Il Consorzio del Prosciutto di Parma: “Crisi senza precedenti.

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Calo delle vendite in Italia e riduzione delle esportazioni. Il presidente Capanna: “Le nostre cantine sono piene di prodotto invenduto che rallenta la produzione e la mancanza di liquidità”


“Stiamo vivendo una crisi senza precedenti nella nostra storia che sta comportando ad oggi una perdita complessiva di almeno il 30% del nostro fatturato. Addirittura per la prima volta alcune nostre aziende hanno chiesto l’accesso alla cassa integrazione per i propri dipendenti”.

L’effetto Coronavirus sul Consorzio del Prosciutto di Parma è nelle parole nette del presidente Vittorio Capanna.

Sono molte – spiega a Repubblica Parma l’associazione che raggruppa 140 aziende produttrici – le difficoltà che noi produttori ci troviamo ad affrontare. È indubbio che il tutto trae origine principalmente dal calo delle vendite in Italia, di circa 35%, e dalla riduzione di almeno il 30% delle nostre esportazioni. La drammatica riduzione delle vendite al banco assistito della Grande distribuzione organizzata e la chiusura dell’HoReCa (hotel, ristoranti e catering, ndr) – principale canale di sbocco per i mercati extraeuropei – hanno infatti fortemente compromesso l’andamento commerciale del Prosciutto di Parma. È vero che l’affettato sta registrando buoni risultati, ma non è in grado di compensare le perdite complessive, poiché rappresenta solo il 10% del totale delle vendite di Parma. 

“A questo – prosegue Capanna – fanno seguito altre problematiche. Le nostre cantine sono piene di prodotto invenduto che rallenta la produzione e la mancanza di liquidità. Il tutto con ripercussioni sugli altri anelli a monte della filiera, la macellazione e il sistema dell’allevamento” che proprio nelle ultime ore ha lanciato da par suo un altro grido d’allarme.

“La sfida oggi è davvero quella di salvare le nostre aziende”.

Per questo il Consorzio di tutela di una delle Dop italiane più note al mondo con quasi nove milioni di cosce marchiate con la Corona Ducale nel 2019, ha messo in campo, direttamente e in collaborazione con il Governo, una serie di azioni per sostenere le produzioni italiane e il consumo dei prodotti di qualità.

Ovvero una campagna di comunicazione internazionale focalizzata sui prodotti Dop e Igp; il ritiro straordinario di Prosciutto di Parma da destinare agli indigenti; i contribuiti per l’ammasso privato; un progetto di promozione del canale HoReCa nel mondo; abbiamo inoltre richiesto e ottenuto una modifica temporanea al Disciplinare per estendere di 30 giorni la shelf life del Prosciutto di Parma preaffettato, un’operazione molto efficace per i mercati extraeuropei.

Si tratta – conclude il Consorzio – di un lavoro di risanamento in divenire. È chiaro che la speranza è che la ristorazione e gli altri settori colpiti possano gradualmente tornare a operare a pieno regime, ma certamente le vendite perdute in questi mesi non potranno essere recuperate.

Al centro c’è la tenuta di un comparto che dà lavoro a tremila addetti solo per quanto riguarda la lavorazione, per un giro d’affari complessivo di 1,7 miliardi. 11 giugno 2020

Fonte Link: parma.repubblica.it

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