Viaggiare all’estero nei giorni del coronavirus: tutti i Paesi che chiudono le porte agli italiani

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Gli spostamenti, quando cresce il pericolo di un contagio, sono sempre più complicati: la situazione evolve di continuo, ed anche le regole per chi si sposta potranno variare nelle prossime ore

di Biagio Simonetta

Fino a qualche giorno fa potevamo vantare uno dei passaporti più potenti al mondo. Oggi, il contagio da coronavirus sta ridisegnando le logiche delle frontiere. E noi italiani siamo diventati, in poche ore, quelli da tenere sott’occhio. Capita così che la Romania abbia predisposto la quarantena obbligatoria per chi arriva dall’area lombardo-veneta. Che la Francia raccomandi l’autoisolamento a chi rientra in Francia da Lombardia e Veneto. Che l’Austria blocchi dei treni per ore, nella notte buia del Brennero. Che la Gran Bretagna chieda la quarantena a chiunque arrivi dal Nord Italia. Qual è, quindi, la situazione per chi deve mettersi in viaggio? Cosa deve aspettarsi?

Gli spostamenti, quando cresce il pericolo di un contagio, sono chiaramente più complicati. E la situazione attuale non sarà quella definitiva. In generale, infatti, è molto probabile che essendo in una fase in costante evoluzione, anche le regole per chi viaggia possono variare in breve tempo.

 

In Italia
Al momento gli unici italiani che non possono spostarsi all’interno del territorio nazionale sono quelli della famigerata zona rossa. Si tratta dei residenti in una decina di comuni del lodigiano e del centro veneto Vo’ Euganeo. Per loro è scattata una limitazione territoriale, misura necessaria per contenere il contagio. Possono muoversi liberamente all’interno dell’area rossa, ma non oltrepassarla. Per il resto dei cittadini italiani, la situazione è in evoluzione.

I treni e i voli nazionali, così come i bus di linea che ogni giorno fanno da collante fra nord e sud della penisola, viaggiano regolarmente. Nonostante i pesanti disagi di lunedì 24 febbraio sulla linea ferroviaria. Per quanto concerne i treni, sia Trenitalia che Italo hanno intrapreso azioni di emergenza. Il personale di bordo è dotato di mascherina, mentre i dispenser di gel disinfettante per le mani sono stati installati lungo le carrozze. Anche alcune società di trasporto su gomma, come Simet, hanno deciso di intraprendere misure cautelari, aumentando l’attività di pulizie disinfettanti a bordo dei loro mezzi e programmando la distribuzione di mascherine con filtro e guanti monouso per tutti i passeggeri e per il personale di bordo.

Rimborsi dei treni
Per i clienti di Trenitalia e Italo che hanno acquistato un biglietto fino al 23 febbraio 2020, le due compagnie riconosceranno il rimborso integrale per qualsiasi viaggio e indipendentemente dalla tariffa acquistata, in caso di rinuncia al viaggio a causa del coronavirus. I biglietti di Trenitalia saranno rimborsati con un bonus elettronico di importo pari al valore del biglietto acquistato, utilizzabile entro un anno dalla data di emissione.

All’estero
È un po’ diverso il discorso per chi dall’Italia deve recarsi all’estero. I maggiori Paesi europei e occidentali non impongono limitazioni, al momento. Ma sono sempre più numerosi le nazioni che sconsigliano i viaggi in Italia. Alcune nazioni hanno già adottato misure preventive. Il caso più emblematico è accaduto nella mattinata di lunedì 23 febbraio, con un aereo Alitalia bloccato sull’isola Mauritius, nell’oceano Indiano. Circa 40 passeggeri, sui 212 totali, provenivano da Lombardia e Veneto. E le autorità locali hanno deciso di non farli sbarcare. Poco dopo è arrivata anche una comunicazione ufficiale del ministro degli Esteri locale, che di fatto ha chiuso i confini dell’isola ai cittadini italiani che provengono da Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna (oltre che ai coreani e ai cinesi).

Commissione Ue
Anche la Commissione Europea ha adottato misure cautelari nei confronti dei membri del suo staff che hanno visitato l’Italia. Chi negli ultimi 15 giorni è stato nella zona rossa, cioè nei focolai della Lombardia e del Veneto, è obbligato a lavorare da casa fino a nuovo ordine. Chi ci è solo passato, deve contattare i servizi medici della Commissione o lavorare da casa per due settimane. Chi ha missioni nella zona gialla (in sostanza tutto il Nord Italia), deve rinviarle.

Gran Bretagna
Londra non intende bloccare a causa del coronavirus i voli da e per l’Italia, su cui annualmente si spostano 3 milioni di turisti britannici, considerandola una misura controproducente. Lo ha detto il ministro della Salute, Matt Hancock, limitandosi a confermare alla Bbc le indicazioni sull’auto-isolamento per chi arriva nel Regno dal nord Italia e il consiglio di evitare viaggi negli 11 Comuni della zona rossa.

Il dipartimento della Sanità londinese ha invitato i cittadini britannici di ritorno dalle regioni italiane interessate dalla diffusione del coronavirus a mettersi in quarantena volontaria, a prescindere dalla presenza di eventuali sintomi. Stessa misura per i turisti provenienti dal nord Italia, per i quali – a questo punto – è sconsigliato andare in UK.

Spagna
Il ministero della Sanità ha sconsigliato i viaggi non strettamente necessari in 4 regioni italiane (Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna), oltre che in Giappone, Corea del Sud, Singapore e Cina. «Non c’è un divieto – dice il ministero – ma se il viaggio non è imprescindibile va evitato».

Austria
L’Austria ha bloccato per ore alcuni treni in arrivo dall’Italia. La situazione è poi rientrata, e al momento da Vienna non sembrano esserci novità relative a un eventuale blocco della frontiera.

Francia
In Francia, il governo ha invitato i cittadini a rinviare i viaggi nel Nord Italia. C’è poi la proposta di Marine Le Pen di valutare la chiusura dei confini con l’Italia è caduta nel vuoto. Ma il Paese transalpino ha disposto 14 giorni di isolamento per chi rientra da Lombardia e Veneto.

Russia
La Russia mette in guardia i propri cittadini contro i viaggi in Italia, Corea del Sud e Iran per cercare di contenere la diffusione del coronavirus nel Paese: l’autorità per la sicurezza dei consumatori, Rospotrebnadzor, ha esortato i russi a evitare di recarsi in questi Paesi “fin quando la situazione epidemiologica non si sarà stabilizzata”. Mosca aveva già sconsigliato i viaggi in Cina. Finora in Russia si registrano solo due casi di contagio, nessuna vittima.

India
Il ministero della Salute indiano ha annunciato oggi la possibilità di mettere in quarantena di 14 giorni i passeggeri in arrivo dall’Italia o che abbiano visitato l’Italia dal 10 febbraio scorso. Il ministero ha inoltre sconsigliato i cittadini di effettuare viaggi in Italia, Corea del Sud e Iran.

El Salvador
Il presidente di El Salvador, Nayib Bukele, ha disposto come misura per prevenire il contagio da coronavirus il divieto di ingresso nel Paese per le persone in viaggio da Italia e Corea del Sud. Lo ha reso noto il quotidiano La Prensa Grafica, precisando che il capo dello Stato ha anche ordinato che quanti sono entrati in territorio salvadoregno negli ultimi giorni siano posti in quarantena

Kuwait
La decisione più drastica, al momento, arriva dal Kuwait. Il Paese del Golfo, infatti, ha sospeso tutti i voli da e per l’Italia, la Corea del Sud e la Thailandia. Lo ha reso noto l’agenzia Kuna. È il primo paese a far scattare un provvedimento del genere nei confronti del nostro Paese. Inoltre, tutti i cittadini stranieri che hanno visitato le tre nazioni in questione nelle ultime due settimane non potranno entrare in Kuwait. E non verranno emessi nuovi visti. Per i kuwaitiani di rientro, invece, è stata predisposta la quarantena.

Bulgaria
Nessuna decisione governativa, al momento, in Bulgaria. Ma va registrata quella della compagnia aerea di bandiera, Bulgarian Air, che ha sospeso tutti i suoi voli da e per Milano fino al 27 marzo. Lo ha annunciato la stessa società attribuendo la decisione all’aumento dei casi di coronavirus nel nostro Paese. Tutti i passeggeri dei voli cancellati possono chiedere il rimborso completo dei biglietti o cambiare la data del viaggio senza costi aggiuntivi.

Sudafrica
Il Sudafrica ha annunciato che sottoporrà i visitatori in arrivo dall’Italia a controlli medici supplementari. Inoltre, chi entrerà nel Paese dovrà contattare immediatamente le autorità in caso di sintomi influenzali.

Croazia
La Croazia sconsiglia ai suoi cittadini i viaggi in Italia, e a chi arriva nel Paese dalle nostre regioni Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto è previsto un protocollo ad hoc: per chi arriva con sintomi influenzali è previsto un isolamento in ospedale, per chi invece non ha alcun sintomo sarà comunque predisposto un controllo obbligatorio per i 14 giorni successivi.

Israele
Anche Israele si sta muovendo. In questo senso, si registrano le parole ministro della Sanità Yaacov Litzman, che oltre a sconsigliare i viaggi nel nostro Paese, ha aggiunto: «Stiamo controllando per stabilire se l’Australia e l’Italia diventeranno Paesi i cui arrivi in Israele devono essere isolati al loro ingresso nel nostro territorio. Non abbiamo timore di imporre l’isolamento d’autorità».

Romania
La Romania è stata la prima ad alzare i muri. Il Paese ha fatto sapere che i cittadini italiani provenienti da Veneto e Lombardia devono sottoporsi a un periodo di quarantena di 14 giorni. Per ora la restrizione riguarda solo i cittadini delle aree rosse (che però non possono muoversi), ma non è escluso che venga estesa ai corregionali.

Serbia, Slovenia, Turkmenistan, Kazakistan
Altri Paesi che stanno via via ufficializzando misure protezionistiche nei confronti delle nazioni che fanno registrare casi di contagio sono la Serbia, Slovenia, Turkmenistan e il Kazakistan. Giova ricordare che i Paesi che al momento hanno chiuso le frontiere ai cittadini cinesi sono molti di più (fra questi la Russia). E non è escluso, dunque, che misure del genere possano essere adottate anche nei confronti dell’Italia, che ad oggi è il terzo Paese al mondo per numero di contagi.

Repubblica Ceca
Da oggi, all’aeroporto di Praga sono in corso misure di sicurezza per i voli in arrivo dall’Italia: «Per gli arrivi dall’Italia da mezzanotte riserviamo un gate dedicato con screening mirato e misure igieniche aumentate. Secondo le nostre informazioni, siamo il primo aeroporto al mondo ad adottare tali misure sugli arrivi dall’Italia» fanno sapere dallo scalo.

Iraq
Decisione severa anche da parte dell’Iraq, che ha vietato l’accesso ai cittadini italiani e a chiunque arrivi dal nostro Paese. Il governo di Bagadad ha deciso vietrare all’ingresso nel Paese anche per chi arriva da Cina, Thailandia, Corea del Sud, Giappone e Singapore e Iran.

Seychelles
Anche le Seychelles, paradiso delle vacanze, chiudono le frontiere agli italiani. In particolare, si legge in un aggiornamento sul sito di Viaggiare Sicuri gestito dall’Unità di Crisi della Farnesina, che «le autorità locali hanno vietato a tutte le compagnie aeree con voli diretti alle Seychelles di imbarcare passeggeri che siano stati in Italia, Cina, Sud Corea e Iran negli ultimi 14 giorni. Analogamente, i passeggeri che arrivano via mare non potranno sbarcare se sono stati Italia, Cina, Sud Corea e Iran negli ultimi 14 giorni».

Giordania
Anche la Giordania, meta molto battuta dai turisti, ha deciso di chiudere le frontiere agli italiani. Il Paese arabo chiude gli accessi alle persone che provengono dall’Italia, ma anche da Paesi come Cina, Corea del Sud e Iran, analogamente colpiti dall’ormai famigerato virus COVID-19.

Coronavirus: la Turchia sconsiglia i viaggi in Italia
La Turchia sconsiglia i viaggi nelle regioni colpite dal coronavirus in Italia «a meno che non sia necessario». A indicarlo è il ministero degli Esteri di
Ankara, che applica la stessa raccomandazione all’Iraq.

Parlamento Europeo
La Direzione Generale del personale del Parlamento Europeo ha emesso una circolare nella quale si chiede ai membri dello staff e a tutti i dipendenti del Parlamento che negli ultimi 14 giorni hanno viaggiato nelle zone colpite dal Coronavirus, tra cui anche il nord Italia, di restare a casa per 14 giorni. Da Bruxelles hanno precisato che non c’è nessun tipo di discriminazione verso gli italiani.

I diritti dei viaggiatori
Le associazioni di categoria si stanno già muovendo. Molto italiani, in queste ore, stanno decidendo di cancellare i loro viaggi programmati da tempo. Anche in questa occasione, vale una regola ormai consolidata. Chi cancellerà il viaggio verso Paesi dove non vigono espressi divieti, avrà poche chance di ottenere dei rimborsi. Discorso differente, invece, per chi non potrà più partire per ragioni riconducibili in modo diretto al coronavirus (zone off limits o simili). In quest’ultimo caso, infatti, un eventuale rimborso è un’ipotesi più che concreta. 24 febbraio 2020

Fonte Link: ilsole24ore.com

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