Calenda sulla Consob: “Errori gravi, la Gabanelli ha ragione”

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Il ministro dello Sviluppo Economico accoglie la tesi di Report sulla responsabilità di Giuseppe Vegas per l’eliminazione degli scenari di probabilità nei prospetti informativi delle obbligazioni bancarie. L’Unione Nazionale Consumatori torna a chiedere le dimissioni del presidente dell’Authority

ROMA – “Non sta al governo commentare l’operato di autorità indipendenti, ma degli errori gravi sono stati fatti. La Gabanelli ha ragione”. Lo afferma il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, intervistato da Giovanni Minoli su Radio24 sull’operato della Consob. Il riferimento è all’eliminazione degli scenari di probabilità nei prospetti informativi delle obbligazioni bancarie da parte della Consob, denunciata dalla trasmissione Report, in relazione al caso delle quattro banche messe in procedura di risoluzione nel novembre dell’anno scorso, Banca Etruria, Cassa di Risparmio di Ferrara, Banca Marche e Cassa di Risparmio di Chieti.

Nei giorni precedenti il presidente della Consob Giuseppe Vegas, attaccato anche da diverse associazioni dei consumatori e dal Movimento Cinque Stelle, aveva replicato alle accuse di Milena Gabanelli su Report precisando in una nota ufficiale che  “la Consob non ha mai abrogato l’obbligo di inserire gli scenari probabilistici di rendimento nei prospetti informativi delle obbligazioni bancarie per il semplice fatto che non è mai stato introdotto, né a livello nazionale né a livello europeo, alcun obbligo di includere nei prospetti questa informativa”.

Puntuale la controreplica di Report, che sottolinea come invece il documento del 2009 da prendere in considerazione non sia quello scelto da Vegas, ma un altro, vale a dire il Regolamento intermediari del marzo di quell’anno firmato da Lamberto Cardia, in cui si afferma che “per illustrare il profilo di rischi o di strutture complesse, è utile che l’intermediario produca al cliente anche le risultanze di analisi di scenario di rendimenti da condursi mediante simulazioni effettuate secondo metodologie oggettive”.

In seguito, osserva Gabanelli, “la nota informativa inviata al presidente Vegas dal Responsabile della Divisione Emittente il 3/5/2011 e che Report ha mostrato in trasmissione dice chiaramente che, a seguito di indicazioni impartite dallo stesso Vegas, gli uffici della Consob dovranno invitare le banche a non inserire gli scenari di probabilità nei prospetti e ‘ne richiederanno l’eliminazione nel caso in cui il prospetto li dovesse comunque riportare per autonoma iniziativa del proponente’. Questo è sabotaggio delle decisioni della Commissione”.

Una tesi che evidentemente viene accolta anche dal ministro dello Sviluppo Economico, che rispondendo a una domanda precisa di Minoli dà apertamente ragione alla Gabanelli. Di conseguenza, l’Unione Nazionale Consumatori torna a chiedere le dimissioni di Vegas: “Dopo la dichiarazione del ministro Calenda, a Vegas non resta che dare le dimissioni, anche solo per un fatto di opportunità, per evitare di danneggiare l’immagine della Consob e preservare l’istituzione”, dichiara il segretario nazionale dell’associazione, Massimiliano Dona. “Ora, però, anche il governo deve fare la sua parte, – aggiunge Dona – intervenendo laddove le Authority hanno mancato, vietando la vendita agli sportelli delle obbligazioni subordinate e ripristinando gli scenari probabilistici. Non possiamo sempre attendere che sia l’Europa a tutelare i risparmiatori, tanto più che gli altri Paesi non truffano i loro clienti come succede in Italia, vendendo loro prodotti inadeguati al profilo di rischio”.

Immediata la replica di Vegas: “Presiedo una autorità che il Parlamento ha voluto indipendente fin dalla sua legge istitutiva del 1974. Il legislatore ad oggi ha fatto una scelta opposta rispetto a quella dello spoil system, il meccanismo che comporta l’azzeramento dei vertici amministrativi di pari passo con gli avvicendamenti politici e di governo”. Secondo Vegas la Consob “ha sempre operato con
l’unico obiettivo di perseguire i suoi fini istituzionali, fissati dalle norme nazionali ed europee. Prendo atto delle pressioni politiche esercitate nei miei confronti da alcuni esponenti di governo sono sollecitazioni che prendono mosse da ricostruzioni mediatiche alle quali ho già replicato e ritengo di aver dimostrato l’infondatezza delle accuse”.

Fonte Link repubblica.it

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