Coronavirus in Cina, 25 morti. Primo caso a Singapore. Pechino chiude la Città Proibita e cancella i festeggiamenti del Capodanno

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Salgono a 25 i morti in Cina a causa del coronavirus e oltre 600 persone sono state contagiate. E dopo gli Stati Uniti, un caso sospetto è stato individuato a SingaporeFiumicino sono arrivati i primi passeggeri provenienti da Wuhan, la città-focolaio, e in Cina le misure decise dalle autorità per evitare la diffusione del contagio sono sempre più severe: le autorità hanno chiuso la Città Proibita di Pechino che, insieme a Macao, ha annullato i festeggiamenti per il Capodanno cinese del 25 gennaio, occasione in cui viaggiano milioni di persone all’interno e verso il Paese. Un evento di cui si sono ampiamente occupati i media nazionali che, invece, hanno ignorato l’epidemia. Il timore che il contagio peggiori nel corso delle festività ha affondato i listini del secondo mercato azionario al mondo, indebolito lo yuan e fatto scendere i rendimenti sui bond governativi, visti come ai minimi dal 2016. La Borsa di Shanghai ha perso il 2,75% in quella che è stata la peggior seduta di fine anno della sua storia.

Primo caso a Singapore – Riguarda un uomo di 66 anni di Wuhan, arrivato a Singapore il 20 gennaio scorso. Il figlio di 37 anni è trattato in ospedale come caso sospetto mentre i suoi compagni di viaggio sono in quarantena. Un’altra donna di 53 anni, anch’essa cinese, è risultata positiva ai test preliminari, ancora in attesa di conferma.

Cinema e teatri chiusi, code nei supermercati – I trasporti in ingresso e uscita da Huanggang ed Ezhou, nella provincia cinese di Hubei, saranno bloccati dalla mezzanotte locale di giovedì mentre teatri, internet café e altri centri sono chiusi da oggi. A Wuhan polizia, unità speciali e soldati controllano la stazione ferroviaria, mentre aeroporti, metropolitana, stazioni dei traghetti e dei pullman di lunga distanza sono bloccate. Sui social media si legge che teatri e altri negozi della città hanno cancellato spettacoli e appuntamenti. Il colosso tech Huawei ha annunciato il rinvio di una grande conferenza per sviluppatori in programma a febbraio a causa dell’emergenza coronavirus a Wuhan. La HDC.Cloud Huawei Developer Conference 2020 era in programma per l’11 e il 12 febbraio a Shenzhen.

Le persone formano lunghe code fuori dai supermercati, dove gli scaffali sono ormai quasi vuoti, e tutti indossano mascherine, secondo l’obbligo imposto dalle autorità per i luoghi pubblici. Tuttavia, è emerso che vari eventi sono stati cancellati in diverse città, anche a Pechino. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha in programma oggi un nuovo incontro degli esperti, per stabilire se dichiarare l’emergenza sanitaria globale, “evento straordinario” che comporta rischio per altri Paesi e richiede una risposta internazionale coordinata. Ripercussioni anche sull’industria del cinema in Cina nel mezzo dell’allarme per il nuovo coronavirus. Secondo il South China Morning Post è stata rinviata sine die l’uscita nelle sale di sette film, compresi Boonie Bears: The Wild LifeLegend of Deification e Detective Chinatown III. I film sarebbero dovuti uscire nei prossimi giorni e c’era grande attesa tra il pubblico, ma le case di produzione cinematografica hanno deciso per il rinvio.

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