LA nuova FICA (Fiat Chrysler Automobiles) di Sergio Marchionne avrà Sede in Olanda e il Fisco in Inghilterra

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Sergio Marchionne

Si chiama Fiat Chrysler Automobiles il gruppo nato dall’integrazione di Torino e Detroit. La sede legale sarà in Olanda, secondo un modello già sperimentato con Cnh e la residenza fiscale a Londra (quest’ultima scelta annunciata ma non ancora definita). Il gruppo comunque continuerà a pagare le tasse nei paesi dove opera, ma Londra offre indiscussi vantaggi per il pagamento dei dividendi. Il settimo costruttore mondiale sarà poi quotato alla borsa di New York e avrà un secondo listino a Milano . A Wall Street il debutto potrebbe avvenire entro ottobre: «Ci stiamo lavorando» ha detto Marchionne nella conference call con gli analisti. La neonata società ha anche un logo inedito con l’acronimo Fca. Presentato a poche ore dalladiffusione dei conti : il titolo a Piazza Affari è stato sospeso per eccesso di ribasso e poi riammesso alle contrattazioni, ma continua a perdere.

«GIORNO STORICO»-Il consiglio d’amministrazione ha dato il via libera alla costituzione Fiat Group Automobiles N.V. che diventerà la holding del gruppo. Un giorno storico lo definisce l’amministratore delegato Sergio Marchionne- «il più importante della mia carriera»- sottolineando che «l’adozione di una governance internazionale e le previste quotazioni, miglioreranno l’accesso ai mercati globali con evidenti vantaggi finanziari». «La nascita di Fiat Chrysler Automobiles segna l’inizio di un nuovo capitolo della nostra storia». Così il presidente Fiat, John Elkann. «Ora possiamo dire di essere riusciti a creare basi solide per un costruttore di auto globale con un bagaglio di esperienze e di competenze allo stesso livello della migliore concorrenza». Per quanto riguarda agli azionisti, la proposta del cda prevede che ricevano un’azione FCA di nuova emissione per ogni azione Fiat posseduta e che le azioni ordinarie di FCA siano quotate al New York Stock Exchange con un’ulteriore quotazione sul Mercato Telematico Azionario di Milano.

«NESSUN IMPATTO SULL’OCCUPAZIONE»- A livello operativo non cambierà molto, almeno stando agli annunci: «L’attuale organizzazione in quattro regioni operative continuerà ad essere l’asse portante della nuova società. Tutte le attività che confluiranno in FCA proseguiranno la propria missione, compresi naturalmente gli impianti produttivi in Italia e nel resto del mondo, e non ci sarà nessun impatto sui livelli occupazionali». Ai primi di maggio poi è confermato l’arrivo di un nuovo piano strategico nel quale saranno svelati i progetti da assegnare agli impianti italiani.

IL SUCCESSORE? «SARA’ INTERNO»-Che sarà portato a termine da Marchionne, al timone almeno per altri tre anni come ha confermato agli analisti: «A Detroit ho parlato di un mandato di tre anni, ho questo impegno. Sono circondato da una buona squadra e il mio successore verrà da questo gruppo».

RIFINANZIAMENTO PER CHRYSLER- Da Detroit la Chrysler annuncia un rifinanziamento da 2,7 miliardi di dollari in obbligazioni «senior garantite». Verrà avviato poi il processo per il collocamento sul mercato di finanziamenti senior garantiti fino a 2 miliardi di dollari. Con il ricavato, il costruttore di Detroit intende rimborsare il prestito obbligazionario non convertibile emesso a favore del Veba trust il 10 giugno 2009.

LETTA: «L’IMPORTANTE SONO I POSTI DI LAVORO»- All’annuncio della Fiat risponde il premier Letta che lunedì a Roma aveva ricevuto Elkann e Marchionne. «La questione della sede legale della Fiat è secondaria rispetto a prima, contano i posti di lavoro, le auto vendute, la competitività e la globalità del gruppo e a questa guardiamo con fiducia perchè rappresenta una modalità di una grande industria, un marchio italiano globale». Fra i sindacati la Fiom va all’attacco e parla di «delocalizzazione».

 (modifica il 30 gennaio 2014)

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