GERARCHI DI UN’OPINIONE

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Sergio Sergi

Fin da bambino ho desiderato più d’ogni altra cosa disegnare e dipingere ispirandomi alla multiforme creatività di Madre Natura. Crescendo, ho voluto dedicarmi totalmente alla pittura, ma sulla mia strada ho incontrato il muro dell’ "Integralismo Artistico". Da sempre mi sono trovato davanti pittori, critici, galleristi, giornalisti, dilettanti e appassionati vari della pittura, tutti uniti dallo stesso dogma: un pittore, per potersi affermare, deve tassativamente mantenere uno stesso stile, essere riconoscibile dal "tema fisso", seguire la linea del discorso di una stessa formulazione del quadro. Era assolutamente proibito proporre due quadri differenti per tematica in una stessa mostra, pena la morte della propria stessa carriera e l’esclusione da ogni eventuale prospettiva di affermazione. E non aveva alcuna importanza che i due quadri in questione fossero, anche se totalmente diversi, bellissimi, originali e dotati di una profonda radice filosofica: il fatto che fossero diversi bollava il pittore che li aveva eseguiti come "inaccettabile", "immaturo", "non artista".

In tutte le mostre il potere dei gerarchi dell’opinione dello "stile fisso" dominava e domina incontrastato. Ma io non mi sono mai piegato alla violenza di questo dictat e, pagando di persona con la costante esclusione da tutte le possibilità di conseguire un benessere economico, ho continuato a seguire l’insegnamento creativo del massimo Artefice, la Natura stessa. Essa, lungi dal prestare orecchio ai critici dell’arte, crea lo scorpione e la balena, che non si assomigliano affatto, crea il rinoceronte e l’albatros che non si assomigliano affatto, crea il diamante ed il fungo porcino, che non si assomigliano affatto, crea la galassia ed il batterio.

Che linea creativa segue il mio Maestro, la Natura? Che discorso sta portando avanti? Uno dei massimi paleontologi contemporanei, Stephen Jay Gould, nel suo libro "La vita meravigliosa" spiega come nell’antichissimo periodo del Cambriano il passaggio dagli organismi monocellulari agli organismi pluricellulari sia stato improvviso: nello stesso momento appaiono sulla terra tutti gli antenati di tutti i tipi di esseri viventi attuali e non attuali,  i "Philum". Questo tuttora inspiegabile e misterioso fenomeno è definito "l’esplosione del Cambriano", avvenuto seicento milioni di anni fa. E voi vorreste che un artista che si ispira alla ridda infinita di forme e colori della Natura ripeta lo stesso quadro fino alla nausea per farsi accettare dai gerarchi dell’opinione della "linea fissa"? Lo stile, a mio avviso, non è l’aspetto esteriore del quadro, ma l’aspetto intimo, interno, esoterico del quadro stesso.

Chiunque abbia un minimo d’occhio e di sensibilità vedendo una mia opera riconoscerebbe la mia mano, il mio tocco: lo "stile" appunto.
Questo è lo stile, e non "obbedire alle imposizioni ed alle idee di altri".

Come la natura crea il fiore e la nuvola, così l’artista dotato di talento che si ispira ad essa ha il diritto di creare oggi un astratto, domani una figura, dopodomani un ritratto o un insieme di tasselli colorati, una divinità indiana rivisitata in Occidente o, chissa…? Chi può imporgli come agire, come creare, quali limiti o tagli alle sue ali deve masochisticamente operare nella speranza e nel ricatto di un’accettazione da parte dei mediocri e dei violenti gerarchi di un’ opinione?
Se mi sarà dato di fare ancora una mostra, starò bene attento a che ogni quadro sia totalmente differente in tutto e per tutto da ogni altro della mia stessa mostra. E se critici, galleristi, pittori e museificatori avranno qualcosa da dire, li manderò da Madre Natura alla quale probabilmente si rivolgeranno così:
"Ma per Bacco, Madre Natura! Hai creato la formica e la balena! Non hai mantenuto uno stile! Non potrai mai affermarti nell’arte!".

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