Coronavirus, quali Paesi europei hanno più posti in terapia intensiva?

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Alice Tidey

L’Italia, diventata giovedì la nazione al mondo in cui il coronavirus ha ucciso di più, è anche uno dei Paesi dell’Unione Europea meno preparati ad affrontare la pandemia se si guarda ai posti letto negli ospedali. Lo suggeriscono i dati dell’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.
Prima dello scoppio della pandemia, il Belpaese disponeva di 2,6 posti letto in terapia intensiva (ICU) per ogni 1.000 abitanti.

La malattia COVID-19 ha spinto diversi sistemi sanitari ad annullare interventi chirurgici non urgenti e a tagliare interi servizi di modo da poter aprire nuovi posti di terapia intensiva per i pazienti contagiati dal Sars-CoV-2.

Italia

Il numero di morti per il virus in Italia ha raggiunto giovedì quota 3.405. La Cina è stata superata di 150 decessi.

Dopo anni di austerità in cui sono stati tagliati 25mila posti letto ospedalieri, il governo ora prevede di portare in un solo mese a più di 6mila il numero dei letti in terapia intensiva, ossia il 20 per cento in più rispetto all’inizio della crisi.

Nel dettaglio, il numero maggiore di posti letto in rianimazione è previsto venga allestito in Lombardia, dove agli 860 posti pre-esistenti si aggiungono 340 posti già attivati e 400 previsti nella struttura straordinaria della Fiera di Milano.

Secondo uno studio dell’Istituto Mario Negri, nel momento di picco della diffusione del virus potrebbero essere necessari in Italia almeno 4000 posti aggiuntivi in terapia intensiva.

Secondo i dati Ocse, nel 2017 l’Italia poteva contare di 2,6 posti letto ICU totali ogni 1.000 abitanti, classificandosi al 19° posto su 23 paesi europei.

Il Ministero della Salute ha confermato a Euronews che il Paese contava 5.090 posti letto in terapia intensiva prima della crisi e ha detto che prevedeva di aumentare tale cifra di almeno il 50%.

L’agenzia di stampa AGI ha stimato in 3.700 il numero di posti letto ICU allestiti dalle varie regioni, arrivando così a sfiorare i 4.000 ritenuti necessari per affrontare la crisi.

I medici italiani hanno detto a Euronews che i pazienti colpiti da coronavirus passano in media 15 giorni in terapia intensiva – molto più dei cinque o sei giorni necessari di degenza media – e che talvolta è necessario valutare quali pazienti abbiano più possibilità di sopravvivenza, visto il basso numero di posti letto in terapia intensiva. Il medico di famiglia Codogno, Marcello Natali, deceduto questa settimana, ci aveva raccontato di essere stato costretto a lavorare senza guanti nei primi giorni di emergenza.

Spagna

Secondo l’Ocse, il secondo Paese UE più duramente colpito dal COVID-19, la Spagna, era dotato di 2,4 posti letto in terapia intensiva per ogni 1.000 abitanti, appena sotto l’Italia. Trattasi di 4.404 posti letto, di cui 3.508 negli ospedali pubblici e 896 nelle cliniche private. Alla data di giovedì 19 marzo, la Spagna ha registrato 13.716 casi e 598 decessi.

Francia

Con 244 morti e 9.134 casi segnalati, la Francia è sul terzo gradino del triste podio europeo per numero di vittime da coronavirus. Nel 2018, il Paese poteva contare su 3,1 posti letto in terapia intensiva ogni 1.000 abitanti, ovvero circa 5.000 posti letto nelle strutture sanitarie pubbliche.

Il capo della Federazione per l’ospedalizzazione privata del Paese ha annunciato mercoledì che le cliniche private avrebbero aperto almeno 4.000 posti letto in terapia intensiva per rafforzare la risposta del sistema sanitario nazionale. Un ospedale militare è in costruzione nei pressi di Mulhouse, nella parte orientale del Paese, una zona particolarmente colpita dal virus.

Germania

Con 28mila posti letto in terapia intensiva, la Germania è la nazione che può contare del rapporto più favorevole rispetto alla popolazione; si tratta però di 6 posti letto ICU ogni 1.000 abitanti.

L’istituto Robert Koch, agenzia governativa per il controllo e la prevenzione delle malattie, ha richiesto giovedì al governo federale di raddoppiare la capacità, annullando gli interventi chirurgici non urgenti se necessario.

Il ministro della Salute Jens Spahn aveva avvertito ad inizio mese che molti dei posti letto di terapia intensiva erano già occupati a causa dell’ondata influenzale. La Germania ha riportato finora 8.198 casi di COVID-19 e 13 decessi.

Svizzera

Il Paese, che conta 8,6 milioni di abitanti, può disporre “di un numero compreso tra 1.000 e 1.200 posti letto per la terapia intensiva, di cui 800 sono oggi operativi”, ha dichiarato un portavoce dell’Ufficio federale della sanità pubblica a _Euronews. _”Questi dati saranno aggiornati nei prossimi giorni, anche in funzione di un potenziale aumento della capacità”, si legge nel comunicato inviatoci.

La Svizzera ha finora registrato 3.888 casi di COVID-19 e 33 decessi.

Polonia

Allarme dei medici anche in Polonia, dove, secondo le denunce, il sistema sanitario già saturo non è in grado di sostenere l’aumento esponenziale dei casi di contagio. Dei 4500 posti in terapia intensiva e dei 10.000 ventilatori polmonari, la quasi totalità è già impiegata nel trattamento post-operatorio. 20/03/2020

Fonte Link: euronews.com

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