Stt, Asp e Fondazione Teatro Regio Parma: le partecipate chiudono in rosso

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Teatro Regio di Parma

Perdite nei bilanci 2018 delle tre società. Analisi e prospettive
Sono stati esaminati in commissione consiliare i bilanci delle società partecipate Stt, Asp ad Personam e Teatro Regio. Tutte hanno chiuso i rispettivi esercizi finanziari 2018 in perdita.

Per quanto riguarda la holding Società di trasformazione del territorio, che controlla le società ancora in vita Stu Stazione e Stu Authority, il passivo è di 1,1 milioni di euro.

L’amministratore unico di Stt Luigi Bussolati: “Il risultato negativo è scaturito da costi straordinari riconducibili principalmente alla rinuncia al credito nei confronti di Area Stazione come condizione necessaria per omologare il nuovo 182 bis della stessa Stu”, ovvero la legge fallimentare sugli accordi di ristrutturazione del debito.

“La struttura patrimoniale è solida – rassicura Bussolati –. Stt detiene azioni Iren per circa 18 milioni di euro, 15 milioni collegati al fondo Polaris del Parma social housing e non ha debiti verso le banche”.

Ne ha, invece, nei confronti del Comune a cui deve 17 milioni di euro. “Si tratta di capire come pagarli: o vendiamo le azioni Iren o cediamo asset patrimoniali”.

“Non abbiamo nessuna fretta di decidere e la perdita registrata da Stt non è dovuta a una mala gestione” interviene l’assessore al Bilancio Marco Ferretti che ricorda il lavoro di “ripulitura” compiuto nella galassia delle partecipate: “Abbiamo fatto la nostra parte chiudendo cinque società su sette controllate da Stt che resta attiva per tutelare le ultime due rimaste”.

Per quanto riguarda le azioni Iren “siamo i primi a voler tutelare il patrimonio azionario Iren. Vendere le quote non ci è mai piaciuto e speriamo di non doverlo rifare in futuro” ha detto Ferretti appoggiando così implicitamente l’opzione di dismettere il patrimomiale immobiliare per coprire la posizione debitoria di Stt.

Se il destino di Stu Stazione è scritto nel procedimento di 182 bis, a gravare sul futuro della Stu Authority sono le cause giudiziarie in corso.

L’ultima in ordine di tempo è una richiesta di 7,6 milioni di euro da parte di un ex fornitore che ha lavorato in appalto alle opere dì urbanizzazione del comparto Efsa.

Poi c’è la vertenza aperta sulla sede della ex scuola Europea: la sentenza è stata emessa nel 2018 e Stt ha presentato appello lo scorso maggio. La controversia coinvolge l’immobile della scuola ex Pascoli di via saffi che  abre vevedrà l’ingresso degli alunni provenienti dall’istituo Ferrari di via Pini: “Non c’è il rischio che i bambini  finiscano in strada” ha tagliato corto Ferretti; dato che i tempi della giustizia, la prima udienza è fissata a novembre, lasciano ampi margini alla regolare attività didattica.

Fronte aperto in arbitrato anche con la società Ponte Nord.

Chiude in passivo pure la Fondazione Teatro Regio nonostante un sensibile aumento del valore della produzione arrivato a 13,5 milioni di euro. Il bilancio ha dovuto fare i conti con una minore entrata per 700 mila euro per un taglio ai finanziamenti deciso dal Mibact. Sforbiciata che ha provocato un ricorso al Tar (bocciato) della Fondazione.

Nonostante i maggiori proventi dai privati (le sponsorizzazioni nel 2018 hanno toccato 2,3 milioni di euro), la differenza tra il valore e il costo della produzione ha fatto segnare un disavanzo di 205 mila euro.

“Anche se la gestione ha chiuso in negativo, la risposta del pubblico, sempre più variegato, e dei sostenitori ha permesso di mantenere la programmazione annunciata limitando così la perdita che è stata coperta dai risultati positivi ottenuti nelle annualità precedenti” ha spiegato Daniela Parizzi della Fondazione.

“Il perno resta il progetto artistico e la qualità anche e soprattutto in vista di Parma capitale italiana della cultura”. Per cui non verranno tolte risorse alla progettazione, piuttosto saranno aumentati i rapporti di coproduzione e saranno messe a mercato attività come ad esempio le visite del teatro.

“La nostra dimensione, i mille posti del teatro, ci obbliga a un equilibrio difficile e raggiungere l’attivo non è semplice” è la considerazione del sindaco Federico Pizzarotti, presidente della Fondazione Teatro Regio.

Altra novità della Fondazione è il nuovo statuto, approvato dal cda lo scorso 28 giugno. Viene reintrodotta la figura del sovrintendente, che supererà la figura del direttore generale, ed è inserito l’organo di revisione.

“Il sovrintendente ha anche una competenza artistica, non solo tecnica e manageriale. Ed è il lavoro duplice che già svolge Anna Maria Meo. Quindi ci è parso opportuno reintrodurre la posizione dopo che era stata eliminata nel 2012”. Resta la possibilità di nominare anche un consulente artistico che in questa fase è Barbara Minghetti, attiva in particolare sul Verdi Off.

La perdita più pesante la fa registrare Asp ad Personam: meno 1,2 milioni. “Un disavanzo molto consistente” ammette l’avvocato Marcello Mendogniamministratore unico.

È lui a spiegare come si è generato il passivo. Primo elemento la mancata vendita di un immobile di proprietà di Asp in via Cocconcelli. “Avevamo programmato la cessione nel 2018 ma per la seconda volta l’asta non è andata buon fine. Parliamo di un palazzo di assoluto pregio, vincolato dalla Sovrintendenza, che ha bisogno di un intervento notevole di riqualificazione”. Niente plusvalenza, dunque, e cambio di strategia. Il palazzo non sarà più messo in vendita ma a reddito dopo la ristrutturazione. Abboccamenti già in corso con l’università per un futuro utilizzo.  

A pesare in maniera molto significativa sui conti sono i dati relativi al personale, capitolo che vale 15 milioni nel bilancio.

Intanto il rinnovo contrattuale dei dipendenti pubblici del 2018 ha comportato un maggiore esborso a favore dei 360 addetti.

Ci sono poi state più ore di assistenza di quelle riconosciute dall’accreditamento regionale. “Asp è ormai una lungodegenza, curiamo anziani che hanno esigenze assistenziali superiori a quelle concepite dal legislatore regionale anni fa. Molti arrivano dagli hospice” ha detto Mendogni.

E si prefigura un incremento delle necessità: “Entro il 2030-2035 l’andamento dice che a Parma ci sarà una vera e propria emergenza per quanto riguarda l’Alzheimer”. Asp si sta già attrezzando, utilizzando ad esempio il metodo Montessori per trattare le patologie cognitive neuro degenerative.

Aumenta inoltre il persone inidoneo: sono 50 i lavoratori che non possono essere impiegati nei turni di assistenza, per ragioni principalmente di carichi di lavoro non sopportabili, e vengono assegnati ad altre mansioni che però non sono remunerate dalle tariffe dell’accreditamento. Il conto è di 1,5 milioni.

Capitolo immobili. Le Tamerici debbono essere riadeguate alle esigenze dei servizi. E si riaffaccia la riqualificazione del Romanini-Stuard: obiettivo affidare i lavori in project financing entro la metà del prossimo anno dopo aver bandito la gara.  “Noi ci crediamo tantissimo, abbiamo già un progetto di massima con 50 posti accreditati, 20 posti sanitarie e funzioni complementari. Siamo fiduciosi che ci saranno operatori interessati a partecipare alla gara” .

E poi la valorizzazione di San Tiburzio e l’archivio storico che ha documenti antichissimi: “Dai materiali custoditi è possibile ricostruire la storia del welfare locale dal 1500 ai giorni nostri. E’ un patrimonio documentale da scoprire e sfruttare”. Infine Villa Ester, in Oltretorrente l’idea da concretizzare a breve è farne un punto di comunità nell’Oltretorrente con spazi a disposizione anche del liceo Marconi.

Lunedì 29 la delibera di assestamento economico del Comune sarà votata nell’ultima seduta di Consiglio comunale prima della pausa estiva. 25 luglio 2019 (Fra.Na)

Fonte Link: parma.repubblica.it

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