a emettere un`ordinanza.
“Abbiamo fatto vari sopralluoghi – spiega Michele Perlini del Servizio veterinario -. Nei nostri verbali abbiamo illustrato la situazione e in base a quanto definito dalla legge regionale in merito al benessere degli animali, abbiamo chiesto che venisse emessa un`ordinanza per imporre al proprietario di sistemare cucce nuove, di garantire più libertà di movimento ai cani e di migliorare il loro tenore di vita”.

L`ordinanza è stata emessa, sì, ma dopo settimane ancora tutto procede come se nulla fosse. “Il proprietario ha chiesto una proroga, ma non la accettiamo: date le settimane di ritardo, è come se l`avesse già ottenuta – spiegano dalla Usl -. Questa storia va sistemata”. Il padrone dei segugi non abita con loro, nessuno vive nei dintorni. E viene da chiedersi cosa spinga un uomo a tenere tanti cani in quelle condizioni.
“Sono tanti i cacciatori che riuniscono tutti i loro animali in un`unica proprietà – spiega un residente di Lesignano -, per comodità. Ma a quale prezzo? Qualcuno gli porta cibo e acqua, magari anche regolarmente…e poi escono tutti per andare alle battute di caccia. Ma questo sarebbe garantire il benessere di un animale?”.

E intanto che i venti cani attendono di trovare qualche conforto, specie in vista delle notti invernali, i tre compagni di sventura che alla catena li guardano dall`esterno del recinto paiono avere negli occhi lo stesso sguardo interrogativo: forse questa è davvero una vita da cani…

Anche Luca Radici, presidente di AmiciCani denuncia la situazione di Mulazzano: “Questa situazione non è assolutamente a norma e non rispetta i requisiti minimi della Legge regionale 5/2005 per varie ragioni: una catena mi è sembrata inferiore ai 3 metri e un cane aveva segni sul collo del collare di ferro che stringeva la pelle; le cucce non sono assolutamente coibentate e in caso di pioggia entrerebbe l`acqua. E` vero che al loro interno il proprietario ha messo il fieno, ma le dimensioni delle cucce non riescono assolutamente a tenere insieme cani di taglia media. Faticano a muoversi e non possono assolutamente correre. Il Comune di Lesignano, la Polizia Municipale e l`Asl di Langhirano hanno fatto benissimo ad emettere ordinanza per la sistemazione dell`area, ma mi sembra come sempre impossibile che in 4 anni il proprietario non abbia mai ricevuto multe e denunce. L`associazione che presiedo ha il compito di far rispettare le leggi in materia di benessere animale e ha sempre fatto di tutto per denunciare ogni situazione di maltrattamento o di non benessere di animale. Spero che questa situazione possa essere risolta nel migliore dei modi e nel minor tempo possibile, prima che l`inverno e le temperature davvero rigide abbiano il sopravvento”.

Giulia Coruzzi

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