Sabbia n.34 intitolata: “Dentro e fuori”.

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Sabbia 34 intitolata Dentro e Fuori

Marco Vettori
marco.vettori.512@psypec.it
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Sabbia n.34 intitolata: “Dentro e fuori”.

Dopo aver lavorato la sabbia mette nella sabbiera le figurine e poi commenta: ” Mi sento sparata tra la realtà dell’università e quella di casa. Da una parte c’è il mio essere ” persona” all’università con i mei lavori e dall’altra la realtà di casa mia. Stare fuori è molto gratificante, ma con nessuna delle persone che incontro, durante il giorno, passerei l’intera serata perché sono molto pesanti. Ho cercato di legare con una ragazza molto aperta e piacevole con le sue coetanee. Ieri abbiamo parlato insieme  per sdrammatizzare le tensioni provocate dal prossimo esame. All’università ci sono soggetti con cui posso rapportarmi tranquillamente e altre ragazze con le quali debbo sempre tenere ‘la persona” vigile.  Mi ha fatto molto bene far ridere le mie compagne di scuola facendo l’imitazione di politici e professori. Sono contenta che gli altri abbiano conosciuto una parte di me che non è legata ai voti e agli esami. Nella sabbia mio padre è vicino ad un tavolo e mia madre è seduta su una sedia; isolato mio fratello ascolta la radio. Mio padre fa in modo che in casa mia io non mi senta a mio agio perché considera la casa solo sua. Quando mio padre è in casa, io non posso fare quello che desidero. Lui non considera il mio studiare un lavoro! Di me non gli dico molto: non gli parlo delle mie cose e tantomeno dell’esame. Fargli sapere qualcosa di me, non me ne frega proprio niente! In mezzo alla sabbiera c’è un solco. Spazio che indica le situazioni e i luoghi dove non devo essere persona: la ginnastica dove mi rilasso e vedo un po’ di persone e il teatro. Il coccodrillino rappresenta la ginnastica; il bambino-tartaruga che costruisce un muro simboleggia il teatro. Anche se sono stanchissima io porto a teatro me stessa e lì con autenticità costruisco le mie esperienze positive e negative. A ginnastica e a teatro sono più me stessa.  A casa non posso parlare dell’università e del teatro perché non mi sentirei capita. Spero che i mei vengano a vedere la conclusione della mia rappresentazione a fine corso: così sentirò cosa ne pensano!”
La sabbiera è divisa in due da un solco centrale in cui sono posti tre personaggi: Partendo dall’alto, e andando verso il basso del vassoio, incontriamo: un ippopotamo con una ciambella gialla di salvataggio, un coccodrillo con le scarpe da tennis e un piccolo personaggio che costruisce un muro. Nell’attività teatrale e nella ginnastica Eli pare trovare un valido aiuto. Una ciambella di salvataggio per nuotare ‘nel mare magno’ della vita.  Il teatro è ambivalente: da una parte è il massimo della persona, dall’altra un modo per sciogliersi nel rapporto con gli altri. Isa sta costruendo se stessa per mezzo del teatro e dell’educazione fisica.
A sinistra della sabbiera sono presentate le varie parti femminili con le loro polarità: la ragazzina scanzonata in abiti succinti e la giovane donna con la borsetta. Jasmin e la signorina in gonna e camicetta elegante. Sempre a sinistra mette i maschili abbastanza uniformi già incontrati nelle sabbie precedenti: un ragazzo addormentato, due giovani in abito casual ed un uomo in giacca e cravatta. Le tipologie maschili che colpiscono in questa sabbia sono il militare con la bandierina (possibile esempio di rigidità conservatorismo) in opposizione all’indiano (che da una parte alza la propria mano in segno di pace e dall’altra imbraccia il proprio fucile) un maschile alternativo legato alla natura. Abbiamo, inoltre, nella parte del vassoio, a sinistra, un forte istintivo camionista con alla sua destra, all’estrema sinistra della sabbiera, un super eroe ‘Robin’ il giovane amico di Batman.  Dei super eroi si è parlato nella sabbia numero ventinove.  Alla destra della sabbiera, dopo il solco centrale, è presentata la realtà familiare: il padre in piedi, in atteggiamento strafottente, con lo sguardo rivolto verso la moglie, la madre seduta su una poltrona, rappresentata con una bambolina, ha le braccia aperte verso il figlio e il marito. Il fratello, seduto vicino a una grossa radio, è rappresentato per mezzo del personaggio ‘Tonto’ una macchietta poco intelligente del film a cartoni animati ‘Robin Hood’. La sedia per lei, nel vassoio esiste, ma lei non è presente. Sembra che Eloisa provi molta gelosia e rancore verso la sua famiglia. In questo momento Eli sente di poter esprimere e mettere nella sabbia ciò che prima non era in grado di poter dire. In parecchie sabbie precedenti la paziente ha messo un coccodrillo che dormiva sui libri, metafora di ‘un atteggiamento implosivo’, del suo controllo su certe potenzialità che se avessero avuto via libera sarebbero state esplosive. Adesso al centro della sabbiera c’è, in concomitanza con questo quadretto familiare, un coccodrillo con le scarpe da ginnastica. Eli esprime, attraverso il movimento corporeo che permette di far confluire in modo sano le proprie energie verso l’esterno, la propria aggressività esplosiva nel modo meno distruttivo possibile. La parte più positiva di questa rappresentazione sono i tre personaggi del solco centrale: l’ippopotamo con la ciambella di salvataggio, il coccodrillo con le scarpe da tennis ed il bambino-tartaruga che costruisce un muro. Essi appaiono muoversi nella direzione di Isa. Probabilmente stanno ad in indicare, in uno spazio temporale diacronico, una possibile effettiva integrazione.

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